30 agosto
Beata Maria Rafols
Fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
Maria Rafols nacque il cinque novembre 1781 a Villafranca del Panadés, in Spagna, Barcellona. Era la sesta dei dieci figli del mugnaio Cristóbal Rafols e di Margherita Bruna Brugol. La famiglia risiedeva nel mulino di En Rovina, un contesto che costituì per la giovane una fucina di salde virtù, trasmettendole i primi insegnamenti di austerità, lavoro e aiuto reciproco. A maggio 1783, quando Maria aveva quasi due anni, la famiglia si trasferì a La Bleda, un piccolo paese vicino Villafranca. Il ventisette maggio 1785 ricevette la Cresima dal vescovo di Barcellona monsignor Gabino Valladares nella chiesa del convento delle Carmelitane della cittadina. All'età di undici anni la famiglia si trasferì nuovamente in un vicino paesino, Santa Margarita. Durante gli anni della fanciullezza e dell'adolescenza la famiglia affrontò gravi lutti. Nel 1793 morirono il piccolo fratello Giuseppe e due zii, marito e moglie, a Santa Margarita. Ben cinque fratelli di Maria morirono in tenera età, segnando profondamente il vissuto domestico. Il dieci luglio 1794 morì inoltre suo padre, lasciando la famiglia nel dolore. Maria si rivelò dotata di ottime qualità intellettive, tali da spingere i familiari a mandarla nel Collegio dell'insegnamento di Barcellona, gestito dalle Maestre della Compagnia di Maria.
La chiamata alla carità e l'arrivo a Saragozza
Durante il soggiorno a Barcellona, Maria fu attratta dal clima di fervorosa carità verso i bisognosi e gli ammalati esistente nella città in quel periodo. Decise di entrare a far parte di un gruppo di dodici giovani guidato dal sacerdote don Juan Bonal y Cortada, cappellano dell'Ospedale Santa Cruz di Barcellona. Il gruppo stava allora costituendo una confraternita per assistere i poveri fra gli ammalati ricoverati, i disabili psichici e i bambini abbandonati. Padre Bonal e Maria Rafols compresero ben presto che dedicarsi ai bisognosi richiedeva persone consacrate a Dio, disposte a servire i malati con spirito di fede e amore. Nel settembre 1804, padre Juan Bonal si trasferì all'Ospedale Nuestra Señora de la Gracia di Saragozza. Maria Rafols, insieme ad altre undici giovani donne, raggiunse padre Bonal a Saragozza il ventotto dicembre 1804. All'età di soli ventitré anni, Maria Rafols fu nominata Preside della piccola comunità femminile, che rappresentava il seme della futura Congregazione. Si adoperò con zelo per trasformare l'ospedale, che versava in una condizione di profonda incuria, segnato dagli abusi e dal disordine di alcuni dipendenti mal retribuiti. Inserì la vita apostolica delle suore nel contesto ospedaliero, sebbene tale scelta non fosse compresa né desiderata dai dirigenti dell'ospedale.
Gli anni difficili della guerra e l'eroismo
L'ospedale di Saragozza accoglieva ogni anno da seimila a ottomila ricoverati. Le consorelle della confraternita facevano fronte alle necessità come potevano, ma nel 1808 persero l'aiuto del gruppo di confratelli che le affiancava, a causa dell'ostilità dei dirigenti e delle crescenti difficoltà. Padre Bonal rimase tuttavia fra loro, lavorando incessantemente alla costituzione della nuova Congregazione. Il contesto storico fu sconvolto da due assedi di Saragozza da parte dell'esercito francese di Napoleone nel 1808 e nel 1809. Il quattro agosto 1808 l'ospedale fu ridotto in cenere. In seguito a questa distruzione, Maria Rafols e le consorelle si rifugiarono nell'antico ospedale per convalescenti, luogo in cui Maria trascorse poi tutta la vita. La Guerra Franco-Spagnola causò la rovina materiale e colpì duramente anche la nascente Congregazione. La giunta dell'ospedale, nominata dal governo francese, interferì pesantemente allontanando il fondatore padre Juan Bonal. La stessa giunta impose regole redatte dal vescovo Michele Suarez de Santander e costrinse Maria Rafols alle dimissioni dalla carica di presidentessa. Nonostante le imposizioni, le consorelle osservavano la regola del fondatore tra di loro, mentre all'esterno cercavano di adeguarsi a quella imposta dalla giunta. Maria Rafols si distinse per eroicità e carità straordinaria durante gli assedi e gli scontri del 1808 e 1809. A capo di un gruppo di consorelle, fu presente ovunque bisognasse soccorrere feriti, prigionieri, ammalati senza rifugio e dementi allo sbando. In quella difficilissima situazione, nove giovani sorelle persero la vita. Nel corso dell'assedio, Maria si recò perfino nell'accampamento francese, rischiando la vita, per supplicare il generale di mandare soccorsi per i feriti e gli ammalati, prodigandosi inoltre instancabilmente per la liberazione dei prigionieri. Nel centenario dell'assedio, la città di Saragozza le tributò giustamente il titolo di eroe della carità.
