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6 novembre

Beati Teodoro (Cirilo) Illera del Olmo e 15 compagni

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le radici delle famiglie religiose

La Congregazione di San Pietro in Vincoli fu fondata nel 1834 a Marsiglia dal sacerdote Joseph-Marie Fissiaux. L'origine di questa istituzione risponde a una chiamata di carità cristiana, poiché il vescovo di Marsiglia aveva proposto a padre Fissiaux di accudire i bambini orfani a causa di un'epidemia di colera. Successivamente, il primo agosto 1839, giorno della festa di San Pietro in Vincoli, padre Fissiaux estese la propria opera caritativa ai ragazzi e ai giovani reclusi nelle carceri per adulti. I giovani detenuti erano spesso privi di istruzione e di sostegno anche dopo la scarcerazione, trovando in questa congregazione un punto di riferimento umano e spirituale. Nel 1884 la Congregazione di San Pietro in Vincoli arrivò in Spagna e si stabilì a Barcellona. A Barcellona fu fondato l'Asilo Durán, che prese il nome da un benefattore, e a questa opera fece seguito una colonia agricola situata a Sant Feliu de Llobregat.

Accanto a questa realtà fiorirono altre famiglie spirituali. Le Suore Cappuccine della Madre del Divin Pastore furono fondate nel 1850 dal padre cappuccino Giuseppe da Igualada, al secolo José Tous y Soler, il quale è stato beatificato nel 2010. Padre Giuseppe da Igualada dovette abbandonare il convento a causa delle persecuzioni religiose del diciannovesimo secolo. Dopo aver lasciato il convento, padre Giuseppe da Igualada scoprì la propria inclinazione per l'educazione dei bambini e indirizzò all'educazione infantile tre ragazze di cui era direttore spirituale. Padre Giuseppe da Igualada fornì alle tre ragazze una regola derivata da quella di santa Chiara e le guidò nella vita comunitaria. Anche le Cappuccine della Madre del Divin Pastore dovettero in seguito abbandonare i loro conventi a causa degli eventi storici.

Un ulteriore cammino di santità si manifestò nella vita di Maria del Carmen Gonzalez-Ramon Garcia-Prieto, la quale rimase vedova nel 1881 e fu guidata dal cappuccino padre Barnaba da Astorga. Inizialmente Maria del Carmen Gonzalez-Ramon Garcia-Prieto aprì la propria casa ai poveri, e in seguito si consacrò a Dio prendendo il nome di suor Maria del Monte Carmelo del Bambino Gesù, la quale è stata beatificata nel 2007. Inoltre, il primo maggio 1884 venne fondata ad Antequera la prima casa delle Suore Francescane dei Sacri Cuori, completando il quadro di quelle istituzioni ecclesiali che avrebbero offerto alla Chiesa i loro figli e le loro figlie nel martirio.

Lo scoppio della persecuzione e la prova

All'inizio della guerra civile, la comunità dell'Asilo Durán era composta da ventuno membri tra sacerdoti, fratelli laici e seminaristi. La maggior parte dei membri dell'Asilo Durán si trovava tuttavia in vacanza nei paesi d'origine allo scoppio della guerra. La notte del diciannove luglio l'Asilo Durán fu occupato dai miliziani, che permisero comunque ai religiosi di allontanarsi senza catturarli subito. I religiosi dell'Asilo Durán si diressero a Sant Feliu de Llobregat, ma una settimana dopo l'arrivo dovettero abbandonare il luogo insieme ai confratelli locali per l'intensificarsi del pericolo. Alcuni religiosi riuscirono a fuggire e a nascondersi in case del circondario, mentre altri affrontarono la cattura e la testimonianza suprema.

Tra questi ultimi vi erano i fratelli Gioacchino Gómez Peña, Massimo Franco Ruiz e Gioacchino Puente González, che vennero arrestati e incarcerati. Padre Teodoro Illera del Olmo, superiore della casa di Sant Feliu, fu catturato mentre andava a Barcellona e unito agli altri tre arrestati. I quattro religiosi furono fucilati alle tre di notte del ventisette luglio 1936. Padre Teodoro Cirilo Illera del Olmo era un sacerdote professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli ed è morto all'età di cinquantatré anni. Fratel Gioacchino Jacinto Gómez Peña era un religioso professo della stessa congregazione ed è morto all'età di quarantuno anni. Fratel Massimo José Franco Ruiz era un religioso professo ed è morto all'età di trent'anni. Fratel Gioacchino Joaquín José Puente González era un religioso professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli ed è deceduto a Pallejà, in provincia di Barcellona, il ventisette luglio 1936 all'età di vent'anni. Fratel Bernardo Emilio Puente González, chierico professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli, fu riconosciuto per strada e ucciso lo stesso ventisette luglio 1936 all'età di venticinque anni, ma separatamente dagli altri.

Altri membri della congregazione affrontarono il martirio in date successive. Fratel Stanislao Kostka Ismael Tajadura Marcos tentò di arruolarsi tra i miliziani per raggiungere una zona con persecuzioni meno intense, ma fu scoperto e fucilato ad Alcañiz il diciotto settembre 1936 all'età di trentaquattro anni. Egli era un religioso professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli. Altri tre religiosi della comunità dell'Asilo Durán, ossia fratel Ángel de la Iglesia Ocina, morto all'età di ventitré anni, fratel Riccardo Albino Guerra Villazan, morto all'età di ventitré anni, e fratel Acacio Acacio Maria Calleja Santamaría, morto all'età di ventuno anni, si rifugiarono nella casa dei fratelli Gregorio e Camila Díez Blanco.

