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sabato 28 febbraio 2026 · Santo del giorno

San Romano di Condat

Abate

San Romano di Condat

Nel quinto secolo, precisamente verso l anno 390, nasceva colui che avrebbe segnato profondamente la storia spirituale della Gallia. San Romano di Condat, vissuto in un epoca di grande fermento ascetico, scelse di seguire il modello degli antichi monaci conducendo per primo la vita eremitica sulle inesplorate montagne del Giura. I primi contatti del monachesimo orientale con il mondo latino erano stati favoriti dai frequenti esili subiti da Sant Atanasio, mentre il monachesimo occidentale aveva avuto inizio nel quarto secolo. Questo movimento fu destinato a produrre effetti di spirituale perfezione e di civile progresso, in un contesto in cui San Benedetto rimane una figura fondamentale da ricordare. Il primo monastero in Gallia fu fondato nel 371 da San Martino di Tours, e in seguito a questa fondazione si ebbe una improvvisa fioritura di abbazie.

All inizio del quinto secolo troviamo il monaco Romano in un abbazia situata ad Ainay, presso Lione. Poiché Romano non era soddisfatto della regola rigida del suo monastero, ottenne il permesso dell abate per lasciare la comunità. Partì munito di un testo della Sacra Scrittura e con gli attrezzi da lavoro sulle spalle, inoltrandosi tra i monti del Giura, dove le sue tracce si persero inizialmente. Qualche anno dopo il fratello Lupicino, rimasto vedovo, scoprì il suo romitaggio e si aggregò a lui, attirando dietro di sé altri uomini. Insieme fondarono diverse comunità monastiche, guidate dai due fratelli che condivisero in perfetta armonia il governo, pur avendo temperamenti diametralmente opposti ma complementari. San Romano, descritto come dolce e piissimo, divenne padre di moltissimi monaci prima di concludere la sua vita terrena nel 463, precedendo il fratello e la sorella nella tomba.

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Gli altri santi di oggi

Beato Daniele Alessio Brottier

Sacerdote

Il Beato Daniele Alessio Brottier nacque il 7 settembre 1876 a La Ferté-Saint-Cyr, nella diocesi di Blois, distinguendosi fin dall'infanzia per una profonda pietà e una grande devozione alla Madonna. Entrato in seminario nel 1890, superò felicemente le ordinazioni minori e, dopo aver svolto per un anno il servizio militare, fu consacrato sacerdote il 22 settembre 1899 all'età di 23 anni. Iniziò il suo ministero come professore nel Collegio ecclesiastico di Pontlevoy, ma sentì ben presto una particolare vocazione per la vita missionaria. Il 24 settembre 1902 entrò come novizio nella Congregazione dello Spirito Santo ad Orly, presso Parigi, emettendo i voti religiosi l'anno seguente. Partì quasi subito per il Senegal, colonia francese, dove rimase per circa tre anni prima di essere costretto a ritornare in Francia nel 1906 a causa di violenti e continui attacchi di emicrania. Rimessosi in salute, l'anno seguente volle tornare nuovamente in Senegal, ma il male si ripresentò violentemente e dovette rientrare definitivamente in Patria dopo qualche tempo. Ritornato in Francia, fondò l'Opera del Souvenir Africain, avente lo scopo di erigere la cattedrale a Dakar, capitale del Senegal.

Durante la prima guerra mondiale, in quanto ex militare, fu cappellano dell'esercito e dal 1914 al 1917 si prodigò eroicamente nell'assistenza dei soldati sui campi di battaglia di Verdun, Fiandre e Lorena, incurante del pericolo. Dopo la guerra fondò l'Unione Nazionale Combattenti. Successivamente fu direttore dell'Opera degli orfani apprendisti di Auteuil per dodici anni, incrementandone il numero e l'efficienza, tanto che nel 1960 l'opera contava più di duemila orfani e venti istituti. Morì il 28 febbraio 1936 a Parigi, logorato dalle fatiche. Il martirologio lo ricorda presso Parigi in Francia come beato Daniele Brottier, sacerdote della Congregazione dello Spirito Santo dedito a un'opera per gli orfani. Fu beatificato il 25 novembre 1984 da papa Giovanni Paolo II.

