Sant'Etelberto nacque intorno al 552 e fu incoronato re del Kent, distinguendosi nella storia come il primo sovrano anglosassone a convertirsi al cristianesimo. La sua figura si staglia nel sesto secolo quale terzo bretwalda, ossia capo supremo d'Inghilterra, con una giurisdizione che si estendeva su tutto il territorio situato a sud del fiume Humber. Nel corso della sua esistenza terrena, il sovrano guidò il proprio popolo attraverso una transizione epocale, unendo il governo temporale alla cooperazione con la Chiesa nascente. La sua opera politica e spirituale pose le fondamenta della cristianità inglese, grazie anche all'alleanza matrimoniale e al fecondo dialogo con i missionari inviati da Roma.
Oggi Sant'Etelberto è ricordato con venerazione nell'anniversario della sua morte, fissata dal Martyrologium Romanum al 24 febbraio 616, dopo un regno durato ben cinquantasei anni. La tradizione liturgica ne custodisce la memoria per aver favorito l'opera di evangelizzazione di Sant'Agostino di Canterbury e per aver istituito le prime sedi episcopali e il primo codice legislativo della nazione. La sua vita rimane un luminoso esempio di come il potere terreno possa porsi al servizio della verità evangelica, nel rispetto delle coscienze e nella costruzione del bene comune.
Il beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote vissuto nel corso del diciannovesimo secolo, ha speso interamente la propria esistenza al servizio dei poveri, degli ammalati e dei giovani, fondando opere educative e assistenziali di rilevante importanza ecclesiale e sociale. Nato a Pagani, in provincia di Salerno, il primo dicembre 1831 in una famiglia agiata e molto in vista, rimase orfano di entrambi i genitori all'età di dieci anni e dovette superare la ferma opposizione di parte dei suoi familiari per poter seguire la sua precoce vocazione al sacerdozio, maturata fin da bambino. Ordinato sacerdote a ventiquattro anni, impiegò il suo ministero nell'insegnamento, nella predicazione itinerante come Missionario nocerino e nella fondazione di istituti religiosi dediti alla carità e alla devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo.
La sua vita fu segnata da profonde prove spirituali e morali, tra cui dolorose e infamanti accuse da cui fu successivamente riconosciuto del tutto innocente, affrontate sempre con spirito di fede e culminate nel perdono verso i suoi calunniatori. Morì a Nocera Inferiore il ventiquattro febbraio 1891, prima di compiere i sessanta anni, lasciando un luminoso esempio di carità operosa e di totale dedizione al prossimo. Il sette febbraio 2001 è stato proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II, e la sua memoria liturgica si celebra nel giorno della sua nascita al cielo.
La Beata Ascensione del Cuore di Gesù, al secolo Florentina Nicol Goñi, visse nel ventesimo secolo lasciando un segno profondo di dedizione missionaria ed educativa. Nata a Tafalla, in Navarra, nel 1868, consacrò la sua esistenza alla vita religiosa tra la Spagna e le terre di missione in America e in Asia. Cofondatrice delle Missionarie Domenicane del Santissimo Rosario insieme al vescovo Ramón Zubieta, guidò l'espansione della congregazione con straordinario zelo apostolico e spirito di obbedienza. La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro febbraio.
La sua figura è ricordata per la forte tempra spirituale con cui affrontò le difficoltà della missione e il governo della comunità religiosa diffusa in tre continenti. Dopo una vita spesa al servizio della Chiesa e dei giovani, si spense a Pamplona nel 1940. Il suo cammino di santità fu riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa con la beatificazione avvenuta nel 2005, inserita nel nuovo corso delle celebrazioni presiedute dai cardinali incaricati per mandato del Sommo Pontefice.
La Chiesa sta riconoscendo ufficialmente la santità di laici e laiche, a dimostrazione che la perfezione cristiana non è meta esclusiva di religiosi ed ecclesiastici. Alla luce dei decreti conciliari, l'apostolato dei laici ha assunto una primaria importanza nella vita della cristianità. In questo contesto luminoso si inserisce la figura della beata Josefa Naval Girbés, vissuta nel diciannovesimo secolo in Spagna. Nacque l'undici dicembre 1820 ad Algemesí, in provincia di Valencia, sulle rive del fiume Jucar, primogenita di sei figli da Vincenzo Naval e Josefa Girbés, una famiglia di modeste condizioni economiche. La sua esistenza fu un autentico esempio di santità vissuta tra le pareti domestiche e tra la sua gente, operando nel mondo come vergine consacrata senza mai varcare le soglie di un chiostro.
Josefa è ricordata per la sua straordinaria opera educativa, spirituale e caritativa nella comunità di Algemesí. Consacratasi a Cristo giovanissima con il voto di castità, seppe coniugare la cura rigorosa della famiglia con un apostolato fervente che raggiunse bambine, giovani, madri e ammalati. Svolse il ruolo di monaca di casa, figura propria di anime elette dell'Ottocento e del primo Novecento. La sua testimonianza di fede operosa e silenziosa è stata suggellata dalla Chiesa quando papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata beata il venticinque settembre 1988. La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro febbraio, mentre i Carmelitani Scalzi la ricordano il sei novembre.
