San Pietro Claver visse nel diciassettesimo secolo e spese la sua intera esistenza a favore degli schiavi neri d'Africa che sbarcavano in America meridionale. Nato in Spagna e formato spiritualmente nella Compagnia di Gesù, scelse di farsi servo di quanti erano privati della libertà e della dignità umana, operando instancabilmente a Cartagena di Colombia. La sua vita fu un autentico specchio della carità cristiana, vissuta tra gli ultimi e i sofferenti con dedizione totale.
Nel martirologio è ricordato come sacerdote della Compagnia di Gesù, celebre per aver rigenerato nel battesimo centinaia di migliaia di persone e per aver offerto soccorso materiale e spirituale in condizioni disumane. Canonizzato nel diciannovesimo secolo insieme alla sua guida spirituale Alfonso Rodriguez, San Pietro Claver rimane un punto di riferimento luminoso per la Chiesa universale nel servizio ai dimenticati della terra.
La Beata Maria Eutimia Emma Üffing, al secolo Emma, nacque l'8 aprile 1914 a Halverde, nel distretto di Steinfurt, in Germania. Visse la sua esistenza terrena come vergine appartenente alla Congregazione delle Suore della Compassione, comunemente note come Suore della Misericordia o Clementine. Dotata di una salute cagionevole fin dall'infanzia a causa del rachitismo che ne rallentò lo sviluppo fisico, seppe trasformare la propria debolezza in uno strumento di straordinaria dedizione verso il prossimo. Servì Dio tra i malati, i prigionieri di guerra e i lavoratori stranieri con insigne pietà, bontà e totale noncuranza di sé, affrontando ogni compito, anche il più umile e gravoso nei sotterranei degli ospedali, con un sorriso e una costante disposizione d'animo orientata al bene. La sua vita fu un autentico cantico della speranza vissuto nel nascondimento e nella preghiera incessante.
È ricordata con profonda venerazione per l'eroico esercizio della carità cristiana e per la mitezza con cui accolse ogni prova, dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale alla dolorosa malattia che la condusse alla morte. Chiamata affettuosamente l'angelo di Santa Barbara da quanti assistette nel reparto d'isolamento di Dinslaken, seppe infondere conforto e speranza anche nei contesti più disperati, condividendo il pane con gli affamati e curando i corpi e le anime dei sofferenti senza distinzione. Dopo la sua scomparsa, avvenuta il 9 settembre 1955 a Münster, la sua fama di santità si diffuse rapidamente oltre i confini della Germania. Papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata Beata il 7 ottobre 2001, riconoscendo la luminosità di un'esistenza interamente spesa nell'amore silenzioso per il Signore e per i fratelli.
Il Beato Pierre Bonhomme è nato il quattro luglio 1803 a Gramat, in Francia, nel territorio della diocesi di Cahors, dalla quale in pratica non si è mai spostato. Vissuto nel diciannovesimo secolo, questo sacerdote ha segnato profondamente la sua terra d'origine attraverso un cammino spirituale adulto, sofferto e segnato da incertezze iniziali tra la chiamata al ministero e l'inclinazione per i passatempi giovanili. Uomo di profondo sentimento religioso, ha saputo superare ogni tentazione e rinunciare persino a una borsa di studio scolastica per onestà, diventando punto di riferimento per l'educazione e la carità. Il martirologio lo ricorda proprio come sacerdote a Gramat, nella diocesi di Cahors, dove ha speso interamente la propria esistenza al servizio degli ultimi e della Chiesa.
Nel corso della sua vita terrena, il Beato Pierre Bonhomme si è dedicato instancabilmente alle missioni al popolo, all'evangelizzazione delle campagne e alla cura dei bisognosi, fondando istituzioni religiose ancora oggi vive nel mondo. La sua opera ha abbracciato la fondazione della Congregazione delle Figlie di Maria nel 1831, trasformatasi l'anno seguente nell'Istituto di Nostra Signora del Calvario, nato specificamente per la cura dei giovani, dei malati e dei poveri. Dopo aver affrontato la prova della perdita definitiva della voce nel 1848 e due successivi ictus nel dicembre 1860 e nel settembre dell'anno successivo, Pierre Bonhomme è spirato dolcemente il nove settembre 1861 a Gramat. È stato beatificato da Giovanni Paolo II il ventitré marzo 2003.
Il Beato Francesco Garate è una figura luminosa della Compagnia di Gesù, che ha saputo incarnare la santità nell'umiltà del servizio quotidiano tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo. Nato a Recarte di Azpeitia nel 1857, egli scelse di consacrare la propria esistenza a Dio, vivendo con dedizione e silenziosa obbedienza il suo ruolo di religioso professo. La sua vita non è stata segnata da eventi clamorosi, ma dalla fedeltà costante ai piccoli compiti affidatigli dai superiori, trasformando ogni gesto in un atto di amore puro verso il Signore e verso il prossimo.