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Beato Timoteo (Stanislaw Tymoteusz) Trojanowski

Religioso e martire

Il Beato Timoteo Trojanowski, al secolo Stanislaw Antoni, visse nel ventesimo secolo lasciando una profonda testimonianza di fede e di dedizione religiosa. Nato nel villaggio di Sadlowo, nella diocesi di Plock, il ventinove luglio 1908 da Ignacy e Franciszka Zebkiewicz, visse un'infanzia segnata da ristrettezze economiche che lo costrinsero a lavorare fin dalla tenera età, limitando così la frequenza alla scuola primaria. Entrato nel convento dei Frati Minori Conventuali a Niepokalanów il cinque marzo 1930, iniziò il noviziato il sei gennaio 1931 assumendo il nome di Tymoteusz. Emise la professione semplice il due febbraio 1932 e quella solenne l'undici febbraio 1935, trascorrendo l'intera vita religiosa a Niepokalanów dove lavorò nel reparto di spedizione del periodico Il Cavaliere dell'Immacolata, nel magazzino di rifornimento e nell'infermeria a servizio dei confratelli malati. Frate disciplinato e fedele alla sua vocazione, godeva della grande fiducia di padre Kolbe e, il tre maggio 1937, manifestò il desiderio di partire per le missioni. Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 scelse di rimanere nel convento, condividendo la sorte dei suoi confratelli fino all'arresto operato dalla Gestapo il quattordici ottobre 1941.

Condotto nel carcere di Varsavia insieme a sei confratelli, tra cui fra Bonifacy, visse la detenzione nella preghiera e nel sostegno ai compagni, offrendosi per i lavori più pesanti. L'otto gennaio 1942 fu deportato nel campo di concentramento di Oswiecim, identificato con il numero di matricola 25431, dove affrontò il lavoro di trasporto dei materiali da costruzione, della ghiaia e la raccolta del ravizzone. Sopportò la fame e il freddo estremo con coraggio, incoraggiando i coprigionieri a confidare in Dio fino alla contrattazione di una polmonite. Morì nell'ospedale del lager il ventotto febbraio 1942. Il martirologio lo colloca nel campo di sterminio di Auschwitz, vicino a Cracovia in Polonia, definendolo sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, ricordato per aver compiuto il sacrificio supremo sfinito dai supplizi subiti per aver confessato la fede cristiana sotto un regime ostile.

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Sante Marana e Cira

Vergini ed eremite

Nel corso del quinto secolo, in Siria, vissero le sante vergini ed eremite Marana e Cira, ricordate per una vita di straordinaria ascesi e dedizione totale a Dio. Originarie della città di Berea, odierna Aleppo, e discendenti da una razza illustre, le due donne scelsero di disprezzare tutti i vantaggi concessi loro dalla natura. Si ritirarono in un piccolo sito presso la loro città natale, dove fecero murare la porta del romitorio per vivere in preghiera e penitenza. Teodoreto dedica a loro il capitolo numero ventinove della sua Religiosa Historia, attestando che erano ancora viventi verso l'anno 440. Nessuna fonte precedente o indipendente ci è giunta, e la morte di entrambe viene tradizionalmente collocata in Siria verso l'anno 450.

La memoria liturgica delle sante Marana e Cira si celebra in date differenti a seconda delle tradizioni ecclesiali. I sinassari bizantini le commemorano il ventotto febbraio, sebbene tale collocazione sia stata giudicata arbitraria dagli studiosi. In Occidente, la loro devozione fu introdotta dal cardinale Cesare Baronio, che le inserì nel Martirologio Romano alla data del tre agosto, facendo diretto riferimento all'opera di Teodoreto. Il Martirologio le commemora solennemente come vergini, ricordando il loro mirabile esempio di fede vissuto in un luogo angusto presso Berea in Siria.

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Santi Martiri di Alessandria

Commemorazione dei santi sacerdoti, diaconi e molti altri che ad Alessandria, al tempo dell’imperatore Gallieno, mentre imperversava una terribile pestilenza, andarono di buon grado incontro alla morte assistendo le persone colpite dal morbo: la fede devota dei pii prese a venerarli come martiri.

Beati Martiri di Unzen

Santi Macario, Rufino, Giusto e Teofilo

Martiri

Beato Bosone

Monaco a Chiaravalle

San Ruellin

Monaco e vescovo

Dal Martirologio Romano

Sul massiccio del Giura in Francia, deposizione di san Romano, abate, che, seguendo il modello degli antichi monaci, per primo condusse in quel luogo vita eremitica, divenendo poi padre di moltissimi monaci. — Martirologio Romano