5 maggio
Beata Vergine dell'Adorazione
Aggiornato il 15 settembre 2026
La lunga prova e l'attesa nella fede
La malattia di Margherita suscita inizialmente la pietà della popolazione e un gran numero di persone si reca in pellegrinaggio a farle visita. Con il trascorrere del tempo, la gente si assuefà alla situazione e l'interesse verso Margherita diminuisce progressivamente. Le visite diventano rare, riducendosi a quelle di poche vicine e conoscenti affezionati che non l'abbandonano del tutto. Margherita rimane pienamente consapevole del proprio dolore e trascorre il tempo pregando e sperando dal suo letto di sofferenza. Dopo diciotto anni di infermità e solitudine, Margherita viene a conoscenza della venerazione di un'Immagine miracolosa della Madonna a La Ghiara, una località deserta presso Reggio Emilia. La notizia della Madonna della Ghiara riaccende in Margherita la certezza che riceverà una grazia insperata.
Un giorno Nicola Vaseschi, vicino di casa e amico di Margherita, si reca da lei prima di partire per affari verso Reggio Emilia. Nicola Vaseschi chiede a Margherita se abbia bisogno di qualcosa da Reggio Emilia per il suo viaggio. Margherita interpreta la visita di Nicola come un segno divino e gli chiede espressamente di portarle un'Immagine della Madonna della Ghiara. Margherita raccomanda caldamente a Nicola di non dimenticare la sua importante richiesta. Nicola Vaseschi rassicura Margherita promettendole con convinzione di portarle l'immagine sacra.
Il prodigio dell'apparizione e la guarigione
Il 5 maggio 1596 Nicola Vaseschi torna a Fivizzano e fa visita a Margherita dopo il suo rientro. Margherita chiede subito a Nicola se le abbia portato l'Immagine richiesta prima della partenza. Nicola Vaseschi si rende conto con rammarico di essersi dimenticato di acquistare l'Immagine e lo confessa imbarazzato a Margherita. Alla notizia della dimenticanza, Margherita si accascia sui cuscini piangendo amaramente e rivolge uno sguardo di invocazione verso il cielo. Sulla trave del soffitto della stanza appare improvvisamente un'Immagine di grandi dimensioni della Madonna della Ghiara. L'Immagine apparsa raffigura la Madonna in atteggiamento soave mentre adora il Figlio, con dei fiori ai suoi piedi.
Alla vista dell'Immagine miracolosa, Margherita urla e avverte un'immediata guarigione che le restituisce completamente la mobilità del corpo. Margherita si fa consegnare i vestiti, si alza prontamente dal letto e si inginocchia con le braccia tese verso l'Immagine proclamando la propria guarigione. Margherita guarisce istantaneamente dopo diciotto anni di immobilità e infermità profonda. La guarigione di Margherita viene accostata al miracolo di Marchino, un ragazzo muto che aveva riacquistato la parola il 29 aprile 1596 a seguito dell'apparizione della Madonna della Ghiara.
La diffusione del culto e la tradizione
La notizia del miracolo di Margherita si diffonde velocemente, richiamando una gran folla di persone nella sua stanza. La stanza di Margherita diventa il luogo d'origine di una devozione all'Immagine miracolosa che si tramanda ininterrottamente fino all'epoca contemporanea. La popolazione di Fivizzano identifica una specifica raffigurazione della Madonna con il nome popolare di Madonna di Reggio. La denominazione liturgica ufficiale della venerata effigie è invece Madonna dell'Adorazione. Il titolo liturgico deriva direttamente dalla postura della Vergine Maria, rappresentata nell'atto di adorare Gesù Bambino.
Il culto popolare verso questa immagine mariana appare storicamente radicato e ampiamente partecipato dalla comunità. In tutte le abitazioni locali è consuetudine collocare l'immagine della Vergine sulle facciate e all'interno delle stanze da letto. Fino alla generazione precedente, la tradizione locale prevedeva che le donne sposate facessero incidere l'effigie della Madonna dell'Adorazione sulla propria fede nuziale.
La vita e il prodigio
La storia che conduce al culto della Beata Vergine dell'Adorazione si dipana nel corso del XVI secolo, tra le località di Caugliana e Fivizzano. Protagonista di questa vicenda fu una persona laica, la cui vita fu segnata da una condizione di sofferenza fisica estrema. Per diciotto lunghi anni, questa persona fu costretta all'immobilità assoluta, confinata in un letto in uno stato di infermità che pareva senza via d'uscita. In questo tempo di prova, la fede non venne meno, trasformandosi anzi in una ricerca incessante di consolazione celeste. Fu nel mezzo di questa solitudine feconda che maturò il desiderio intenso di possedere un'immagine della Madonna della Ghiara, quasi a voler materializzare la presenza materna di Maria accanto al proprio giaciglio.
La risposta a questa supplica umile e silenziosa giunse in modo sorprendente il giorno cinque maggio dell'anno 1596. Secondo la tradizione, si verificò un'apparizione miracolosa proprio di quell'immagine tanto desiderata. Il prodigio non si limitò alla visione, poiché l'evento fu accompagnato da una guarigione improvvisa e totale, che pose fine istantaneamente ai diciotto anni di infermità e di immobilità. Questo fatto straordinario, avvenuto a Fivizzano, segnò profondamente la comunità locale, trasformando il luogo dell'accaduto in un centro di devozione mariana. L'esperienza vissuta dal protagonista divenne così un segno di speranza per l'intero popolo di Dio, dimostrando come la preghiera elevata con sincerità di cuore possa ottenere grazie inaspettate e come la figura della Vergine Maria si faccia vicina a chiunque soffra nella carne e nello spirito, offrendo una luce che risana e conforta in ogni circostanza della vita terrena.
Il culto
Il culto della Beata Vergine dell'Adorazione si è conservato con fedeltà nel corso dei secoli, radicandosi nel territorio di Fivizzano come una devozione autentica e profondamente sentita dai fedeli. La memoria di quel lontano cinque maggio del 1596 non è andata perduta, ma si è tramandata come un solido punto di riferimento spirituale per la comunità locale. La venerazione, strettamente legata all'immagine miracolosa che fu al centro della prodigiosa guarigione, invita ogni credente a riscoprire il valore dell'adorazione e della preghiera mariana come strumenti di comunione con il mistero di Dio.
Sebbene il culto mantenga una dimensione prevalentemente locale, esso rappresenta una testimonianza preziosa di come la fede possa trasformare la sofferenza in un annuncio di misericordia. I fedeli che si rivolgono alla Beata Vergine dell'Adorazione trovano in lei un modello di accoglienza del disegno divino, ricordando che ogni dolore, se unito a quello di Maria sotto la croce, può essere illuminato dalla grazia. La celebrazione annuale, fissata per il giorno cinque maggio, costituisce un momento propizio per rinnovare la fiducia nella protezione materna di Maria, custode di ogni speranza e rifugio sicuro per chi attraversa le tempeste della vita, confermando la perenne attualità di questo segno di amore che Dio ha voluto donare, attraverso Maria, a chiunque si affidi alla sua intercessione.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Vergine dell'Adorazione?
La ricorrenza si celebra il 5 maggio, giorno in cui si commemora l'apparizione del 1596 e il miracolo legato al Santuario della Madonna dell'Adorazione.