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23 febbraio

Beata Giovannina Franchi

Fondatrice

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la giovinezza a Como

La Serva di Dio Giovannina Franchi nacque a Como il 24 giugno 1807. Era la secondogenita di sette figli, composti da cinque sorelle e due fratelli. Suo padre era Giuseppe, magistrato del Tribunale cittadino, e sua madre era Giuseppina Mazza, proveniente da una famiglia nobile. La famiglia era benestante e molto religiosa, tra le più facoltose di Como ma con uno stile di vita sobrio ed alieno dalla mondanità. Fu battezzata il giorno dopo la nascita. Passò l'infanzia tra le pareti domestiche tra il 1807 e il 1814. A sette anni fu posta dai genitori nell'educandato della Visitazione insieme alle sorelle, trascorrendo l'adolescenza nell'educandato del monastero di San Carlo delle Visitandine di Como per dieci anni, dal 1814 al 1824. Nel monastero della Visitazione conobbe e amò il fondatore San Francesco di Sales. San Francesco di Sales aveva ideato una famiglia religiosa senza clausura per la cura degli infermi a domicilio, ispirata alla visita della Madonna a Santa Elisabetta. Il progetto di San Francesco di Sales fu considerato troppo ardito per la concezione del seicento e dovette essere accantonato. Nel 1824 la Serva di Dio rientrò in famiglia. Ricevette il Sacramento della Cresima all'età di undici anni. La migliore amica della Serva di Dio divenne monaca Visitandina.

Il discernimento e la vocazione

Rientrata in famiglia si dedicò alla cura dei genitori. La Serva di Dio si dispose a prepararsi al matrimonio come le sue sorelle. Insegnò il catechismo in parrocchia e partecipò ad associazioni cattoliche. La Serva di Dio si occupò dei poveri e dell'insegnamento del catechismo. La Serva di Dio affiancò il padre e i fratelli nell'amministrazione dei beni di famiglia. La Serva di Dio si fidanzò ed era prossima alle nozze, avendo una breve esperienza di fidanzamento. La Serva di Dio era convinta che la sua vocazione fosse formare una famiglia cristiana e santa. Il fidanzato morì nel 1840 quando Giovannina aveva trentatré anni. La morte del fidanzato pose fine al progetto di matrimonio. Dopo la morte del fidanzato decise di consacrarsi totalmente al Signore. Per lunghi anni Giovannina si interrogò nella riflessione, preghiera e riservatezza domestica sulla volontà di Dio. La madre morì nel 1849 e il padre morì nel 1852. I fratelli e le sorelle di Giovannina si accasarono e i genitori morirono, lasciandola libera da legami familiari.

La guida spirituale e la fondazione

Dal 1846 si pose sotto la direzione spirituale del canonico penitenziere della Cattedrale di Como don Giovanni Abbondio Crotti. Don Giovanni Abbondio Crotti era un pio e dotto canonico che svolgeva apostolato tra gli ammalati e i carcerati, ed era impegnato in opere di carità e assistenza. La risposta a Giovannina giunse tramite la direzione spirituale del canonico Giovanni Abbondio Crotti. Dopo la morte dei genitori intensificò l'assistenza dei malati a domicilio. Giovannina acquistò una vasta casa nel cuore della Cortesella. La Cortesella è il quartiere più antico e più povero di Como. Il 27 settembre 1853 fondò la Pia Unione delle Sorelle Infermiere di Carità, nota anche come Pia Unione delle Sorelle Infermiere di San Nazaro. Le tre compagne fondatrici furono Nina Luigia Allegri, Lucrezia Schiavetti e Anna Maria Poletti. Il gruppo era guidato dal canonico Giovanni Abbondio Crotti. Facevano vita comune in un immobile acquistato dalla Serva di Dio in via Vitani. Ottenne la concessione da Pio IX di poter avere un oratorio privato. Nel 1858 Giovannina indossò per prima l'abito religioso. Il 21 novembre le compagne seguirono il suo esempio indossando l'abito religioso. La Pia Unione era dedita alla cura degli ammalati e dei poveri nelle proprie abitazioni. La Pia Casa era aperta all'accoglienza di ogni genere di povertà e necessità. La Pia Casa accoglieva malati, anche mentali, donne sole e povere, e persone provvisoriamente senza casa. Le Pie Infermiere assistevano gli ammalati a domicilio e le donne nel carcere di San Donnino, ispirandosi al progetto originario di San Francesco di Sales per le Visitandine. Le Sorelle si recavano nel carcere cittadino a insegnare il catechismo e assistere le donne malate ivi rinchiuse.

