7 marzo
Beato Maisam Pho Inpèng
Padre di famiglia, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e conversione
Maisam Pho Inpèng nacque nel 1934 nella provincia di Houa Phanh, a Sam Neua, in Laos, appartenendo all'etnia Kmhmu'. Il nome Pho Inpèng derivava dal nome del figlio, assunto secondo la consuetudine locale. Attorno al 1959 fu convertito al Vangelo grazie all'opera dei missionari, insieme ad altri individui della sua etnia. Nel 1960, a seguito dell'attacco dei guerriglieri comunisti nella regione, venne arruolato nell'esercito reale del Laos con la carica di capitano. Nonostante il ruolo militare, era un uomo incline alla pace. Si congedò dalle forze armate non appena gli fu possibile e si sposò. Ricevette il Battesimo insieme alla moglie nel villaggio di Houey Phong, situato nella regione di Vang Vieng. La coppia si era rifugiata a Houey Phong per sfuggire agli scontri della guerriglia.
Servizio nella comunità e martirio
Grazie al suo livello di istruzione, venne nominato responsabile della comunità cristiana locale, costituita in prevalenza da catecumeni. In assenza del missionario officiante e del catechista titolare, guidava la preghiera comunitaria e si occupava dell'istruzione dei bambini. Il 4 marzo 1970 assisteva il catechista Luc Sy e il diacono Louis-Marie Ling durante un ritiro mensile. La mattina del 7 marzo 1970 i tre uomini caddero in un'imboscata a Den Din, in Laos. Maisam Pho Inpèng morì facendo da scudo al diacono e ricevendo il colpo mortale a lui destinato. Nel medesimo attacco morì anche il catechista Luc Sy. Luc Sy e Maisam Pho Inpèng sono stati inclusi in un gruppo di quindici martiri, comprendente sacerdoti diocesani, missionari e laici, uccisi tra Laos e Vietnam tra il 1954 e il 1970, guidati dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên.
Il cammino verso la beatificazione
Il 18 gennaio 2008 la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione. La fase diocesana del processo si è tenuta a Nantes dal 10 giugno 2008 al 27 febbraio 2010, con il supporto di una commissione storica, poichè da Nantes proveniva padre Jean-Baptiste Malo, uno dei martiri. Il 13 ottobre 2012 è iniziata la fase romana presso la Congregazione delle Cause dei Santi. La Congregazione ha stabilito che la loro Positio super martyrio, consegnata nel 2014, venisse esaminata insieme a quella di padre Mario Borzaga, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e del catechista Paul Thoj Xyooj, la cui fase diocesana si era svolta a Trento. Il 27 novembre 2014 i consultori teologi hanno espresso parere favorevole sul martirio di tutti e diciassette i candidati. Il 2 giugno 2015 il congresso di cardinali e vescovi ha confermato la decisione sul martirio per Joseph Thao Tiên e quattordici compagni. Padre Borzaga e Paul Thoj Xyooj avevano già ottenuto la promulgazione del decreto sul martirio il 5 maggio 2015. Il 5 giugno 2015 papa Francesco ha autorizzato il decreto sul martirio per i rimanenti quindici martiri. In seguito a intensi dibattiti, la beatificazione congiunta dei diciassette martiri è stata celebrata domenica 11 dicembre 2016 a Vientiane, in Laos. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato nelle Filippine e Missionario Oblato di Maria Immacolata, in qualità di inviato papale.
Il cammino di fede
La storia del Beato Maisam Pho Inpèng affonda le radici nella provincia di Houa Phanh, dove nacque nell'anno 1934. Il suo percorso spirituale trovò compimento nel villaggio di Houey Phong, luogo in cui ricevette il dono del Battesimo, entrando a far parte della famiglia dei figli di Dio. Da quel momento, la sua vita assunse una nuova direzione, orientata interamente alla testimonianza della Parola di Dio tra la sua gente. Nonostante le difficoltà del tempo e la durezza degli scenari in cui si trovò a vivere, Maisam non esitò a farsi carico delle responsabilità pastorali all'interno della comunità cristiana locale. Egli operò con dedizione come catechista, un compito che svolse con spirito di servizio e amore fraterno, cercando di sostenere i passi di chi desiderava conoscere la luce del Vangelo. Il suo impegno si estese attraverso diversi luoghi, tra cui Vang Vieng, dove la sua presenza fu segno di incoraggiamento e stabilità per molti cristiani. In ogni luogo in cui si recò, egli seppe coniugare la cura per la propria famiglia con il dovere di annunciare Cristo, vivendo la fede non come un fatto privato, ma come un bene da condividere con generosità. La sua dedizione fu sempre accompagnata da un profondo senso di responsabilità verso il prossimo, rendendolo un pilastro essenziale per la crescita spirituale dei fedeli della regione.
Il sacrificio e il ricordo
Il culmine della testimonianza del Beato Maisam Pho Inpèng avvenne il 7 marzo 1970. Mentre si trovava a Den Din, la sua vita fu tragicamente interrotta da un'imboscata, che lo portò a coronare il suo percorso terreno con il martirio. La sua morte rappresenta per la Chiesa un richiamo solenne alla fedeltà che non arretra di fronte alla minaccia, confermando come la testimonianza dei laici possa giungere a vette di santità altissime. Il valore del suo sacrificio è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica con la beatificazione, avvenuta l'11 dicembre 2016 per volontà di Papa Francesco. Questo atto ha sollevato la memoria di Maisam Pho Inpèng all'onore degli altari, offrendolo alla venerazione dei fedeli come un modello di coerenza cristiana. La sua vita, sebbene consumata nell'umiltà di una regione lontana, parla oggi con chiarezza a ogni uomo e donna di buona volontà. Il ricordo del suo martirio invita a riflettere sulla preziosità della fede, dono da custodire con vigilanza e da trasmettere con la vita stessa. Attraverso la sua intercessione, la Chiesa continua a invocare la pace e la forza necessaria per affrontare le prove del tempo presente, guardando al Beato Maisam come a un testimone instancabile della carità di Cristo, che ha saputo donare tutto per amore del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Maisam Pho Inpèng?
La sua memoria liturgica si celebra il 7 marzo, mentre la memoria liturgica dell'intero gruppo di martiri è fissata al 16 dicembre.