7 marzo
Santa Teresa Margherita (Redi) del Cuore di Gesù
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la formazione
Anna Maria Redi nacque ad Arezzo il primo settembre del 1747, alla vigilia della festività della Madonna del Carmelo. La sua famiglia di origine apparteneva alla nobiltà ed ella fu la secondogenita di tredici figli. La sua infanzia si svolse in un contesto familiare fortemente legato ai valori cristiani. Fin da piccola chiedeva costantemente ai familiari, inclusi genitori e zii, insegnamenti su Gesù e sulle azioni necessarie per compiacerlo. Durante l'infanzia amava isolarsi nella sua camera per dedicarsi alla preghiera e all'osservazione delle immagini sacre in suo possesso. All'età di nove anni venne inviata a Firenze insieme alla sorella Eleonora Caterina per ricevere un'istruzione sia religiosa che umanistica. Il luogo scelto per la sua formazione fu l'Educandato delle Benedettine di Sant'Apollonia a Firenze. Presso l'educandato trascorse un'adolescenza serena e felice, ricevendo il sacramento della Prima Comunione il giorno della festa dell'Assunta nell'anno 1757. Il suo principale referente e confidatissimo fu il padre Ignazio Maria Redi, descritto come uomo di grande fede ed elevata statura morale. Padre e figlia stabilirono una fitta corrispondenza epistolare. La quasi totalità delle lettere scambiate con il padre andò distrutta a causa di un patto reciproco di dare alle fiamme gli scritti. Anna Maria espresse a più riprese una gratitudine verso il padre maggiore per la formazione spirituale impartitale rispetto al dono della vita fisica. La lettura della biografia di santa Margherita Maria Alacoque fece nascere in lei una profonda devozione verso il Sacro Cuore di Gesù.
La chiamata al Carmelo e la vita monastica
All'età di diciassette anni maturò la decisione di entrare nell'ordine carmelitano, prendendo ad esempio la scelta dell'amica Cecilia Albergotti. La separazione dalla propria famiglia d'origine rappresentò per lei un momento di profonda sofferenza. Il primo settembre del 1764 fu accolta nel Monastero di Santa Maria degli Angeli situato a Firenze, entrando così a far parte dell'Ordine delle Carmelitane Scalze. Emise i voti religiosi il dodici marzo del 1766, prendendo il nome di suor Teresa Margherita del Cuor di Gesù. Fu estremamente rigorosa nell'osservanza della Regola monastica e manifestò una forte predilezione per la meditazione profonda, praticata anche nelle ore notturne. Mantenne costantemente un'espressione sorridente e cordiale sul volto. La sua spiritualità univa i tratti carmelitani a una spiccata devozione per il Cuore di Gesù, da lei considerato origine di vita e d'amore. Insieme all'amica Cecilia stabilì una gara di perfezione spirituale nell'amore verso Cristo, concordando di svelarsi reciprocamente le proprie debolezze usando brevi note scritte durante i momenti di silenzio prescritti. Il percorso verso la santità della religiosa è documentato dalle testimonianze scritte del padre e del suo guida spirituale, padre Ildefonso di San Luigi. Mentre era ancora una giovane professa, nacque in lei un intenso desiderio di comprendere la vita nascosta di Gesù. Padre Ildefonso le assegnò come tema di meditazione un passo della lettera di San Paolo ai Colossesi incentrato sulla morte del fedele e sulla sua vita nascosta con Cristo in Dio. L'obiettivo fondamentale della sua vita divenne il soddisfacimento della sete di Dio mediante l'imitazione dell'esempio di Cristo. Elaborò l'espressione in cui definiva Gesù come una scala preziosa, bella e indispensabile per l'anima. Considerava Gesù come la guida, il modello e il mezzo per accedere al Mistero Trinitario. La sua impostazione contemplativa aveva un carattere trinitario, in cui lo Spirito Santo rappresentava la fonte e Cristo la via d'accesso al Padre. Al momento della professione solenne rinunciò, per amore divino, allo scambio epistolare con il padre, che rappresentava il suo affetto umano più caro. Tale rinuncia le causò una grande sofferenza emotiva. Stabilì con il padre un accordo per incontrarsi idealmente nel Cuore di Gesù ogni sera prima di coricarsi.
