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martedì 4 agosto 2026 · Santo del giorno

San Giovanni Maria Vianney

Sacerdote

San Giovanni Maria Vianney

San Giovanni Maria Vianney, vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, è una delle figure più luminose e umili della storia della Chiesa. Conosciuto in tutto il mondo come il Curato d'Ars, questo semplice sacerdote ha dedicato la sua intera esistenza alla cura delle anime, trasformando un piccolo e sperduto villaggio francese in un centro di profonda rinascita spirituale e di riconciliazione con Dio.

La sua memoria è oggi venerata non per grandi opere teologiche o imprese umane, ma per la straordinaria dedizione pastorale e l'infaticabile ministero del confessionale. Egli rimane per tutti i credenti, e in particolare per i sacerdoti di cui è patrono, un modello insuperabile di umiltà, preghiera costante e totale abbandono alla volontà divina.

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Gli altri santi di oggi

Beata Cecilia Cesarini

Vergine

La beata Cecilia Cesarini visse nel corso del tredicesimo secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia e nella spiritualità dell'ordine domenicano. Nata a Roma nei primi anni del tredicesimo secolo, probabilmente appartenente alla famiglia Cesarini sebbene il casato non sia del tutto certo, ella rispose alla chiamata divina nella verginità consacrata. Il Martirologio ricorda che la beata Cecilia fu vergine e ricevette l'abito monacale direttamente dalle mani di san Domenico, del quale fu testimone fedelissima del volto e dello spirito. La sua esistenza si snodò tra i monasteri romani e la comunità di Bologna, dove concluse il suo cammino terreno verso il 1290, mentre alcune fonti indicano la morte nel 1260 circa.

La sua memoria liturgica e il suo culto sono legati alle consorelle Diana d'Andalò e Amata, con le quali condivide la venerazione della Chiesa. Il culto di Diana, Cecilia e Amata fu solennemente approvato il ventiquattro dicembre dell'anno 1891 da papa Leone XIII, stabilendo la festa liturgica al nove giugno. I loro resti mortali si conservano tuttora nel monastero di Santa Agnese a Bologna, luogo che custodisce la memoria viva della loro dedizione evangelica.

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Santa Ia

Martire in Persia

Santa Ia è una nobile figura di martire vissuta nel quarto secolo, ricordata per la sua testimonianza di fede resa in Persia durante le persecuzioni promosse dal re Sapore secondo. Declinata nelle sue vicende storiche e agiografiche, la memoria della santa unisce l'Oriente e l'Occidente cristiano attraverso una tradizione che affonda le radici nelle comunità cristiane ai confini tra l'impero romano e quello persiano. Deportata insieme a migliaia di connazionali dalla regione del Bet-Zaydé verso l'interno della Persia, ella visse la propria prigionia non come un tempo di resa, ma come una straordinaria occasione di apostolato e di conforto spirituale per i compagni di fede e per le donne del luogo.

La sua figura emerge con forza attraverso gli antichi testi siriaci e le successive redazioni greche e armene, che ne tramandano il coraggio indomabile di fronte alle autorità e ai tormenti inflitti a causa del Vangelo. Il suo nome stesso, legato alla delicatezza della violetta nelle diverse tradizioni linguistiche, contrasta mirabilmente con la durezza del supplizio e con la fermezza del suo spirito. Oggi la Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il quattro agosto, celebrando una testimonianza di fede capace di attraversare i secoli e di edificare il popolo di Dio con la limpidezza del sacrificio supremo.

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San Rainerio (Raniero) di Cagli

Vescovo

San Rainerio nacque in Romagna, e precisamente a Bologna, non prima del 1100 nel corso del dodicesimo secolo. La sua esistenza terrena fu interamente spesa al servizio della Chiesa cattolica, prima come monaco e pastore in terra italiana, e infine come arcivescovo nella città dalmata di Spalato. Dotato di profondo zelo apostolico e di incrollabile fermezza nella difesa dei diritti ecclesiali, visse le turbolenze del suo tempo con spirito di autentico sacrificio. La sua vita si concluse tragicamente con il martirio il 4 agosto 1180, suggellando la dedizione al proprio gregge con il dono supremo della vita terrena.

