San Policarpo, nato a Smirne nell'anno 69 da una famiglia benestante nel corso del secondo secolo, è ricordato come uno dei padri della Chiesa antica e come l'ultimo testimone diretto dell'epoca apostolica. Egli fu istruito nella fede da molti che avevano visto il Signore ed è venerato in modo particolare come discepolo del beato apostolo Giovanni. Gli Apostoli stessi lo posero come vescovo per l'Asia nella Chiesa di Smirne, un incarico che assunse verso l'anno 100 per guidare con dedizione la comunità cristiana locale.
La sua luminosa testimonianza culminò nel martirio avvenuto il 23 febbraio 155 nell'anfiteatro di Smirne, al cospetto del proconsole e di tutto il popolo. Quasi novantenne e forte di una vita spesa al servizio del Vangelo, San Policarpo affrontò la morte con mitezza e coraggio, lasciando un segno indelebile nella storia della Chiesa primitiva e nella letteratura cristiana attraverso il celebre racconto del suo supplizio.
Santa Giuseppina, al secolo Giuditta Adelaide Vannini, è una figura luminosa della santità romana tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Rimasta orfana durante l'infanzia, ha vissuto il suo cammino di formazione nel Conservatorio Torlonia di Roma, luogo che ha preparato il suo cuore all'accoglienza e al servizio dei più fragili. La sua vita è stata un atto di dedizione costante, culminato nella fondazione delle Figlie di San Camillo, un'opera nata per portare conforto e cura agli infermi, riflettendo la carità di Cristo nel mondo della sofferenza umana.
La Santa viene ricordata come una donna di fede ferma e di obbedienza docile, capace di tradurre l'amore per il Signore in una missione concreta di assistenza. Insieme a padre Luigi Tezza, nel 1892, diede inizio a un cammino che ha varcato i confini di Roma per giungere in altre città come Siena, Cremona e Mesagne, segnando profondamente la storia della carità ospedaliera. La sua esistenza si è conclusa a Roma nel 1911, lasciando in eredità alla Chiesa un carisma vivo, pienamente riconosciuto dalla canonizzazione celebrata da Papa Francesco il tredici ottobre duemila diciannove.
San Giovanni Theristi rappresenta una figura luminosa dell'undicesimo secolo, un uomo che ha saputo trasformare le proprie origini umili in un cammino di profonda dedizione spirituale. Nato a Palermo nel novecentonovantacinque da madre calabrese, egli visse la sua infanzia in una condizione di schiavitù, una circostanza che non ne ha tuttavia scalfito l'animo, ma ne ha temprato la fede in vista della chiamata divina. Giunto a Stilo, ricevette il battesimo all'età di quattordici anni, segnando così il principio di un percorso di ascesi che lo avrebbe condotto a consacrarsi interamente al Signore nel silenzio e nella preghiera.
La sua memoria è custodita con devozione in quanto egli fu un fedele monaco basiliano sul Monte Consolino, dove la sua dedizione gli valse l'elezione ad abate della comunità. San Giovanni Theristi è ricordato non solo per la sapiente guida spirituale offerta ai suoi confratelli, ma anche per la carità operosa manifestata verso i poveri e gli umili. Tra i segni prodigiosi che la tradizione gli attribuisce, il miracolo della mietitura resta la testimonianza più viva della sua vicinanza alle fatiche del popolo, rendendolo un intercessore caro a quanti cercano conforto nelle necessità quotidiane e un modello di santità radicato nella terra di Calabria.
Il Beato Wincenty Stefan Frelichowski visse il proprio ministero sacerdotale quasi interamente all'interno dei campi di concentramento tedeschi durante il ventesimo secolo. Nato in Polonia nel 1913, fu ordinato sacerdote nel 1937 e svolse la sua attività pastorale con grande zelo e fervore. Arrestato in seguito all'invasione della Polonia all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, trascorse gli ultimi sei anni della sua breve vita come prigioniero in diversi campi di sterminio, tra cui Stutthof, Sachsenhausen e Dachau. Nonostante le durissime condizioni di reclusione, continuò a esercitare il suo sacerdozio in clandestinità, celebrando la Messa, portando conforto spirituale ai compagni di sventura e distinguendosi per una straordinaria generosità verso i malati e i più deboli.
La sua testimonianza di fede e carità cristiana si concluse tragicamente nel campo di Dachau, dove morì nel 1945 a soli trentadue anni, colpito dal tifo petecchiale contratto mentre assisteva i malati durante un'epidemia. Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 7 giugno 1999 a Toruń, durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il 23 febbraio, ricordandolo come un martire della carità e un pastore che seppe offrire la propria vita per i fratelli anche nel cuore della persecuzione.
Il Beato Alerino Rembaudi, nato ad Alba nel 1375, ha guidato la Chiesa locale durante il quindicesimo secolo con dedizione e sollecitudine pastorale. Nominato vescovo di Alba da papa Martino V, egli ha saputo incarnare la figura del pastore attento al rinnovamento spirituale e alla cura della memoria dei santi, radicando profondamente la fede nel cuore della sua terra d'origine.
