28 gennaio
San Tommaso d'Aquino
Sacerdote e dottore della Chiesa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
San Tommaso d'Aquino nacque ad Aquino nel 1227. Suo padre fu il conte Landolfo e sua madre la contessa Teodora, la quale era parente di Federico Barbarossa. I suoi genitori figuravano tra i signori più illustri di quei tempi e lo educarono cristianamente fin dalla più tenera età, periodo in cui egli diede molti segni della sua futura scienza e grandezza.
A cinque anni fu affidato ai monaci benedettini di Montecassino per la sua educazione. Rimase a Montecassino fino all'età di quattordici anni, quando i torbidi politici convinsero i genitori a riprenderlo nel proprio castello. Fu successivamente mandato all'Università di Napoli, dove manifestò il suo potente ingegno nonostante la giovane età.
Si acquistò fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri a Napoli, mentre i conti d'Aquino e altri nutrivano grandi speranze su di lui vedendolo come futuro campione del foro napoletano o romano. Tuttavia egli fece crollare tutti i progetti familiari annunciando la decisione di entrare nell'Ordine di San Domenico.
Per timore dell'opposizione della famiglia fu mandato da Napoli a Parigi, ma durante il viaggio fu raggiunto e arrestato dai fratelli, venendo ricondotto nel castello paterno di San Giovanni a Roccasecca. Rimase prigioniero per circa un anno, vincendo difficoltà e lusinghe grazie a una ferma adesione alla propria vocazione.
Per il suo angelico candore e la fortezza contro una grave tentazione, fu cinto del cingolo di purezza da due Angeli. Dopo la visita degli Angeli non subì mai più tentazioni contro la virtù della purezza. Riuscì a fuggire con l'aiuto delle sorelle e rientrò prontamente nel convento da cui era stato allontanato.
Maestro e teologo
Studiò filosofia e teologia all'Università di Parigi sotto la guida del celeberrimo San Alberto Magno. Intorno all'età di venti o venticinque anni cominciò con somma lode a interpretare filosofi e teologi. Si trasferì a Colonia insieme al suo maestro e in quella stessa città ricevette la sacra ordinazione.
Tornò a Parigi come insegnante universitario e sostenne lotte contro i maestri secolari. Il periodo trascorso a Parigi fu il più fecondo del suo insegnamento, durante il quale trasmise la sua straordinaria sapienza ad altri attraverso discorsi e scritti grazie ai suoi grandissimi doni d'intelletto.
Fu chiamato alla Corte Pontificia come teologo della curia romana e vi rimase per qualche anno prima di fare ritorno a Parigi. Fu successivamente invitato dal beato papa Gregorio X a partecipare al secondo Concilio Ecumenico di Lione. Partì da Parigi per l'Italia per eseguire tale mandato, ma morì durante il viaggio a Fossanova il sette marzo 1274.
Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e dottore della Chiesa. Il suo corpo fu traslato a Tolosa dopo molti anni nel giorno della sua memoria. Possedette virtù mirabili ed eccelse, mostrando una tale umiltà da rifiutare ripetutamente l'arcivescovado di Napoli offertogli dal Papa. Il suo confessore affermò che fra Tommaso a cinquant'anni possedeva il candore e la semplicità di un bambino di cinque anni.
Il pensiero e le opere
Egli è ritenuto l'esponente più importante della filosofia scolastica e uno dei più grandi teologi cristiani, avendo scritto varie opere e trattati su argomenti disparati. La Summa Contra Gentiles è una delle sue opere più importanti, scritta per convincere gli intellettuali musulmani della verità del cristianesimo. La Summa theologiae è un'altra sua opera importantissima ma rimase incompiuta, e tratta di Dio, della creazione e dell'azione umana.
Il suo pensiero si fonda sulla non contraddizione tra fede e ragione, le quali possono coesistere e supportarsi reciprocamente. La fede eleva la ragione alla certezza e alla perfezione, mentre la ragione permette di spiegare e rendere accessibili le verità della fede, difendendola da critiche e obiezioni. Filosofia e teologia trattano dello stesso Dio ma con modalità differenti, poiché la filosofia procede dal basso partendo dalla creazione, mentre la teologia discende dall'alto partendo da Dio. Filosofia e teologia sono comunque radicate nella propria verità e si sostengono a vicenda.