Il servo di Dio è ricordato per aver difeso strenuamente i beni della sua diocesi, affrontando con coraggio le ostilità degli usurpatori fino a subire la lapidazione alle falde del Monte Grasso. La tradizione agiografica e i documenti storici ne tramandano la memoria attraverso i secoli, ricordando i numerosi prodigi avvenuti presso la sua tomba e la costante devozione delle comunità che lo custodiscono come patrono. Il suo culto, antichissimo e radicato, ricevette la solenne conferma dai pontefici romani, sancendo il legame indissolubile tra il pastore e le sue genti nelle diocesi di Cagli e di Spalato.

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Beato Guglielmo (William) Horne

Monaco certosino, martire

La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles si estende dal 1535 al 1681, un periodo di centocinquant anni segnato dal martirio di migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale. Il primo a scatenare le persecuzioni fu il re Enrico VIII, vissuto dal 1491 al 1547, il quale provocò lo scisma d’Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. Furono artefici più o meno cruenti delle persecuzioni Enrico VIII e i suoi successori, tra cui Edoardo VI che regnò dal 1547 al 1553, la regina vergine Elisabetta I morta nel 1603, Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo II Stuart. In questo lungo cammino di prova, i cattolici testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa, rifiutando i giuramenti di fedeltà al re come nuovo capo della religione di Stato. L'odio dei nemici del cattolicesimo, che includevano re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici, e calvinisti, portò a inventare sistemi di tortura per i cattolici arrestati. Per fronteggiare la crisi spirituale, sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente da Francia e Roma come missionari in Inghilterra per riconvertire gli scismatici, sebbene fossero considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all’estero e preparati in appositi seminari. Ogni Ordine religioso e il clero diocesano lasciarono un tributo di sangue e martirio durante la grande persecuzione di Enrico VIII.

Tra le prime e più luminose testimonianze di fedeltà spicca il Beato Guglielmo Horne, ricordato nel martirologio come monaco nella Certosa di Londra, fedele alla regola e incarcerato sotto Enrico VIII nel sedicesimo secolo. I certosini erano monaci benvoluti e non dediti ad attività politica. I monaci della Certosa di Londra ricevettero la visita dei funzionari del re, i quali chiedevano ai maggiorenni di approvare il ripudio della regina Caterina d’Aragona da parte del re e l'accettazione di Anna Bolena. Il priore e il procuratore della Certosa finirono in carcere per aver obiettato sulla legittimità del ripudio, ma dopo un mese il priore e il procuratore giurarono, convinti che il giuramento non toccasse la fede, e furono liberati. Il venticinque maggio 1534 i monaci della Certosa giurarono ai funzionari accompagnati dai soldati. A fine anno 1534 un nuovo decreto del re e del Parlamento stabilì che i sudditi dovevano disconoscere l'autorità del papa, imponendo di riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana anche nelle cose spirituali, pena l'essere rei di lesa maestà. Il priore Giovanni Houghton riunì i certosini comunicando la notizia del nuovo decreto, e i certosini si dissero tutti pronti a morir per la Chiesa romana. Dal quattro maggio 1535 i monaci della Certosa di Londra furono arrestati, torturati e processati a più riprese. Diciannove monaci della Certosa di Londra furono condannati a morte e le sentenze furono eseguite in periodi e date diverse fino al 1540, morendo impiccati o di stenti e sofferenze in carcere. Il converso William Horne fu imprigionato il ventotto maggio 1537, sopravvisse alle torture e al carcere di Newgate insieme ad altri nove monaci morti nello stesso luogo, e fu infine impiccato a Tyburn a Londra il quattro novembre 1540, o secondo altra indicazione il quattro agosto 1540 a Londra. William Horne fu l'ultimo dei martiri certosini e prime vittime della persecuzione di Enrico VIII e di Tommaso Cromwell.

