San David di Menevia (del Galles)

Vescovo

Aggiornato il 22 luglio 2026

Il ministero episcopale e i prodigi

Durante il suo cammino di fede, san David è sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento perpetrato dai suoi stessi monaci. L'attentato contro il santo fu probabilmente causato dall'eccessiva rigidità delle sue regole. All'epoca l'avvelenamento era un metodo talvolta utilizzato all'interno delle comunità per risolvere conflitti interni. Successivamente, san David ha compiuto un viaggio a Gerusalemme, dove ha ricevuto la consacrazione episcopale. Tornato in patria, è subentrato a san Dubricio come vescovo di Caerlon e ha poi trasferito la sede vescovile a Menevia. Egli ha presieduto diversi sinodi in cui sono state adottate rilevanti decisioni teologiche e disciplinari per la Chiesa celtica. Secondo le fonti della tradizione, san David avrebbe raggiunto l'età di centoquarantasette anni. L'unica raffigurazione iconografica delle sue opere è presente negli affreschi della chiesa di Saint-Divy a Landerneau. L'affresco raffigura il prodigio in cui la terra sotto i piedi del santo si è sollevata formando una collina mentre predicava e una colomba dello Spirito Santo si è posata sulla sua spalla.

Il culto e la memoria

Del monastero e della chiesa edificati da san David a Menevia, oggi nota come Saint-David, non si è conservata alcuna struttura. La tomba del santo è diventata rapidamente luogo di pellegrinaggio per i fedeli. Nel novecentosessantasei, quasi quattro secoli dopo il decesso, le spoglie di san David sono state traslate a Glastonbury. Nel corso dei secoli, a san David sono state intitolate numerose chiese in Galles, Irlanda e Inghilterra.

Domande frequenti

Quando si festeggia San David di Menevia?

La memoria liturgica di san David di Menevia è celebrata il primo marzo.

A Saint David in Galles, san Davide, vescovo, che, imitando il modello e i costumi dei Padri d’Oriente, fondò un monastero, dal quale partirono moltissimi monaci ad evangelizzare il Galles, l’Irlanda, la Cornovaglia e la Bretagna. — Martirologio Romano