15 agosto
Beata Giuliana Puricelli da Busto Arsizio
Religiosa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la chiamata
La nascita della beata Giuliana avvenne nell'anno 1427 nel contesto di una famiglia di contadini. Gli storici hanno dibattuto a lungo sul luogo esatto dei suoi natali. La famiglia abitava a Cascina Verghera, situata tra i territori di Busto Arsizio e Gallarate. Tuttavia, il noto studioso Bondioli identifica il luogo natale nella Cascina dei Poveri, compresa nel comune di Busto Arsizio e oggi denominata proprio Rione Beata Giuliana. Per contro, il Sevesi individua la nascita a Verghera, frazione di Samarate, e riconduce la sua appartenenza alla famiglia Puricelli. Il padre della fanciulla fu un uomo descritto come rozzo e violento, il quale si oppose con fermezza al desiderio della figlia di consacrarsi interamente al Signore, pretendendo invece per lei un matrimonio terreno.
Nonostante le aspre resistenze familiari, il quattordicesimo giorno di ottobre del 1454, quando Giuliana aveva raggiunto l'età di ventisette anni e ricorreva la festa di san Callisto, la giovane compì una scelta decisiva. Ella si recò di nascosto al Sacro Monte di Varese per affidarsi alla direzione spirituale della beata Caterina da Pallanza. Quest'ultima conduceva già da qualche anno una rigorosa vita eremitica in quel luogo solitario e sacro. Questo incontro segnò l'inizio di un sodalizio spirituale profondo che avrebbe cambiato per sempre il corso della loro esistenza e dato inizio a una nuova esperienza di vita consacrata.
La vita monastica e le opere
Il cammino di consacrazione di Giuliana trovò il suo compimento ufficiale il decimo giorno di agosto del 1476, data in cui essa diede inizio alla vita monastica grazie all'autorizzazione concessa da papa Sisto IV. Questa forma di vita si svolse all'interno di un convento eretto presso il santuario di Santa Maria del Monte, noto come il Sacro Monte di Varese. All'interno della comunità, la beata scelse la condizione di semplice conversa. Pur essendo analfabeta, ella visse con eroica dedizione in un clima di profonda umiltà, costante spirito di penitenza, rigorosa ubbidienza e generoso servizio al prossimo. La tradizione tramanda che Giuliana si prodigasse nell'offrire acqua fresca ai pellegrini assetati che salivano al monte, servendosi della ruota del monastero; questa pia pratica viene amorevolmente continuata ancora oggi dalle Romite Ambrosiane.
La guida della comunità monastica vide l'avvicendamento di figure eminenti. Giuliana fu la prima compagna della beata Caterina da Pallanza, la quale è riconosciuta come la fondatrice delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese. Successivamente, nel 1478, Benedetta Biumi assunse il governo del monastero succedendo alla fondatrice. Benedetta Biumi fu superiora della beata Giuliana per ben ventitré anni e volle lasciare ai posteri una breve biografia scritta dedicata proprio alla vita di Giuliana. Il percorso terreno della beata fu caratterizzato da quarantasette anni complessivi di vita religiosa, trascorsi per ventidue anni in eremitaggio e per venticinque anni all'interno delle mura claustrali del monastero.
Il transito e il culto
La morte rapì la beata Giuliana il quindicesimo giorno di agosto del 1501, all'età di settantaquattro anni. Il martirologio la indica specificamente a Pallanza presso Novara con il titolo di beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine dell'Ordine di Sant'Agostino. Ella viene giustamente definita insigne per la sua invitta forza d'animo, la mirabile pazienza dimostrata in ogni circostanza e la costante e assidua contemplazione delle realtà celesti. Nel corso dei secoli la Chiesa ha solennemente riconosciuto la santità della sua vita. Il culto fu confermato nel 1729, durante la festa di Pentecoste, insieme a quello della compagna Caterina da Pallanza, per mano del vescovo di Bobbio in qualità di delegato dell'arcivescovo di Milano Benedetto Odescalchi. Successivamente, nel 1769, il culto ricevette un ulteriore riconoscimento come esistente ab immemorabili da parte della Sacra Congregazione dei Riti e di papa Clemente XIV.
