27 febbraio
Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny
Vergine, Fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la giovinezza a Marsiglia
Maria Deluil-Martiny è nata a Marsiglia il 28 maggio 1841 ed è stata battezzata il giorno successivo alla sua nascita, ricevendo i nomi di Maria, Carolina e Filomena. Ella appartiene a una distinta e cattolicissima famiglia; suo padre è Paolo Deluil-Martiny, avvocato e amministratore degli ospizi di carità, mentre sua madre è Anaïs Maria de Solliers, pronipote della Venerabile Anna Maddalena Remuzat, vissuta tra il sedici e il diciottesimo secolo. La madre introduce Maria alla devozione del Sacro Cuore e le trasmette un'educazione profondamente cristiana. Dopo la nascita di Maria, la famiglia si allarga con l'arrivo del fratello Giulio e delle sorelle Amelia, Clemenza e Margherita. Fin dalla primissima infanzia, Maria di Gesù Deluil-Martiny si distingue per un carattere assai vivace e un'intelligenza particolarmente spiccata. A casa impara a leggere, a scrivere e persino il latino con straordinario successo, dimostrando una capacità di parlare in modo disinvolto e sicuro davanti a chiunque. La giovane è descritta come una giovane intelligente, colta, dolce, forte e luminosa di bellezze e santità. All'età di otto anni, Maria entra nell'educandato del Monastero della Visitazione di Marsiglia per i suoi primi studi, dove si rivela talvolta sbarazzina e un po' monella. Ciononostante, nello stesso tempo sa raccogliersi in preghiera come se non fosse più di questo mondo, distinguendosi per umiltà e mitezza, fino ad arrossire quando viene elogiata per i suoi successi scolastici. Le Visitandine del monastero narrano sovente all'Arcivescovo di Marsiglia, l'amico di famiglia Monsignor Eugenio de Mazenod, lo sconquasso che suscita la piccola demoiselle in sua presenza, con l'intento di umiliarla. L'Arcivescovo ascolta sempre in modo imperturbabile e profetizza sorridendo che un giorno ella sarà la santa Maria di Marsiglia. Durante la fanciullezza e la giovinezza, Maria riceve grazie spirituali straordinarie. Durante la preparazione alla prima Comunione, ella fa la scoperta che Gesù nell'Eucaristia si offre al Padre in sacrificio sull'altare, proprio come sulla croce. Spesso ripete a un'amica che il Sangue di Gesù è offerto in sacrificio nel sacro calice per noi, vivendo momenti di particolare fervore per la prima Comunione ricevuta il 22 dicembre 1853. Pochi mesi dopo, il 29 gennaio 1854, riceve anche il sacramento della Cresima per mano di Monsignor Eugenio de Mazenod. Anni più tardi, papa Giovanni Paolo II iscriverà lo stesso Monsignor De Mazenod tra i santi il tre dicembre 1995. Crescendo, Maria inizia a confessarsi frequentemente, si accosta alla Comunione il più possibile e matura una crescente intimità con il Signore Gesù. Completa successivamente gli studi superiori al Collegio della Ferrandière, presso Lione, dove trascorre gli ultimi due anni di formazione come educanda fino all'età di diciassette anni.
