2 novembre
Beata Margherita di Lorena
Duchessa di Alençon, clarissa
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la formazione spirituale
Beata Margherita di Lorena nacque a Vaudémont, in Francia, nel 1463. All'età di dieci anni, durante una passeggiata nel bosco, la nipotina del Re Renato di Sicilia si nascose con alcune coetanee. L'allontanamento della bambina causò molta apprensione tra le persone del suo seguito. La bambina fu tuttavia ritrovata prima che facesse notte. Dopo il ritrovamento, ella confessò di aver voluto ritirarsi a vita eremitica. Pochissime persone si stupirono di questa intenzione. Il nonno, che era anche Duca d'Angiò e di Lorena, faceva infatti leggere alla nipote le Vite dei Padri del deserto. Il sovrano angioino non si mostrava né sorpreso né contrariato di fronte alla precoce inclinazione ascetica della nipotina prediletta. Margherita era ancora adolescente quando suo nonno morì. Dopo la scomparsa del nonno, Margherita fece ritorno in Lorena.
Il matrimonio e il governo del ducato
Alcuni anni dopo il ritorno in Lorena, Margherita sposò il Duca d'Alençon, anch'egli di nome Renato. La vita coniugale della coppia fu gravata dalle difficoltà legate ai disastri della Guerra dei Cent'Anni, che affliggevano il piccolo Ducato. Renato d'Alençon morì nel 1492. La morte del marito lasciò Margherita vedova all'età di trentadue anni, con tre figli piccoli. Dopo la vedovanza, ella si dedicò interamente all'educazione dei tre figli orfani. I parenti di Margherita avrebbero voluto sottrarle la tutela dei figli. Nonostante le pressioni, la duchessa riuscì a mantenere la tutela e a far crescere i figli tra i giovani di sangue reale più promettenti e ammirati. Ella assicurò ai figli ottimi matrimoni. Terminato il compito dell'educazione della prole, Margherita volle liberarsi della gestione del ducato. Ella aveva governato il ducato con grande abnegazione durante i suoi ventidue anni di vedovanza.
Il ritiro nel castello e lo zelo ascetico
Margherita divise i suoi beni personali in tre parti: una destinata ai poveri, una alla Chiesa e una per il proprio sostentamento. Ella si ritirò nel castello di Essai. Il castello di Essai si trasformò in un vero e proprio monastero laico. Nel castello, Margherita mantenne uno stretto contatto con le Clarisse di Alençon. Dopo essere rimasta vedova, ella professò l'obbedienza alla vita regolare nel monastero da lei fatto erigere a Mortagne, in Normandia. Lo zelo ascetico di Margherita la portava a trascorrere notti quasi insonni in preghiera, a indossare cilici e a praticare lunghi digiuni. Ella si puniva corporalmente con grande rigore per sperimentare direttamente un frammento della Passione di Gesù. Il Vescovo della Diocesi intervenne per invitare Margherita a moderare la sua eccessiva condotta ascetica. La duchessa accettò l'esortazione del Vescovo e modificò le sue pratiche ascetiche, iniziando a dedicarsi alla cura delle piaghe degli ammalati presso un dispensario che ella stessa aveva fondato a Mortagne.
L'ingresso tra le Clarisse e il transito
Margherita entrò nel monastero delle povere Clarisse di Argentan. Con l'ingresso tra le Clarisse di Argentan, ella coronò la propria vocazione religiosa condividendone la dura vita comunitaria. Le Clarisse venerano Margherita come loro Beata, ed ella è riconosciuta Beata dalla Chiesa cattolica. Dopo due anni dall'ingresso in monastero, Margherita si ammalò. A chi le suggeriva di spostarsi per cambiare aria, Margherita rispose che era doveroso obbedire alla Regola ma non indispensabile vivere. Ella non visse a lungo dopo l'insorgere della malattia. Margherita affrontò la morte affidandosi totalmente alla Madre Superiora, affinché questa la consegnasse al Salvatore. Margherita morì da vera clarissa la sera del giorno dei defunti del 1521 a Mortagne-au-Perche, in Francia. Al momento della morte, le fu trovata sul petto una croce di ferro provvista di tre punte che le penetravano nella carne.