Esperienze mistiche e carità fraterna
Domenica ventotto giugno del 1767, mentre recitava l'Ora di Terza in coro, rimase colpita dalla lettura del versetto giovanneo Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio. L'ascolto di questo passo le procurò una forte esperienza interiore che la lasciò profondamente turbata per diversi giorni. Fece offerta totale del proprio cuore a Cristo, chiedendo di consumarsi nel suo amore spirituale. Raggiunse così una completa unione mistica, assimilabile all'essere tempio del Dio vivente. Visse queste esperienze mistiche con totale umiltà, pur desiderando condividere tale dono con le compagne di monastero. Ottenne dal confessore l'autorizzazione per compiere l'atto di offerta proprio della Alacoque, riponendo la propria volontà nel costato di Cristo. Nutriva il timore costante e la preoccupazione interiore di non riuscire ad amare Dio in misura sufficiente. Manifestò l'amore per Dio attraverso il servizio pratico come aiuto infermiera all'interno del monastero, operando con grande spirito di sacrificio. Si dedicò con carità eroica all'assistenza di una consorella affetta da disturbi psichici che la rendevano aggressiva. La sua opera d'assistenza fu svolta in modo silenzioso in un periodo in cui il monastero ospitava numerose suore anziane e inferme. Subì incomprensioni da parte della propria comunità, al punto che nell'ultimo Capitolo venne pubblicamente rimproverata. Il rimprovero muoveva dall'accusa che l'impegno eccessivo nei lavori di infermeria le facesse trascurare le pratiche di vita contemplativa. Dopo un iniziale momento di smarrimento, reagì alla critica con autocontrollo e senso dell'umorismo. Gli scritti autografi conservati di santa Teresa Margherita Redi sono di quantitativo ridotto. La sua produzione scritta comprende alcune lettere, vari biglietti contenenti riflessioni spirituali destinati alle consorelle e brevi propositi scritti per gli esercizi spirituali del 1768 e per un'altra occasione. Negli scritti epistolari emergono momenti di travaglio interiore e sconforto, in cui la santa si accusava di tiepidezza e continue mancanze. Manifestò alla propria superiora la volontà di essere trattata con severità a causa della percezione dei propri difetti. La sua profonda devozione le permise di toccare vertici di esperienza mistica, divenendo testimonianza dell'efficacia della preghiera. La santa cercava di tenere nascoste le proprie virtù. Utilizzava battute per smorzare la curiosità delle consorelle a causa della sua umiltà. Le consorelle la consideravano una furbina. Riferì al suo direttore spirituale che avrebbe dovuto rendere noti i suoi difetti. Non possedeva approfondite conoscenze teologiche. Si applicò con grande attenzione alla comprensione della Sacra Scriptura, considerandola come un dono dello Spirito Santo. Leggeva con molto affetto le opere di Santa Teresa d'Avila. Accolse l'invito di Santa Teresa a creare spazio per Dio attraverso il silenzio interiore. Nutrì un ardente amore per il sacramento dell'Eucaristia. Durante l'offertorio della Messa era solita rinnovare la sua professione religiosa. Prima dell'elevazione pregava Cristo affinché trasformasse l'intera sua persona in Lui, così come trasformava il pane e il vino nel Suo Corpo e Sangue. Durante l'elevazione adorava il Santissimo, rinnovava la professione e chiedeva a Gesù ciò che desiderava. Introdusse per la prima volta la celebrazione della festa del Sacro Cuore all'interno della sua comunità. Organizzò ogni dettaglio affinché la festa del Sacro Cuore venisse celebrata in modo solenne. Ricevette il sostegno del padre nell'introduzione della devozione al Sacro Cuore. Fu sostenuta anche da suo zio Diego Redi, appartenente alla Compagnia di Gesù. La devozione al Sacro Cuore stava nascendo in quegli anni, sebbene incontrasse resistenze a causa della diffusione delle dottrine gianseniste.