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Beato Giovanni Bălan

Vescovo e martire

Il Beato Giovanni Bălan è stato un pastore fedele che ha servito la Chiesa nel corso del ventesimo secolo, offrendo la sua vita come testimonianza suprema di fede. Nato a Teius nel 1880, ha percorso un cammino di dedizione che lo ha condotto al sacerdozio nel 1903 e successivamente, nel 1936, alla consacrazione episcopale presso la diocesi di Lugoj. La sua esistenza è stata segnata dalla fedeltà al ministero apostolico e dall'amore per il gregge affidato alle sue cure, in un tempo segnato da profonde lacerazioni storiche e sociali.

Il suo ricordo è indissolubilmente legato alla sofferenza affrontata per difendere la libertà della fede cattolica sotto l'oppressione del regime comunista. Arrestato nell'ottobre del 1948, il vescovo Giovanni Bălan ha trascorso gli ultimi anni della sua esistenza in una lunga sequenza di detenzioni tra monasteri e penitenziari, fino alla morte avvenuta a Bucarest nel 1959. La sua testimonianza di martire è stata solennemente riconosciuta da papa Francesco, che lo ha annoverato tra i beati il 2 giugno 2019, confermando la perenne fecondità del suo sacrificio per la Chiesa universale.

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Beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi

Salesiani, martiri

I beati Giuseppe Batalla Parramon, Giuseppe Rabasa Betanachs ed Egidio Rodicio Rodi sono ricordati come martiri della Società Salesiana, avendo subìto il martirio nella stessa persecuzione combattendo per la fede nel ventesimo secolo. Le loro vite, spese nella dedizione silenziosa e nel servizio quotidiano all'interno delle case salesiane, si compirono tragicamente a Barcellona nel corso del mese di agosto del millenovecentotrentasei, suggellando con il sangue una fedeltà vissuta giorno per giorno.

La memoria liturgica di questi tre generosi testimoni del Vangelo si celebra il quattro agosto. Provenienti da diverse regioni della Spagna, essi seppero incarnare lo spirito di San Giovanni Bosco attraverso il lavoro umile, l'assistenza ai sofferenti e una carità operosa che non venne meno neppure di fronte alla tempesta della persecuzione religiosa e allo scoppio della guerra civile.

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Beato Enrico (Jozef) Krzysztofik

Sacerdote cappuccino, martire

Il Beato Enrico Jozef Krzysztofik, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire del ventesimo secolo, ha offerto la sua vita nel contesto della persecuzione nazista. Nato a Zakrzew, in Polonia, nel 1908, ha vissuto un fecondo itinerario di formazione tra i Paesi Bassi e Roma, dove ha completato i suoi studi teologici ed è stato ordinato sacerdote nel 1933. Tornato nella sua terra d'origine, ha speso i suoi giorni come insegnante, rettore del seminario e guardiano del convento di Lublino, guidando la sua comunità attraverso le prime drammatiche fasi del secondo conflitto mondiale e l'invasione della Polonia.

Arrestato dalla Gestapo insieme ai suoi confratelli nel 1940, ha affrontato la prigionia nel castello di Lublino e la successiva deportazione nei campi di concentramento di Sachsenhausen e Dachau. La sua esistenza si è compiuta nel sacrificio supremo il 4 agosto 1942, suggellata da un gesto di carità eroica e dalla dedizione totale a Cristo e ai fratelli. Nel corso del suo cammino terreno, ha saputo trasformare la prova della sofferenza in un atto di amore consapevole, morendo sotto tortura e lasciando un luminoso esempio di fede salda e misericordia operosa. È stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999.

