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28 gennaio

Beata Olimpia (Olga) Bidà

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Ol'ga nasce nel villaggio di Cebliv, nella regione di Leopoli, nel corso del ventesimo secolo, esattamente nell'anno 1903. In giovane età entra nel monastero delle suore della Congregazione di San Giuseppe situato nel suo villaggio nativo. Qui compie il suo cammino di formazione spirituale e prende i voti religiosi assumendo il nome di Olimpija. Terminata la fase iniziale della vita consacrata, inizia a lavorare nella scuola dedicandosi con cura all'educazione cristiana delle ragazze nel villaggio di Žužel'. Negli anni successivi, precisamente nel 1938, viene nominata superiora del monastero della città di Chyrov, assumendo maggiori responsabilità di guida per la sua comunità religiosa in un tempo che preludeva a grandi prove storiche.

Le occupazioni e la clandestinità

Nel 1939, con l'invasione dell'esercito sovietico nell'Ucraina Occidentale, iniziano le repressioni di massa contro l'intelligencija locale. Le monache vengono avvertite che per evitare l'arresto devono svestire l'abito religioso e disperdersi in vari appartamenti. Durante l'occupazione tedesca, a causa della fame che affliggeva la popolazione, le suore si procurano generi alimentari e li distribuiscono ai più bisognosi. Nello stesso periodo di occupazione tedesca, le suore organizzano momenti di preghiera comune per sostenere la fede della gente. Dopo l'unione dell'Ucraina occidentale con l'Unione Sovietica, ha inizio la liquidazione sistematica della chiesa greco-cattolica e la deportazione in massa della popolazione in Siberia con l'accusa di aver sostenuto il movimento nazionalistico. Suor Olimpia, insieme ad altre suore, organizza una raccolta di viveri destinata alle famiglie con bambini piccoli. Durante la repressione e la progressiva chiusura dei monasteri, le suore del convento di Chyrov decidono di passare alla clandestinità per continuare la loro testimonianza. La comunità monastica e la parrocchia procurano segretamente alimenti al sacerdote greco-cattolico Taras Bobkovič, che era stato arrestato nel 1949. La vigilia di Natale le suore preparano le prosfore, il pane benedetto usato anche per la liturgia sacra. I bambini portano le prosfore nelle case dei contadini con l'augurio di accettarle e mangiarle in onore della Natività di Cristo. L'NKVD inizia a sorvegliare le suore con frequenti perquisizioni e le invita ad andarsene definitivamente. Dopo la chiusura della chiesa greco-cattolica, le suore frequentano la chiesa cattolica di rito latino nella vicina città di Dobromil'.

L'arresto e il processo

Nel 1950 tutte le suore del monastero vengono arrestate mentre tornano dalla messa. Le suore sono accusate di attività illegali e gli agenti offrono loro la liberazione in cambio del passaggio alla Chiesa ortodossa. Le suore rifiutano fermamente la proposta degli agenti e vengono inizialmente liberate. Dopo pochi giorni, mentre suor Olimpija, altre suore e circa un centinaio di fedeli pregano insieme al cimitero, interviene la polizia. Suor Olimpija e le altre suore vengono nuovamente arrestate e trasportate direttamente nel lager di Borislav. Nel lager le suore dormono sul pavimento e non ricevono cibo per i primi dieci giorni, dopodiché sono nutrite solo a pane e acqua. Il processo si celebra il 18 marzo 1950. Suor Olimpia viene condannata al confino perpetuo nella regione di Tomsk in Siberia per attività antisovietica e propaganda religiosa. La stessa sorte della condanna al confino tocca alle suore Lavrentija, Glikerija, Areta e Makrina.

La deportazione in Siberia e il martirio

Il 12 giugno 1950 le suore vengono caricate su vagoni merci diretti a Tomsk. Il viaggio in treno dura complessivamente due settimane. Da Tomsk le suore vengono trasportate per nave fino a Čerkasov. A Čerkasov si fermano quattro giorni, poi proseguono il viaggio su un motoscafo. Le suore vengono infine scaricate a Charsk, vicino a un plesso di lager chiamato SibULON, dove i detenuti vivono in condizioni insostenibili. I condannati al confino abitano nel villaggio. Le suore vengono alloggiate in una piccola casa e costrette al lavoro quotidiano: abbattere alberi d'inverno e tagliare il fieno d'estate. Per ottenere il permesso di essere esonerati dal lavoro per malattia bisogna percorrere a piedi dodici chilometri per raggiungere l'infermeria più vicina. Suor Olimpija Bida muore di stenti il 28 gennaio 1952 all'età di quarantanove anni. Dopo sei mesi muore di tubercolosi anche suor Lavrentija. La terza suora, Glikerija, percorre ottanta chilometri a piedi per trovare un sacerdote greco-cattolico al confino che celebri una funzione in suffragio delle due consorelle morte. Suor Olimpija Bida viene beatificata il 27 giugno 2001 durante la visita di papa Giovanni Paolo II in Ucraina. Nel martirologio è ricordata come vergine della Congregazione delle Suore di San Giuseppe e martire nel campo di prigionia di Kharsk presso Tomsk in Siberia.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Olimpia Bidà?

La memoria liturgica della Beata Olimpia Bidà si celebra il 28 gennaio.

Nel campo di prigionia di Kharsk presso Tomsk nella Siberia in Russia, beata Olimpia (Olga) Bidà, vergine della Congregazione delle Suore di San Giuseppe e martire, che in regime di persecuzione contro la fede sopportò ogni avversità per amore di Cristo. — Martirologio Romano