Le spoglie mortali della beata ebbero una complessa vicenda di traslazioni. Dapprima sepolte nel cimitero, il ventitreesimo giorno di ottobre del 1650 le reliquie furono traslate con grande solennità nel coro del monastero delle Romite Ambrosiane. Nel 1729 il corpo fu nuovamente traslato, insieme a quello della beata Caterina, per essere accolto in un oratorio appositamente eretto nei pressi del vicino santuario mariano. Attualmente, il corpo della beata si trova esposto alla devota venerazione dei fedeli proprio all'interno di questo oratorio. La data della sua festa liturgica ha subito variazioni nel tempo: inizialmente si celebrava il ventitreesimo giorno di ottobre per commemorare la traslazione del 1650, ma a partire dal 1770 la celebrazione fu fissata al quattordicesimo giorno di agosto, mentre il Martyrologium Romanum indica il quindicesimo giorno di agosto e la diocesi di Milano riserva la memoria al ventisette aprile.
Il cammino di una vita consacrata
La vicenda terrena della Beata Giuliana ebbe inizio nel 1427 nella Cascina Verghera, nel territorio di Busto Arsizio. Fin dalla giovinezza, il suo cuore fu orientato verso una scelta radicale, che la portò a compiere un atto di coraggio spirituale il quattordici ottobre 1454, quando decise di fuggire dalla propria casa per seguire la chiamata che sentiva pressante nell'anima. Tale decisione segnò l'inizio di un pellegrinaggio interiore che trovò il suo compimento definitivo nel luogo benedetto del Sacro Monte di Varese.
Giunta presso questo luogo sacro, Giuliana iniziò la sua vita monastica il dieci agosto 1476. La sua esistenza si trasformò in una liturgia silenziosa, scandita dalla preghiera e dal servizio instancabile ai numerosi fedeli che salivano al monte. Presso la ruota del monastero, la Beata divenne custode e servitrice, accogliendo i viandanti con la sollecitudine di chi riconosce in ogni volto il volto di Cristo. La sua dedizione non fu un evento isolato, ma una costante che accompagnò tutto il suo tempo fino alla morte, avvenuta nel 1501. Il legame tra la santa e il suo monastero si manifestò con particolare solennità nel 1650, quando il suo corpo fu oggetto di una traslazione solenne all'interno del coro, luogo dove ella aveva innalzato le sue preghiere per lunghi anni. La Chiesa, riconoscendo la santità della sua condotta, ne ha sancito il culto attraverso la canonizzazione avvenuta nel 1769 per mano di Papa Clemente Quattordicesimo, elevando la sua testimonianza a modello per tutti i credenti che cercano nel silenzio del Sacro Monte un incontro autentico con l'Eterno.
Il ricordo nella liturgia
Il culto della Beata Giuliana Puricelli è profondamente radicato nella tradizione lombarda, riflettendo la stima che le generazioni le hanno tributato nel corso dei secoli. La sua memoria liturgica presenta una ricca varietà di date che ne attestano la venerazione nei diversi contesti ecclesiali. Mentre il Martyrologium Romanum fissa la sua celebrazione al quindici agosto, in coincidenza con la solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, la tradizione locale ne conserva il ricordo anche il quattordici dello stesso mese. La diocesi di Milano, terra natale della Beata, ne celebra la ricorrenza il ventisette aprile, permettendo ai fedeli di onorare la sua figura in un tempo liturgico dedicato alla meditazione e alla preghiera.
Queste diverse date non sono semplici notazioni cronologiche, ma segni di una presenza che continua a intercedere per il popolo di Dio. La figura di Giuliana, che ha saputo trasformare la propria esistenza in un'offerta gradita al Signore, viene invocata dai devoti come esempio di fedeltà alla propria vocazione. Attraverso la cura dei pellegrini e la vita monastica, ella ha lasciato un'impronta indelebile presso il Sacro Monte di Varese, rendendo quel luogo un punto di riferimento spirituale per quanti, stanchi del mondo, cercano rifugio e conforto nel mistero della comunione dei santi.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Giuliana Puricelli?
La festa liturgica della beata Giuliana si celebra il quattordicesimo giorno di agosto, mentre il Martyrologium Romanum indica il quindicesimo giorno di agosto e la diocesi di Milano ne osserva la memoria il ventisette aprile.
A Pallanza presso Novara, beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine dell’Ordine di Sant’Agostino, insigne per l’invitta forza d’animo, la mirabile pazienza e l’assidua contemplazione delle realtà celesti. — Martirologio Romano