9 settembre
Beato Giacomo Desiderio Laval
Sacerdote
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini alla vocazione medica
Il nome completo del beato è Padre Giacomo Desiderio Laval. Giacomo era il primogenito di due gemelli, Giacomo e Michele, ed ereditò il nome del padre Giacomo Laval secondo gli usi del tempo. La madre si chiamava Susanna Delérablée. Nacque il 18 settembre 1803 a Croth, diocesi di Évreux in Normandia, Francia. Il padre svolgeva l'incarico di sindaco di Croth. Al primo nome di Giacomo fu aggiunto il nome Desiderio, in onore del santo vescovo di Rennes celebrato in quel giorno. Ricevette una profonda educazione religiosa dalla famiglia, in particolare dalla madre. La madre lo lasciò orfano a otto anni nel 1811. Venne inviato per tre anni presso uno zio a Tourville-la-Campagne. Lo zio lo mandò successivamente nel Seminario di Évreux. Dopo un certo periodo ritornò in famiglia. Proseguì gli studi nel Collegio Stanislao di Parigi. Frequentò la facoltà di Medicina a Parigi. A ventisette anni, nel 1830, si laureò in Medicina. Esercitò la professione medica prima a Saint-André-de-l'Eure per tre anni e mezzo e poi a Ivry-la-Bataille. Aveva accantonato i sentimenti religiosi dell'infanzia e dell'adolescenza ma si sentiva sempre più insoddisfatto nel profondo. Visitando una persona anziana e malata, la trovò sempre impegnata a leggere il libro Imitazione di Cristo e le chiese di prestarglielo. La lettura dell'Imitazione di Cristo e una caduta da cavallo quasi mortale fecero riaffiorare la sua vocazione allo stato religioso. Il suo cambiamento suscitò grande stupore tra le persone che conosceva. Si dedicò interamente alle opere di carità. Il quindici giugno 1835 entrò nel Seminario di Saint-Sulpice a Parigi. Accelerò gli studi per recuperare il tempo dedicato ad altre finalità. Il due dicembre 1838 fu ordinato sacerdote.
Il ministero sacerdotale e l'incontro con l'Africa
Quindici giorni dopo l'ordinazione fu nominato parroco di Pinterville, nella sua diocesi di origine. La parrocchia era composta da soli quattrocentottantatré abitanti, dei quali solo una cinquantina frequentavano la chiesa. Nel giro di due anni riuscì a portare quasi tutti gli abitanti alla fede trascurata. Nell'agosto 1840 ricevette la visita di due seminaristi con cui discusse il progetto di evangelizzazione degli africani. Il progetto riguardava in particolare gli schiavi negri liberati con l'abolizione della schiavitù proclamata nel 1835. I bisogni spirituali di queste persone erano immensi ed urgenti. Venne a sapere che Francesco Libermann, convertito figlio di un rabbino alsaziano, si era recato a Roma per l'approvazione pontificia di una Società di sacerdoti dedicata all'apostolato tra gli schiavi liberati. Libermann era stato colpito da epilessia e aveva dovuto lasciare il seminario. Libermann fu ordinato sacerdote nel 1841 da monsignor Collier, vescovo di Port-Louis nell'Isola di Maurizio. Monsignor Collier era venuto in Europa a cercare sacerdoti e si era dichiarato protettore dell'istituto in via di fondazione. L'Istituto fu fondato nel 1841 da Libermann, vissuto tra il 1804 e il 1852 e oggi venerabile, con il nome di Congregazione dell'Immacolato Cuore di Maria. Il parroco Laval fu tra i primi ad aderire a questa Congregazione. Seguì subito monsignor Collier di ritorno alla sua diocesi, prima ancora che venisse aperto un noviziato.
