4 agosto
Beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi
Salesiani, martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vocazione salesiana
Josè Batalla Parramon nacque ad Abella, in provincia di Lérida, il quindici gennaio 1873. Entrato già adulto nella casa salesiana di Sarrià, emise i voti religiosi il sette dicembre 1894 e fu successivamente ordinato sacerdote nel 1900. Josè Rabasa nacque a Noves, in provincia di Lérida, il ventisei luglio 1862. Entrato come cuoco nella casa di Sarrià a Barcellona, chiese di farsi salesiano ed emise i voti come coadiutore nel 1892, portando avanti i lavori in cucina finché la salute glielo consentì, per poi essere mandato a Villena in provincia di Alicante e rientrare a Samà più tardi già anziano. Gil Rodicio Rodicio nacque a Requejo, in provincia di Orense, il venti marzo 1888 in una famiglia molto cristiana. Arrivò dalla Galizia a Sarrià a Barcellona per professare come salesiano coadiutore nel 1908, passando poi per diverse case dell'ispettoria prima di fermarsi a Sarrià come incaricato della panetteria, rivelandosi un uomo generoso, sacrificato, semplice e gentile.
Il servizio quotidiano e gli anni della prova
Don Josè Batalla Parramon lavorò sempre in modo discreto, umile, nascosto e con grande generosità, distinguendosi come sollecito infermiere sia per i ragazzi sia per i salesiani. Anche Josè Rabasa spese la sua esistenza nel lavoro umile e laborioso della cucina. Allo scoppiare della guerra civile, i salesiani furono espulsi dal collegio. Don Josè Batalla chiese coraggiosamente di rimanere nel collegio per accudire i feriti, mentre all'inizio della guerra anche Giuseppe Rabasa chiese di fermarsi con lui per aiutarlo nell'infermeria. In seguito, anche don Josè Batalla fu espulso e si allontanò insieme al signor José Rabasa. Passarono alcuni giorni dormendo per le strade, finché riuscirono ad avere un passaporto per uscire dal paese, ma furono tragicamente riconosciuti e uccisi in mezzo alla strada a Barcellona il quattro agosto 1936. Giuseppe Rabasa dovette fuggire e seguì la stessa fine del suo confratello sacerdote all'età di settantaquattro anni.
La testimonianza di Egidio Rodicio Rodi
Gil Rodicio Rodicio, dopo essere stato espulso dal collegio con l'inizio della guerra civile, trovò rifugio presso un ex allievo. Con una certa ingenuità, tuttavia, mise il proprio indirizzo in una lettera inviata alla sua famiglia. L'informazione arrivò ai miliziani e il religioso fu arrestato, per poi essere ucciso nei primi giorni di agosto del 1936, precisamente il quattro agosto a Barcellona, concludendo così la sua esistenza terrena nel sacrificio supremo per la fede.
La vita e il martirio
Le vicende terrene dei Beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi si intrecciano nel contesto del collegio salesiano di Sarrià, a Barcellona, durante le drammatiche giornate dell'anno millenovecentotrentasei. Don Giuseppe Batalla, nato ad Abella nel diciottesimo secolo, aveva accolto la chiamata al sacerdozio dopo aver emesso i voti religiosi nel millenovecentonovantaquattro, venendo ordinato sacerdote nel millenovecento. La sua esistenza fu spesa interamente nell'apostolato, giungendo a offrire soccorso ai feriti all'interno del collegio durante il conflitto bellico, fino al momento in cui fu ucciso dai miliziani a Barcellona.
Accanto a lui, il Beato Giuseppe Rabasa Betanachs, originario di Noves, aveva intrapreso un cammino di umiltà come coadiutore salesiano. Entrato nella casa di Sarrià come cuoco dopo aver emesso i voti nel millenovecentonovantadue, egli non esitò a collaborare con Don Batalla nell'infermeria, mettendo le proprie mani al servizio dei sofferenti con la medesima dedizione che aveva caratterizzato il suo servizio in cucina. Anche per lui, la testimonianza si concluse tragicamente per mano dei miliziani a Barcellona.
Il terzo confratello, il Beato Egidio Rodicio Rodi, nato a Requejo, aveva professato i voti come salesiano coadiutore nel millenovecentootto. La sua responsabilità quotidiana era legata alla panetteria del collegio di Sarrià, un servizio essenziale che egli svolgeva con spirito di obbedienza. La sua fedeltà fu messa alla prova quando, dopo aver inviato una lettera, fu tratto in arresto dai miliziani. Il suo martirio avvenne nei primi giorni di agosto del millenovecentotrentasei, sigillando una vita spesa nel nascondimento. Insieme, questi tre religiosi testimoniano come la missione salesiana sia un intreccio di preghiera, lavoro manuale e carità instancabile, capace di donarsi fino alla fine per amore di Cristo e dei fratelli.
Il culto dei martiri
La Chiesa universale onora i Beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi nel giorno quattro agosto. Questa ricorrenza non rappresenta solo il ricordo di un evento storico, ma costituisce un invito liturgico a contemplare il dono della perseveranza. La loro beatificazione riconosce ufficialmente il valore del sacrificio compiuto da questi tre figli di Don Bosco, che hanno onorato la loro professione religiosa fino al martirio.
Nel silenzio della preghiera, i fedeli sono chiamati a ricordare come, in contesti di violenza e incertezza, la luce del Vangelo non si sia spenta, ma abbia continuato a brillare attraverso la coerenza di uomini che non hanno abbandonato il proprio posto. Il culto rivolto a questi martiri salesiani è un richiamo alla stabilità della fede e all'importanza del servizio umile, ricordando a ogni battezzato che ogni gesto compiuto per amore di Dio possiede un valore eterno. Celebrare la loro memoria significa rinnovare l'impegno a vivere con la medesima dedizione, confidando nella protezione di coloro che hanno testimoniato il Signore con il dono della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi?
La loro memoria liturgica si celebra il quattro agosto.
Di quale istituto religioso facevano parte?
Erano membri consacrati della Società Salesiana.
A Barcellona sempre in Spagna, beati martiri Giuseppe Batalla Parramòn, sacerdote, Giuseppe Rabasa Bentanachs e Egidio Gil Rodicio, religiosi, della Società Salesiana, che nella stessa persecuzione combattendo per la fede ricevettero la vita eterna. — Martirologio Romano