7 marzo
San Paolo di Plousias (di Prusa)
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il ministero episcopale e la prova dell'esilio
La figura di San Paolo di Plousias emerge attraverso una complessa rete di riscontri storici e agiografici che ne delineano il profilo spirituale. Un differente episodio storico consente di collocare nel tempo con precisione l'esilio di Paolo e di individuare approssimativamente l'area del suo rifugio. Il luogo di rifugio di Paolo si trovava in Bitinia, in una zona non distante dai confini dell'Ellesponto. L'autore della Vita di san Pietro d'Atroa descrive l'incontro avvenuto tra il suo protagonista e Paolo. L'incontro avvenne in Bitinia presso l'esicaste Giacomo, il quale era stato in precedenza vescovo di Anchialas. Paolo risiedeva poco distante da quel luogo, vivendo in esilio per aver confessato la fede in Cristo e venerato la sua immagine. A causa di una grave febbre che lo consumava, Paolo si trovava allettato da dieci giorni, impossibilitato a mangiare e a dormire. In quella dolorosa prova, Paolo inviò un messaggio a Pietro d'Atroa, noto per la sua fama di taumaturgo, chiedendogli di recarsi da lui per recitare la preghiera rituale sul suo capo. Pietro d'Atroa accolse la richiesta e guarì Paolo dalla sua malattia. Questo episodio miracoloso è collocato nella biografia di Pietro d'Atroa all'epoca dell'imperatore Teofilo, e l'evento accadde dopo il riaccendersi della persecuzione iconoclasta negli anni ottocentotrentadue e ottocentotrentatre. V. Laurent ha dimostrato che la morte di Pietro d'Atroa è avvenuta il primo gennaio ottocentotrentasette. Accettando l'affermazione del sinassario secondo cui Paolo morì prima della fine delle persecuzioni, il suo decesso è da collocarsi tra l'ottocentotrentatre e l'ottocentoquarantatre. La Vita di sant'Antonio il Giovane conferma la zona di esilio di Paolo, individuandola sul monte Olimpo.
La tradizione storica e la memoria liturgica
Gli studiosi e gli agiografi hanno a lungo cercato di collocare cronologicamente l'episcopato di questo santo vescovo attraverso il confronto con altre figure coeve. È stata avanzata l'ipotesi puramente congetturale di una contemporaneità tra Paolo e Teofilatto, vescovo di Nicomedia e confessore della fede iconoclasta, celebrato l'otto marzo nei sinassari. Tuttavia il vescovo di Plousias non viene citato insieme agli altri presuli all'interno della Vita di Teofilatto. A. Vogt, editore della Vita di Teofilatto, colloca la vita di quest'ultimo attorno all'anno ottocentoquaranta, poco prima del termine della seconda fase iconoclasta avvenuto nell'ottocentoquarantatre. Nei secoli successivi, Cesare Baronio ha inserito nel suo martirologio al sette marzo, consecutivamente, le figure di Teofilatto e di Paolo. L'elogio scritto da Baronio per Paolo recita che il santo vescovo subì l'esilio e la morte per la medesima causa, interpretando il sinassario sostenendo che la morte di Paolo sia avvenuta mentre si trovava in esilio, sebbene ritenesse erroneamente che la sua sede fosse in Egitto. Un'altra preziosa testimonianza è offerta dal Calendario georgiano contenuto nel codice Sinaiticus trentaquattro, risalente al decimo secolo, che commemora all'otto marzo un vescovo Paolo identificabile con il presule di Plousias. Infine, il Martirologio Romano commemora san Paolo, vescovo, a Prusa in Bitinia, ricordando che morì in esilio dopo essere stato scacciato dalla patria per aver difeso il culto delle sacre immagini, consegnando alla Chiesa universale il fulgido esempio di un pastore fedele sino al sacrificio della vita.
Una vita spesa nella prova
Il ministero episcopale di San Paolo si svolse in un contesto storico particolarmente complesso per la regione della Bitinia. La sua azione pastorale fu caratterizzata da una difesa ferma e consapevole delle immagini sacre, un impegno che lo pose in diretto contrasto con le correnti iconoclaste dell'epoca. Questa fedeltà al culto delle icone, considerato dal vescovo come una necessaria espressione della fede nell'Incarnazione del Verbo, lo condusse a subire persecuzioni severe, maltrattamenti fisici e la dura prova dell'esilio lontano dalla sua sede di Plousias.
In mezzo a tali tribolazioni, la vita di San Paolo fu segnata da momenti di profonda umiltà e di grazia. Si ricorda in particolare il tempo trascorso presso il Monte Olimpo, dove visse in esilio accanto all'esicaste Giacomo, condividendo la solitudine e il silenzio della preghiera. Fu in questo periodo di sofferenza che egli ricevette il dono di una guarigione miracolosa per intercessione di San Pietro d'Atroa, segno tangibile della vicinanza di Dio a chi, per amore della verità, rinuncia a ogni cosa. Il suo percorso terreno si concluse nell'anno ottocentotrentasette, lasciando ai posteri l'esempio di un pastore che non ha cercato il conforto del mondo, ma ha riposto ogni sua speranza nella luce del Signore, giungendo a una fine santa in Bitinia dopo aver compiuto, fino all'ultimo respiro, la propria testimonianza di fede.
Il ricordo nella Chiesa
La figura di San Paolo di Plousias è tramandata con venerazione attraverso la tradizione dei sinassari bizantini, che ne fissano la memoria liturgica al sette marzo di ogni anno. Il suo culto non è legato a grandi manifestazioni esterne, ma si radica nella memoria profonda di chi riconosce in lui un modello di resistenza spirituale e di carità. La sua vita, seppur segnata dall'esilio e dalla persecuzione, continua a parlare alla comunità dei credenti, offrendo una testimonianza di coerenza che supera il passare dei secoli.
Ricordare San Paolo significa oggi rinnovare il legame con la storia della Chiesa orientale, riscoprendo la bellezza delle icone come finestre aperte sul mistero divino. La sua memoria invita i fedeli a coltivare, nel silenzio della propria esistenza, la stessa dedizione che lo guidò nel difendere i segni sacri del mistero, ricordandoci che ogni sofferenza offerta nel nome del Signore diventa seme di vita eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Paolo di Plousias?
San Paolo di Plousias viene commemorato il sette marzo nei sinassari bizantini e nel Martirologio Romano, mentre è celebrato l'otto marzo nel Calendario georgiano.
Di cosa è patrono San Paolo di Plousias?
Le fonti storiche e i sinassari giunti fino a noi non menzionano alcun patronato specifico attribuito a San Paolo di Plousias.
A Prusa in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Paolo, vescovo, che, scacciato dalla sua patria per aver difeso il culto delle sacre immagini, morì in esilio. — Martirologio Romano