La fondazione e le prove istituzionali
Superati gli sconquassi della guerra, Maria continuò l'opera assistenziale nell'Ospedale di Saragozza. Diresse la piccola comunità fino al dieci agosto 1812, data in cui entrarono in vigore le nuove costituzioni e fu nominata una nuova superiora. Ella si dimise da Presidente per evitare disunità all'interno dell'associazione. A quel passaggio seguì una crisi che portò alcune consorelle a lasciare la comunità. In quel frangente di umiltà, Maria Rafols accettò l'incarico di sagrestana. Nel 1813 assunse l'incarico della Inclusa, dedicandosi con amore alla cura dei bambini abbandonati e orfani. Il quindici luglio 1824 la comunità dell'Ospedale di Saragozza ottenne finalmente l'approvazione delle costituzioni, e l'associazione divenne la Congregazione denominata Istituto delle Suore della Carità di Sant'Anna. Il sedici luglio 1825 Maria Rafols e le consorelle pronunciarono i primi voti pubblici. Nello stesso anno 1825, Maria Rafols divenne nuovamente presidentessa della Congregazione, mantenendo la carica fino al 1829. Seguirono anni di nuove prove. L'undici maggio 1834 Maria Rafols fu arrestata e incarcerata dall'Inquisizione a causa di implicazioni ideologiche e religiose legate ai disordini politici della prima guerra carlista. Dopo il giudizio, fu dichiarata innocente. Tuttavia, l'undici maggio 1835 Maria Rafols fu esiliata presso l'Ospedale di Huesca, poiché la sua presenza fu ritenuta inopportuna presso l'Ospedale Nuestra Señora de la Gracia di Saragozza. Ad Huesca soggiornò insieme a un gruppo di consorelle provenienti da Saragozza, restandovi fino al 1841, anno in cui poté finalmente ritornare a Saragozza per riprendere con maggiore zelo la sua attività a favore dei bambini orfani.
Il compimento terreno e la gloria degli altari
Carità e povertà furono le virtù caratteristiche di tutta la sua vita. La sua esistenza terrena si concluse santamente a Saragozza il trenta agosto 1853, all'età di settantadue anni, avendo vissuto quarantanove anni come Sorella della Carità. La Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Anna poté diffondersi solo a partire dal 1858, dietro autorizzazione della regina Isabella II. Oggi la Congregazione è presente in ventisette Paesi con due ottantasette Case. Le spoglie della Beata Maria Rafols e del Servo di Dio don Juan Bonal furono traslate nel 1925 nella chiesa della Casa Generalizia delle Suore della Carità di Sant'Anna. La causa per la beatificazione di Maria Rafols fu iniziata nel 1926. Infine, Maria Rafols è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il sedici ottobre 1994 in Piazza San Pietro a Roma, insieme al gesuita Alberto Hurtado Cruchaga, alla fondatrice madre Giuseppina Vannini, al sacerdote fondatore Nicola Roland e alla fondatrice madre Petra di San Giuseppe. Secondo il martirologio, la Beata Maria Rafols è una vergine nata a Villafranca del Panadés in Spagna, che fondò la Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Anna presso l'ospedale di Saragozza, reggendola con forza d'animo tra molte difficoltà.
La vita
Il percorso terreno della Beata Maria Rafols ha avuto inizio nel 1781 a Villafranca del Panadés. Da giovane, il suo cuore è stato guidato verso una vocazione profonda che l'ha condotta a Saragozza, dove ha dato vita alla Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Anna. Il suo impegno apostolico ha trovato una manifestazione solenne durante gli assedi di Saragozza del 1808 e del 1809, anni in cui la santa ha prestato soccorso instancabile ai feriti e ai prigionieri, facendosi strumento di misericordia nel mezzo della devastazione bellica.
La vita della fondatrice non è stata priva di sofferenze e incomprensioni. Nel 1834, la sua testimonianza è stata colpita dalle vicende dell'Inquisizione, che ne ha decretato l'arresto e il successivo esilio verso Huesca. Nonostante le avversità, ella ha mantenuto intatta la sua dedizione, attendendo con pazienza il momento del ritorno. Nel 1841 le è stato finalmente concesso di rientrare a Saragozza. Qui, con rinnovato vigore, ha dedicato gli anni del suo crepuscolo all'assistenza degli orfani, spendendo ogni sua energia per i più piccoli e indifesi, fino alla conclusione del suo cammino terreno avvenuta nel 1853.
Il culto
Il culto della Beata Maria Rafols si esprime oggi attraverso la memoria liturgica che ricorre il trenta agosto, giorno in cui la Chiesa invita i fedeli a meditare sulla sua esistenza spesa per il prossimo. La sua figura è profondamente radicata nelle terre di Spagna, in particolare a Saragozza, dove il suo carisma ha trovato le radici più fertili e dove ancora oggi si eleva la preghiera riconoscente per la sua opera di fondatrice.
Il riconoscimento solenne della sua santità, avvenuto per opera di Giovanni Paolo Secondo il sedici ottobre millenovecentonovantaquattro, ha elevato la Beata Maria Rafols all'onore degli altari, confermando la validità spirituale della sua missione. La sua vita rimane per la comunità cristiana un richiamo potente alla carità attiva, al perdono nelle prove e alla dedizione incondizionata verso i poveri e gli orfani. La sua memoria incoraggia ancora oggi quanti operano nel campo dell'assistenza, ricordando che ogni gesto di cura verso il prossimo è un atto di fedeltà al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria Rafols?
La sua celebrazione liturgica si tiene il trenta agosto di ogni anno.
Quale istituto ha fondato la Beata Maria Rafols?
Ha fondato la Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Anna presso l'ospedale di Saragozza.
A Saragozza in Spagna, beata Maria Rafols, vergine, che fondò presso l’ospedale di questa città la Congregazione delle Suore della Carità di Sant’Anna e la resse con forza d’animo pur tra molte difficoltà. — Martirologio Romano