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9 settembre

Beata Maria Eutimia (Emma) Üffing

Vergine

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la giovinezza in Germania

Maria Eutimia Emma Üffing nacque l'8 aprile 1914 a Halverde, nel distretto di Steinfurt, in Germania. Al battesimo, ricevuto lo stesso giorno della nascita, le fu imposto il nome di Emma. Ella fu la quinta figlia di August Üffing e Maria Teresa Schnitt. Il padre si era sposato in seconde nozze ed aveva avuto quattro figli dalla prima moglie, mentre dalla seconda unione con Maria Teresa nacquero altri sette figli, portando la prole a un numero considerevole. La famiglia possedeva una piccola proprietà agricola che garantiva una certa sicurezza economica. Emma crebbe con dieci fratelli e sorelle nell'ambiente tipico di un piccolo paese, all'interno di un nucleo familiare in cui i genitori erano profondamente religiosi ed educarono la numerosa prole a una vita semplice e piena di fede. Una forma di rachitismo rallentò lo sviluppo fisico di Emma, causandole una salute cagionevole per il resto della sua vita. Nonostante ciò, Emma non si lamentava mai della sua condizione, non si indignava quando subiva un'ingiustizia e cercava di evitare ai fratelli e alle sorelle i lavori spiacevoli ogni volta che poteva.

Frequentò la scuola elementare del suo paese, ottenendo la pagella di una buona alunna con diligenza e perseveranza, riuscendo quasi sempre a risultare la seconda della classe. Non fu tuttavia scelta per ulteriori studi a causa di una debolezza della memoria e della fragile costituzione fisica. La sua formazione spirituale procedette di pari passo con la crescita: ricevette la Prima Comunione il 27 aprile 1924 e la Cresima il 3 settembre 1924. Assisteva alla Santa Messa ogni giorno e si distingueva come una bambina devota, silenziosa e serena, capace di colpire chiunque per il suo atteggiamento assorto durante la preghiera. Terminato il periodo scolastico, aiutò i familiari nei lavori casalinghi e domestici. Sentì la vocazione alla vita religiosa all'età di quattordici anni e la manifestò apertamente ai familiari all'età di quindici anni, poco dopo che sua sorella era entrata in una Congregazione missionaria, perseverando con fermezza nel suo proposito.

La formazione e l'ingresso tra le Suore della Misericordia

Cominciò la sua formazione come apprendista di economia domestica il 1° novembre 1931 nel vicino ospedale di Sant'Anna a Hopsten, un istituto tenuto dalle suore Clementine. In questo contesto si distinse per la regolarità del servizio e l'assiduità alle pratiche religiose. La madre superiora della casa, suor Euthymia Linnenkämper, apprezzava il suo atteggiamento sempre servizievole e disponibile, notando come non si vedesse mai Emma irritata o di malumore. Pochi giorni prima della morte del padre, gravemente malato, si recò a casa dei genitori per aiutare la madre nell'assistenza. Era la prima volta che Emma assisteva un malato e in quell'occasione fu presente durante l'unzione degli infermi del padre, un servizio che avrebbe compiuto molte volte in seguito al capezzale di morenti. Ritornò all'ospedale dopo la morte del padre, avvenuta l'8 dicembre 1932. Concluso l'apprendistato, tornò a casa il 1° maggio 1933. Maturò in questo periodo la scelta definitiva di vita nella Congregazione delle Clementine, conosciute durante il lavoro. Le Suore della Misericordia furono fondate nel 1808 dal Vicario capitolare della diocesi di Münster, Clemente Augusto conte Droste di Vischering, il quale visse tra il 1773 e il 1845 e divenne un celebre vescovo di Colonia. La fondazione delle Clementine era ispirata a San Vincenzo de' Paoli e la congregazione si caratterizzava per l'amore fraterno tra consorelle e l'amore misericordioso nell'assistenza ai malati.

Nel marzo del 1934 chiese di essere ammessa nella Congregazione tramite una lettera alla casa madre di Münster, inviata con il consenso di sua madre. La direzione della Congregazione di Münster decise di accettare la sua richiesta dopo un'iniziale esitazione. Emma Üffing entrò nella Congregazione delle Suore della Misericordia a Münster il 23 luglio come una delle quarantasette postulanti e ricevette il nome Eutimia, desiderato ardentemente in memoria della defunta madre superiora di Hopsten, Euthymia Linnenkämper. Iniziò il periodo di postulandato il 27 agosto 1934 e fu ammessa al noviziato il 2 ottobre 1935. Negli anni di prova fu di grande edificazione alle compagne per la rigorosa osservanza e l'intensità della preghiera. Terminò il noviziato emettendo i voti semplici l'11 ottobre 1936, scrivendo alla madre in quello stesso giorno: Ho trovato colui che il mio cuore ama; voglio afferrarlo e non lasciarlo mai più.

