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4 novembre

Beata Teresa Manganiello

Terziaria francescana

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e infanzia

Teresa Manganiello nacque a Montefusco, in provincia di Avellino e diocesi di Benevento, il primo gennaio 1849. Era l'undicesima di dodici figli nati all'interno di una famiglia di umili condizioni rurali. Suo padre, Romualdo Manganiello, lavorava come contadino, mentre sua madre, Maria Rosaria Lepore, si dedicava alla cura della casa come casalinga. La gioia della nascita fu segnata dal dolore per la perdita di due fratelli, i quali morirono da bambini proprio nell'anno della sua venuta al mondo. La sua infanzia trascorse nella quiete e nella fatica della casa colonica situata nella campagna sottostante il paese di Montefusco. Il giorno successivo alla nascita, il due gennaio 1849, ricevette il battesimo nella chiesa palatina di San Giovanni del Vaglio. Successivamente, nel luglio del 1850, le fu amministrato il sacramento della Cresima. Qualche anno dopo, nella chiesa di Sant'Egidio annessa al convento dei Cappuccini di Montefusco, ricevette la Prima Comunione. Come accadeva a molti bambini rurali del Sud Italia in quel tempo, Teresa non frequentò alcuna scuola e rimase analfabeta.

La consacrazione e il cammino francescano

Mentre era ancora adolescente, Teresa manifestò il profondo desiderio di consacrarsi interamente a Dio. Già all'età di dodici anni decise di compiere un passo decisivo facendo voto di verginità. All'incirca quando Teresa aveva diciotto anni, giunse al convento di Sant'Egidio padre Lodovico da Pietradefusi, al secolo Antonio Acernese. Egli era stato inviato per istituire il Terz'Ordine Francescano a Montefusco, con l'intento di stimolare la vita cristiana locale e delle zone vicine. Teresa fu fortemente attratta da quell'ideale francescano e si iscrisse subito al movimento. Il quindici maggio 1870 divenne così la prima terziaria francescana di Montefusco. Scelse padre Lodovico come proprio confessore e direttore spirituale, il quale comprese immediatamente le peculiari doti spirituali della giovane. Per via del suo autentico modo di vivere lo stile francescano, padre Lodovico la nominò prima consigliera e in seguito maestra delle novizie. Il quindici maggio 1871 Teresa emise i tre voti religiosi, assumendo il nome di sorella Maria Luisa. Da quel momento indossò costantemente l'abito di terziaria francescana. Su suggerimento del suo direttore spirituale compì un viaggio a Roma, durante il quale ottenne da beato papa Pio IX il permesso straordinario di indossare l'abito religioso pubblicamente. La sua famiglia, tuttavia, si oppose sempre al suo desiderio di entrare in monastero, temendo di perdere il prezioso supporto domestico e lavorativo che ella garantiva. A testimonianza di questa tensione familiare, una sorella minore di Teresa riuscì a entrare tra le Suore Elisabettine Bigie di san Ludovico da Casoria. Pur restando a vivere nella propria casa, Teresa adottò uno stile di vita rigoroso e paragonabile a quello monastico.

La vita di fede e la sapienza spirituale

I concittadini di Teresa presero l'abitudine di chiamarla comunemente monachella santa, riconoscendo in lei una dedizione fuori dal comune. Partecipava quotidianamente alla Santa Messa nella chiesa di Sant'Egidio, alimentando la propria anima con l'Eucaristia. Affiancò alla preghiera continua durissime mortificazioni corporali, che offriva generosamente per la riparazione degli scandali del mondo. Nonostante le penitenze e la severità della sua vita interiore, conservava sempre sul volto un sorriso accogliente che attirava le persone bisognose di conforto. Pur essendo priva di istruzione e incapace di leggere o scrivere, dimostrava una straordinaria saggezza quando rispondeva alle domande di persone colte. Per questa sua eccezionale capacità di elargire consigli sapienti senza aver studiato, i fedeli iniziarono a chiamarla l'analfabeta sapiente.

Il progetto di fondazione e la malattia

Constatata la perseveranza di Teresa e dopo essersi confrontato con altre terziarie, padre Lodovico concepì l'idea di fondare una nuova congregazione religiosa. Nel 1873 padre Lodovico inviò Teresa a Roma da papa Pio IX, insieme a una famiglia nobile di Benevento, per presentare il progetto di fondazione. Il beato papa Pio IX benedisse Teresa e la incoraggiò calorosamente a proseguire nell'iniziativa fondativa. Le intenzioni del sacerdote prevedevano di porre proprio Teresa a capo della nuova famiglia religiosa, e per questo motivo egli iniziò la stesura della Piccola Regola destinata alla comunità nascente. Proprio in concomitanza con l'avvio di questo importante progetto, la salute di Teresa cominciò a deteriorarsi in modo inesorabile. Il quattordici febbraio 1874, mentre si trovava in preghiera nella chiesa di Sant'Egidio, fu colpita da una prima emottisi. La malattia progredì con fasi altalenanti fino all'estate del 1876, quando Teresa fu costretta a letto in modo definitivo. I medici diagnosticarono una forma di tubercolosi accompagnata da una grave forma di artrite. Nonostante le sofferenze crescenti, accoglieva con un sorriso e in spirito di preghiera e affidamento a Dio e alla Madonna i numerosi sacerdoti e fedeli che si recavano a farle visita. Il quattro ottobre 1876 le fu somministrata l'Unzione degli infermi. Poche settimane dopo, Teresa decedette il quattro novembre 1876 all'età di ventisette anni. Dopo il trapasso, fu inumata nel cimitero di Montefusco.