La testimonianza delle religiose e dei laici protettori

Il cammino della persecuzione toccò profondamente anche le comunità femminili. Suor Patrocinio Maria Magdalena Vilanova Alsina risiedeva nella casa di Sarrià e cercò inizialmente rifugio presso dei parenti, ma lasciò la loro abitazione per evitare di esporre la famiglia a pericoli. Si offrì quindi come volontaria per curare i malati nell'Ospedale Clinico di Barcellona, ma il suo comportamento rivelò la sua condizione di religiosa. Il trenta-uno luglio suor Patrocinio fu riportata morta nello stesso Ospedale Clinico, all'età di cinquantotto anni, dopo essere stata una religiosa professa delle Suore Cappuccine della Madre del Divin Pastore. Alla stessa famiglia religiosa apparteneva suor Andrea Ramona Solans Ballester, morta all'età di sessantuno anni, e suor Maria Ausilio Margarita Josefa Noguera Manubens, deceduta a L'Hospitalet de Llobregat il trenta-uno luglio 1936 all'età di sessantasei anni. Entrambe le religiose vennero catturate mentre si recavano a Manresa per farsi ospitare dai parenti della seconda.

Un'altra testimonianza luminosa fu quella di suor Carlotta della Visitazione, al secolo Baudelia Duque Belloso, religiosa professa delle Suore Francescane dei Sacri Cuori, deceduta a Barcellona tra l'undici e il quattordici novembre 1936 all'età di sessantaquattro anni. Suor Carlotta era fuggita a Barcellona, ma la portinaia dello stabile dove si era rifugiata ne denunciò la presenza. La domestica che si trovava con lei risqué la morte, ma suor Carlotta la salvò dichiarando veritieramente di essere l'unica religiosa presente, affrontando poi il plotone di esecuzione.

Accanto ai religiosi e alle suore, un ruolo fondamentale fu svolto dai laici che scelsero di vivere la carità cristiana a rischio della propria vita. I laici accolsero alcuni religiosi della Congregazione di San Pietro in Vincoli scacciati dalle loro case, meritandosi per questo il titolo di laici protettori. Tra di essi vi erano Gregorio Díez Blanco, laico vedovo della diocesi di Barcellona e fratello di Camila Díez Blanco, morto all'età di trentasette anni, e la stessa Camila Díez Blanco, laica della diocesi di Barcellona, deceduta all'età di quarantasette anni. Eliseo Moradillo García, ex ospite dei religiosi e laico della diocesi di Barcellona, faceva da collegamento tra le varie abitazioni in cui si nascondevano i religiosi ed è deceduto a Barcellona il quindici febbraio 1937 all'età di trentuno anni. Il quindici febbraio 1937 tutti e sei, compresi i tre religiosi nascosti nella loro casa, vennero catturati e fucilati poche ore dopo la cattura. I martiri del gruppo sono deceduti complessivamente tra il ventisette luglio 1936 e il quindici febbraio 1937.

Il cammino della causa di beatificazione

Il riconoscimento ufficiale della santità di questi martiri ha seguito un percorso canonico rigoroso e approfondito. Il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione è stato concesso l'otto marzo 2006. Pochi mesi dopo, il ventisei ottobre 2006, è stato rilasciato il nulla osta anche per tre laici che avevano dato ospitalità e aiuto ad alcuni religiosi della Congregazione di San Pietro in Vincoli, i quali sono stati così aggregati alla causa di beatificazione. Il processo diocesano riguardante padre Teodoro Illera del Olmo e quindici compagni si è aperto a Barcellona il venticinque gennaio 2007, segnando l'inizio formale della raccolta delle prove e delle testimonianze relative alla loro vita e al loro martirio.

L'inchiesta diocesana è stata chiusa il ventisei novembre 2010, e successivamente il decreto che convalida gli atti dell'inchiesta diocesana è stato emesso il ventisette giugno 2012. Il lavoro della postulazione è proseguito con la stesura della Positio super martyrio, che è stata consegnata nel 2016 per essere esaminata prima dai Consultori Teologi e in seguito dai cardinali e dai vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi. Un momento decisivo si è verificato il diciotto dicembre 2017, quando Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, allora Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. In tale udienza il Papa ha autorizzato la promulgazione del decreto sul martirio dei sedici Servi di Dio, aprendo la strada alla loro elevazione agli altari.

Il compimento di questo cammino ecclesiale si è realizzato con la solenne beatificazione avvenuta nella basilica della Sagrada Familia a Barcellona il dieci novembre 2018, presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu come inviato del Pontefice. Da allora, la Chiesa custodisce la memoria di questi sedici testimoni nella liturgia del sei novembre, associandoli alla grande schiera dei martiri del ventesimo secolo che hanno offerto la loro vita per fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Teodoro Illera del Olmo e compagni?

La memoria liturgica è fissata per il sei novembre, in concomitanza con la memoria dei Martiri del ventesimo secolo festeggiata nelle diocesi spagnole.

Dove è avvenuta la beatificazione di Teodoro Illera del Olmo e dei quindici compagni?

I sedici martiri sono stati beatificati nella basilica della Sagrada Familia a Barcellona il dieci novembre 2018.