28 febbraio
San Romano di Condat
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La fondazione nel Giura e la crescita delle comunità
Dopo che Lupicino ebbe raggiunto il fratello, San Romano e Lupicino fecero spazio ai nuovi venuti erigendo un primo grande monastero a Condat. I due fratelli eressero in seguito un secondo monastero a Leuconne. La loro sorella raggiunse i due fratelli, e per lei fu eretto un terzo monastero poco lontano, in una località chiamata La Beaume. I due fratelli condivisero in perfetta armonia il governo delle nuove comunità. I temperamenti dei due fratelli erano diametralmente opposti ma si completavano a vicenda. Romano aveva uno spirito tollerante, incline alla comprensione e alla magnanimità. Al contrario, Lupicino era austero e intransigente con la regola, pretendendone l assoluta osservanza. Un episodio emblematico accadde dopo un raccolto eccezionale, quando i monaci scordarono le rigide norme dell astinenza. Lupicino fece gettare le provviste nel torrente e ordinò che a mensa fosse servita solo una minestra d orzo. Dodici monaci non ressero all austerità e abbandonarono il convento. Romano inseguì i dodici monaci e li implorò con le lacrime agli occhi di fare ritorno. La bontà di Romano trionfò, convincendo i monaci a fare ritorno.
I pellegrinaggi e i prodigi
San Romano compì un pellegrinaggio alla tomba di San Maurizio a Ginevra in compagnia del monaco San Pallade. Durante il viaggio trovarono riparo per la notte nella capanna di due poveri lebbrosi. Romano non esitò ad abbracciare i due lebbrosi. Il mattino dopo i due lebbrosi constatarono di essere completamente guariti e corsero in città a raccontare l accaduto. Altri prodigi si verificarono durante il pellegrinaggio. Romano, descritto come dolce e piissimo, tornò definitivamente alla solitudine di Condat. Sul massiccio del Giura in Francia si celebra la deposizione di san Romano, abate, ricordando colui che divenne padre di moltissimi monaci. San Romano morì nel 463, precedendo il fratello e la sorella nella tomba.
La via del deserto e le fondazioni
Nato nell'anno 390, Romano sentì presto il richiamo di una vita interamente consacrata al Signore. Desideroso di solitudine, decise di ritirarsi come eremita tra le aspre solitudini dei monti del Giura, portando con sé soltanto la Sacra Scrittura e gli attrezzi da lavoro, simboli di una vita divisa tra la contemplazione della Parola e la fatica quotidiana. Questo silenzio fecondo, tuttavia, non era destinato a rimanere nascosto. Raggiunto dal fratello Lupicino, Romano diede inizio a una straordinaria opera di fondazione monastica, dando vita ai cenobi di Condat, Leuconne e La Beaume.
La convivenza tra i fratelli mise in luce la singolare mitezza di Romano. Di fronte al rigore eccessivo imposto da Lupicino, che aveva spinto alla fuga dodici monaci della comunità, Romano non esitò a mostrare il volto della misericordia: cercò i fuggiaschi, li abbracciò e con paterna dolcezza li convinse a fare ritorno al monastero. Durante un pellegrinaggio a Ginevra, la sua carità si manifestò anche attraverso il dono della guarigione, quando abbracciò e risanò miracolosamente due lebbrosi incontrati lungo la via. Romano concluse la sua laboriosa esistenza terrena a Condat, nell'anno 463, lasciando una feconda eredità di fede.
La memoria e l'eredità spirituale
La memoria di San Romano di Condat è custodita nei luoghi che videro la sua fatica apostolica e la sua preghiera silenziosa. La sua vita, spesa tra le foreste del Giura e i monasteri da lui fondati, rimane un modello di santità equilibrata, dove il lavoro manuale e lo studio della Parola si fondono in un'unica offerta a Dio. Egli continua a insegnare alle anime assetate di infinito che la vera ascesi non allontana dagli uomini, ma rende il cuore capace di una compassione più profonda verso ogni sofferenza.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Romano di Condat?
La festa di San Romano si celebra il ventotto febbraio, data in cui si ricorda la sua deposizione sul massiccio del Giura in Francia.
Sul massiccio del Giura in Francia, deposizione di san Romano, abate, che, seguendo il modello degli antichi monaci, per primo condusse in quel luogo vita eremitica, divenendo poi padre di moltissimi monaci. — Martirologio Romano