La chiamata e il discernimento spirituale
Prima di fare ritorno in famiglia, all'età di diciassette anni, Maria partecipa a un corso di esercizi spirituali durante il quale avverte chiaramente la chiamata alla vita religiosa. Al termine di questo ritiro scrive che obbedire a Dio è il primo dovere, che Gesù è il solo amabile e che in punto di morte vorrebbe aver amato solo Lui. Assolutamente certa che Dio la vuole tutta per sé, nel maggio del 1858 si reca ad Ars per consultare il santo curato san Johann Maria Vianney in merito alla sua vocazione. Il santo curato di Ars le fa intravedere tempi lunghi prima di poter realizzare concretamente la sua vocazione. Rientrata a casa, Maria si dedica con straordinaria delicatezza ai propri familiari, affrontando con spirito di abnegazione la scomparsa successiva delle sorelle Clementina, Margherita, Amelia e del fratello Giulio. Nonostante il dolore e la necessità di sostituire la madre malata in tutte le opere di carità, ella rifiuta il matrimonio propostole dai genitori e sceglie di vivere nel mondo come una consacrata. Nel 1864 riceve un invito da parte della fondatrice della Guardia d'Onore del Sacro Cuore di Gesù, suor Maria del Sacro Cuore Bernaud, appartenente al monastero della Visitazione di Bourg-en-Bresse, opera sorta nel 1863 e successivamente eretta in arciconfraternita il ventisei novembre 1878. Maria si iscrive prontamente a questa associazione e si impegna a trascorrere ogni giorno un'ora in unione strettissima con Gesù presente nel Tabernacolo. Nel corso del tempo, ella diffonde con zelo la pratica tra vescovi, sacerdoti e fedeli, diventando una apostola intrepida di Gesù che suscita persino la beffa dei giornali più laicisti di Parigi. Nonostante conosca bene le trame segrete dei senza Dio contro Gesù Cristo e la sua Chiesa, nessuno riesce a fermarla nella sua opera di testimonianza. Durante il suo percorso, nel 1865 incontra a Bourg il santo Daniele Comboni, apostolo dell'Africa del Nord, il quale le predice lo sviluppo della sua missione. Ella diventa così collaboratrice di Don Daniele Comboni attraverso la preghiera, le opere e il contributo personale destinato alle missioni in Africa, guadagnandosi persino l'ammirazione di papa Pio IX, informato di quanto fa la petite Marie. Nel dicembre del 1866 si affida alla saggia direzione del padre gesuita Jean Calage, il quale la guiderà per il resto della sua vita spirituale in attesa di luce per il suo futuro. Nello stesso periodo intensifica il suo cammino di perfezione e, l'otto dicembre 1869, pronuncia il voto perpetuo di verginità. Attraverso profonde mozioni interiori avute a Bourg e a Saint-Giniez, Maria scopre il disegno di Dio su di lei: essere adorazione della Santissima Trinità per mezzo del Cuore Eucaristico di Gesù. Essa comprende che il Cuore Eucaristico di Gesù è il solo vero e degno Adoratore della Maestà divina e sente che dovrà dar vita a un'Opera i cui membri si uniscano a Gesù sacerdote e vittima in una sola oblazione. Lo scopo di questa consacrazione è duplice: ottenere i frutti della Redenzione, numerosi e santi sacerdoti alla Santa Chiesa, e riparare i sacrilegi, le profanazioni contro l'Eucaristia e le persecuzioni agli Ordini religiosi in Europa. Il modello spirituale di questa Opera sarà la Vergine Maria, associata con cuore materno al sacrificio del Figlio sul Calvario.
L'apostolato militante e la fondazione dell'Istituto
Negli anni successivi, in particolare dopo il 1870, Maria si trova in prima linea nell'apostolato nella società. In quel periodo storico era assai difficile e rischioso dimostrarsi cattolici militanti, a causa della forte presenza di nemici della Chiesa al potere in Francia e quasi dappertutto in Europa. La giovane Maria rappresenta un modello autentico per tutti i cattolici impegnati nel mondo a condurlo a Gesù, impegnandosi con tutte le forze affinché Cristo regni contro le macchinazioni dei nemici di Dio. Ella scrive che Nostro Signore sembrava aver fatto un altare nella sua anima dove si offre incessantemente, desiderando che ella si tenesse davanti a quest'altare in un'adorazione continua. Il suo direttore spirituale, padre Calage, la prepara con cura a questa nuova fondazione. Finalmente, nel 1873, Dio apre la via a Maria per la realizzazione del suo Istituto. Un sacerdote belga, Monsignor Van den Berghe, la invita a fondare la sua Opera in Belgio. Il diciassette giugno 1873 Maria si reca in pellegrinaggio a Paray-le-Monial, e successivamente incontra il cardinale Dechamps, Arcivescovo di Malines, il quale ascolta il suo progetto e, colpito dalla sua intelligenza e cordialità, la definisce la Santa Teresa d'Avila del loro secolo. Il venti giugno 1873, nella festa del Sacro Cuore di Gesù, a Berchem presso Anversa, Maria Deluil-Martiny riceve il bianco velo insieme a un piccolo gruppo di giovani donne da lei formate, tra cui quattro suore e quattro postulanti. Con questo evento nasce una