15 novembre
Beata Maria della Passione (Elena Maria De Chappotin de Neuville)
Religiosa, fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Hélène de Chappotin de Neuville nacque il ventuno maggio 1839 in Francia, proveniente da una famiglia di antiche origini lorenesi e bretoni. In gioventù possedeva un carattere volitivo e turbolento, dotato di una forza trascinatrice che tuttavia si ammorbidì con il tempo sotto l'azione della grazia e della maturazione interiore. Fin da giovane si dimostrò fortemente attratta dai grandi ideali spirituali ed esistenziali. La sua vita fu segnata da successivi lutti familiari che la fecero maturare profondamente attraverso il dolore e la riflessione. Nel 1860 compì il primo passo decisivo entrando tra le Clarisse di Nantes, iniziando così il suo cammino nella spiritualità francescana. Purtroppo si ammalò gravemente ed fu costretta a lasciare il monastero delle Clarisse. Affrontò allora anni di prova e di intensa maturazione spirituale, al termine dei quali decise di entrare nella Società di Maria Riparatrice, dove ricevette il nome religioso di Maria della Passione.
L'esperienza in India e la nuova fondazione
Ancora novizia nella Società di Maria Riparatrice, si imbarcò a Marsiglia per giungere nel Maduré, in India. A ventotto anni divenne superiora provinciale delle tre case aperte dalla congregazione nel subcontinente indiano, esercitando questo delicato incarico per nove anni. Questa lunga esperienza indiana le conferì una vasta e profonda conoscenza della vita e dei problemi missionari. Nel 1874 il suo campo missionario si allargò ulteriormente con la fondazione di una nuova casa a Ootacamund, tra le montagne del Nilgiris. Purtroppo, nel 1876, una serie di circostanze dolorose e contraddittorie la portarono a lasciare la congregazione di Maria Riparatrice, insieme a una ventina di religiose del Maduré. Questa dolorosa rottura costituì il reale punto di partenza della sua opera specifica nella Chiesa. Verso la fine del 1876 partì alla volta di Roma con due compagne, per sottoporre a Papa Pio IX il desiderio di continuare a essere religiose fondando una nuova congregazione dedicata alle missioni. Il sei gennaio 1877 Papa Pio IX autorizzò la fondazione delle Missionarie di Maria, invitandole a cercare un noviziato in Francia.
Le prove, la guida e la fioritura dell'Istituto
Nel 1882 avvenne la fondazione della casa di Roma e si procedette alla redazione delle prime costituzioni della nuova congregazione. In seguito, la fondatrice affrontò un altro doloroso periodo di difficoltà in cui la sua opera fu nuovamente messa in discussione, portandola a essere temporaneamente sospesa dall'incarico di superiora generale. Venne poi regolarmente reintegrata nel suo incarico e l'Istituto fu autorizzato a svilupparsi pienamente all'interno della famiglia francescana, poiché ella era rimasta rapita nell'intimo dalla semplicità di san Francesco. Risale proprio al periodo dei contrasti la composizione di alcuni dei suoi testi spirituali e mistici più belli. Sotto la sua guida saggia e lungimirante, circa tremila religiose furono inviate in ottantasei fondazioni sparse in quattro continenti. Ella fu sempre presente su tutti i fronti: apostolico, sociale, ecclesiale e spirituale, prestando inoltre grande cura alla difesa della condizione della donna nelle terre di missione. Lasciò alle suore una grande quantità di scritti legislativi, meditativi, liturgici, preghiere e meditazioni, rivelandosi una donna profondamente radicata nella fede e maturata dalle difficoltà della vita pratica, capace di comprendere il mistero di Dio e di intrarvi attraverso il dono totale di sé e il sacrificio.
