Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

martedì 10 febbraio 2026 · Santo del giorno

Santa Scolastica

Vergine

Santa Scolastica

Santa Scolastica, vissuta nel sesto secolo tra il quattrocento ottanta e il cinquecento quarantasette, nacque a Norcia in provincia di Perugia e morì a Montecassino in provincia di Frosinone. Sorella di San Benedetto da Norcia, ella è ricordata come vergine e il suo nome richiama al femminile gli inizi del monachesimo occidentale, fondato sulla stabilità della vita in comune. San Benedetto invita a servire Dio vivendo in comunità durature e organizzate, secondo un modello che prevede di dividere rigorosamente il tempo fra preghiera, lavoro o studio e riposo. Fin da giovanissima e fin dall'infanzia, Scolastica si è consacrata al Signore con il voto di castità. San Benedetto vive a Montecassino con i suoi monaci, mentre Scolastica fa vita comune con un gruppetto di donne consacrate in un altro monastero della zona. Fratello e sorella ebbero una profonda comunione in Dio, trascorrendo un giorno intero all'anno a Montecassino nelle lodi di Dio e in sacra conversazione.

La Chiesa ricorda Santa Scolastica come santa e il Martirologio fissa la memoria della sua deposizione. L'unico testo quasi contemporaneo che parla di Scolastica è il secondo libro dei Dialoghi di papa Gregorio Magno, pontificato tra il cinquanta novanta e il seicento quattro. I Dialoghi sono composizioni esortative ed edificanti che propongono esempi di santità senza ricercare il dato esatto e la sicura referenza storica, e papa Gregorio parla di Scolastica solo in riferimento a San Benedetto. L'Italia del tempo è contesa tra i Bizantini del generale Belisario e i Goti del re Totila, ed è devastata da entrambe le fazioni. Roma si è arresa ai Goti per fame dopo due anni di assedio, e in Italia centrale gli affamati masticano erbe e radici. A Montecassino passano vincitori e vinti, compreso re Totila attratto dalla fama di San Benedetto, insieme a vittime di violenza, disperati e assetati di speranza.

Leggi la vita completa →

Gli altri santi di oggi

San Protadio di Besancon

Vescovo

San Protadio visse e operò nel corso del settimo secolo, svolgendo il suo ministero episcopale nella città di Besançon, in Burgundia, nell'odierna Francia. La sua figura storica emerge attraverso documenti antichi, atti conciliari e memorie liturgiche che ne attestano la guida pastorale in anni complessi per la Chiesa gallicana. Tra le testimonianze più rilevanti del suo governo figura la partecipazione al concilio di Parigi, celebrato nell'autunno del seicentoquattordici, dove la sua firma compare negli atti ufficiali. La tradizione ecclesiastica e le fonti agiografiche successive ne hanno custodito la memoria, legandone il nome alla tutela della comunità cristiana e alla cura della liturgia.

Il culto tributato a san Protadio si è radicato profondamente nel tempo, alimentato dalla conservazione delle sue reliquie e dai prodigi a esse attribuiti nei secoli successivi, inclusi i momenti di grave pericolo climatico per la città. La sua festa liturgica si celebra il dieci febbraio, dopo essere stata a lungo associata anche alla data del diciassette luglio. La Chiesa ne onora la memoria spirituale ricordandone la fedeltà al ministero episcopale e l'esemplare dedizione alla fede cristiana in terra di Borgogna.

Continua a leggere →

Beato Alojzije Viktor Stepinac

Vescovo e martire

Il Beato Alojzije Viktor Stepinac, figura luminosa del ventesimo secolo, ha servito la Chiesa con dedizione incrollabile come vescovo di Zagabria. Nato nel 1898 a Brezaric, in Croazia, ha dedicato la sua esistenza alla testimonianza della verità evangelica in tempi di profonda divisione e sofferenza, incarnando la rettitudine morale di fronte alle oppressioni dei regimi totalitari del suo tempo.

