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2 settembre

Beata Ingrid Elofsdotter di Skanninge (di Svezia)

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e i pellegrinaggi

Ingride apparteneva alla nobile famiglia degli Elofsdotter ed è nata intorno alla metà del tredicesimo secolo. Ha ricevuto un'educazione distinta e basata sui principi cristiani, e fin dalla prima giovinezza ha dimostrato un costante e profondo fervore religioso, tale per cui le virtù cristiane più elevate le risultavano naturali da praticare. I genitori l'hanno costretta in giovanissima età a sposare un uomo molto ricco, ma nonostante la ricchezza e la vita di corte, ella non si è mai lasciata attrarre dalle vanità mondane ed è rimasta vedova dopo poco tempo dal matrimonio. Dopo la vedovanza, ha impiegato l'intero suo patrimonio per la gloria divina e ha compiuto un lungo viaggio di fede in Terra Santa insieme a un gruppo di giovani donne. L'esperienza nei luoghi santi ha rafforzato notevolmente la sua devozione verso Gesù. Dalla Palestina si è trasferita a Roma per fare tappa durante il suo pellegrinaggio, e da Roma si è poi diretta al santuario di San Giacomo di Compostela. A seguito di questo intenso cammino spirituale, il Martirologio conferma che ha assunto l'abito dell'Ordine dei Predicatori.

Le prove e la fondazione del monastero

Rientrata nella sua terra d'origine, desiderava unicamente dedicarsi a una vita penitenziale e orante, ed è stata accolta dalla popolazione con grande gioia e rispetto. In questo cammino di perfezione, la tradizione riferisce che il demonio ha cercato di ostacolarla calunniandola per rovinare la sua reputazione tra i concittadini, e le forze del male hanno anche tentato di attentare direttamente alla sua incolumità fisica, sebbene i tentativi di sabotaggio e gli attacchi contro di lei siano falliti totalmente. Grazie al sostegno economico di alcuni sostenitori, ha potuto realizzare un monastero adottando la Regola domenicana, dove si è ritirata insieme a diverse giovani donne per vivere nella meditazione e nelle pratiche ascetiche. La fondazione della comunità monastica è avvenuta ufficialmente il quindici agosto 1281, alla presenza del sovrano Magnus Ladulås. Il sacerdote domenicano Pietro di Dacia le ha offerto assistenza e guida per la fondazione, e l'edificazione del convento ha ottenuto il beneplacito sia del Vescovo di Linköping sia del Padre Provinciale dei Domenicani.

Il transito e il culto

È deceduta il due settembre 1282, e al momento della morte rivestiva la carica di Priora all'interno del monastero da lei fondato. Nel corso della sua vita e alla sua morte sono stati registrati diversi eventi miracolosi, e la sua fama spirituale si è diffusa rapidamente anche nelle regioni e popolazioni confinanti. Nel 1414 il Vescovo di Linköping, Canuto Bosson, ha inviato a Roma la richiesta per avviare l'iter di canonizzazione, ma la procedura si è bloccata nel 1448. L'istruttoria per la causa dei santi è stata ripresa nei primi anni del sedicesimo secolo, benché la procedura non sia mai giunta a una formalizzazione ufficiale della canonizzazione. Papa Alessandro VI ha comunque concesso l'autorizzazione per la solenne sistemazione delle sue spoglie, e il ventinove luglio 1507 si è svolta la solenne traslazione delle sue reliquie alla presenza del Re, dell'intero episcopato svedese, dei Frati Predicatori locali e di una numerosa folla. Il Martirologio colloca la Beata Ingrid Elofsdotter a Skänninge, in Svezia.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Ingrid Elofsdotter?

La sua memoria liturgica si celebra il due settembre, giorno del suo transito.

Di cosa è patrono la Beata Ingrid Elofsdotter?

Le fonti biografiche e i dati storici non menzionano specifici patronati per la Beata Ingrid.

A Skänninge in Svezia, beata Ingrid Elofsdotter, che, rimasta vedova, consacrò tutti i suoi beni alla gloria di Dio e dopo un pellegrinaggio in Terra Santa vestì l’abito delle monache dell’Ordine dei Predicatori. — Martirologio Romano