Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

7 marzo

Beata Maria Antonia di San Giuseppe (María Antonia de Paz y Figueroa)

Vergine

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la consacrazione

I dati sull'infanzia di María Antonia de Paz y Figueroa provengono quasi esclusivamente da tradizioni orali a causa della mancanza del suo certificato di battesimo. Si colloca la sua nascita intorno al 1730, a Silípica oppure nella vicina Santiago del Estero, in Argentina. Non esistono documenti ufficiali che attestino l'identità dei genitori, individuati dalla tradizione in Francisco Solano de Paz y Figueroa e Andrea de Figueroa. Si ritiene probabile che abbia trascorso gli anni dell'infanzia nella fattoria paterna, entrando in contatto diretto con gli indigeni latinoamericani. Ricevette un'istruzione solida che comprendeva la formazione religiosa, l'alfabetizzazione, il calcolo e la gestione dei lavori domestici. Caratterizzata da spiccata intelligenza, volontà ferma e sensibilità per le esigenze della popolazione locale, godeva di una naturale attrattiva legata anche alla sua generosità e ai tratti del volto. La sua vocazione fu indirizzata e sostenuta dalla presenza dei Gesuiti a Santiago del Estero. I padri Gesuiti disponevano a Santiago del Estero di una casa, una chiesa, una scuola, ed erano attivi nelle missioni popolari e nella direzione spirituale. Un gruppo di donne collaborava con i Gesuiti per allestire gli Esercizi spirituali di matrice ignaziana. All'età di quindici anni, dopo adeguata preparazione, María Antonia emise voti privati di verginità, assumendo il nome di María Antonia di San Giuseppe. Attraverso la consacrazione privata divenne una beata, categoria che corrisponde all'odierna laica consacrata. Adottò un abito scuro e si stabilì in un beaterio insieme ad altre donne consacrate, sia vergini sia vedove. Le residenti del beaterio mantenevano la struttura degli Esercizi spirituali mediante le proprie attività e i propri sacrifici. Sotto la guida spirituale del gesuita padre Gaspar Juárez, le consacrate assistevano i sacerdoti, educavano i fanciulli, cucivano, ricamavano, curavano i malati e distribuivano elemosine. All'epoca la vita consacrata femminile di tipo attivo era pressoché assente in Argentina, rendendo il beaterio l'unica opzione di quel genere.

I viaggi e la diffusione degli Esercizi spirituali

Nel 1767 il re di Spagna Carlo III di Borbone decretò l'espulsione dei Gesuiti dai territori dell'America del Sud. Il decreto di espulsione causò grande sconforto in Argentina e in particolare nella città di Santiago. All'età di trentasette anni, María Antonia decise di attivarsi per colmare il vuoto spirituale lasciato dai Gesuiti. A seguito di un'ispirazione interiore, maturò l'intenzione di proseguire personalmente la pratica e la diffusione degli Esercizi spirituali. Espose il suo progetto al mercedario padre Diego, il quale le accordò la propria collaborazione ministeriale in cambio della gestione materiale delle attività da parte della donna. Ristrutturò una dimora spaziosa e avviò un'opera capillare di invito personale dei fedeli alla partecipazione agli Esercizi. Iniziò i suoi spostamenti a piedi equipaggiata con un bastone a forma di grande croce di legno, un'immagine della Vergine Addolorata e una croce al collo raffigurante Gesù Bambino, da lei chiamato Manuelito. Le prime fasi della sua attività si svolsero nel territorio circostante Santiago del Estero. Ottenuto il benestare del vescovo di Tucumán, Juan Manuel Moscoso y Peralta, estese le sue iniziative a quella regione dopo il successo di un corso di Esercizi. Intraprese successivi viaggi pastorali a Jujuy, Salta, San Miguel de Tucumán, Catamarca, La Rioja e infine Córdoba. Il complesso di questi tragitti a piedi superò i duemila chilometri. A Córdoba ottenne l'appoggio delle famiglie locali più influenti grazie al suo stile di vita laborioso, umile e fervente. L'organizzazione degli Esercizi a Córdoba promosse numerose conversioni e favorì l'integrazione tra differenti classi sociali. Nel settembre del 1779 partì alla volta di Buenos Aires accompagnata da un gruppo di beate. L'impresa di percorrere a piedi ulteriori 1400 chilometri, esposta ai pericoli di animali selvatici e briganti, fu giudicata da molti temeraria. Decise di mettersi comunque in cammino sostenuta dalla convinzione che la perseveranza superi la semplice pazienza. Al loro arrivo a Buenos Aires, le consacrate, stanche e coperte di polvere, vennero accolte con derisione. María Antonia si rivolse al viceré del Río de la Plata, Juan José de Vértiz y Salcedo, e al vescovo francescano Sebastián Malvar y Pinto per richiedere l'autorizzazione necessaria a promuovere gli Esercizi. La donna venne inizialmente respinta dal primo interlocutore a causa dell'ostilità di quest'ultimo verso tutto ciò che riguardava i Gesuiti. Il secondo interlocutore modificò il proprio giudizio dopo aver constatato il successo del primo corso organizzato nel 1780. Il secondo interlocutore scrisse al Papa descrivendo la pazienza e la serenità con cui la donna aveva affrontato diverse avversità, facendole ottenere la concessione desiderata.