La memoria del Beato Alojzije è oggi custodita con gratitudine per la sua instancabile opera di difesa dei perseguitati, ebrei e vittime di ogni discriminazione, durante gli anni drammatici seguiti all'ascesa del regime di Pavelic. La sua fedeltà al Vangelo, che lo condusse fino alla prigionia e alla sofferenza fisica, rimane un esempio di coraggio cristiano. Beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1998, egli continua a essere un punto di riferimento per chiunque cerchi nella fede la forza per testimoniare la carità e la dignità di ogni persona umana.

Continua a leggere →

Beata Eusebia Palomino Yenes

Vergine

La Beata Eusebia Palomino Yenes, nata nel XX secolo e precisamente il 15 dicembre 1899 a Cantalpino in Spagna, è una figura luminosa di umiltà e dedizione totale a Dio, vissuta tra la povertà estrema e la grazia della consacrazione salesiana. Cresciuta in una famiglia poverissima ma ricca di fede e di preghiera, ha percorso i sentieri della fanciullezza lavorando come domestica, baby-sitter e pastorella, portando sempre nel cuore una profonda intimità con il Signore e con la Vergine Maria. La sua esistenza si è compiuta a Valverde del Camino, dove ha speso ogni energia nei servizi più umili della cucina, dell'orto e dell'oratorio, manifestando doni straordinari di profezia, di consiglio e di carità operosa. Membro delle Figlia di Maria Ausiliatrice, ha offerto la sua vita per la salvezza della Spagna alla vigilia della rivoluzione, spegnendosi serenamente il 10 febbraio 1935 all'età di trentasei anni.

Eusebia è ricordata come la piccola povera mendicante di Cantalpino diventata un vero capolavoro dell'amore di Dio, capace di attrarre a Cristo centinaia di fanciulle, sacerdoti e persone semplici grazie a una santità fatta di dolcezza, silenzio e totale abbandono alla Provvidenza. La sua testimonianza si inserisce nel disegno divino per cui Dio predilige i piccoli per confondere i forti, come ricorda la Prima lettera ai Corinzi, e si riflette nella scelta dell'autore di prediligere nei suoi scritti proprio i profili dei piccoli, degli umili, dei sofferenti e di coloro che il mondo ha considerato buoni a nulla, accostandola spiritualmente a figure come Santa Bernardette Soubirous, Santa Teresina di Lisieux, il Suddiacono Girard e il giovane servo di Dio Silvio Dissegna, vissuto dal 1967 al 1979, morto a dodici anni e la cui causa di beatificazione procede a Roma.

Continua a leggere →

Beata Chiara Agolanti da Rimini

Clarissa

La Beata Chiara Agolanti da Rimini, vissuta nel tredicesimo secolo tra il 1280 e il 1326, rappresenta una delle figure più luminose di conversione e riscatto spirituale nella storia della Chiesa. Nata da una famiglia fiorentina esiliata a Rimini nella seconda metà del tredicesimo secolo, trascorse i primi decenni della sua esistenza in una mondanità sregolata e peccaminosa, segnata da una giovinezza ribelle, da un primo matrimonio aristocratico e da una successiva unione con un nobile dissipato. La sua vicenda terrena conobbe una svolta radicale quando una forza misteriosa e irresistibile la condusse all'interno della chiesa dei Padri Conventuali di Santa Maria in Tribio, dove un profondo turbamento interiore la spinse al pentimento e alla confessione generale.

Da quel momento, la sua vita si trasformò in un cammino di intensa penitenza, preghiera e carità operosa, culminato nella fondazione del convento di Santa Maria degli Angeli, poi chiamato di Santa Chiara, dove visse come superiora e madre di anime consacrate. Godendo del culto di Beata per antica tradizione e ricordata liturgicamente il 10 febbraio, Chiara Agolanti dimostra che per il Signore nulla è perduto e che esiste sempre la possibilità di ricominciare una vita nuova. La sua memoria resta legata al coraggio della conversione, al dono di grazie mistiche elevatissime e al servizio generoso verso i poveri e gli emarginati.