Egli è ricordato oggi come un esempio mirabile di dedizione, specialmente per il lungo servizio svolto con gioia e spirito di accoglienza verso chiunque bussasse alla porta del collegio di Deusto. Beatificato da Papa Giovanni Paolo Secondo nel 1985, il suo ricordo rimane vivo come testimonianza di come anche una vita apparentemente semplice, se vissuta nella Grazia, possa diventare un cammino di santità straordinaria. La sua memoria, celebrata il 9 settembre, continua a invitare i fedeli a ritrovare il senso profondo della vocazione cristiana nel compimento gioioso e puntuale del proprio dovere quotidiano.
Il Beato Giacomo Desiderio Laval, ricordato come il primo beato proclamato da papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979, nacque il 18 settembre 1803 a Croth, nella diocesi di Évreux, in Normandia, Francia. Sacerdote della Congregazione dello Spirito Santo e dell'Immacolato Cuore di Maria, egli spese la sua esistenza nell'Isola Maurizio conducendo gli schiavi liberati alla libertà dei figli di Dio. La sua opera instancabile di evangelizzazione, unita alla promozione del benessere materiale e spirituale dei più umili, ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa e nella popolazione mauriziana.
Prima di rispondere alla chiamata al sacerdozio, esercitò la professione medica, che abbandonò dopo una profonda crisi spirituale e una guarigione interiore guidata dalla lettura dell'Imitazione di Cristo. Giunto nell'Isola Maurizio nel 1841, si dedicò interamente ai Neri e agli emarginati, affrontando solitudine, incomprensioni e fatiche straordinarie. La sua memoria liturgica si celebra il 9 settembre, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1864, quando una folla immensa di persone riconoscenti accompagnò il suo estremo saluto.
San Gorgonio è un martire del quarto secolo la cui figura si colloca saldamente nelle origini della memoria cristiana a Roma. Sebbene non ci sia giunta alcuna passio antica che ne narri i dettagli biografici personali, la sua esistenza e il suo culto sono attestati fin dall'antichità da fondamentali documenti liturgici e topografici. La Depositio Martyrum, inclusa nel Cronografo del 354, segnala Gorgonio in Lavicana al quinto delle idi di settembre, ovvero il nove settembre. Questo documento rappresenta la più antica testimonianza sull'esistenza e sul culto di Gorgonio. Alla fine del quarto secolo il martire doveva godere di una vivissima rinomanza. Nel corso del Medioevo, il corpo di san Gorgonio fu oggetto di importanti traslazioni verso l'Europa centrale, che ne diffusero la devozione in numerose regioni. Il culto di Gorgonio era diffuso specialmente nei luoghi in cui si pretendeva di custodire sue reliquie, e la sua memoria liturgica si celebra il nove settembre.
La figura di questo martire romano è tuttavia legata anche a complesse vicende agiografiche medievali che generarono confusione con altri santi omonimi, in particolare con un martire di Nicomedia. Nonostante gli scambi e le sovrapposizioni d'identità tramandati da alcuni testi successivi, le prime traslazioni storiche riguardarono proprio il martire romano della via Labicana. San Gorgonio è commemorato nel martirologio a Roma nel cimitero ad Duas Lauros sulla via Labicana, ed è ricordato come santo patrono delle località di Gorze e di Minden. La sua traccia rimane un documento prezioso per comprendere la storia delle reliquie e la devozione dei fedeli nel periodo medievale europeo.
Nella Castiglia in Spagna, beata Maria de la Cabeza, che, moglie del contadino sant’Isidoro, condusse vita eremitica umile e laboriosa.
San Ciarano il Giovane
Abate
Nel monastero di Clonmacnois sulla riva del fiume Shannon in Irlanda, san Ciarano, sacerdote e abate, fondatore di questo cenobio.
Beato Giorgio Douglas
Sacerdote e martire
A York in Inghilterra, beato Giorgio Douglas, sacerdote e martire, che, scozzese d’origine, da maestro di scuola divenne sacerdote a Parigi e sotto la regina Elisabetta I passò vincitore in cielo attraverso il supplizio del patibolo per aver persuaso altri ad abbracciare la fede cattolica.
San Valentiniano di Coira
Vescovo
A Coira, nell’odierna Svizzera, san Valentiniano, vescovo, che beneficò i poveri, riscattò i prigionieri e vestì generosamente gli ignudi.
Santi Giacinto, Alessandro e Tiburzio
Martiri in Sabina
In Sabina al trentesimo miglio da Roma, san Giacinto, martire.
Beate Maria della Resurrezione, Maria della Colonna e Clemenza della Ss. Trinità
Mercedarie
Beato José Ramón Flores Beltrán
Sacerdote e martire
San Tecce
Santa Vulfilde
Badessa
Dal Martirologio Romano
San Pietro Claver, sacerdote della Compagnia di Gesù, che, a Cartagena in Colombia si adoperò per oltre quarant’anni con mirabile abnegazione e insigne carità per i neri ridotti in schiavitù, rigenerando di sua mano nel battesimo di Cristo circa trecentomila di loro.<BR>(8 settembre: A Cartagena in Colombia, anniversario della morte di san Pietro Claver, sacerdote, la cui memoria si celebra domani). — Martirologio Romano