Il servizio infermieristico e la dedizione durante la guerra

Suor Maria Eutimia fu trasferita all'ospedale San Vincenzo di Dinslaken il 30 ottobre 1936. Lavorò inizialmente nel reparto femminile e si dedicò successivamente all'assistenza dei malati del reparto d'isolamento intitolato a Santa Barbara, situato in una baracca di legno. Si preparò agli esami teorici e pratici per l'assistenza ai malati con perseveranza e precisione, ricevendo il diploma di infermiera con il massimo dei voti il 3 settembre 1939. Emise i voti solenni nella Casa Madre di Münster il 15 settembre 1940 e ritornò nel padiglione d'isolamento di Dinslaken. La povertà della Seconda Guerra Mondiale aggravò notevolmente il lavoro di assistenza ai malati e nel 1941 le fu affidata l'assistenza dei prigionieri di guerra malati e dei lavoratori stranieri, provenienti soprattutto da Inghilterra, Francia, Russia, Polonia e Ucraina. Si dedicò a questo compito con premura instancabile e cordialità. Il sacerdote francese Emile Eche, che visse diversi anni come prigioniero di guerra nell'ospedale di Dinslaken, ha fornito una straordinaria testimonianza su Suor Eutimia, ricordando come nel contatto con i malati ella mostrasse carità e gentilezza provenienti dal cuore, senza tirarsi indietro davanti a nulla. Sapeva che i prigionieri malati non soffrivano solo nel corpo e, attraverso la simpatia umana e la vicinanza, faceva sentire gli uomini al sicuro e a casa, pregando con loro e preoccupandosi che ricevessero i Santi Sacramenti. Per tale ragione fu presto chiamata l'angelo di Santa Barbara. Molte persone dell'ambiente vedevano nei prigionieri malati dei nemici, mentre per Suor Eutimia essi erano semplicemente uomini bisognosi di aiuto. Vedendoli scavare nei bidoni della spazzatura per la fame, chiedeva insistentemente pane, preparava panini imburrati e li metteva nei bidoni che aveva precedentemente pulito, affinché gli affamati potessero trovarli, facendo del bene anche sotto la minaccia di una pena. Emile Eche definì giustamente la sua vita un cantico della speranza in mezzo alla guerra.

Il 23 marzo 1945 un attacco aereo distrusse il reparto dove lavorava Suor Eutimia. Dopo l'arrivo degli Alleati e il ritorno dei prigionieri, si ammalò gravemente di polmonite. Nell'estate del 1945, ripresasi dalla malattia, fu addetta alla lavanderia per tre anni, fino al 1948. Le Superiori la ritennero l'unica in grado di accollarsi un lavoro penoso e ingrato nei sotterranei dell'ospedale, arredati sommariamente e caratterizzati da un ambiente malsano, difficile e saturo di vapori. Molti conoscevano il suo comportamento eroico e la stimavano chiamandola una santina. Si adeguò senza problemi al nuovo incarico pur amando l'assistenza ai malati, accogliendo la disposizione con le parole E tutto per Dio onnipotente. Nel 1948 fu trasferita nella Casa di Münster con lo stesso incarico per circa un migliaio di persone tra suore e malati, grazie alla sua assoluta dedizione ed estrema efficacia. Nonostante la sovrabbondanza di lavoro impegnativo, rimase sempre gentile, disponibile, sorridente e prodiga di parole buone, accanto a chiunque chiedesse aiuto per qualsiasi faccenda. Viveva il quotidiano in maniera straordinaria, passando tutto il poco tempo libero in preghiera davanti al tabernacolo, e molti che la conoscevano le chiedevano già allora di intercedere per loro nelle preghiere. Nella nuova missione ebbe come aiutanti un gruppo di minorenni corrigende in libertà vigilata chiamate figlie di San Angela, che assistette spiritualmente con notevole successo.

La malattia, la morte e la glorificazione

Il 31 marzo 1954 accusò nausee, vomito e vertigini. Una visita medica rivelò un deperimento generale; dopo aver riposato per quattro settimane, ritornò al lavoro. Nell'aprile 1955 le fu diagnosticata una grave forma di cancro che richiese un intervento chirurgico con prognosi infausta. Il 21 agosto 1955 ricevette in piena coscienza i sacramenti degli infermi. In quei momenti di sofferenza, mantenne il suo spirito sereno e scherzando disse alla Madre Generale di voler far ammalare tutte le suore per far provare loro quella grande felicità, a patto che poi guarissero. Suor Maria Eutimia morì la mattina del 9 settembre 1955 e la sua tomba fu posta nel cimitero comunale di Münster, in Germania. Subito dopo la morte cominciò a essere venerata e molte persone, anche oltre i confini della Germania, cominciarono a chiedere la sua intercessione presso Dio trovandone conforto. Il percorso canonico culminò il 7 ottobre 2001, quando Maria Eutimia Emma Üffing è stata proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II, suggellando la memoria liturgica nel Martirologio alla data del 9 settembre.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Maria Eutimia Üffing?

La sua memoria liturgica si celebra il 9 settembre.

Di cosa è patrona la Beata Maria Eutimia Üffing?

Nei dati biografici e storici forniti non sono menzionati specifici patronati.

A Münster in Germania, beata Maria Eutimia (Emma) Üffing, vergine della Congregazione delle Suore della Compassione, che servì Dio tra i malati con insigne pietà, bontà e noncuranza di sé. — Martirologio Romano