Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

1 marzo

Beata Giovanna Maria Bonomo

Religiosa

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione

Giovanna Maria Bonomo nacque ad Asiago il 15 agosto 1606 all'interno della dimora di famiglia situata nel centro del paese. Suo padre si chiamava Giovanni ed era un benestante mercante la cui famiglia possedeva beni ad Asiago e nei comuni limitrofi, mentre la madre si chiamava Virginia e apparteneva alla nobile casata dei Ceschi di Borgo Valsugana. La tradizione riferisce che all'età di soli dieci mesi la bambina avrebbe ottenuto prodigiosamente la parola dal Cielo con lo scopo di fermare una cattiva azione del padre. Successivamente, all'età di cinque anni, la bambina comprese per ispirazione divina il mistero dell'Eucaristia, e in età infantile apprese in modo eccellente la lingua latina senza l'ausilio di precettori o insegnanti. Nel 1612, quando la Beata aveva sei anni, rimase orfana di madre. Nel 1615 il padre, non potendo accudirne personalmente l'istruzione, la portò a Trento presso il monastero di Santa Chiara. Le suore Clarisse di Trento le fornirono un'educazione tipica dell'epoca basata su religione, letteratura, musica, ricamo e danza. All'età eccezionale di nove anni fu ammessa a ricevere il sacramento della prima Comunione, occasione in cui fece voto di verginità, mantenendolo per tutta la vita. All'età di dodici anni comunicò per iscritto al padre l'intenzione di farsi monaca clarissa e di rimanere nel monastero di Trento. Inizialmente il padre ostacolò la scelta religiosa della figlia e la fece tornare ad Asiago per destinarla al matrimonio, ma in seguito cedette alla volontà della figlia, riservandosi però il diritto di scegliere la regola e la struttura monastica. Durante il periodo di noviziato presso la chiesa di Santa Chiara a Trento, la giovane accompagnava la messa suonando il violino, e le sue esecuzioni musicali attiravano molti fedeli nella chiesetta situata fuori dalle mura cittadine.

La vita monastica e l'esperienza mistica

Il 21 giugno 1621, all'età di quindici anni, entrò nel monastero benedettino di San Girolamo a Bassano, assumendo il nome di Giovanna Maria. L'8 settembre 1622 emise la professione solenne dei voti di povertà, castità e obbedienza, intraprendendo quindi il percorso verso la perfezione spirituale articolato nelle tre vie tradizionali: purificativa, illuminativa e sensitiva. La sua spiritualità iniziò nell'alveo francescano e si completò in quello benedettino, assorbendo anche influssi carmelitani e ignaziani. La sua vita fu caratterizzata da visioni celesti e per circa sette anni sperimentò numerose grazie e gioie mistiche, che si intensificavano al momento della Comunione. Il raggiungimento del culmine dell'esperienza mistica e del dialogo con Cristo le portò anche grandi sofferenze fisiche e spirituali. All'età di vent'anni, durante un'estasi, Gesù le inserì al dito l'anello delle nozze mistiche. A partire da quell'episodio e per diversi anni, dal pomeriggio del giovedì fino alla sera del venerdì o alla mattina del sabato, riviveva in stato di estasi i dolori della Passione di Cristo. La religiosa ricevette le stigmate, fenomeni che le procuravano gioia ma anche sofferenza, in quanto la facevano apparire agli altri diversa da quello che sentiva di essere. Pregò con insistenza fino a ottenere la scomparsa delle stigmate e la limitazione delle estasi alle sole ore notturne, e il ridimensionamento dei fenomeni le permise di condurre una vita comunitaria normale all'interno del monastero. Tra i suoi doni spirituali figurava anche quello della bilocazione.

Le prove, le cariche e la maturità spirituale

La sua crescente fama di santità scatenò l'ostilità di alcune consorelle, del suo confessore e della Curia di Vicenza. Per sette anni la Curia le vietò di recarsi in parlatorio e di mantenere corrispondenza epistolare. Il suo confessore la riteneva demente e arrivò a privarla del sacramento dell'Eucaristia, che tuttavia le fu portata miracolosamente da un Angelo durante il periodo di privazione. In quella fase fu colpita da diverse patologie fisiche, quali febbri ricorrenti e poi continue e sciatica. Negli ultimi vent'anni di vita la sua situazione personale e comunitaria migliorò, le fu concesso di riprendere lo scambio di lettere e l'evoluzione spirituale trovò nuovo vigore. Nel giugno del 1652 venne eletta per la prima volta alla carica di badessa, guidando la comunità con saggezza. Il 1° agosto 1655 fu nominata priora, ruolo che ricoprì fino al 1664, anno in cui venne nuovamente eletta nel ruolo di badessa. Insegnò alle consorelle che la santità si raggiunge compiendo in modo perfetto le azioni semplici e quotidiane, piuttosto che compiendo grandi gesti. Numerose persone, inclusi esponenti della nobiltà, si rivolgevano a lei per ricevere consigli, ed esercitò una vasta carità verso i bisognosi. L'umiltà, la carità e un'eroica pazienza furono i tratti distintivi della sua esistenza, testimoniati anche dai suoi scritti, tra cui le meditazioni sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e un ricco epistolario.

Il transito e il culto

La beata Giovanna Maria Bonomo morì a Bassano il 1° marzo 1670, in tarda età e provata dalle sofferenze fisiche. Alla sua intercessione vennero ascritte numerose guarigioni miracolose. Nel 1699 fu avviato il suo processo di beatificazione, che condusse il 9 giugno 1783 alla proclamazione a beata da parte di papa Pio VI. La sua beatificazione suscitò grande esultanza tra la popolazione veneta, in special modo a Bassano e ad Asiago, i cui abitanti la acclamarono come loro patrona. Un ulteriore segno della sua protezione si manifestò durante il primo conflitto mondiale, quando i violenti bombardamenti rasero al suolo l'intera città di Asiago ma la statua eretta in suo onore nel 1908 di fronte alla sua casa natale rimase del tutto illesa. La beata Giovanna Maria Bonomo ha ricoperto il ruolo di badessa all'interno dell'Ordine di San Benedetto a Bassano, nel Veneto, lasciando un'eredità di fede profonda che continua a vivere nella preghiera della Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Giovanna Maria Bonomo?

Il Martirologio Romano fissa la sua memoria liturgica al 1 marzo, mentre nella città di Asiago viene festeggiata il giorno 26 febbraio.

Di cosa è patrona la Beata Giovanna Maria Bonomo?

La Beata è acclamata come patrona dagli abitanti di Bassano e di Asiago.

A Bassano in Veneto, beata Giovanna Maria Bonomo, badessa dell’Ordine di san Benedetto, che, ricca di doni mistici, fu partecipe nel corpo e nell’anima dei dolori della Passione del Signore. — Martirologio Romano