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domenica 1 marzo 2026 · Santo del giorno

Sant' Albino di Angers

Vescovo

Sant' Albino di Angers

Sant'Albino nacque all'incirca nel 469 a Vannes, sebbene una nota finale indichi verso il 496, da una famiglia di rango nobile. Egli scelse di abbracciare la vita monastica e, nel 504, divenne abate presso il monastero di Tincillac o Cincillac. Questa località è identificabile con Nostra Signora di Nantilly a Saumur oppure con Théhillac, nei pressi di Guérande. Albino guidò l'abbazia con rettitudine per un periodo di circa venticinque anni, durante il quale la notorietà delle sue virtù si diffuse con grande rapidità. Nel 529 fu nominato vescovo di Angers su forte acclamazione popolare e a dispetto delle sue esitazioni. Il Martirologio specifica che esercitò il ministero ad Angers, nella Gallia lugdunense, che corrisponde all'odierna Francia.

Nel corso del suo episcopato, sant'Albino combatté con fermezza la consuetudine dei matrimoni incestuosi, assai diffusa tra la nobiltà dell'epoca, e il Martirologio rileva il suo aperto biasimo contro l'arroganza dei potenti. Prese parte in prima persona ai Concili d'Orléans svoltisi nel 538 e nel 541, attribuendo inoltre al suo impulso la promozione del Terzo Concilio di Orléans per la riforma della Chiesa, mentre si fece rappresentare dall'abate Sapaudo al Concilio d'Orléans del 549. La sua fermezza morale gli causò liti con altri presuli e severe minacce di morte, ma trovò ulteriore sostegno e motivazione nell'approvazione ricevuta da san Cesario per continuare la sua opera di riforma morale. Sant'Albino morì il 1° marzo 550 ad Angers, sebbene una nota riporti anche la data del 10 marzo 550.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Albino di Vercelli

Vescovo

Nel quinto secolo della nostra era, la storia della Chiesa cristiana e quella della cittadinanza si sono intrecciate nella figura di sant'Albino, vescovo di Vercelli. Il suo nome si inserisce all'interno di una tradizione agiografica ampia, che ricorda come esistano tredici santi battezzati con il nome di Albino, tre dei quali vengono festeggiati nella medesima data del 1 marzo: sant'Albino martire di Colonia, sant'Albino vescovo di Angers e sant'Albino vescovo di Vercelli. All'interno della comunità vercellese, questo pastore occupa il quinto posto nel venerato catalogo dei vescovi che hanno retto la diocesi fondata in origine da sant'Eusebio.

La figura di sant'Albino rimane indissolubilmente legata alla ricostruzione della cattedrale cittadina e alla memoria di eventi antichi, custoditi dai testi diocesani. Sebbene alcune narrazioni tramandate dalla tradizione rechino con sé inevitabili sovrapposizioni cronologiche, la devozione per questo presule affonda le radici in un'epoca remotissima, testimoniando la tenacia di una Chiesa capace di risorgere dalle devastazioni materiali e di custodire la speranza attraverso i secoli.

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San David di Menevia (del Galles)

Vescovo

San David è vissuto durante il sesto secolo, collocando la propria esistenza tra il cinquecentoquarantadue nella valle di Rhos e il seicentouno circa a Mynyw, in Galles. Nato da Sant e da Nonna, egli fu un importante vescovo e monaco, nonché un eminente rappresentante delle Chiese celtiche gallesi. La sua memoria liturgica è fissata al primo marzo nei calendari celtici, irlandesi e nel Martirologio Geronimiano. Le notizie sulla sua vita e sulle sue opere emergono da fonti documentali risalenti ai secoli ottavo, nono e decimo. La prima biografia fu redatta nell'undicesimo secolo da Rhygyfarch, la quale presenta elementi altamente fantastici e si ispira al modello della vita di san Benedetto. Il Martirologio attesta che il santo ha fondato in Galles un monastero sul modello e i costumi dei Padri d'Oriente.

Nel corso della sua vita, san David ha ricevuto la prima educazione e istruzione da san Iltut, per poi completare la sua formazione sotto la guida di Paolino. Dopo essere stato ordinato sacerdote, si è ritirato per dieci anni su un'isola solitaria, dedicandosi allo studio della Sacra Scrittura. Successivamente ha intrapreso la vita monastica, fondando dodici monasteri in cui ha introdotto uno stile di vita comunitario, austero e basato su studio, lavoro e preghiera. Dal suo monastero sono partiti numerosi monaci per evangelizzare il Galles, l'Irlanda, la Cornovaglia e la Bretagna. San David ha esercitato un'influenza notevole sul monachesimo del Galles e ha evangelizzato la Britannia, l'antica denominazione latina della Gran Bretagna abitata da Celti.

