Beata Vergine Addolorata di Castelpetroso
Aggiornato il 22 luglio 2026
Il contesto storico e la tradizione delle apparizioni
La Beata Vergine accompagna la Chiesa e la cristianità nei secoli. L'umanità fu affidata alla Beata Vergine da Gesù Cristo sulla Croce, indicandola come madre degli uomini. La Beata Vergine è apparsa tante volte in posti, tempi e modalità diverse per sollecitare speranza e fede nel suo Divino Figlio. Tra le apparizioni più conosciute e riconosciute vi è quella di Caravaggio nel 1432 alla contadina Giovannetta de’ Vacchi. Un'altra apparizione riconosciuta è quella di Guadalupe in Messico all'indio san Juan Diego nel 1548. Un'altra apparizione si è verificata nel 1830 a Parigi alla suora Figlia della Carità, santa Caterina Labouré. Un'altra apparizione è avvenuta a La Salette in Francia nel settembre 1846 ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Un'altra apparizione si è tenuta a Lourdes nel 1858 all'umile santa Bernadetta Soubirous. Un'altra apparizione è avvenuta a Fatima nel 1917 ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta e Francesco Marto.
Pochi decenni prima la Madonna era apparsa a La Salette e a Lourdes. Le apparizioni precedenti avevano suscitato nel mondo cattolico dell'Ottocento grande emozione, fervore e risveglio spirituale. In questo solco di grazia si inserisce l'evento del diciannovesimo secolo nel territorio italiano. La Madonna è apparsa il 22 marzo 1888 in una zona impervia del Comune di Castelpetroso in provincia di Isernia nel Molise. L'apparizione di Castelpetroso si è ripetuta anche il primo aprile. Castelpetroso è un paese arroccato su un colle roccioso ad ottocentosettantadue metri sul livello del mare. Castelpetroso si trova tra i bacini dei fiumi Biferno e Volturno. Il fatto è avvenuto nella piccola e sperduta frazione Cesa tra Santi. Il ventidue marzo 1888 le due contadine si trovavano sul fianco del Monte Patalecchia. Le donne erano alla ricerca di un agnellino disperso mentre erano occupate a zappare un pezzo di terra. La Vergine si è rivelata a persone umili, nello specifico due contadine del paese. Le due contadine testimoni dell'apparizione si chiamavano Bibiana Cicchino e Serafina Valentino. Bibiana aveva trentacinque anni ed era nubile. Serafina aveva trentaquattro anni ed era nubile.
Le visioni sulla roccia
Bibiana è stata attirata da uno sfolgorio proveniente da una grotta. Avvicinatasi, Bibiana ha visto da una fenditura una visione celeste. La Vergine era semi inginocchiata, con le mani allargate e gli occhi rivolti al cielo in atteggiamento d'implorazione e di offerta. Ai piedi della Vergine giaceva Gesù morto, steso e coperto di sangue e piaghe. Serafina durante la prima apparizione non ha visto nulla. Dieci giorni dopo, il primo aprile giorno della festa di Pasqua, le donne sono ritornate sul luogo e l'apparizione si è ripetuta. Durante la seconda apparizione anche Serafina ha potuto vedere la Vergine. La Vergine non parla né lascia messaggi.
La notizia dell'apparizione si è diffusa subito in Castelpetroso e nei paesi e regioni vicine. La notizia ha provocato l'affluire di folle di pellegrini diretti alla grotta di Cesa tra Santi. A pochi giorni dalle apparizioni, in un solo giorno sono arrivati a Cesa tra Santi circa quattromila pellegrini. Il numero dei pellegrini giunti in un giorno era più del doppio degli abitanti di Castelpetroso. Negli anni successivi altre persone influenti o semplici fedeli hanno potuto vedere la stessa apparizione dalla fenditura sovrastante la grotta. L'interno della grotta è apparso sempre avvolto da una luce sfolgorante.
L'indagine della Chiesa e il miracolo
Il vescovo di Bojano, nella cui diocesi ricadeva Castelpetroso, è stato informato dei fatti. Il vescovo ha messo sotto controllo ecclesiastico il luogo delle apparizioni. Il vescovo ha indiso una prima istruttoria per effettuare indagini sulle presunte apparizioni. Papa Leone XIII ha incaricato il vescovo di Bojano di effettuare una ricognizione alla grotta delle Apparizioni per conto della Santa Sede. Il ventisei settembre 1888 il vescovo monsignor Francesco Palmieri si è recato alla grotta. Raccoltasi in preghiera, anche il vescovo Palmieri ha avuto la grazia di vedere la Vergine nella posa descritta dalle due contadine. La successiva relazione del vescovo esclude fenomeni d'isterismo o di illusione. La relazione accetta le Apparizioni come fenomeni di un disegno divino.