La Regola e la vita quotidiana

Compose per sé e le Sorelle il Metodo di vita. Il Metodo di vita fu approvato il 16 luglio 1862 dal vescovo di Como monsignor Marzorati. La Regola di vita era semplice e basata su principi fondamentali come prediligere i malati gravi e moribondi. La regola insegnava a considerare la viva presenza di Cristo nell'Eucaristia e nella persona sofferente. La regola raccomandava di mostrarsi coraggiose, umili, pazienti, cortesi, amanti del silenzio e della fatica. Raccomandava la disposizione all'assistenza degli infermi e a qualunque opera di carità senza eccezione di uffici faticosi o ributtanti. Raccomandava di non tralasciare uffici come scopare le stanze, lavar le scodelle e ripulire le malate con santa allegrezza. Il carisma si riassume nell'espressione sulla carità universale verso il prossimo che non esclude nessuno. Giovannina visse i rimanenti diciannove anni della sua esistenza con grande semplicità. La vita di Giovannina era ritmata da una Regola scritta da lei stessa e da un orario basato su preghiera e servizio. La vita di Giovannina trascorse senza avvenimenti eclatanti, riconoscimenti pubblici o visite di personalità di rilievo. Giovannina visse una fedeltà quotidiana al servizio della carità con gesti d'amore verso i sofferenti. Giovannina offriva modesti ma preziosi servizi, parole di conforto, aiuto a pregare e vicinanza affettuosa ai morenti. La vita di madre Giovannina si consumò giorno dopo giorno nell'eroica fedeltà alla chiamata di Dio.

Il contagio, la morte e la glorificazione

Nell'estate del 1871 a Como vi fu un'epidemia di vaiolo nero, indicato secondo alcuni come colera. La Serva di Dio si prodigò nell'assistenza alle persone colpite dall'epidemia. La Serva di Dio fu contagiata dal vaiolo o dal colera. Il 23 febbraio 1872 madre Giovannina morì contagiata dal vaiolo contratto curando un malato a domicilio. Morì alle ore cinque e trenta del 23 febbraio 1872 in concetto di santità. Morì quattro mesi prima di compiere sessantacinque anni. I funerali si svolsero la mattina del ventiquattro febbraio. I funerali furono umili e silenziosi, senza concorso di popolo per precauzione a causa dell'epidemia. Il ventisette settembre 1994 monsignor Alessandro Maggiolini, Vescovo di Como, aprì il processo diocesano. Il processo diocesano si concluse il ventisette settembre 1995. Il ventesimo giorno di dicembre del 2012 Papa Benedetto XVI riconobbe l'eroicità delle sue virtù, dichiarandola Venerabile. Il testo fu scritto dall'autore Francesco Antonelli. A Giovannina Franchi può essere attribuito il titolo di Venerabile. La spiritualità di Giovannina si caratterizzava per una profonda vita interiore. La spiritualità di Giovannina era incentrata sull'Eucarestia e sulla contemplazione del Cristo sofferente. Gli ammalati sono considerati da Giovannina l'immagine più viva del Cristo sofferente. Il binomio amore per Dio e amore per il prossimo fino al sacrificio della vita è il motivo portante della fisionomia spirituale di Madre Franchi. La Congregazione fondata da Giovannina assunse la denominazione di Suore Infermiere dell'Addolorata. La Congregazione continua a vivere il carisma di madre Giovannina in Italia, Svizzera e Argentina. Il carisma della Congregazione è curare gli infermi con gran cuore poiché essi sono l'immagine viva del Cristo sofferente.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Giovannina Franchi?

La sua memoria liturgica si celebra il 23 febbraio, giorno della sua nascita al cielo.

Quali opere ha fondato la Venerabile Giovannina Franchi?

Ha fondato la Pia Unione delle Sorelle Infermiere di Carità, conosciuta in seguito come Suore Infermiere dell'Addolorata, dedite all'assistenza domiciliare dei malati e dei poveri.