La provvidenza e le opere a Buenos Aires

La donna, soprannominata Mama Antula, disponeva di abbondanti risorse materiali grazie alla sua totale fiducia nella Divina Provvidenza e nell'intercessione di san Gaetano da Thiene. Mama Antula diffuse la devozione a san Gaetano da Thiene in gran parte del territorio argentino. Il cibo in eccedenza veniva distribuito ai poveri e ai carcerati. A Mama Antula vennero frequentemente attribuiti eventi prodigiosi, quali la moltiplicazione del cibo e la conversione della frutta in pane. In una lettera, la donna affermò di ricevere un aiuto costante dalla Divina Provvidenza e che il pubblico riscontrava sempre più i frutti degli Esercizi. Mama Antula dichiarò che in quattro anni di Esercizi vi si erano accostate oltre 15.000 persone. Spinta dal desiderio di recarsi dove Dio non era conosciuto, si recò in Uruguay rimanendovi per un periodo di tre anni. Al suo rientro a Buenos Aires, decise di ingrandire la struttura destinata agli Esercizi. Per ospitare gli Esercizi, dapprima chiese in prestito una casa e successivamente ne affittò alcuni locali. In seguito promosse la costruzione della Santa Casa degli Esercizi, interamente dedicata a tale scopo e ancora esistente in Avenida Independencia 1190. Mama Antula si dedicò alla ricerca di fondi chiedendo l'elemosina porta a porta per la realizzazione della Casa, opera che riteneva appartenere a Dio. Assunse una posizione di rilevante importanza nella Chiesa locale. Monsignor Malvar y Pinto stabilì che nessun seminarista potesse ricevere gli Ordini sacri senza la certificazione di Mama Antula sul suo corretto comportamento tenuto durante gli Esercizi. Le lettere della donna furono tradotte in latino, francese, inglese, tedesco e russo, ottenendo una vasta diffusione. Fu conosciuta sia nel monastero carmelitano di San Dionigi a Parigi, guidato dalla zia del re Luigi XVI, sia in Russia. Nel 1791 venne pubblicata in forma anonima una sua prima biografia intitolata El estandarte de la mujer forte. Maria Antonia morì serenamente il 7 marzo 1799 in stato di totale povertà, senza trattenere nulla per sé nonostante la gestione di ingenti somme per la Casa di Esercizi. Come disposto nel suo testamento, fu inumata in una tomba avuta in elemosina. I suoi resti mortali sono custoditi a Buenos Aires, presso la Basilica di Nostra Signora della Pietà in Calle Bartolomé Mitre 1524.