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Sant' Eudocia (Eudossia) di Eliopoli

Martire

Sant'Eudocia di Eliopoli è una figura venerata dalla tradizione cristiana come martire, la cui memoria liturgica si celebra il primo marzo. Secondo una lunghissima passio, originariamente redatta in dialetto siro-fenicio e in seguito tradotta in lingua greca, la santa visse durante l'impero di Traiano, collocabile tra il novantotto e il centodiciassette. La narrazione antica la descrive come una donna di origine samaritana residente a Eliopoli, nella regione della Fenicia Libanese, celebre per la sua notevole bellezza e per i suoi costumi spregiudicati che le avevano permesso di accumulare ingenti ricchezze e di attirare moltissimi amanti. La critica storica ritiene tuttavia questa passio priva di attendibilità sia nella narrazione generale sia nei dettagli cronologici e topografici, classificando il testo come un romanzo agiografico ideato per stimoli devozionali attraverso miracoli eccezionali. Gli elementi analizzati dalla ricerca moderna portano a concludere che una martire di nome Eudocia, vissuta sotto l'impero di Traiano o in un'altra epoca, non sia mai esistita storicamente.

Nonostante la natura romanzesca della fonte principale, la figura di Sant'Eudocia è giunta fino a noi attraverso menzioni liturgiche e calendari antichi, tra cui il Calendario Palestino-georgiano del decimo secolo, dove Giovanni Zosimo inserì la notizia dopo averla estratta da fonti greche. La celebrazione del primo marzo potrebbe essere stata istituita per commemorare una figura venerata dell'era bizantina, forse la fondatrice di un antico monastero femminile situato a Eliopoli. Il racconto agiografico, pur privo di riscontri tombali o di un culto originario presso un sepolcro, mette a confronto la debolezza umana e il potere divino, la bellezza fisica e la lussuria, mostrando sempre il trionfo della virtù attraverso i temi teologici della conversione e della corretta gestione delle ricchezze materiali.

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San Felice III (II)

Papa

San Felice III guidò la Chiesa cattolica come pontefice dal 483 al 492, lasciando una traccia profonda in un secolo di grandi tensioni teologiche e politiche. Originario di Roma e appartenente alla gens Coelia, egli visse in un'epoca in cui l'obbligo del celibato ecclesiastico non era ancora stato introdotto, norma la cui regolamentazione era iniziata secoli prima sotto il pontificato di papa san Siricio, tra il 384 e il 399. Prima di ricevere gli ordini sacri e di essere eletto al soglio pontificio nel mese di marzo del 483, succedendo a papa san Simplicio il cui pontificato si era svolto tra il 468 e il 483, San Felice III era stato sposato ed era padre di tre figli. La sua vita familiare fu segnata dal dolore, poiché tutti e tre i figli morirono proprio durante gli anni del suo governo pastorale. Da uno di essi discese la stirpe che generò il futuro papa san Gregorio Magno, il quale avrebbe retto la Chiesa dal 590 al 604. Dal punto di vista della successione petrina, il pontefice dovrebbe essere storicamente denominato Felice II, ma il primo titolare di tale nome, che aveva regnato dal 355 al 365, era stato un antipapa insediato per volontà dell'imperatore Costanzo II. Poiché gli antipapi non sono inclusi nel conteggio ufficiale dei successori di Pietro, e considerando che quel primo omonimo fu un martire venerato come santo dalla Chiesa il 29 luglio, l'effettivo papa Felice è stato indicato come terzo anziché secondo, sebbene in diverse raffigurazioni affrescate si riscontri ancora l'erronea dicitura.

Il pontificato di San Felice III si svolse nel segno della difesa dell'ortodossia cattolica contro le deviazioni cristologiche del tempo. Fin dall'inizio del mandato, egli dovette affrontare il grave scisma provocato dal patriarca costantinopolitano Acacio, deceduto nel 489, e le insidie del monofisitismo, un'eresia del quinto secolo che sosteneva l'unicità della natura in Cristo. Il papa si distinse per la fermezza con cui respinse i tentativi imperiali di compromesso dottrinale, difese i vescovi perseguitati e regolamentò il reintegro dei battezzati da eretici, affrontando anche il doloroso tradimento dei suoi stessi legati. La sua memoria liturgica si celebra il primo marzo, giorno della sua nascita al cielo, e il Martirologio specifica che è ricordato a Roma presso la basilica di San Paolo sulla via Ostiense, luogo della sua sepoltura familiare.

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Beato Cristoforo da Milano

Sacerdote domenicano

Il Beato Cristoforo da Milano, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori vissuto nel quindicesimo secolo, ha speso la propria esistenza per portare la luce del Vangelo in un tempo di grandi mutamenti culturali. Nato a Milano intorno al 1410 da una famiglia cattolica, egli scelse in giovinezza di seguire Cristo entrando nel convento domenicano di Sant'Eustorgio. La sua missione sacerdotale, fiorita dopo l'ordinazione avvenuta intorno al 1435, si sviluppò come risposta spirituale alle correnti umanistiche che rischiavano di escludere Dio dal centro della vita umana. Attraverso la predicazione, la povertà evangelica e la profonda devozione mariana, Padre Cristoforo indicò in Gesù Cristo il compimento di ogni autentica aspirazione dell'uomo, offrendo una testimonianza di santità che continua a illuminare il cammino della Chiesa.