L'arrivo nell'Isola Maurizio e la missione tra i Neri
Il quattordici settembre 1841 il vescovo Collier, padre Laval e altri tre missionari sbarcarono nell'Isola Maurizio, nel cuore dell'Oceano Indiano. La situazione religiosa dell'isola era drammatica. L'isola era una colonia britannica popolata centoquarantamila abitanti. Il settantacinque percento della popolazione dell'isola era costituito da schiavi liberati. Novantamila abitanti dell'isola erano cattolici. Nella colonia vi erano solo nove sacerdoti, impegnati in particolare per circa quindicimila discendenti dei coloni bianchi. Padre Laval si dedicò subito all'evangelizzazione dei Neri. I Neri erano stati battezzati tra il 1835 e il 1839 ma non erano più stati seguiti pastoralmente. Dopo cinque mesi di permanenza, il missionario descrisse una situazione moralmente tragica. Era solo ad occuparsi di circa ottantamila Neri nell'isola. La corruzione nell'isola era incredibile. Metà dei Neri non erano battezzati e quelli battezzati vivevano come pagani. Pochi si erano sposati in chiesa. Imperversavano l'ubriachezza e l'abuso delle ragazze da parte dei padroni e dei giovani bianchi. I Neri nati nella colonia venivano chiamati creoli ed erano corrotti. Il sacerdote si rivolgeva in pratica ai profughi provenienti dal Madagascar o dal Mozambico. Dovette combattere con i benestanti che vedevano nelle sue attività apostoliche una perdita di tempo per i lavori domestici. Promosse la preparazione di molti catechisti che chiamava consiglieri con illuminata comprensione. Subì incomprensioni anche da parte dei suoi superiori. A Parigi la Congregazione dell'Immacolato Cuore di Maria si fuse dopo dieci anni con la Congregazione dello Spirito Santo. Il nuovo Superiore Generale riteneva che padre Laval e i suoi collaboratori fossero troppo missionari e poco religiosi. Giacomo Laval incontrò continue difficoltà provenienti dal governo britannico protestante della colonia. Giacomo Laval dovette affrontare il numero insufficiente di confratelli rispetto all'immenso lavoro da svolgere.
Promozione umana e spirituale
La linea di apostolato di Giacomo Laval consisteva nel sottolineare che anche i Neri sono figli di Dio. Giacomo Laval affermò la dignità umana di tutto il suo gregge. Giacomo Laval escluse la tentazione di fondare una chiesa parallela riservata solo ai Neri. Giacomo Laval cercò di far comprendere la necessità di promuovere il benessere materiale insieme alla prosperità spirituale. Durante le epidemie di colera degli anni 1854, 1857 e 1862, Giacomo Laval fondò numerosi ospedali. Giacomo Laval visitò i malati ovunque si trovassero durante le epidemie. Giacomo Laval aprì scuole per insegnare le nozioni elementari. Giacomo Laval costruì varie cappelle per la formazione spirituale. Gli sforzi di integrazione di Giacomo Laval portarono frutti in pochi anni nella popolazione mauriziana bianca o creola. Grazie a Giacomo Laval nacque una nuova classe sociale caratterizzata dal rispetto reciproco tra bianchi e creoli. Nella sua vita privata Giacomo Laval usava il cilicio. Giacomo Laval dormiva sulla terra. Giacomo Laval abitava in una capanna. Giacomo Laval praticava mortificazioni e un continuo digiuno. Giacomo Laval dedicava la notte alla preghiera. Giacomo Laval si sottoponeva a privazioni di ogni genere. All'età di cinquantanove anni Giacomo Laval era un uomo fisicamente debilitato. Giacomo Laval fu colpito da apoplessia. Durante la malattia e l'agonia, Giacomo Laval fu vegliato da migliaia di ex schiavi in lacrime.
Il transito al cielo e la memoria
Giacomo Laval morì il 9 settembre 1864 a Port-Louis nell'Isola Maurizio, nell'Oceano Indiano. Davanti alla salma di Giacomo Laval sfilatesero ventimila persone. Ai funerali di Giacomo Laval parteciparono quarantamila persone in un trionfo di gratitudine. La tomba di Giacomo Laval si trova nella Chiesa della Santa Croce a Port-Louis. Giacomo Laval apparteneva alla Congregazione dello Spirito Santo e dell'Immacolato Cuore di Maria. Giacomo Laval fu beatificato il 29 aprile 1979 da papa Giovanni Paolo II. Giacomo Laval è stato il primo beato del lungo elenco dei beati del pontificato di Giovanni Paolo II, insieme al domenicano Francesco Coll. Prima di diventare missionario, Giacomo Laval esercitò per alcuni anni la professione medica. Giacomo Laval condusse i neri, da poco liberati dalla schiavitù, alla libertà dei figli di Dio. Giacomo Laval nacque a Croth, diocesi di Évreux, in Normandia, Francia, il 18 settembre 1803.