Il cammino verso la beatificazione

La diocesi di Buenos Aires avviò la causa di beatificazione di Mama Antula oltre un secolo dopo la sua scomparsa. Il processo informativo diocesano ebbe inizio il 23 ottobre 1905 e si concluse il 29 settembre 1906. Il decreto di approvazione degli scritti fu rilasciato il 9 agosto 1917. La causa approdò alla fase romana l'8 agosto 1917, ma il decreto di non cultu giunse solo il 16 luglio 1941, anche a causa dei conflitti mondiali. L'iter fu ripreso verso la fine del ventesimo secolo sotto la vigenza delle nuove norme per le cause dei santi. La Santa Sede concesse il nulla osta il 26 gennaio 1999. Venne aperta un'inchiesta suppletiva il 3 maggio 1999, chiusa il 18 luglio e convalidata il 3 dicembre dello stesso anno. La Positio super virtutibus fu consegnata a Roma nel 2005. La riunione dei consultori storici si tenne il 17 gennaio 2006. I consultori teologi si riunirono il 6 ottobre 2009, mentre la congregazione di cardinali e vescovi si svolse l'8 giugno 2010. Il 1° luglio 2010 papa Benedetto XVI autorizzò il decreto che proclamò Maria Antonia di San Giuseppe Venerabile. Come presunto miracolo per la beatificazione fu preso in esame il caso di suor Rosa Vanina, appartenente alla Società delle Figlie del Divino Salvatore. La Società delle Figlie del Divino Salvatore rappresenta l'eredità spirituale di Mama Antula. Nel 1904 suor Rosa Vanina venne colpita da colecisti acuta e shock settico, patologia all'epoca mortale in assenza di antibiotici. In seguito all'invocazione dell'intercessione della fondatrice Mama Antula, la religiosa guarì in breve tempo. Le testimonianze e le prove sul presunto miracolo furono raccolte nel 1905 ma vennero esaminate quasi un secolo dopo, ottenendo la convalida il 15 febbraio 2002. La commissione medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò la guarigione scientificamente inspiegabile. I teologi, i cardinali e i vescovi confermarono che la guarigione era da attribuirsi all'intercessione della Venerabile. Luisa Sánchez Sorondo è una discendente di Maria Antonia di San Giuseppe. Il 14 agosto 2013 papa Francesco ha inviato una lettera a Luisa Sánchez Sorondo. Nella lettera del 2013 papa Francesco ha espresso l'auspicio che la beatificazione di Maria Antonia avvenisse in tempi brevi. Papa Francesco ha dichiarato di essersi attivato personalmente presso la Congregazione delle Cause dei Santi per promuovere la causa. Il 3 marzo 2016 papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, all'epoca Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l'udienza del 3 marzo 2016 il pontefice ha autorizzato la promulgazione del decreto sul miracolo. Il decreto riconosce che la guarigione di suor Rosa è avvenuta grazie all'intercessione di Maria Antonia di San Giuseppe. Maria Antonia di San Giuseppe è stata proclamata beata il 27 agosto 2016. La cerimonia di beatificazione si è svolta nel parco Francisco de Aguirre a Santiago del Estero. Il cardinale Angelo Amato ha presieduto il rito di beatificazione in qualità di rappresentante del papa. Maria Antonia di San Giuseppe è nata nel 1730 a Silípica, nella provincia di Santiago del Estero in Argentina. Maria Antonia di San Giuseppe è deceduta a Buenos Aires il 7 marzo 1799.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Maria Antonia di San Giuseppe?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 7 marzo.

Quali luoghi principali hanno segnato la vita di Mama Antula?

La sua esistenza si è svolta principalmente in Argentina, tra Santiago del Estero, Córdoba e Buenos Aires, oltre a un periodo di permanenza in Uruguay.