6 novembre
Beati 9 Seminaristi Martiri di Oviedo
Beatificati nel 2019
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e i tragici eventi dell'ottobre del millenovecentotrentaquattro
Durante gli anni trenta del ventesimo secolo, la Spagna fu teatro di aspri conflitti politici tra i partiti conservatori cattolici, vincitori delle elezioni, e le forze di sinistra sostenute dai movimenti dei lavoratori. Nel mese di ottobre del millenovecentotrentaquattro, una violenta insurrezione colpì la regione delle Asturie, concentrandosi in particolare nella città di Oviedo. I minatori occuparono la città, compiendo saccheggi e uccidendo numerosi appartenenti al clero cattolico. La sede del Seminario Maggiore di Oviedo si trovava all'interno dell'antico monastero di San Domenico e divenne ben presto un obiettivo delle violenze rivoluzionarie. I seminaristi tentarono la fuga non appena scoppiarono i disordini per sottrarsi alla furia dei miliziani. Un gruppo composto da otto studenti cercò rifugio nascondendosi all'interno di una cantina buia e angusta. Trascorso un giorno dall'inizio del nascondimento, Gonzalo Zurro Fanjul decise di uscire dal rifugio per verificare le condizioni esterne e la situazione della città. Gonzalo Zurro Fanjul venne immediatamente scoperto dai ribelli che pattugliavano la zona. A causa dell'individuazione del compagno, anche gli altri seminaristi rimasero costretti a uscire dalla cantina, tranne uno che riuscì a rimanere nascosto. I sette giovani catturati dai miliziani vennero crudelmente allineati contro un portone e raggiunti da numerosi colpi di arma da fuoco. José González García fu l'unico tra i presenti a sopravvivere miracolosamente a quella spietata esecuzione. José González García riportò ferite gravissime, ma non venne finito dai carnefici poiché giudicato privo della tonsura sacerdotale. I seminaristi coinvolti appartenevano a differenti corsi di studio del Seminario Maggiore e rappresentavano le diverse tappe della formazione ecclesiastica. Tra di essi vi erano Ángel Cuartas Cristóbal, suddiacono di ventiquattro anni, Mariano Suárez Fernández, lettore di ventitré anni, Jesús Prieto López, studente di terza teologia di ventuno anni, Gonzalo Zurro Fanjul, studente di seconda teologia di ventuno anni, José María Fernández Martínez, studente di prima teologia di diciannove anni, e Juan José Castañón Fernández, studente di terza filosofia di diciotto anni, tutti barbaramente martirizzati a Oviedo il sette ottobre del millenovecentotrentaquattro.
Il prolungarsi della persecuzione durante la guerra civile spagnola
Nel corso della successiva guerra civile spagnola persero la vita altri tre studenti appartenenti al medesimo Seminario Maggiore di Oviedo, vittime della medesima persecuzione anticristiana. Luis Prado García, studente di seconda filosofia di ventidue anni, si era ritirato presso alcuni amici al suo rientro in famiglia per godere delle consuete ferie estive, ma venne accuratamente rintracciato. I miliziani catturarono Luis Prado García e lo fucilarono a Gijón il quattro settembre del millenovecentotrentasei. Sixto Alonso Hevia, studente di terza filosofia di ventuno anni, venne invece ucciso il ventisette maggio del millenovecentotrentasette. Sixto Alonso Hevia era stato precedentemente arrestato insieme a suo padre mentre si trovava nella propria abitazione durante il periodo di vacanza. In seguito all'arresto, Sixto Alonso Hevia venne forzatamente arruolato nelle truppe rivoluzionarie. Durante una sosta nel porto di Ventanielles, Sixto Alonso Hevia subì una violenta aggressione e venne accoltellato a morte dai suoi stessi compagni d'armi. Manuel Olay Colunga, suddiacono di ventisei anni, fu assassinato il ventidue settembre del millenovecentotrentasette a Villafria per mezzo di un colpo di arma da fuoco sparato da grande distanza. Le circostanze drammatiche dell'epoca fecero sì che i resti mortali di Manuel Olay Colunga non vennero mai recuperati. I nomi e le storie di questi tre seminaristi uccisi durante la guerra civile vennero successivamente aggregati a quelli dei sei compagni fucilati nel millenovecentotrentaquattro, essendosi mantenuta nel tempo inalterata la loro comune fama di martiri della fede cattolica.