La stampa dell'epoca ha dato ampio risalto ai fenomeni di Castelpetroso. La rivista mariana Il Servo di Maria di Bologna è stata la prima a dare risalto ai fenomeni e ha continuato a seguirne gli sviluppi. Il direttore della rivista era Carlo Acquaderni. Carlo Acquaderni era fratello di Giovanni Acquaderni, fondatore nel 1867 dell'Azione Cattolica maschile. Nel novembre del 1888 Carlo Acquaderni si è recato alla rupe benedetta insieme al figlio Augusto. Augusto Acquaderni era irrimediabilmente condannato a morire per tubercolosi ossea, malattia allora incurabile. Carlo Acquaderni nutriva la speranza di una guarigione miracolosa mossa dalla fede di un padre disperato. Augusto è guarito miracolosamente dopo che padre e figlio hanno visto la stessa visione all'interno della grotta attraverso la crepa della roccia. I due hanno bevuto l'acqua sgorgata da una piccola polla nei pressi della rupe apparsa dopo le prime apparizioni. Carlo Acquaderni è diventato l'alfiere e il promotore, insieme al vescovo Palmieri, della costruzione di una cappella o un oratorio sul luogo sacro.
La costruzione del Santuario
Il papa fu informato dal vescovo riguardo all'idea del Santuario e approvò il progetto. Il direttore diffuse informazioni, sensibilizzò l'opinione pubblica e raccolse fondi tramite la sua rivista per costruire il Santuario. Nel febbraio 1890 l'ingegnere Francesco Gualandi di Bologna consegnò il progetto e i disegni del nuovo Tempio. Si decise di costruire il Santuario più in basso, verso la base del monte, a causa dell'asperità e della scarsa accessibilità del luogo originario. La prima pietra del Santuario fu posata il ventotto settembre 1890 dal vescovo Francesco Palmieri. La posa della prima pietra avvenne alla presenza di circa trentamila fedeli in un'atmosfera di intensa fede e gioia. Nel 1948 fu eretta una cappella in pietra sul luogo delle Apparizioni in sostituzione della precedente costruzione in legno. Il Santuario dell'Addolorata fu edificato grazie alle offerte dei fedeli. La povertà della zona e della diocesi, unita al grande impegno architettonico, causarono periodi di lavoro intenso alternati a crisi economiche e interruzioni. Il Santuario fu completato e consacrato il ventuno settembre 1975 dopo oltre ottant'anni di lavori grazie all'intervento della Provvidenza.
Il sei dicembre 1973 papa Paolo VI proclamò la Vergine Addolorata di Castelpetroso celeste Patrona del Molise tramite un decreto. Il Santuario sorge sul fianco del monte Patalecchia a ottocento metri sul livello del mare. La struttura del Santuario è isolata ed è realizzata interamente in pietra bianca locale. La posizione del Santuario è particolarmente visibile per chi proviene dalla strada statale che collega Isernia a Campobasso e oltre. La pianta del Tempio ha la forma di un cuore che rappresenta la parte centrale. Il cuore centrale della pianta è trafitto dalle sette spade dei dolori di Maria. Le sette spade sono rappresentate da sette cappelle disposte a raggiera. Lo stile architettonico del Santuario è il neogotico e favorisce il raccoglimento sia all'esterno che all'interno. La Cappella maggiore ospita il trono dell'Addolorata con Gesù morto nell'atteggiamento delle Apparizioni. L'atteggiamento della Vergine rappresenta il dolore corredentivo, la sofferenza che lacera il cuore e la sua offerta di madre. Il complesso artistico comprende cupola, guglie, campanili, archi, mosaici, vetrate, l'organo e marmi pregiati. Nel Santuario sono presenti una statua in bronzo che riproduce l'Apparizione, una grande Croce monumentale di sette metri e una recente Via Matris scultorea.