Continua a leggere →

San José Sanchez Del Rio

Adolescente, martire

San José Sánchez del Río è nato il 28 marzo 1913 a Sahuayo, nello stato di Michoacán, in Messico. Cresciuto in una famiglia povera ma profondamente cristiana, segnata dall'instabilità politica e dall'asprezza delle leggi antireligioiose del ventesimo secolo, visse la sua giovinezza nella testimonianza della fede cattolica. Membro dell'Associazione Cattolica della Gioventù Messicana e successivamente arruolato tra le file dei cristeros, affrontò con coraggio la persecuzione e il carcere, offrendo la propria vita per difendere la libertà religiosa e la sovranità di Cristo. Fu martirizzato a Sahuayo il 10 febbraio 1928, a soli quattordici anni non ancora compiuti.

Il giovane martire viene ricordato per la sua incrollabile fedeltà al Vangelo e per le sue ultime parole gridate prima di morire, improntate all'amore per Cristo e per la Madonna di Guadalupe. La tradizione e i fedeli lo hanno sempre venerato come testimone luminoso della fede. Beatificato nel 2005 e canonizzato da papa Francesco il 16 ottobre 2016 in piazza San Pietro, la sua memoria liturgica si celebra il 10 febbraio, ricordandone il sacrificio supremo e la protezione celeste riconosciuta attraverso prodigi come la guarigione di Ximena Guadalupe Magallón Gálvez.

Continua a leggere →

Santi Zotico e compagni

Martiri di Roma

I santi Zotico, Giacinto, Ireneo e Amanzio sono martiri di Roma ricordati nella tradizione della Chiesa. Nel tempo dell'Impero Romano il nome Zotico era molto diffuso e non aveva il significato dispregiativo assunto in seguito nella lingua italiana. Esistono ben dieci santi che portano il nome di Zotico, tutti martiri dell'epoca delle persecuzioni anticristiane. Questo specifico gruppo di santi è celebrato nel Martirologio Romano il 10 febbraio senza indicazione topografica cimiteriale precisa. Essi subirono il martirio a Roma tra la fine del terzo secolo e l'inizio del quarto secolo, precisamente all'inizio del quarto secolo. Il martirio avvenne probabilmente sotto l'Impero di Diocleziano, che emise il decreto persecutorio nel 303. L'identità reale dei martiri è ignota e non esiste alcuna Passio su di loro. Sin dall'ottavo secolo i quattro martiri erano considerati semplici fedeli cristiani, mentre un errore di traduzione fece erroneamente credere che fossero soldati.

L'indicazione latina nel Martirologio Geronimiano riporta Via Labicana mil. X hirene, dove l'abbreviazione mil. va intesa come miliare, indicando che i corpi furono sepolti al decimo miglio della Via Labicana. Le indicazioni sui luoghi di sepoltura variano nei diversi Martirologi e codici, tra cui il Martirologio Geronimiano, il Martirologio Romano, il Sacramentario Gelasiano e i codici Bernense, Wisseburgense, Eptermacense e di Reichenau. Le fonti menzionano i quattro martiri uniti insieme, accoppiati a due o a tre, o singolarmente, celebrandoli in giorni diversi a causa del ritrovamento in luoghi differenti. Gli studiosi recenti hanno concluso che i martiri erano sepolti in due diversi cimiteri sulla stessa Via Labicana: Zotico, Ireneo e Amanzio erano sepolti al decimo miglio, mentre Giacinto al quattordicesimo miglio. I primi agiografi unirono i martiri in un'unica celebrazione al 10 febbraio, nonostante fossero morti in date diverse.

Continua a leggere →

San Guglielmo X d'Aquitania

Duca

San Guglielmo X d'Aquitania, vissuto nel corso del dodicesimo secolo ed nato a Tolosa nel 1099, fu una figura di rilievo della nobiltà medievale europea, ricordato per il suo governo e per il suo profondo cammino di conversione spirituale. Figlio primogenito del duca Guglielmo IX il Trovatore e di Filippa di Tolosa, ereditò ampi domini territoriali e una corte celebre per la sua apertura all'arte, alla musica e alla letteratura, che egli stesso sostenne e trasmise alle sue figlie.