La vita
Nata a Vaudémont nel millequattrocentosessantatré, Margherita di Lorena crebbe in un ambiente che le permise di maturare una profonda consapevolezza del proprio ruolo all'interno della società del tempo. Il suo matrimonio con Renato, duca d'Alençon, avvenuto nel millequattrocentonovantadue, la pose al centro della vita politica e sociale, ma la prematura scomparsa del marito la chiamò a una prova di grande responsabilità. Rimasta vedova con tre figli, Margherita non si lasciò abbattere dal dolore, ma assunse la guida del ducato per ventidue anni, amministrando il territorio con una lungimiranza che metteva al centro il benessere dei sudditi.
La sua attenzione non fu rivolta soltanto agli affari di Stato, poiché il suo cuore era costantemente proteso verso le necessità degli ultimi. Nei luoghi dove la sua influenza era maggiore, come Essai e Mortagne, la duchessa manifestò la sua carità cristiana attraverso iniziative concrete, tra cui spicca l'apertura di un dispensario dedicato agli ammalati a Mortagne. Quest'opera fu per lei un modo tangibile di servire Cristo nei sofferenti, preparando il suo spirito a una chiamata ancora più radicale. Dopo aver adempiuto con fedeltà ai doveri legati al suo rango e alla sua famiglia, Margherita sentì il richiamo definitivo verso la vita contemplativa. Scelse di entrare nell'ordine delle Clarisse ad Argentan, spogliandosi degli abiti ducali per indossare con gioia il saio francescano. In questo luogo di preghiera e silenzio, visse i suoi ultimi anni in profonda unione con Dio, fino a quando, nel giorno dei defunti del millecinquecentoventuno, rese l'anima a Dio, lasciando un'impronta indelebile di santità e di servizio nel cuore di quanti l'avevano conosciuta.
Il culto
La figura della Beata Margherita di Lorena continua a essere un punto di riferimento spirituale per la Chiesa, in particolare per la famiglia francescana e per coloro che seguono il carisma di Santa Chiara. Il suo culto, approvato dalla Chiesa, ne riconosce la virtù eroica e l'esempio di coerenza evangelica vissuto in ogni stato di vita, da quello di sposa e madre a quello di religiosa. La sua memoria liturgica, che ricorre il due novembre, invita i fedeli a riflettere sul mistero della comunione dei santi proprio nel giorno in cui la Chiesa prega per i defunti, legando indissolubilmente la sua parabola terrena alla speranza della vita eterna.
La Beata Margherita è venerata in modo particolare dalle Clarisse, che vedono in lei un modello di dedizione assoluta, capace di rinunciare alle ricchezze del mondo per la povertà del Vangelo. Il suo esempio ricorda a ogni cristiano che la santità non è estranea alle vicende umane, ma si costruisce giorno dopo giorno, servendo il prossimo con umiltà e confidando nella misericordia divina. La sua storia, pur radicata in un contesto storico lontano, rimane attuale per la capacità di testimoniare che la vera grandezza risiede nel dono di sé e nell'obbedienza alla volontà del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Margherita di Lorena?
La memoria liturgica della Beata Margherita di Lorena si celebra il 2 novembre.
Quali riconoscimenti ha ricevuto dalla Chiesa?
Margherita di Lorena è riconosciuta Beata dalla Chiesa cattolica ed è particolarmente venerata dall'ordine delle Clarisse.
A Mortagne nella Normandia, beata Margherita di Lorena, che, un tempo duchessa di Alençon, rimasta vedova, professò l’obbedienza alla vita regolare nel monastero di Clarisse da lei stessa fatto costruire. — Martirologio Romano