Il cammino di una vita
La parabola esistenziale del Beato Giacomo Desiderio Laval si snoda attraverso una profonda trasformazione interiore che ha orientato il suo talento dalla medicina alla missione sacerdotale. Dopo aver completato gli studi medici in Francia e aver esercitato la professione, egli comprese che il suo servizio non poteva limitarsi al solo sollievo dalle infermità fisiche, ma doveva estendersi alla salvezza eterna degli uomini. L'ordinazione sacerdotale ricevuta nel 1838 segnò l'inizio di una nuova missione, che trovò il suo compimento definitivo nell'adesione alla Congregazione dell'Immacolato Cuore di Maria nel 1841. La scelta di partire per l'Isola Maurizio non fu per lui un semplice trasferimento geografico, ma l'abbraccio di una vocazione missionaria che lo avrebbe portato a vivere in stretto contatto con le realtà più fragili dell'umanità.
Giunto sull'isola, il suo apostolato si concentrò con particolare fervore sugli ex schiavi liberati, persone segnate da sofferenze profonde e bisognose di un annuncio di libertà spirituale e sociale. La sua azione non fu mai separata dalla concretezza dei bisogni quotidiani: egli non si limitò a predicare, ma si fece costruttore di speranza. Durante gli anni segnati dal flagello del colera, il Beato Giacomo Desiderio Laval divenne una presenza provvidenziale per la popolazione locale. La fondazione di scuole e ospedali testimonia la sua visione integrale della persona, considerata nella pienezza dei suoi diritti e della sua dignità di figlio di Dio. Fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1864 a Port-Louis, la sua esistenza rimase una testimonianza silenziosa e costante di amore per i poveri, che egli servì con la stessa dedizione con cui, anni prima, curava i malati nelle corsie degli ospedali francesi.
Il ricordo nella fede
La memoria del Beato Giacomo Desiderio Laval è oggi custodita con profonda devozione, specialmente presso le comunità dell'Isola Maurizio, dove il suo ricordo è vivo e operante. Il riconoscimento ufficiale della Chiesa, giunto con la beatificazione celebrata da Papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1979, ha consacrato il valore universale di una testimonianza che trascende i confini del proprio tempo e del proprio luogo. La sua vita, caratterizzata da una carità priva di ostentazione, continua a parlare ai fedeli di ogni epoca come un esempio autentico di umiltà e di zelo missionario.
La celebrazione liturgica, fissata per il 9 settembre, giorno in cui ricorre l'anniversario della sua nascita al cielo, rappresenta un momento di preghiera e di riflessione sul dono della santità. In questa data, il popolo di Dio si riunisce per invocare l'intercessione di colui che seppe vedere il volto di Cristo nel volto degli ultimi. La figura del Beato Giacomo Desiderio Laval non appartiene solo alla storia delle missioni, ma rimane un pilastro spirituale per coloro che scelgono di dedicare la propria vita al servizio del prossimo, confermando che la fede, quando è vissuta con coerenza, diventa balsamo per le ferite del mondo e luce per il cammino dell'umanità.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giacomo Desiderio Laval?
La ricorrenza liturgica del Beato Giacomo Desiderio Laval si celebra il 9 settembre, giorno della sua nascita al cielo.
Chi era il Beato Giacomo Desiderio Laval e qual è la sua collocazione storica?
Nato in Francia nel diciannovesimo secolo, fu medico e poi sacerdote missionario nell'Isola Maurizio, dove spese la sua vita per l'evangelizzazione e la promozione umana degli ex schiavi, morendo nel 1864.
A Port-Louis nell’isola Mauritius nell’Oceano Indiano, beato Giacomo Desiderato Laval, sacerdote, che, dopo alcuni anni di esercizio della professione medica, si fece missionario nella Congregazione dello Spirito Santo e condusse i neri da poco liberati dalla schiavitù alla libertà dei figli di Dio. — Martirologio Romano