Il cammino ecclesiale verso il riconoscimento del martirio e la beatificazione
Il nulla osta della Santa Sede per l'apertura ufficiale della causa di beatificazione, intitolata ad Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni, fu rilasciato il dodici maggio del millenovecentonovantatré. L'inchiesta diocesana si svolse interamente nella città di Oviedo e si concluse formalmente il ventinove novembre del millenovecentonovantasette, ottenendo in seguito la regolare convalida il ventiquattro febbraio del duemiladodici. Nel corso dell'anno duemilatredici, le spoglie mortali di otto dei nove seminaristi furono solennemente collocate nella Cappella Maggiore del Seminario di Oviedo, affinché fossero custodite e venerate dai futuri sacerdoti. Nel duemilaquattordici la fase romana della causa di beatificazione venne affidata alla cura di fratel Rodolfo Cosimo Meoli, Postulatore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane. La complessa redazione della Positio super martyrio fu portata a termine e consegnata ufficialmente alla Congregazione delle Cause dei Santi nel duemilasedici. Il ventuno giugno del duemiladiciotto il Congresso dei Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi approvò all'unanimità il riconoscimento formale del martirio dei nove seminaristi. Papa Francesco, durante un'udienza accordata il sette novembre del duemiladiciotto al prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale Giovanni Angelo Becciu, autorizzò la pubblicazione del decreto ufficiale sul martirio di Gonzalo Zurro Fanjul e dei suoi compagni. La cerimonia di beatificazione si svolse infine il nove marzo del duemiladiciannove nella cattedrale del Santo Salvatore a Oviedo, presieduta dal cardinale Becciu in qualità di rappresentante pontificio della Chiesa di Roma.
Il cammino del martirio
Il percorso terreno dei nove seminaristi di Oviedo si è intrecciato profondamente con le drammatiche vicende che hanno attraversato la Spagna durante il ventesimo secolo. La loro vicenda si apre nell'anno mille novecentotrentaquattro a Oviedo, dove sei seminaristi furono vittime di una tragica fucilazione durante la rivoluzione delle Asturie. Questo primo atto di violenza segnò l'inizio di una scia di sangue che non risparmiò coloro che si preparavano al servizio dell'altare. La testimonianza di questi giovani non si è esaurita in quel luogo, ma ha trovato altri tragici compimenti negli anni successivi, in un clima di crescente ostilità verso la fede.
Nel mille novecentotrentasei, a Gijón, un altro seminarista fu prelevato dai miliziani e brutalmente fucilato, subendo il destino di tanti cristiani in quegli anni di guerra civile spagnola. La persecuzione continuò senza sosta anche nell'anno seguente. A Ventanielles, un altro confratello fu arrestato e pugnalato a morte da membri dell'esercito rivoluzionario. Infine, a Villafría, un ultimo seminarista fu assassinato con uno sparo a distanza, chiudendo il cerchio di una sequenza di sacrifici che ha segnato profondamente la storia della diocesi di Oviedo. Ognuno di loro ha affrontato la morte con la consapevolezza di chi offre la propria vita per un ideale superiore, mantenendo intatta la propria dignità di chiamati al sacerdozio. La loro beatificazione, avvenuta per mano di Papa Francesco il nove marzo duemiladiciannove, ha restituito alla Chiesa il valore profetico di queste giovani esistenze, elevandole a modello di coraggio per le generazioni future.
Il culto e la memoria
Il culto dei Beati nove seminaristi martiri di Oviedo trova il suo fulcro liturgico nella data del sei novembre, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria dei Martiri del ventesimo secolo in Spagna. Questa ricorrenza non è soltanto un atto di devozione, ma un momento di profonda riflessione sulla perseveranza dei santi che hanno saputo sigillare la propria vocazione con il dono del sangue. La loro memoria liturgica richiama i fedeli a pregare per la pace e per la libertà religiosa, affinché il sacrificio di questi giovani non rimanga un evento isolato, ma diventi seme fecondo per la vita della Chiesa contemporanea.
La devozione verso questi beati è profondamente legata al loro stato di seminaristi, ovvero di giovani che avevano posto la propria vita in ascolto della chiamata di Dio. Per i sacerdoti e per tutti coloro che si interrogano sulla propria vocazione, la figura di questi nove martiri rappresenta un punto di riferimento essenziale. Essi ricordano che la fedeltà al Signore non è un cammino privo di ostacoli, ma una strada che può richiedere il dono totale di sé. La Chiesa, nel venerarli, invita a guardare oltre la violenza della loro morte, per scorgere la luce della risurrezione che essi hanno testimoniato attraverso la loro coraggiosa testimonianza di fede vissuta fino alla fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia la memoria liturgica dei Beati Seminaristi Martiri di Oviedo?
La memoria liturgica è fissata al sei novembre, in concomitanza con la celebrazione di tutti i martiri spagnoli del ventesimo secolo.
Dove si svolse la cerimonia di beatificazione dei nove seminaristi?
La cerimonia di beatificazione si svolse il nove marzo duemiladiciannove nella cattedrale del Santo Salvatore a Oviedo.