Il Beato Josef Mayr-Nusser, nato nel 1910 a Bolzano e vissuto nel ventesimo secolo, è un luminoso esempio di laico, padre di famiglia e martire della fede cristiana sotto il regime nazionalsocialista. Cresciuto in una famiglia di viticoltori nel maso Nusser ai Piani di Bolzano e segnato dalla prematura perdita del padre in guerra, Pepi ha coltivato fin da giovane una profonda vita spirituale, nutrita dalla lettura assidua della Sacra Sconosciuta Scrittura e delle opere di San Tommaso d'Aquino, distinguendosi per il suo impegno infaticabile verso i poveri attraverso le Conferenze di San Vincenzo de' Paoli e la guida coraggiosa della Gioventù Cattolica Sudtirolese. Uomo di immensa coerenza interiore, ha speso la sua esistenza terrena nella testimonianza evangelica, coronando il suo cammino d'amore con il matrimonio con Hildegard Staub e la nascita del figlio Albert, prima di affrontare con intrepido coraggio l'arresto e la persecuzione.
Il suo martirio si è compiuto a causa del fermo rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà e obbedienza ad Adolf Hitler, giudicato un atto di idolatria blasfema incompatibile con la legge di Dio e la coscienza cristiana. Carcerato e condannato a morte come disfattista, è spirato nella notte del 24 febbraio 1945 su un treno merci diretto a Dachau, fermo a Erlangen per via dei bombardamenti, consumato dalla malattia ma ricco di carità fraterna fino agli ultimi istanti. La Chiesa Cattolica ne ha ufficialmente sancito il martirio per la fede, elevandolo agli onori degli altari il 18 marzo 2017 per mano di papa Francesco nel Duomo di Bolzano, e fissando la sua memoria liturgica il 24 febbraio e il 3 ottobre a seconda delle ricorrenze diocesane.
La Beata Berta di Valperga visse nel corso del dodicesimo secolo, lasciando un segno profondo nella vita monastica del suo tempo. Ella nacque in una nobile famiglia, essendo figlia di Arduino secondo, conte di Valperga, e di Emilia della Rovere. Tra i suoi fratelli si annoveravano Matteo il Grande e il futuro beato Arduino, vescovo di Torino, il quale fu anche padre del beato Bonifacio, vescovo di Aosta. Cresciuta in questo contesto profondamente religioso, Berta ricevette una solida educazione cristiana e seguì l'esempio di pietà del fratello Arduino, grazie al quale scelse di rifiutare le nozze che le erano state proposte per consacrarsi interamente al Signore. In giovane età vestì l'abito benedettino nel monastero di Busano nel Canavese, desiderando custodire illibato il giglio della sua verginità.
Grazie alla sua vita irreprensibile e al giudizio favorevole delle consorelle, la Beata Berta fu in seguito eletta badessa del monastero. Sotto la sua saggia guida, la comunità conobbe un periodo di fioritura materiale e spirituale. Ella riuscì infatti a promuovere la ristrutturazione degli stabili del monastero che erano stati rovinati a causa delle guerre, ottenendo inoltre un incremento delle rendite necessarie al sostentamento delle religiose. La sua memoria rimase legata non solo alle opere di governo e alla sua esemplare virtù, ma anche al dono della profezia che le fu attribuito. La Beata Berta morì a Busano nel Canavese nel 1195, e la tradizione spirituale tramandata dalla cronaca di Valperga narra che nel giorno del suo transito ella fu chiamata a godere dei casti amplessi del suo celebre Sposo.
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, passione di sant’Evezio, che, sotto l’imperatore Diocleziano, non appena vide esposti nel foro gli editti contro gli adoratori di Dio, acceso da ardente fede, sotto gli occhi del popolo, stracciò pubblicamente il libello dell’iniqua legge, patendo per questo ogni genere di crudeltà.
San Sergio di Cesarea
Martire
San Modesto di Treviri
Vescovo
A Treviri in Gallia belgica, nell’odierna Germania, san Modesto, vescovo.
Beato Marco De' Marconi
Sacerdote
A Mantova, beato Marco de Marconi, religioso dell’Ordine degli Eremiti di San Girolamo.
Beato Costanzo Servoli da Fabriano
Domenicano
Ad Ascoli Piceno, beato Costanzo Sérvoli da Fabriano, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che si distinse per austerità di vita e impegno nel promuovere la pace.
Beato Arnaldo da Carcassona
Mercedario
Beati Lotario Arnari e Antonio Taglia
Mercedari
Dal Martirologio Romano
A Canterbury in Inghilterra, sant’Etelberto, re del Kent, che il vescovo sant’Agostino convertì, primo tra i principi inglesi, alla fede di Cristo. — Martirologio Romano