10 febbraio
Santi Zotico e compagni
Martiri di Roma
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le sepolture e la cura delle reliquie
Dei due cimiteri di sepoltura non rimangono che misere rovine di quello al decimo miglio. Papa Leone Terzo, in carica dal 795 al 816, eseguì restauri nel cimitero del decimo miglio. Nel nono secolo la venerazione dei fedeli locali per questi martiri era ancora viva. Il successore papa Pasquale Primo, in carica dal 817 al 824, fece trasferire i corpi dal cimitero o dai cimiteri di Via Labicana alla rinnovata Basilica di Santa Prassede a Roma. Il Martirologio ricorda a Roma sulla via Labicana al decimo miglio i santi Zotico e Amanzio martiri.
La memoria iconografica
San Zotico martire è raffigurato con il nome identificativo in un'immagine superstite nella conca absidale della Chiesa di Santa Maria in Pallara a Roma. San Zotico è rappresentato come un uomo di mezza età e di aspetto devoto. L'immagine di San Zotico faceva parte di un ciclo di affreschi del decimo secolo composto da quattordici episodi sulla prigionia e il martirio di Zotico e dei compagni. Gli affreschi originali sono andati distrutti, ma ne esiste una copia in un codice vaticano.
La testimonianza del martirio
La vita dei Santi Zotico e dei loro compagni trova il suo compimento nel contesto drammatico delle persecuzioni imperiali avvenute sotto Diocleziano. In quel frangente storico, che ha messo a dura prova la tenuta spirituale dei cristiani a Roma, essi hanno scelto di non rinnegare la propria fede, preferendo il martirio alla vita terrena. Questo atto di estrema dedizione non fu soltanto una fine coraggiosa, ma il sigillo posto su un cammino di coerenza evangelica che ha lasciato un segno indelebile nella comunità dei fedeli. La Chiesa, nel ricordare il loro sacrificio, non celebra la morte come un evento di sconfitta, ma come la vittoria definitiva di chi ha saputo conservare intatto il dono della fede fino all'ultimo respiro.
Dopo la sofferenza del martirio, il corpo dei santi fu accolto dalla terra di Roma, che divenne custode delle loro spoglie. La sepoltura originaria avvenne in luoghi posti lungo la Via Labicana, precisamente al decimo e al quattordicesimo miglio. Tale collocazione, tipica delle antiche sepolture martiriali poste fuori dalle mura cittadine, sottolinea il legame profondo tra questi testimoni e il territorio romano, che ha visto il sangue dei martiri trasformarsi in seme di nuova vita per la Chiesa nascente. Il rispetto riservato a questi luoghi di sepoltura riflette la venerazione che, fin dai primi secoli, il popolo cristiano ha voluto tributare a coloro che hanno dato la vita per il Vangelo.
Memoria e traslazione
Il culto dei Santi Zotico e compagni ha trovato una nuova e solenne espressione attraverso l'intervento di Papa Pasquale primo. Il pontefice, desideroso di preservare la memoria dei martiri e di offrire ai fedeli luoghi di preghiera più accessibili e sicuri, dispose la traslazione dei loro corpi all'interno della Basilica di Santa Prassede. Questo trasferimento non fu un semplice spostamento fisico, ma un atto liturgico che ha confermato il valore eterno della loro testimonianza, inserendola nel cuore della vita ecclesiale di Roma.
Ancora oggi, la Basilica di Santa Prassede rimane il custode di questa eredità spirituale. In questo spazio sacro, la presenza dei martiri continua a parlare alle generazioni che si succedono, invitando alla riflessione e alla preghiera. Celebrare la memoria di Zotico e dei suoi compagni significa dunque riscoprire la radice della fede cristiana, che si fonda sul sacrificio e sulla testimonianza di uomini e donne che hanno saputo porre il Vangelo al di sopra di ogni interesse terreno, offrendo a noi oggi un modello di dedizione e di speranza che non conosce tramonto.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Zotico e compagni?
La loro memoria liturgica si celebra il 10 febbraio nel Martirologio Romano.
A Roma sulla via Labicana al decimo miglio, santi Zótico e Amanzio, martiri. — Martirologio Romano