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28 gennaio

Beata Gentile Giusti

Madre

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e l'incontro con la maestra spirituale

Gentile Giusti nacque a Ravenna nel 1471. Il padre della futura religiosa era Tommaso Giusti, originario di Verona, mentre la madre era Domenica Orioli, originaria di Russi. Negli anni della fanciullezza, Gentile frequentò la casa della sua parente e probabile cugina, la beata Margherita Molli. Quest'ultima visse tra il 1442 e il 1505, era originaria di Russi, ed era una laica penitente, mistica e cieca. Gentile rimase ammirata dalle straordinarie virtù e dalla fede di Margherita Molli, diventandone discepola. Margherita si ispira al modello di vita offerto da una sua lontana parente di nome Margherita, benché qui la tradizione indichi la stessa maestra nei suoi tratti ascetici. Margherita era cieca e malandata a causa delle aspre penitenze che si infliggeva, aveva rinunciato a tutti i suoi beni per donarli ai poveri, viveva dell'altrui elemosina, pregava e insegnava il catechismo alle ragazze. Margherita era consultata da tutti perché possedeva il dono della profezia, e richiamava i peccatori a conversione con il suo esempio. Le preghiere di Margherita erano particolarmente orientate verso l'unità dei cristiani, e tra le sue opere vi fu la fondazione della Confraternita del Buon Gesù, che si trasformò in seguito nella Congregazione dei Preti del Buon Gesù. Margherita Molli morì il 23 gennaio 1505. Le due cugine condivisero ideali e progetti di vita cristiana, ponendo le basi di un cammino spirituale che avrebbe segnato profondamente la Chiesa di Ravenna.

Il matrimonio e la prova della croce

Verso il 1496, Gentile sposò un sarto veneziano di nome Giacomo, soprannominato Pianella. Giacomo era figlio di un orafo veronese ed era considerato un buon partito per il suo mestiere e la sua clientela. Il matrimonio fu celebrato nella seconda metà del Quattrocento per convenienza dai genitori, spesso all'insaputa dei figli. Dall'unione tra Gentile e Giacomo nacquero due figli. Uno dei figli morì all'età di sei anni, spezzando il cuore della madre, mentre l'altro figlio, di nome Leone, divenne sacerdote e morì nel 1528, due anni prima della madre. Leone era l'unico figlio rimasto a Gentile, la quale riversò il suo affetto su di lui affinché non seguisse l'esempio del padre. Il matrimonio di Gentile non fu felice a causa dei maltrattamenti e delle derisioni del marito irascibile, vizioso, grossolano, insensibile e per niente religioso. Giacomo arrivò a denunziare Gentile come strega perché si dedicava troppo alla preghiera. Il Vicario del vescovo si recò a casa loro con Giacomo e constatò l'infondatezza delle accuse dopo un colloquio approfondito con Gentile. Giacomo fece le valigie per vergogna dopo che il vescovo di Ravenna riconobbe l'assoluta limpidezza, correttezza e religiosità di Gentile, da lui precedentemente denunciata per stregoneria. Giacomo, mosso dalla disperazione e dall'orgoglio ferito, abbandonò Gentile e la casa coniugale trasferendosi a Padova. L'abbandono avvenne in un periodo di carestia e in una condizione di grande povertà per Gentile e i figli. La Provvidenza assistette prodigiosamente Gentile non facendole mai mancare il necessario sostentamento, mentre ella si specializzò in pazienza, sopportazione e fedeltà, continuando a pregare per la conversione del coniuge. Dopo molti anni, il marito ritornò a casa e, constatata l'assistenza divina verso Gentile, si pentì e cambiò opinione su di lei anche grazie alle sue preghiere. Giacomo trovò una moglie che gli era stata fedele nonostante tutto, avendo ella allevato i figli e continuato a pregare incessantemente per lui. Avvenne il miracolo della ritrovata unità familiare grazie al cambiamento radicale dello stile di vita di Giacomo, avvenuto grazie all'esempio della moglie che non aveva mai cessato di amarlo. Giacomo morì nel 1511, poco dopo la riconciliazione.

Le opere di carità e il dono dei consigli

Durante la sua vedovanza, Gentile si dedicò ad attività caritative, curando gli infermi e pacificando famiglie divise da contrasti interni, offrendo il suo esempio di vedova dedita agli altri. Gentile aiutò gli ammalati durante l'epidemia di peste che colpì Ravenna, servendo il prossimo senza risparmiarsi. Come la sua maestra Margherita, Gentile veniva consultata da persone bisognose di consiglio o di liberazione dai propri affanni, poiché la sua missione specifica sembrava essere quella di rendere migliori gli uomini che incontrava. Il sacerdote Girolamo Maluselli era lontano da Dio, miscredente e violento, e non si confessava da quattro anni quando, saputa la fama della beata, andò a trovarla. Dopo aver ascoltato gli ammaestramenti di Gentile e essersi confidato con lei, Girolamo Maluselli si confessò, ritrovò la speranza, lasciò gli affetti terreni e divenne sacerdote. Gentile Giusti ebbe il dono della profezia e quello di operare guarigioni prodigiose. Gentile coadiuvò la trasformazione della Confraternita del Buon Gesù nella Congregazione dei Preti del Buon Gesù, insieme al condiscepolo Girolamo Maluselli. La Congregazione fu approvata da papa Paolo III nel 1538 e soppressa da Innocenzo X nel 1651, svolgendo un'intensa attività a Ravenna e in Romagna. Gentile morì santamente a Ravenna il 28 gennaio 1530.

La memoria scritta, il processo e il culto

Le notizie sulla beata Gentile Giusti e sulla sua maestra spirituale Margherita Molli furono stampate nel 1535 in una Vita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile. La Vita fu compilata da padre Serafino Acuti de' Porti da Fermo, Canonico Regolare Lateranense vissuto tra il 1496 e il 1540. Padre Serafino Acuti ricevette in parte le notizie su Margherita Molli dalla stessa Gentile Giusti, e quelle su Gentile dal sacerdote Girolamo Maluselli. Dell'edizione a stampa del 1535 non esiste alcun esemplare originale, ma solo una copia manoscritta conservata nell'Archivio Arcipretale di San Apollinare in Russi, in provincia di Ravenna, e i successivi studi agiografici si basano su questa iniziale fonte editoriale. Nel 1537 papa Paolo III autorizzò un processo sui miracoli attribuiti all'intercessione di Gentile e di Margherita Molli. Nel 1659 le reliquie di Gentile furono unite a quelle di Margherita Molli nella chiesa del Buon Gesù di Ravenna. Dopo ulteriori traslazioni, le reliquie delle due beate riposano nella Chiesa Arcipretale di San Apollinare in Russi. Il culto delle beate è di origine popolare. Il paese di Russi e la zona di Ravenna riservano l'ultima domenica di gennaio per festeggiare insieme le due cugine, le quali riposano insieme in un'unica urna circondate da una vivissima devozione.

Domande frequenti

Quando si festeggia la beata Gentile Giusti?

La celebrazione liturgica della beata Gentile Giusti si tiene l'ultima domenica di gennaio, ricorrenza condivisa con la beata Margherita Molli nel paese di Russi e nella zona di Ravenna.