8 maggio
Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e diffusione della preghiera
La devozione alla Beata Vergine Maria mediante il Rosario risale al secolo XIII, un'epoca di fervore religioso che vide anche la nascita dell'ordine dei Domenicani. I discepoli di san Domenico presero a diffondere con zelo la pratica del Rosario tra i fedeli di ogni ceto. Questa preghiera consiste nella recita di centocinquanta Ave Maria raggruppate in tre serie di episodi della vita di Gesù e di Maria, dette appunto misteri. La corona del Rosario è formata da alcuni grani tenuti insieme da una corda o da una catenella. Il modo di pregare del Rosario è detto anche salterio mariano o Vangelo dei poveri. Il Rosario ebbe una larga diffusione per la facilità con cui permetteva di meditare i misteri cristiani senza la necessità di leggere un testo scritto. I quindici misteri tradizionali sono divisi in cinque della Gioia o gaudiosi, cinque del Dolore o dolorosi e cinque della Gloria o gloriosi. A essi si sono aggiunti, per volere di san Giovanni Paolo II, altri cinque misteri, detti della Luce, introdotti con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002. I misteri della Luce fanno meditare su alcuni momenti particolarmente significativi della vita pubblica di Gesù Cristo.
Alla protezione della Vergine del Santo Rosario fu attribuita la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani a Lepanto nel 1571. In segno di profonda gratitudine, papa san Pio V istituì dal 1572 la festa del Santo Rosario alla prima domenica di ottobre. Successivamente, la festa del Santo Rosario fu spostata al sette ottobre a partire dal 1913. Un nuovo e vigoroso incremento alla pratica del Rosario si ebbe dopo le apparizioni di Lourdes del 1858. A Lourdes la Vergine fu vista dalla pastorella Bernadette Soubirous pregare con la corona in mano. Nel corso dei secoli, la Madonna del Rosario ha avuto una vasta gamma di raffigurazioni artistiche tra cui quadri, affreschi e statue. La Madonna del Rosario è di solito rappresentata seduta in trono con il Bambino Gesù in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del Rosario. A volte, inginocchiati ai piedi del trono della Madonna del Rosario, ci sono santa Caterina da Siena e san Domenico di Guzman.
L'arrivo del quadro e l'inizio dell'opera a Valle di Pompei
Un quadro raffigurante la Madonna del Rosario fu trasportato il tredici novembre 1875 su un carro di letame fino a Valle di Pompei. Valle di Pompei è un paese situato ai piedi del Vesuvio. Il quadro fu un dono della religiosa suor Maria Concetta De Litala all'avvocato Bartolo Longo. Bartolo Longo era stato inviato a Valle di Pompei dalla contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco come amministratore delle sue proprietà. Prima di questo incarico, Bartolo Longo si era riavvicinato alla fede dopo essere stato attratto in gioventù dall'anticlericalismo e dallo spiritismo. Notando la grande ignoranza religiosa dei contadini locali, Bartolo Longo prese ad insegnare il catechismo, a pregare e a recitare il Rosario con loro. Il quadro della Vergine fu inizialmente esposto nella piccola chiesa parrocchiale di Valle di Pompei. Ben presto iniziarono a manifestarsi grazie e miracoli per intercessione della Madonna nella chiesa parrocchiale. A causa del grande afflusso di fedeli richiamati da questi prodigi, si rese necessario costruire una chiesa più grande. Bartolo Longo iniziò la costruzione del tempio il nove maggio 1876 su consiglio del vescovo di Nola. La costruzione del tempio terminò nel 1887. Il quadro della Madonna fu opportunamente restaurato e sistemato su un trono splendido. L'immagine della Madonna fu incoronata con un diadema d'oro ornato da più di settecento pietre preziose e benedetto da papa Leone XIII. La costruzione della basilica fu finanziata da innumerevoli offerte di denaro provenienti dalle Associazioni del Rosario sparse in tutta Italia.
Il Santuario e le opere di carità
Il tempio divenne in breve un centro di grande spiritualità, elevato al grado di Santuario e di Basilica Pontificia. Bartolo Longo istituì un orfanotrofio femminile e affidò la cura dell'orfanotrofio femminile alle suore Domenicane Figlie del Rosario di Pompei, da lui stesso fondate. Bartolo Longo fondò anche l'Istituto dei Figli dei Carcerati. L'Istituto dei Figli dei Carcerati nacque in controtendenza alle teorie di Cesare Lombroso secondo cui i figli dei criminali sono destinati a delinquere per istinto. Per educare questi giovani, Bartolo Longo chiamò i Fratelli delle Scuole Cristiane a dirigere l'Istituto. Nel 1884 Bartolo Longo divenne promotore del periodico Il Rosario e la Nuova Pompei. Il periodico Il Rosario e la Nuova Pompei si stampa ancora oggi in centinaia di migliaia di copie diffuse in tutto il mondo. La stampa del periodico era affidata alla tipografia fondata da Bartolo Longo per dare un avvenire lavorativo ai suoi orfanelli. Altre opere di misericordia e di servizio annesse al santuario sono asili, scuole, ospizi per anziani, un ospedale, laboratori e la casa del pellegrino. Il santuario fu ulteriormente ampliato nel periodo tra il 1933 e il 1939 con la costruzione di un massiccio campanile alto ottanta metri e un poco isolato dal tempio. Nel 1893 Bartolo Longo offrì a papa Leone XIII la proprietà del Santuario con tutte le opere pompeiane. Qualche anno più tardi Bartolo Longo rinunciò anche all'amministrazione del Santuario che il Pontefice gli aveva lasciato.
