9 settembre
San Gorgonio di Roma
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti antiche e il culto originario
Le testimonianze storiche relative a san Gorgonio iniziano con la Depositio Martyrum, inclusa nel Cronografo del 354, la quale segnala Gorgonio in Lavicana al quinto delle idi di settembre, corrispondente al nove settembre. Questo documento rappresenta la più antica testimonianza sull'esistenza e sul culto di Gorgonio. Per questo martire non è stata conservata alcuna passio. Testimoni medievali come l'Itinerario di Salisburgo, quello di Malmesbury e l'Epitome de locis sanctorum menzionano tutti Gorgonio nello stesso luogo presso la tomba di santa Elena sulla via Labicana. Anche i Sacramentari Gelasiano e Gregoriano offrono ulteriore testimonianza di Gorgonio. Il Martirologio Geronimiano riporta alla data del nove settembre una menzione più precisa che colloca il natale di san Gorgonio a Roma sulla via Labicana inter duas lauros nel cimitero omonimo. Il cimitero inter duas lauros, noto anche come di Pietro e Marcellino, custodiva in un antro interiore il corpo di Gorgonio. Alla fine del quarto secolo il martire doveva godere di una vivissima rinomanza. Nel Medioevo l'iscrizione di Gorgonio fu trasportata dalla via Labicana alla chiesa di San Martino ai Monti. L'iscrizione scomparve nel diciottesimo secolo durante un restauro della chiesa, ma il testo dell'iscrizione è stato conservato da diverse raccolte, tra cui quelle di Tours e Lorsch. Nel suo Martirologio, Beda menziona Gorgonio alla data tradizionale, e Floro riprende quasi letteralmente la notizia del Martirologio Geronimiano nel proprio Martirologio.
Le traslazioni e la diffusione in Europa
Il martire romano Gorgonio fu oggetto di almeno due traslazioni dal cimitero inter duas lauros. La prima traslazione fu eseguita dal vescovo Crodegango di Metz tra il settecentosessanta e il settecentosessantasei. Crodegango operò durante il pontificato di papa Paolo I, vissuto tra il settecentocinquantasette e il settecentosessantasette, dal quale avrebbe ricevuto le reliquie in dono o tramite saccheggiatori. Intorno al settecentosessantacinque Crodegango depose le reliquie in Lorena nell'abbazia di Gorze. Il patronato di Gorgonio a Gorze è documentato fin dal settecentosessantuno. Anastasio il Bibliotecario ricorda una seconda traslazione di Gorgonio dallo stesso cimitero al tempo di Gregorio quarto, tra l'ottocentoventisette e l'ottocentoquarantaquattro, nella Vita del pontefice. Lo studioso H. Delehaye osservò che nel nono secolo si verificò un fenomeno psicologico per cui, dopo la traslazione di un corpo santo, si continuava ad agire come se fosse rimasto sul posto. Il pubblico dimenticava le circostanze delle traslazioni e, sebbene i santi Sebastiano e Gorgonio avessero passato le Alpi, si continuava a cercarli nei cimiteri originari, creando reliquie doppie o triple. Le traslazioni di Crodegango e Gregorio quarto riguardarono in ogni caso il martire romano e non altri, essendo precedenti all'opera di Adone. Negli Acta Sanctorum Martii è riferita la traslazione di un Gorgonio martire da Roma a Marmoutier. La traslazione a Marmoutier avvenne nell'anno ottocentoquarantasette ad opera dell'abate Rainaldo. Il corpo del martire fu estratto in un luogo detto Via Appia inter duas lauros vicino alla chiesa di Santa Cecilia secondo il testo citato. Il monaco autore della relazione afferma che questo Gorgonio sarebbe uno dei quaranta martiri sebasteni. I quaranta martiri sebasteni furono uccisi sotto Licinio e i loro resti sarebbero stati traslati a Roma. La presunta traslazione di martiri di Sebaste a Roma non è mai avvenuta. Il Gorgonio traslato a Marmoutier è da considerarsi una reliquia del Gorgonio della via Labicana o un corpo santo ribattezzato, tenendo conto del riferimento inter duas lauros.