Molti degli insegnamenti di Tommaso riprendono quelli di Aristotele. Egli dimostra l'esistenza di Dio attraverso cinque vie. La prima via è la prova cosmologica, che riprende il principio aristotelico secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da altro, per cui il primo motore immobile da individuare non può che essere Dio. La seconda via è la prova causale, basata sulla concatenazione in cui ogni fenomeno ha una causa, e la causa prima di tale concatenazione è identificata con Dio. La terza via è la prova del contingente e del necessario, che individua in Dio quel qualcosa di necessario da cui tutte le cose non necessarie discendono. La quarta via è la via dei gradi di perfezione, basata sul fatto che la qualità ha vari gradi e in Dio risiedono i più alti. La quinta e ultima via è la prova della finalità delle cose, poiché tutto in natura mostra di avere un suo fine ed ordine e vi deve essere una intelligenza superiore a stabilirlo.
Tommaso fa una distinzione nel campo della teologia tra teologia naturale e teologia rivelata. La teologia naturale cerca di approdare a Dio attraverso l'utilizzo della ragione nell'osservazione e nella comprensione della creazione. La teologia rivelata si rivolge direttamente a Dio attraverso la fede.
Tommaso sostenne che l'anima sia immortale in quanto immateriale e quindi incorruttibile, risultando indipendente dal corpo e derivando direttamente da Dio. Sostenne inoltre che tutti gli esseri viventi siano guidati da una legge morale secondo la propria natura. Nelle creature irragionevoli la legge morale si manifesta col carattere della necessità e ineluttabilità, mentre nelle creature ragionevoli esiste il libero arbitrio e la libertà di scelta. L'individuo, una volta capito dove è il bene, tende naturalmente verso di esso, possedendo un'attitudine innata a fare il bene e fuggire il male.
Il pensiero di Tommaso ha spaziato in vari ambiti interrogandosi su cosa sia la felicità e come raggiungerla, approdando quasi nell'economia. Tommaso asseriva che da un lato il commercio è necessario, ma che cercare l'arricchimento a scapito degli altri è sbagliato. La condivisione evita i conflitti e le diseguaglianze, ricordando che tutto appartiene a Dio e non a noi.
Il cammino della fede e dello studio
Nato ad Aquino nel 1227, Tommaso iniziò il suo percorso educativo a Montecassino, ma fu a Napoli che maturò la decisiva vocazione di entrare nell'Ordine di San Domenico. Questa scelta incontrò la ferma opposizione della sua famiglia, che giunse a segregarlo per un intero anno nel castello di Roccasecca. Nonostante la prigionia, il giovane mantenne saldo il suo proposito e, dopo una fuga avventurosa, riuscì a rientrare in convento per seguire la sua chiamata.
La sua formazione si perfezionò a Parigi, dove si dedicò agli studi di filosofia e teologia sotto la sapiente guida di Alberto Magno. Ordinato sacerdote a Colonia, Tommaso unì sempre la preghiera all'indagine intellettuale, tornando in seguito a Parigi per dedicarsi all'insegnamento universitario. La sua vita terrena si concluse prematuramente nel 1274 a Fossanova, mentre si trovava in viaggio verso il Concilio di Lione, lasciando un'eredità spirituale e dottrinale che attraversa i secoli.
La memoria liturgica
La Chiesa celebra la memoria liturgica di San Tommaso d'Aquino il 28 gennaio, mentre il 7 marzo si fa memoria del giorno della sua morte e della traslazione delle sue spoglie a Tolosa. La sua eredità non è fatta solo di scritti sublimi, ma di una santità vissuta nell'obbedienza e nella contemplazione del mistero eucaristico, che ha fatto di lui un modello intramontabile per quanti cercano la verità con cuore sincero.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Tommaso d'Aquino?
La memoria liturgica di San Tommaso d'Aquino si celebra il sette marzo.