Nel corso della sua vita terrena, dopo un periodo di divisione ecclesiale in cui sostenne l'antipapa Anacleto II, San Guglielmo X riconobbe la legittimità di papa Innocenzo II grazie alla persuasione di San Bernardo di Chiaravalle. Mosso dal desiderio di espiazione, intraprese un pellegrinaggio verso Santiago di Compostela, dove concluse la sua esistenza terrena nel 1137, lasciando in eredità i suoi titoli alla figlia Eleonora e un esempio di sincero ravvedimento spirituale.

Continua a leggere →

Beato Michele Beltoja

Sacerdote e martire

Il Beato Michele Beltoja, ricordato come sacerdote e martire albanese, nacque a Beltoje il 9 maggio 1935, in un sobborgo situato a due chilometri a sud di Scutari. Fin da bambino visse la progressiva e sistematica ateizzazione della società albanese, ma rimase fedele alla fede ricevuta con il battesimo nonostante il contesto difficile. Studiò clandestinamente per il sacerdozio, come molti giovani sotto il comunismo durante la seconda e la terza fase della persecuzione. Fu ordinato sacerdote a Scutari l'8 dicembre 1961 da monsignor Ernest Çoba, che aveva personalmente curato la sua formazione. Esercitò il ministero sacerdotale nella cattedrale di Scutari e in seguito a Keshmellash. Poiché il culto religioso era apertamente proibito dal regime e nel 1967 le chiese furono chiuse per decreto statale, compieva il culto in maniera nascosta, rischiando la vita per celebrare i sacramenti.

Il 19 aprile 1973 fu arrestato davanti alla chiesa di Beltoja, poco prima di iniziare la celebrazione della Messa. Riuscì a distruggere gli archivi parrocchiali appena in tempo prima di essere ammanettato, picchiato e insultato. Le autorità presentarono le parole delle sue omelie come pericolose e come accuse, ma egli rispose con coraggio alla sentenza dichiarandosi cavaliere di Cristo. Fu fucilato la notte del 10 aprile 1974. Il suo nome conclude l'elenco dei trentotto martiri albanesi uccisi sotto il comunismo, che furono beatificati a Scutari il 5 novembre 2016.

Continua a leggere →

San Troiano di Saintes

Vescovo

Presso Saintes in Aquitania, in Francia, san Troiano, vescovo.

San Silvano di Terracina

Vescovo

Presso Terracina, oggi nel Lazio, san Silvano, vescovo.

Beato Ugo di Fosses

Abate

Nel monastero premostratense di Fosses vicino a Namur in Lotaringia, nell’odierno Belgio, beato Ugo, abate, a cui il maestro san Norberto, divenuto vescovo di Magdeburgo, affidò la rifondazione dell’Ordine, che egli resse con grande saggezza per trentacinque anni.

Beati Pietro Fremond e 5 compagne

Martiri

Ad Avrillé vicino ad Angers in Francia, beati Pietro Fremond e cinque compagne, martiri, fucilati durante la rivoluzione francese per la loro fedeltà alla Chiesa cattolica.

San Guglielmo il Grande (di Malavalle)

Eremita

Nella grotta di Stabulum Rhodis presso Grosseto, san Guglielmo, eremita di Malavalle, dal cui modello sorsero molte comunità di eremiti.

Santa Austreberta

Badessa di Pavilly

Nel territorio di Rouen in Neustria, oggi in Francia, sant’Austreberta, vergine e badessa, che resse santamente il monastero di Pavilly da poco fondato da sant’Audoeno vescovo.

Santi Caralampo, Porfirio e Bapto

Martiri

A Magnesia nella provincia d’Asia, nell’odierna Turchia, santi Caralampo, Porfirio, Daucto e tre donne, martiri sotto l’imperatore Settimio Severo.

Dal Martirologio Romano

Memoria della deposizione di santa Scolastica, vergine, che, sorella di san Benedetto, consacrata a Dio fin dall’infanzia, ebbe insieme con il fratello una tale comunione in Dio, da trascorrere una volta all’anno a Montecassino nel Lazio un giorno intero nelle lodi di Dio e in sacra conversazione. — Martirologio Romano