La sua memoria è legata indissolubilmente alla cura della diocesi di Alba, dove ha lasciato segni indelebili attraverso il governo sinodale e la promozione di luoghi dedicati alla vita consacrata e al culto divino. Egli è ricordato come un uomo capace di custodire il passato, onorando le reliquie dei santi, e di edificare il futuro, consacrando chiese e promuovendo la vita monastica, offrendo così ai fedeli un esempio di fedeltà operosa al Vangelo fino alla sua morte, avvenuta ad Alba nel 1456.
La Serva di Dio Giovannina Franchi nacque a Como il 24 giugno 1807, inserita in una famiglia benestante, molto religiosa e tra le più facoltose della città, sebbene animata da uno stile di vita sobrio ed alieno dalla mondanità. Ella crebbe compiendo un cammino di fede e di dedizione che la condusse, dopo la morte dei genitori e la scomparsa del fidanzato nel 1840, a consacrarsi totalmente al Signore per servire i poveri, i sofferenti e i carcerati. Fondò la Pia Unione delle Sorelle Infermiere di Carità, poi denominate Suore Infermiere dell'Addolorata, spendendo la propria esistenza nell'assistenza domiciliare agli infermi e offrendo la sua vita durante un'epidemia nel 1872.
La sua memoria liturgica e la sua testimonianza sono custodite e venerate in virtù del riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù, firmato da Papa Benedetto XVI il 20 dicembre 2012, che la proclamò Venerabile. La sua opera continua a vivere attraverso la congregazione da lei fondata, presente in diversi paesi, che perpetua il carisma della carità universale e del servizio ai malati considerati come l'immagine viva del Cristo sofferente.
La devozione alla Madonna del Divin Pianto trova il suo fulcro nel cuore di Cernusco sul Naviglio, dove la memoria di eventi straordinari vissuti nel ventesimo secolo continua a nutrire la fede del popolo cristiano. Questa spiritualità trae origine dall'esperienza di una religiosa che, nel contesto di una profonda sofferenza fisica, ha testimoniato la vicinanza materna di Maria, in un tempo segnato dalla prova e dalla ricerca di conforto.
La figura della Madonna del Divin Pianto è ricordata per il messaggio di speranza che scaturisce dal dolore trasfigurato. Nonostante la protagonista di tali vicende abbia scelto il silenzio e la dedizione al servizio educativo verso le giovani generazioni a Milano, la grazia ricevuta rimane un segno indelebile. Ancora oggi, i fedeli si raccolgono in preghiera per contemplare il volto materno della Vergine, trovando in Lei un rifugio sicuro per le proprie pene e un invito costante alla conversione del cuore.
A Sirmio in Pannonia, oggi in Serbia, san Siréno o Sinéro, martire, che, giardiniere, denunciato da una donna che egli aveva rimproverato per la sua lascivia e fatto prigioniero dal giudice, si professò cristiano e, rifiutatosi di sacrificare agli dei, morì decapitato.
Santa Milburga
Badessa
A Wenlock in Inghilterra, santa Mildburga, vergine e badessa del monastero del luogo, della stirpe dei re di Mercia.
San Villigiso (Willigiso)
Vescovo di Magonza
A Magonza nella Franconia in Germania, san Villigiso, vescovo, insigne per lo zelo pastorale.
Beato Nicola Tabouillot
Martire
In una galera sulla costa francese davanti a Rochefort, beato Nicola Tabouillot, sacerdote e martire: parroco, nell’infuriare della rivoluzione francese, fu detenuto per il suo sacerdozio e morì infine consunto dalla malattia in un sanatorio della città.
San Primiano di Ancona
Vescovo e martire
Beata Raffaella Ybarra
Fondatrice
A Bilbao nella Guascogna in Spagna, beata Raffaella Ybarra da Villalonga, che, madre di sette figli, con il consenso del coniuge, emise i voti religiosi e fondò l’Istituto delle Suore degli Angeli Custodi per tutelare le fanciulle e guidarle sulla via dei precetti del Signore.
Beato Ludovico (Ludwig) Mzyk
Sacerdote e martire
A Poznán in Polonia, beato Ludovico Mzyk, sacerdote della Società del Verbo Divino e martire, che, invasa militarmente la patria dai seguaci di un’empia dottrina nemica degli uomini e della fede, fu trucidato dalle guardie della fortezza e testimoniò Cristo fino alla morte.
San Milone di Benevento
Vescovo
Beato Anselmo da Milano
Francescano
San Meraldo
Abate
Dal Martirologio Romano
Memoria di san Policarpo, vescovo e martire, che è venerato come discepolo del beato apostolo Giovanni e ultimo testimone dell’epoca apostolica; sotto gli imperatori Marco Antonino e Lucio Aurelio Commodo, a Smirne in Asia, nell’odierna Turchia, nell’anfiteatro al cospetto del proconsole e di tutto il popolo, quasi nonagenario, fu dato al rogo, mentre rendeva grazie a Dio Padre per averlo ritenuto degno di essere annoverato tra i martiri e di prendere parte al calice di Cristo. — Martirologio Romano