nuova famiglia religiosa claustrale chiamata Figlie del Cuore di Gesù, e Maria assume il nome religioso di Madre Maria di Gesù. Le religiose di questo nuovo istituto vivono di Gesù eucaristico partecipando quotidianamente alla Santa Messa e al suo Sacrificio, praticando l'adorazione continua davanti al tabernacolo giorno e notte per il sacerdozio e per la Chiesa. Madre Maria ha sempre voluto che l'Ostia fosse indispensabile alla sua vita, senza volersene mai allontanare, ispirandosi spiritualmente agli ultimi anni della Madonna sulla terra dopo l'Ascensione di Gesù, vissuti nel ricordo del Calvario e nella partecipazione all'Eucaristia per la Chiesa nascente e i suoi Apostoli. Nel luglio del 1875 la Madre scrive le Costituzioni dell'Istituto, miranti a rispondere all'amore troppo sconosciuto del Cuore divino, a offrire una riparazione perpetua per gli oltraggi fatti alla maestà di Dio e a ringraziare per le benedizioni prodigate alle anime sacerdotali e religiose. Le Costituzioni ricevono la prima approvazione il due febbraio 1876 dallo stesso cardinale Deschamps. La Regola adottata è quella di sant'Ignazio con opportuni adattamenti. Sotto la guida saggia e prudente della fondatrice, la comunità religiosa cresce rapidamente sia in numero che in virtù. A breve distanza l'una dall'altra, nel 1876 Maria perde il padre e la madre; prima di morire, la madre esprime il desiderio che sia fondata una casa alla Servianne, vicino a Marsiglia. Aderendo a questo desiderio, il ventiquattro giugno Maria apre una terza casa nella proprietà materna della Servianne, adibendola a noviziato dopo aver fondato, il quindici giugno 1877, un'altra casa ad Aix-en-Provence. Nel giorno della prima Messa celebrata nel vecchio maniero di famiglia alla Servianne, Maria esclama commossa che Dio sia un giorno glorificato là. Il diciassette agosto 1878 viene consacrata a Berchem-Anversa la Basilica-santuario eretta dal Belgio cattolico al Sacro Cuore e affidata alle Figlie del Cuore di Gesù, che iniziano subito il servizio dell'adorazione. Pochi giorni dopo, il ventidue agosto 1878, la Madre Maria di Gesù e le prime compagne emettono i voti perpetui. La fondatrice dispone che le figlie si succedano ogni mezz'ora davanti al Santissimo Sacramento esposto, per unirsi al divin Sacrificio. Ella sa bene che all'apostasia, alla negazione di Cristo e alla lotta contro la Chiesa bisogna rispondere con la preghiera e con l'azione, ribadendo che il mondo non vuole sapere di Gesù Cristo e che alle empietà sataniche si risponde con aperta fermezza.
Il martirio e la gloria degli altari
A Madre Maria restano poco più di dieci anni di vita dopo la fondazione del suo Istituto. Nel corso degli anni ella offre ripetutamente la sua vita come suprema prova d'amore, chiedendo al Signore di prendere la sua esistenza per condurre anime al suo Cuore e riempire di ostie viventi i sacri altari. Arriva persino a scrivere a papa Leone XIII, pregandolo di offrirla come vittima secondo le sue intenzioni, e il Signore mostra di gradire profondamente questa offerta. Il ventisette febbraio 1884, nel giorno delle Ceneri, la vita terrena di Maria di Gesù Deluil-Martiny giunge al suo compimento attraverso il martirio nella residenza de La Servianne. Ella cade vittima di Louis Chave, un uomo accolto con grande carità come giardiniere del convento e simpatizzante anarchico. L'omicidio viene commesso in odio alla religione, alimentato nella mente dell'assassino dalla lettura di giornali anarchici che incitavano all'avversione contro la Chiesa; Louis Chave spara infatti alla gola a Madre Maria. Trasportata immediatamente in infermeria dopo la brutale aggressione, ella spira serenamente mormorando il proprio perdono per l'Opera. La sua vita terrena si conclude così con l'effusione del sangue, rendendola vergine e martire di Gesù in intima unione con la Passione di Cristo. Inizialmente le sue spoglie vengono deposte nella tomba di famiglia al cimitero di San Pietro, ma l'undici novembre 1899 i resti vengono trasferiti nella tomba delle Figlie del Cuore di Gesù. Successivamente, il ventuno ottobre 1906, le spoglie sono trasportate in Belgio e collocate in un'urna sotto l'altare del Sacro Cuore nella Basilica di Berchem-Antwerpen, mentre oggi riposano a Roma nella Casa Generalizia di via dei Villini. Nonostante le innumerevoli difficoltà incontrate lungo il cammino, l'Opera di Madre Maria continua a diffondersi vigorosamente dalla Francia fino a Venezia e a Roma, ottenendo l'approvazione definitiva dell'Istituto nel 1896. Il martirologio la ricorda a Marsiglia, in Francia, dove era nata il ventotto maggio 1841 e dove morì il ventisette febbraio 1884, celebrandone la memoria come beata vergine fondatrice. Per la sua straordinaria testimonianza di fede e di dedizione alla Chiesa, il ventidue ottobre 1989 papa Giovanni Paolo II ha elevato Madre Maria di Gesù Deluil-Martiny alla gloria degli altari proclamandola Beata.