Significato spirituale e vita odierna del luogo santo
Le Apparizioni silenziose di Castelpetroso possono essere associate al fenomeno delle lacrime della statuetta di Siracusa del millenovecentocinquantatré. Sia le apparizioni che il pianto della statuetta manifestano il dolore di Maria per i peccati del mondo e la necessità della Redenzione. Tradizionalmente l'Addolorata nell'arte è raffigurata in abito scuro da lutto mentre sorregge Gesù morto in grembo. A Castelpetroso Maria appare invece in un atteggiamento regale di maternità sacerdotale. Durante l'apparizione Maria è semi-inginocchiata, senza stringere il Figlio morto, con le braccia aperte e lo sguardo rivolto in alto. In questa rappresentazione Maria offre Gesù al Padre come vittima di espiazione per i peccati umani.
Il diciannove marzo millenovecentonovantacinque papa Giovanni Paolo II ha visitato il Santuario e ha reso omaggio alla Vergine Addolorata. La realizzazione della prima cappella fu offerta negli anni Cinquanta dai fedeli della diocesi di Cracovia. La visita papale ha confermato la veridicità dell'apparizione e del suo messaggio silenzioso dopo oltre un secolo. Dal febbraio millenovecentonovantatré la cura pastorale, liturgica e la stampa di un periodico del Santuario sono affidate ai Francescani e alle Francescane dell'Immacolata. Le comunità dei Francescani e delle Francescane dell'Immacolata derivano dall'albero francescano e furono fondate da padre Stefano Manelli negli anni Ottanta. Le opere assistenziali per i pellegrini e l'orfanotrofio sorti intorno al Santuario sono gestiti dalle Piccole Discepole di Marino.
Il segno nel Molise
Il diciannovesimo secolo ha donato alla terra del Molise una pagina di storia sacra indelebile, iniziata tra le rocce di Castelpetroso. Il ventidue marzo dell'anno milleottocentottantotto, la Vergine Addolorata apparve a Bibiana Cicchino e Serafina Valentino, offrendo un segno di vicinanza spirituale che si ripeté il primo aprile successivo. Queste manifestazioni non rimasero nel segreto, ma divennero presto oggetto di attento esame da parte della Chiesa, culminato nella ricognizione operata dal vescovo Francesco Palmieri il ventisei settembre dello stesso anno. L'evento scosse le coscienze, trasformando quei luoghi solitari in una meta di incessante preghiera.
La volontà di onorare degnamente la Madre del Signore portò alla posa della prima pietra del santuario il ventotto settembre dell'anno milleottocentonovanta. Per decenni, l'edificio è cresciuto come testimonianza di fede di un popolo devoto, fino alla sua solenne consacrazione avvenuta il ventuno settembre dell'anno millenovecentosettantacinque. Questa chiesa non è solo un monumento alla pietra, ma un santuario del dolore trasformato in speranza, dove ogni fedele può riconoscere nel volto dell'Addolorata il riflesso del mistero pasquale di Cristo. La storia di Castelpetroso resta una testimonianza viva di come Maria scelga di abitare tra i suoi figli per consolarli nelle prove, ricordando a tutti la dignità del dolore offerto con amore.
Il culto e la protezione
Il legame tra la Beata Vergine Addolorata e la regione del Molise è stato sancito ufficialmente il sei dicembre dell'anno millenovecentosettantatré, con la proclamazione della Vergine a patrona dell'intera regione. Questo riconoscimento ha elevato il santuario di Castelpetroso a cuore spirituale di una terra che, nel corso dei decenni, ha saputo fare del dolore della Madre un linguaggio di comunione e di pace. La festa liturgica, fissata al ventidue marzo, è occasione per rinnovare il patto di protezione che unisce il cielo alla terra molisana.
La devozione alla Vergine Addolorata non è un ricordo del passato, ma un cammino che continua nel presente. Ogni pellegrino che giunge a Castelpetroso porta con sé il peso della propria vita, trovando nella contemplazione di Maria, trafitta dal dolore ma ferma nella fede, la forza per proseguire. Il santuario, con la sua architettura solenne e il suo silenzio, custodisce la memoria di quell'apparizione che ha cambiato il volto religioso del Molise, rendendo ogni visitatore partecipe di una storia di Grazia che non ha fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Vergine Addolorata di Castelpetroso?
La memoria liturgica e la ricorrenza si celebrano il ventidue marzo di ogni anno.
Di cosa è patrono la Beata Vergine Addolorata di Castelpetroso?
È stata proclamata celeste Patrona del Molise da papa Paolo VI.