Le opere e l'eredità spirituale

Cinque anni dopo la morte di Teresa, padre Lodovico Acernese completò la stesura della Piccola Regola e riuscì a ottenere le autorizzazioni necessarie. L'otto dicembre 1881 ebbe luogo la prima vestizione religiosa delle Suore Francescane Immacolatine. Per padre Lodovico Acernese, la cui opera ha dato i frutti sperati, è attualmente in corso la causa di beatificazione. Le Suore Francescane Immacolatine considerano da sempre Teresa Manganiello come la loro pietra angolare e madre spirituale. Le religiose della congregazione operano instancabilmente nell'istruzione, nell'educazione giovanile, nella catechesi, nelle attività parrocchiali, nell'assistenza, nelle missioni e nell'animazione missionaria. In Italia la congregazione è presente in Campania, Lazio, Umbria, Molise e Puglia, mentre la Casa madre si trova a Pietradefusi, in Campania. All'estero la congregazione possiede case in Brasile, Filippine, India, Australia e Indonesia.

Il cammino verso la beatificazione

Nel 1976, a un secolo esatto dalla morte di Teresa, le Suore Francescane Immacolatine avviarono le ricerche storiche necessarie per l'apertura della sua causa di beatificazione. La Santa Sede rilasciò il nulla osta per il processo informativo diocesano il ventitré aprile 1991. Il processo fu avviato ufficialmente nella diocesi di Benevento il nove giugno 1991 e si concluse tempestivamente il ventotto settembre dello stesso anno. Gli atti del processo ricevettero l'approvazione della Santa Sede il dodici dicembre 1992. La Positio super virtutibus venne presentata alla Segreteria della Congregazione delle Cause dei Santi l'otto aprile 1999. I Consultori storici analizzarono la documentazione il quattro marzo 2000, mentre i Consultori teologi espressero parere favorevole all'unanimità il ventisei ottobre 2007, a sette anni di distanza dall'esame storico. I membri cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi si riunirono una prima volta il quattro marzo 2008, richiedendo un supplemento di indagine sull'esercizio di alcune virtù. La Postulazione della causa fornì prontamente le precisazioni richieste. L'eroicità della vita e delle virtù della Serva di Dio fu quindi approvata all'unanimità il due giugno 2009. Papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul titolo di Venerabile per Teresa Manganiello il tre luglio 2009. I resti mortali della beata furono riposti nell'ossario comune del cimitero di Montefusco, ma le sue spoglie mortali non sono mai state individuate nonostante le molteplici ricerche effettuate nel tempo.

Il miracolo e la proclamazione a beata

Un presunto miracolo attribuito alla Serva di Dio riguarda la vicenda di Ermanno D'Alfonso, un uomo sposato e padre di famiglia di cinquantacinque anni. La mattina del tredici ottobre 2001, mentre lavorava come postino, Ermanno D'Alfonso fu colpito da un infarto miocardico acuto. Il paziente fu ricoverato d'urgenza e rimase per quarantacinque giorni in diversi reparti dell'Ospedale Sandro Pertini di Roma. Durante tutto il periodo del ricovero, familiari e fedeli rivolsero intense preghiere per richiedere l'intercessione della Venerabile Teresa Manganiello. Il quindici novembre 2001 Ermanno D'Alfonso fu dimesso dall'ospedale in condizioni normali e, dopo le dimissioni, il miracolato mantenne in modo permanente una piena e perfetta salute. L'inchiesta diocesana sul presunto miracolo fu condotta dal Tribunale del Vicariato di Roma tra il ventinove aprile e il ventotto novembre 2002, per poi essere convalidata il ventidue maggio 2003. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi decretò all'unanimità l'scientificamente inspiegabile guarigione il quattro giugno 2009. Successivamente, i Consultori teologi riconobbero all'unanimità il ventidue settembre 2009 che la guarigione era avvenuta proprio per intercessione della Venerabile. I cardinali e i vescovi della Congregazione confermarono all'unanimità la natura miracolosa della guarigione il sedici novembre 2009, e papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo il diciannove dicembre 2009. Teresa Manganiello è stata infine proclamata beata il ventidue maggio 2010 a Benevento, in piazza Risorgimento. La Messa di beatificazione è stata presieduta da monsignor Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato papale.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Teresa Manganiello?

La festa liturgica della Beata Teresa Manganiello è fissata il quindici maggio di ogni anno, in corrispondenza dell'anniversario della sua iscrizione al Terz'Ordine Francescano.