La vita
Maria di Gesù Deluil-Martiny nasce a Marsiglia nel 1841 in un ambiente intriso di valori cristiani. Il suo cammino spirituale trova alimento fin dai primi anni, quando, nel 1853, accoglie la prima Comunione, seguita l'anno successivo dal sacramento della Cresima. Questi momenti segnano l'inizio di una consacrazione interiore che la spinge a iscriversi alla Guardia d'onore del Sacro Cuore di Gesù, un'associazione che influenzerà profondamente la sua missione futura. Il suo percorso di fede si snoda attraverso diverse località, tra cui Lione, Ars, Bourg-en-Bresse, Berchem-Anversa e Aix-en-Provence, luoghi in cui matura la sua vocazione fondativa.
Nel 1873, ella realizza la sua chiamata principale istituendo la congregazione delle Figlie del Cuore di Gesù, una famiglia religiosa dedicata alla contemplazione e alla riparazione. La sua vita, trascorsa nel servizio instancabile e nella preghiera, giunge a compimento il 27 febbraio 1884. Mentre si trova nel monastero di La Servianne, presso Marsiglia, Maria di Gesù subisce il martirio per mano del giardiniere della struttura, il quale compie il gesto efferato in odio alla fede. Questo sacrificio estremo suggella una vita spesa interamente per il Signore, rendendola una testimone coraggiosa della luce di Cristo anche nelle tenebre della violenza. Il suo esempio di dedizione è stato riconosciuto solennemente dalla Chiesa nel 1989, quando Giovanni Paolo II l'ha elevata agli onori degli altari, confermando la santità del suo percorso terreno e la fecondità del suo carisma fondativo.
Il culto
La memoria liturgica della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny viene celebrata il 27 febbraio, data che coincide con il giorno del suo martirio. Questa ricorrenza non è soltanto il ricordo di una fine tragica, ma la celebrazione di una vita che, attraverso l'offerta suprema, è diventata seme di speranza per tutta la Chiesa. Il riconoscimento ufficiale della sua santità, avvenuto per mano di Papa Giovanni Paolo II, ha posto il sigillo definitivo su una figura che ha saputo incarnare, con umiltà e fermezza, l'ideale della riparazione al Sacro Cuore.
Il culto verso la Beata è particolarmente vivo all'interno dell'Istituto delle Figlie del Cuore di Gesù, la famiglia religiosa da lei fondata, che ne custodisce il carisma e ne promuove il messaggio di amore e di dedizione. I fedeli che si rivolgono a lei trovano conforto nell'esempio di una donna che, nelle vicende quotidiane e nelle prove più dure, ha saputo mantenere lo sguardo fisso verso l'alto. Celebrare la sua memoria significa rinnovare l'impegno a vivere la propria vocazione con la stessa intensità e lo stesso spirito di offerta che hanno caratterizzato i suoi anni terreni, confidando sempre nella misericordia del Cuore di Gesù, centro di ogni sua azione e pensiero.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny?
La memoria liturgica della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny si celebra il 27 febbraio.
A Marsiglia in Francia, beata Maria di Gesù Deluil Martiny, vergine, che fondò la Congregazione delle Figlie del Cuore di Gesù e, ferita a morte da un uomo violento, concluse con l’effusione del sangue una vita intimamente unita alla Passione di Cristo. — Martirologio Romano