Architettura, custodi e visite pontificie
La chiesa ha la pianta a croce latina. L'interno della chiesa è interamente ricoperto di marmo, ori, mosaici dorati e quadri ottocenteschi. L'imponente cupola della chiesa è interamente affrescata ed ha un'altezza di cinquantasette metri. Nella cripta del santuario sono sepolti la contessa Marianna, suor Maria Concetta De Litala e padre Alberto Maria Radente. Padre Alberto Maria Radente era un domenicano, confessore di Bartolo Longo e primo rettore del Santuario. Nella cripta sono altresì sepolti i vescovi di Pompei Vincenzo Celli, Giuseppe Formisano, Antonio Maria Rossi e Francesco Saverio Toppi. Pompei, al pari di Loreto, è sede di una prelatura ed è direttamente soggetta al governo della Santa Sede. È attualmente in corso il processo di beatificazione per il vescovo Francesco Saverio Toppi. Il fondatore Bartolo Longo era stato originariamente tumulato nello stesso luogo della cripta. Dal 1983 i resti del fondatore sono stati trasportati a lato della cripta. Dal 2000 i resti del fondatore si trovano in una cappella inserita nel complesso del Santuario. Il fondatore è stato beatificato il ventisei ottobre 1980. Il fondatore aveva espresso l'auspicio di vedere il Papa affacciarsi dalla loggia delle benedizioni. La loggia delle benedizioni è ricavata nella facciata del Santuario. La facciata del Santuario è detta anche monumento alla Pace Universale. L'auspicio del fondatore è diventato realtà nel 1979 all'inizio del ministero di san Giovanni Paolo II come successore di san Pietro. San Giovanni Paolo II è tornato nel 2003 in occasione del compimento dei suoi venticinque anni di pontificato per concludere ai piedi di Maria l'Anno del Rosario da lui indetto. Successivamente, papa Benedetto XVI si è recato a Pompei nel 2008, e papa Francesco si è recato a Pompei nel 2015.
La Supplica e i giorni di festa
I giorni di maggiore frequenza e di grande afflusso spirituale al Santuario sono l'otto maggio e la prima domenica di ottobre. In tali giorni viene solennemente recitata la Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. La Supplica è stata composta dallo stesso Beato Bartolo Longo ed è stata adattata nel lessico ai giorni nostri per permettere a tutti i fedeli di prenderne parte con devozione. La festa del Santo Rosario si celebra inoltre il sette ottobre. La preghiera del Rosario e la memoria della Vergine di Pompei continuano a nutrire la fede di innumerevoli credenti, unendo la contemplazione dei misteri cristiani all'impegno concreto della carità evangelica.
La conversione e l'opera
La vicenda spirituale del fondatore si snoda nel diciannovesimo secolo, un'epoca di profondi contrasti. Attratto in gioventù dalle lusinghe dell'anticlericalismo e dalle pratiche dello spiritismo, egli visse un profondo travaglio interiore che lo portò infine a riavvicinarsi con umiltà alla fede cattolica. Questo ritorno a Dio si tradusse immediatamente in un impegno concreto nella Valle di Pompei, dove si dedicò ai contadini del luogo, istruendoli nel catechismo e diffondendo tra loro la pratica quotidiana del Rosario.
Nel 1876, come segno visibile di questa rinascita spirituale, ebbe inizio la costruzione del Santuario di Pompei, un'opera monumentale che fu ultimata nel 1887. Accanto al tempio di pietra, il fondatore edificò un tempio di carità viva, istituendo l'orfanotrofio femminile, l'Istituto dei Figli dei Carcerati e numerose altre opere di misericordia per i più piccoli e gli abbandonati. Nel 1893, con gesto di profonda obbedienza ecclesiale, egli offrì la proprietà del Santuario e di tutte le opere caritative al Papa Leone XIII, ponendole sotto la diretta custodia della Chiesa.
Il culto e la memoria
La santità del fondatore, riconosciuta solennemente dalla Chiesa con la beatificazione avvenuta nel 1980, continua a risplendere attraverso la devozione alla Vergine di Pompei. Il legame tra il popolo dei fedeli e questo luogo di grazia si esprime in modo speciale attraverso la celebre Supplica, una preghiera da lui stesso composta che sale al cielo come un'invocazione corale di pace e di misericordia.
Ogni anno, l'eco di questa preghiera risuona solennemente l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, unendo idealmente i cuori dei pellegrini che guardano a Pompei come a un faro di fede e di carità cristiana nel mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei?
La festa principale si celebra l'otto maggio e la prima domenica di ottobre, giorni in cui viene recitata la solenne Supplica, mentre la festa del Santo Rosario ricorre il sette ottobre.
Di cosa è patrona la Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei?
È invocata come Vergine del Santo Rosario ed è patrona di Pompei e del suo insigne Santuario.