sabato 7 marzo 2026

Santo del giorno 7 marzo

Sante Perpetua e Felicita

Sante Perpetua e Felicita

Martiri

Nel crepuscolo del terzo secolo, le giovani vite di Perpetua e Felicita si intrecciarono in una testimonianza di fede così limpida e radicale da rimanere impressa per sempre nella memoria della Chiesa. Originarie di Thuburbo Minus ma arrestate a Cartagine sotto l'imperatore Settimio Severo, queste due donne vissero l'esperienza del martirio non come una tragica fine, ma come il compimento supremo della loro scelta di seguire Cristo, affrontando la morte nell'arena il 7 marzo del 203.

Oggi le ricordiamo come fari di speranza e icone di una maternità spirituale e carnale che non si piega di fronte alla violenza del mondo. La nobile Perpetua, giovane madre ancora protesa verso il suo neonato, e la serva Felicita, che diede alla luce la sua bambina proprio nell'oscurità del carcere, hanno superato le barriere sociali del loro tempo, unite da un unico battesimo e da un identico destino di gloria, che le rende custodi della dignità di ogni credente.

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Gli altri santi di oggi

Santi Saturo, Saturnino, Revocato e Secondino

Martiri

Sempre a Cartagine, nell’odierna Tunisia, passione dei santi Satiro, Saturnino, Revocato e Secondino, dei quali, durante la medesima persecuzione, l’ultimo morì in carcere, gli altri invece, dopo essere stati straziati da varie belve, morirono sgozzati con la spada mentre si scambiavano il bacio santo.

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Sant' Eubulio

Martire

A Cesarea in Palestina, passione di sant’Eubulio, che, compagno di sant’Adriano, fu due giorni dopo di lui sbranato dai leoni e trafitto con la spada.

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Sant' Ardone di Aniano

Sacerdote

Nel monastero di Aniane nel territorio della Septimania, nell’odierna Francia, sant’Ardone Smaragdo, sacerdote, che fu compagno di san Benedetto di Aniane nella vita cenobitica.

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San Paolo di Plousias (di Prusa)

Vescovo

A Prusa in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Paolo, vescovo, che, scacciato dalla sua patria per aver difeso il culto delle sacre immagini, morì in esilio.

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Beati Giovanni Larke, Giovanni Ireland e Germano Gardiner

Martiri

A Londra in Inghilterra, beati martiri Giovanni Larke e Giovanni Ireland, sacerdoti e Germano Gardiner, che per la loro fedeltà al Romano Pontefice morirono impiccati a Tyburn, sotto il re Enrico VIII.

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Santa Teresa Margherita (Redi) del Cuore di Gesù

Vergine

A Firenze, santa Teresa Margherita Redi, vergine, che, entrata nell’Ordine delle Carmelitane Scalze, percorse un arduo cammino di perfezione e fu colta da prematura morte.

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Santi Simeone Berneux, Giusto Ranfer de Bretenières, Ludovico Beaulieu e Pietro Enrico Dorie

Sacerdoti e martiri

In località Sai-Nam-Hte sempre in Corea, santi martiri Simeone Berneux, vescovo, Giusto Ranfer di Bretenières, Ludovico Beaulieu e Pietro Enrico Dorie, sacerdoti della Società per le Missioni Estere di Parigi, che, per avere risposto fiduciosi ai loro persecutori di essere venuti in Corea per salvare le anime nel nome di Cristo, morirono decapitati.

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Beato Leonida Fedorov

Vescovo e martire

Nella città di Kirov in Russia, beato Leonida Fëdorov, vescovo e martire, che ricoprì l’incarico di esarca apostolico dei cattolici Russi di Rito bizantino e, sotto un regime ostile alla religione, meritò di essere discepolo fedele di Cristo fino alla morte.

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Santi Basilio, Eugenio, Agatodoro, Elpidio, Etereo, Capitone ed Efrem

Vescovi e martiri

Nel Chersoneso, in Grecia, santi vescovi Basilio, Eugenio, Agatodoro, Elpidio, Eterio, Capitone ed Efrem, martiri.

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San Giusto Ranfer di Bretenières

Sacerdote e martire

In località Sai-Nam-Hte sempre in Corea, santi martiri Simeone Berneux, vescovo, Giusto Ranfer di Bretenières, Ludovico Beaulieu e Pietro Enrico Dorie, sacerdoti della Società per le Missioni Estere di Parigi, che, per avere risposto fiduciosi ai loro persecutori di essere venuti in Corea per salvare le anime nel nome di Cristo, morirono decapitati.

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Dal Martirologio Romano

Memoria delle sante martiri Perpetua e Felicita, arrestate a Cartagine sotto l’imperatore Settimio Severo insieme ad altre giovani catecumene. Perpetua, matrona di circa ventidue anni, era madre di un bambino ancora lattante, mentre Felicita, sua schiava, risparmiata dalle leggi in quanto incinta affinché potesse partorire, si mostrava serena davanti alle fiere, nonostante i travagli dell’imminente parto. Entrambe avanzarono dal carcere nell’anfiteatro liete in volto, come se andassero in cielo. — Martirologio Romano