Il transito e la memoria
Venne colpita da una peritonite fulminea. Soffrì atroci dolori per diciotto ore prima di morire. Poche ore prima del decesso continuava ad ansarsi per la salute delle consorelle inferme, dimenticandosi di se stessa. Morì prima di aver compiuto ventitré anni. La morte avvenne il sette marzo del 1770 a Firenze. Subito dopo la morte il suo corpo emanava una soave fragranza. Il suo corpo si conserva ancora oggi incorrotto. Le sue spoglie sono custodite nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze. Il Monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze sorge nell'antica villa appartenuta alla famiglia Redi. Il diciannovesimo giorno di marzo del 1934 Papa Pio XI la proclamò santa. Papa Pio XI la definì con l'espressione neve ardente. La sua figura è proposta come modello per tutta la Chiesa universale. Il Martirologio Romano ha fissato la sua memoria liturgica il sette marzo. L'Ordine Carmelitano celebra la sua festa il primo settembre.
Il cammino di perfezione
Teresa Margherita Redi ha intrapreso il suo cammino di fede con una chiarezza d'intenti che ha segnato profondamente la sua breve ma intensa esperienza nel monastero di Santa Maria degli Angeli a Firenze. Entrata tra le monache carmelitane nel 1764, ha emesso la sua professione religiosa nel 1766, assumendo il nome che la avrebbe legata per sempre al Cuore di Gesù. La sua spiritualità non si è manifestata in gesti eclatanti, ma nella trama quotidiana del servizio fraterno.
In qualità di infermiera della comunità, ha saputo accostarsi alle consorelle sofferenti con una delicatezza che rivelava la sua profonda unione con Dio. Il suo impegno non era soltanto un dovere di ufficio, ma una missione vissuta nella preghiera e nel sacrificio personale. La promozione della festa del Sacro Cuore all'interno delle mura conventuali testimonia il centro del suo mondo interiore: un desiderio costante di riparazione e di amore verso il Redentore. La sua vita si è compiuta in modo repentino a causa di una peritonite fulminea, che ha affrontato con straordinaria fortezza. Dopo diciotto ore di intense sofferenze fisiche, accolte con spirito di abbandono, ha reso l'anima a Dio nel 1770, lasciando dietro di sé una scia di santità che la Chiesa ha solennemente riconosciuto nel 1934, elevandola agli onori degli altari per mano di Papa Pio XI.
La memoria liturgica
La figura di Santa Teresa Margherita del Cuore di Gesù continua a interpellare il cuore dei fedeli, invitandoli alla riscoperta della centralità dell'amore di Dio nelle vicende umane. Il Martirologio Romano ne fissa la memoria liturgica al giorno sette marzo, data che segna l'occasione per la comunità cristiana di richiamare alla mente l'esempio di colei che, nel silenzio di Firenze, ha saputo ardere di carità. L'Ordine Carmelitano, in particolare, custodisce la sua eredità spirituale con una speciale attenzione, celebrando la sua memoria anche il primo settembre.
La sua canonizzazione, avvenuta nel ventesimo secolo, ha confermato la validità perenne del suo messaggio: la santità non richiede tempi lunghi o imprese straordinarie, ma la capacità di vivere l'ordinario con uno sguardo costantemente rivolto verso il Cuore di Gesù. In un mondo che corre veloce, la sua vita breve appare come un faro di luce che richiama alla necessità dell'ascolto, della cura premurosa verso il prossimo e della preghiera incessante. Ogni anno, la sua celebrazione offre l'opportunità di rinnovare il proprio impegno di fedeltà al Signore, sull'esempio di questa giovane donna che ha saputo fare della propria esistenza un cantico di lode.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Teresa Margherita (Redi) del Cuore di Gesù?
Il Martirologio Romano fissa la sua memoria liturgica il 7 marzo, mentre l'Ordine Carmelitano celebra la sua festa il 1º settembre.
A Firenze, santa Teresa Margherita Redi, vergine, che, entrata nell’Ordine delle Carmelitane Scalze, percorse un arduo cammino di perfezione e fu colta da prematura morte. — Martirologio Romano