Gli scambi agiografici e la devozione
Adone modificò il Martirologio di Floro creando confusione riguardo a Gorgonio. Adone trovò il dodici marzo la menzione di tre martiri di Nicomedia, ovvero Pietro, Gorgonio e Doroteo, e il nove settembre quella di un martire romano di nome Gorgonio. Adone lasciò al dodici marzo la memoria di Pietro di Nicomedia e spostò al nove settembre quella di Gorgonio e Doroteo, mantenendo la collocazione a Nicomedia e ripetendo i tormenti di Pietro. Adone soppresse dal suo testo il Gorgonio di Roma e inventò la traslazione a Roma delle reliquie dell'omonimo di Nicomedia. La sostituzione operata da Adone fu ripresa da Usuardo e giunse nel Martirologio Romano, dove persiste l'errore che colloca la traslazione sulla via Latina. Baronio aggiunse che le reliquie di Gorgonio furono in seguito trasportate nella basilica Vaticana. Il compilatore della Passio Gorgonii et Dorothei, identificato da A. Poncelet con il vescovo Adalberto di Magdeburgo, non tenne conto di questa cronologia. Adalberto scrisse verso la fine del decimo secolo basandosi sul Martirologio di Adone. Adalberto persuase Milone, vescovo di Minden in Westfalia, che Gorgonio fosse un martire di Nicomedia con reliquie trasportate a Roma. Milone, la cui diocesi condivideva il patrono con l'abbazia di Gorze, comunicò la passio all'abate Immone, estendendo la confusione anche in Lorena. San Gorgonio è un martire di Roma e, benché sia scomparso dai libri liturgici, Gorgonio di Roma, e non l'omonimo martire di Nicomedia, godette nel Medioevo di un culto molto diffuso. Il culto di Gorgonio era diffuso specialmente nei luoghi in cui si pretendeva di custodire sue reliquie. Le reliquie di Gorgonio erano presumibilmente custodite a Gorze, Cluny, Pouillon nella diocesi di Reims, Rethel, Saint-Gorgon nella diocesi di Soissons e a Minden. San Gorgonio è commemorato nel martirologio a Roma nel cimitero ad Duas Lauros sulla via Labicana.
La vita e la memoria
Le notizie storiche che ci giungono su San Gorgonio di Roma sono essenziali, prive di orpelli, e proprio per questo dotate di una forza particolare che ci riporta all'essenza del martirio cristiano nel quarto secolo. Il suo nome è indissolubilmente legato alla via Labicana, luogo in cui fu deposto nel cimitero noto come inter duas lauros. È in questo sito, intriso di storia e di preghiera, che la memoria del martire ha trovato la sua prima dimora, venendo poi annoverata con autorevolezza nella Depositio Martyrum del trecentocinquantaquattro. Il fatto che il suo nome sia stato iscritto in tale documento costituisce una prova inconfutabile di quanto la sua testimonianza fosse tenuta in alta considerazione già nei primi tempi della Chiesa.
Nel corso dei secoli, la figura di San Gorgonio è stata talvolta accostata, per una sovrapposizione operata da Adone, a quella di un omonimo martire di Nicomedia, un evento che testimonia come la devozione per i santi si sia intrecciata spesso con tradizioni agiografiche complesse. La storia delle sue reliquie aggiunge un ulteriore tassello di grande rilievo: nel settecentosessantacinque, il vescovo Crodegango promosse la traslazione di parte delle spoglie del martire verso l'abbazia di Gorze, contribuendo in modo decisivo alla diffusione del suo culto in Europa. Anche il cardinale Cesare Baronio ha documentato, con cura storica, la successiva traslazione di tali reliquie nella basilica Vaticana, confermando come la venerazione per San Gorgonio sia stata costantemente curata e custodita dalla Chiesa attraverso le epoche, garantendo che il suo esempio di fedeltà non venisse smarrito ma, al contrario, fosse tramandato come un tesoro prezioso per le generazioni future.
Il culto e la devozione
Il culto di San Gorgonio trova la sua espressione liturgica principale nella celebrazione del nove settembre, data in cui il Martirologio Romano invita i fedeli a fare memoria del suo sacrificio. Questa ricorrenza annuale non è soltanto un atto di commemorazione storica, ma un momento di comunione spirituale che unisce la Roma delle origini con le comunità che, nel tempo, hanno eletto il martire a proprio protettore. La presenza delle sue reliquie, distribuite tra l'abbazia di Gorze e la basilica Vaticana, ha permesso che la devozione verso questo santo si radicasse profondamente in contesti geografici differenti, diventando un punto di riferimento per il cammino di fede di molti.
Il legame tra il santo e le città di Gorze e Minden attesta come la sua protezione sia stata invocata con fiducia dalle popolazioni locali, che hanno visto in lui un intercessore capace di accompagnare le vicende umane sotto lo sguardo benevolo di Dio. La sobrietà con cui viene ricordato permette al fedele di accostarsi alla sua figura con semplicità, riconoscendo nel suo martirio non un evento lontano, ma una chiamata attuale a vivere con coerenza il proprio impegno cristiano. In questo silenzio operoso della memoria, il culto di San Gorgonio continua a fiorire, ricordandoci che ogni vita offerta per amore della verità lascia un segno indelebile nel cammino della Chiesa universale.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Gorgonio di Roma?
La festa di san Gorgonio si celebra il nove settembre, data in cui la Depositio Martyrum e il Martirologio Geronimiano ne segnalano la memoria liturgica a Roma.
Di cosa è patrono san Gorgonio?
San Gorgonio è ricordato come santo patrono delle località di Gorze e di Minden.
A Roma nel cimitero ad Duas Lauros sulla via Labicana, san Gorgonio, martire. — Martirologio Romano