La sua opera pastorale si estese lungo la riviera ligure, a Genova, e raggiunse perfino la città di Marsiglia, toccando i cuori sia delle persone umili sia dei dotti. Fondatore del convento di Taggia nel 1460, il Beato Cristoforo visse oltre cinquant'anni di vita religiosa prima di concludere la sua parabola terrena in quella stessa terra ligure nel 1484. Il Martirologio ne commemora la memoria il primo marzo, ricordando la sua dedizione allo studio della sacra dottrina, al culto divino e al servizio della Chiesa. La sua beatificazione fu proclamata dal Beato Pio IX il 3 aprile 1875, riconoscendo ufficialmente la grazia e la fecondità spirituale della sua testimonianza cristiana.

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San Leone Luca (Leoluca) di Corleone

Abate

San Leone Luca di Corleone, vissuto tra il nono e il decimo secolo, fu un insigne abate e maestro di vita monastica orientale, capace di guidare una vasta comunità di fratelli lungo i sentieri della preghiera continua, dell'umiltà e della carità operosa. Nato in terra di Sicilia da una famiglia benestante di contadini e pastori, seppe rinunciare alle ricchezze terrene per abbracciare la via della sequela cristiana, affrontando con fede il dramma delle invasioni e compiendo un lungo itinerario spirituale che lo condusse in Calabria.

Ricordato per la profonda santità e per i numerosi prodigi operati in vita e dopo la morte, è invocato da secoli a protezione della sua terra natale e di tutto il popolo cristiano. La sua memoria liturgica si celebra il primo marzo, data tradizionalmente indicata come il suo felice transito verso il cielo, mentre la devozione popolare continua a stringersi attorno alla sua figura nei momenti di prova e di grazia.

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Beata Giovanna Maria Bonomo

Religiosa

La Beata Giovanna Maria Bonomo nacque ad Asiago il 15 agosto 1606 all'interno della dimora di famiglia situata nel centro del paese, nel corso del diciassettesimo secolo. Vissuta come religiosa, la sua esistenza fu segnata da profondi doni mistici, da una intensa carità e da una complessa prova interiore ed esteriore, che la vide elevarsi fino agli incarichi di governo monastico nel monastero benedettino di San Girolamo a Bassano. La sua spiritualità, radicata nell'alveo francescano e completata in quello benedettino, trovò il proprio fulcro nella figura di Cristo contemplato nei momenti salienti della sua vita terrena, lasciando una duratura testimonianza attraverso scritti meditativi e un ricco epistolario.

Ricordata per la sua eroica pazienza e per la dedizione verso i bisognosi, la Beata affrontò incomprensioni e sofferenze fisiche, offrendo alle consorelle l'insegnamento che la santità si compie nelle azioni semplici e quotidiane. Proclamata beata da papa Pio VI il 9 giugno 1783, la sua memoria liturgica si celebra il 1 marzo secondo il Martirologio Romano, mentre la città di Asiago la festeggia il 26 febbraio. Eletta più volte badessa e priora, la sua protezione continua a essere invocata con devozione dagli abitanti di Bassano e di Asiago, che la riconoscono come loro patrona.

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San Siviardo

Abate di Anille

A Le Mans in Neustria, ora in Francia, san Siviardo, abate di Saint-Calais.

San Leone di Bayonne

Vescovo e martire

Nella Guascogna, in Francia, san Leone, vescovo e martire.

San Rudesindo

Vescovo

A Cellanova nella Galizia in Spagna, san Rudesindo, dapprima vescovo di Mondoñedo, che si adoperò per promuovere e rinnovare la vita monastica in quella provincia e, una volta deposto l’ufficio episcopale, prese l’abito monastico nel monastero di Cellanova, che poi resse come abate.

Sant' Agnese Cao Kuiying

Vedova, martire

Nella città di Xilinxian nella provincia del Guangxi in Cina, sant’Agnese Cao Kuiying, martire, che, già sposata con un marito violento, dopo la morte di questi si dedicò per mandato del vescovo all’insegnamento della dottrina cristiana e, messa per questo in carcere e patiti crudelissimi tormenti, confidando sempre in Dio migrò al banchetto eterno.

Santa Domnina

Vergine in Siria

San Silvio e compagni

Martiri venerati ad Anversa

San Suitberto di Kaiserswerth

Sull’isola di Kaiserswerth sul Reno in Sassonia, in Germania, san Suitberto, vescovo, che, dapprima monaco nella Northumbria, in Inghilterra, divenuto poi compagno di san Villibrordo e ordinato vescovo da san Vilfredo, annunciò il Vangelo ai Bátavi, ai Frisoni e ad altri popoli della Germania e morì piamente in un cenobio da lui fondato in età già avanzata.

Beato Gonzalo de Ubeda

Vescovo

San Pietro Ernandez

Mercedario, martire

Beato Giorgio di Biandrate

San Bertrando

Venerato a Fontaniva

Santi Venerio, Leonzia, Casto e Livonio

Martiri

Beato Godescalco

Abate

Sant’ Orso di Toul

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Ad Angers nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Albino, vescovo, che biasimò con forza i costumi superbi dei potenti e con impegno promosse il III Concilio di Orléans per il rinnovamento della Chiesa. — Martirologio Romano