Il carisma e la testimonianza nel mondo
Le suore Francescane Missionarie di Maria si distinsero fin dagli inizi per la loro spiccata internazionalità, che riflette l'universalità della Chiesa e rende il loro carisma comprensibile da ogni popolo. Le suore si dimostrarono sempre attente alla cultura del paese in cui intendevano radicarsi, mettendosi con la massima discrezione al servizio dei poveri, degli ultimi e dei perseguitati. Si adattarono alla lingua e agli usi del posto in ogni latitudine, adottando persino l'abito locale come il sari in India e il pagne in Africa. L'Eucaristia costituisce il centro e la ragione d'essere delle suore, le quali fanno partire ogni azione dalla contemplazione di Cristo incarnato che continua a essere presente nella Chiesa. Oggi le Francescane Missionarie di Maria sono più di settemila, appartengono a settantaquattro nazionalità e sono distribuite in settantasei paesi. L'incontro fra il Vangelo e le diverse culture rappresenta la loro sfida quotidiana al servizio del dialogo e con i lontani. La minorità francescana conferisce un'impronta umile ed essenziale al loro stile di vita, che si caratterizza per un approccio caloroso e immediato. Vivono l'amore universale come segno di comunione tra i popoli e desiderano condividere la bellezza della creazione sull'esempio di san Francesco, compiendo un annuncio profetico del Vangelo rivolto a ogni fratello e sorella bisognoso di istruzione, cure e consigli, e inserendosi persino in ambiti di altre religioni e di diverse confessioni cristiane. La beata Maria della Passione chiuse la sua giornata terrena spegnendosi a Sanremo il quindici novembre 1904, data in cui il martirologio la ricorda in Liguria come vergine.
Il cammino di una vocazione
Il percorso di Elena Maria De Chappotin de Neuville ebbe inizio in Francia, terra che forgiò il suo spirito prima di aprirla agli orizzonti universali. La sua vocazione si manifestò chiaramente nel 1860, quando scelse di varcare la soglia del monastero delle Clarisse di Nantes, abbracciando una vita di preghiera e silenzio. Tuttavia, il disegno di Dio per lei superava le mura conventuali e la condusse verso le missioni estere. Giunta in India, la sua solida formazione spirituale le permise di assumere incarichi di grande responsabilità: a soli ventotto anni, ricevette l'incarico di superiora provinciale a Maduré e successivamente a Ootacamund. In queste terre, la sua dedizione fu provata e temprata, preparandola a una missione ancora più vasta.
Il momento decisivo della sua opera avvenne nel 1877, anno in cui la fondazione della congregazione delle Missionarie di Maria segnò una svolta nella sua vita e nella storia della Chiesa. Consapevole dell'importanza di un legame saldo con la Santa Sede, si recò a Roma per presentare il suo progetto al Papa. Pio IX, riconoscendo l'autenticità del suo carisma, concesse l'autorizzazione pontificia, imprimendo un sigillo di approvazione che avrebbe guidato i passi futuri dell'Istituto. La scelta di integrare la congregazione nella famiglia francescana non fu puramente formale, ma rappresentò la volontà di vivere la missione attraverso la povertà, la fraternità e la gioia tipiche del Poverello di Assisi. La sua vita, trascorsa tra l'Europa e l'Asia, fu un continuo pellegrinaggio di fede, volto a fondere la contemplazione del mistero di Dio con l'azione instancabile per il bene delle anime, fino al suo ultimo respiro avvenuto a Sanremo nel 1904.
Il ricordo nella Chiesa
La memoria della Beata Maria della Passione vive nel cuore della Chiesa come testimonianza di una fedeltà che non conosce confini. La sua opera, nata dalla preghiera e approvata dal successore di Pietro, è fiorita in una missione che ha saputo unire il rigore della clausura con la dinamicità dell'apostolato nelle terre di missione. Il suo legame con l'ordine francescano rimane un pilastro fondamentale, che continua a nutrire lo spirito delle suore che oggi proseguono il suo cammino di annuncio e carità.
Commemorata nel giorno della sua nascita al cielo, la Beata Maria della Passione invita i fedeli a guardare oltre le proprie contingenze, ricordando che ogni battezzato è chiamato a essere missionario dell'amore di Dio nel mondo. La sua figura, giunta fino a noi attraverso le tappe di un percorso umano e spirituale intenso, resta un faro per chiunque cerchi la volontà del Padre nelle pieghe della quotidianità. La sua vita, vissuta in totale abbandono alla Provvidenza, ci insegna che il seme gettato con umiltà, se innaffiato dalla grazia, porta frutti che durano nel tempo e arricchiscono l'intera comunità dei credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria della Passione?
La sua memoria si celebra il quindici novembre, giorno in cui è ricordata a Sanremo in Liguria come vergine.
A Sanremo in Liguria, beata Maria della Passione (Elena) di Chappotin de Neuville, vergine, che, rapita nell’intimo dalla semplicità di san Francesco, istituì le Suore Francescane Missionarie di Maria e prestò sempre grande cura alla difesa della condizione della donna nelle terre di missione. — Martirologio Romano