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Sant’ Eleuterio

Martire

Sant'Eleuterio è un martire vissuto tra il terzo e il quarto secolo, la cui memoria liturgica si celebra il quattro agosto secondo il Martirologio Romano e il venticinque agosto secondo i sinassari greci. La fonte agiografica più antica che narra la sua vicenda è un discorso recitato nel giorno della festa del santo e scritto certamente prima del decimo secolo. L'autore di questo antico testo raccolse tradizioni orali, tramandando il ricordo di una figura nobile e riservata che servì a corte prima di abbracciare la fede cristiana con la vita e con il sangue.

Il santo è ricordato per la sua coraggiosa testimonianza resa in un tempo di distacco dalle cose terrene. Di nobile condizione senatoria ed elevato al ruolo di cubiculario dell'imperatore Massimiano, dal quale era molto benvoluto, Eleuterio praticava le virtù del Cristianesimo pur non essendo ancora battezzato, poiché a corte gli era impossibile manifestare apertamente il proprio credo. La sua scelta di ritirarsi in Bitinia, la successiva conversione e il martirio per decapitazione per ordine dello stesso imperatore Massimiano suggellano una vita interamente donata a Dio nel quarto secolo.

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Beato Enrique Angelo Angelelli Carletti

Vescovo e martire

Il Beato Enrique Angelo Angelelli Carletti, nato nel ventesimo secolo e vissuto tra il 1923 e il 1976, è stato un vescovo e martire argentino il cui cammino evangelico ha profondamente segnato la storia della Chiesa e del suo popolo. Figlio di umili emigranti italiani dediti alla coltivazione degli ortaggi, seppe tradurre la fede in una costante dedizione ai poveri, agli operai e ai contadini, operando per la loro promozione umana e spirituale nel nome del Vangelo. La sua azione pastorale coraggiosa e intransigente, orientata ad avere un orecchio al Vangelo e un orecchio al popolo, lo espose a gravi incomprensioni, ostilità e intimidazioni da parte dei settori più conservatori e potenti della società dell'epoca. Nonostante le minacce e i pericoli crescenti per la sua incolumità, scelse di rimanere accanto alla sua comunità di La Rioja, testimoniando la verità cristiana fino all'estremo sacrificio della vita, consumato il 4 agosto del 1976 attraverso un attentato camuffato da incidente stradale.

Oggi il Beato Enrique Angelelli è ricordato come un pastore autenticamente legato alla sua gente, capace di guidare i fedeli con mitezza ma con ferma determinazione nella difesa della giustizia, della libertà e della dignità umana. La sua memoria rimane indissolubilmente legata a quella dei suoi compagni di martirio, con i quali ha condiviso l'offerta suprema della vita per amore di Cristo e dei fratelli più deboli. La Chiesa ne celebra la beatificazione e ne custodisce l'eredità spirituale, riconoscendo nel suo ministero episcopale un luminoso esempio di fedeltà al Concilio Vaticano Secondo e al Vangelo vissuto senza compromessi. La sua testimonianza continua a ispirare quanti operano per la pace, la solidarietà e la promozione integrale dei popoli, indicando nella carità operosa e nel coraggio della verità la via maestra della sequela cristiana.

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Santi Crescenzione e Giustino

Martiri

A Roma sulla via Tiburtina, santi Giustino e Crescenzione, martiri.

Sant' Eufronio di Tours

Vescovo

A Tours in Neustria, in Francia, commemorazione di sant’Eufronio, vescovo, che partecipò a numerosi concili, restaurò molte chiese in città, fondò parrocchie in tutto il territorio e promosse con cura la devozione alla santa Croce.

Sant' Onofrio

Eremita

Nei boschi di Panaia vicino a Catanzaro, sant’Onofrio, eremita, insigne per i digiuni e l’austerità di vita.

Beato Gonzalo Gonzalo Gonzalo

Religioso e martire

A Madrid in Spagna, beato Gonsalvo Gonzalo, religioso dell’Ordine di san Giovanni di Dio e martire, che in tempo di persecuzione contro la fede confermò con il sangue la sua fede in Cristo.

Sant' Aristarco

Discepolo di san Paolo

Commemorazione di sant’Aristarco di Salonicco, che fu discepolo di san Paolo Apostolo, suo fedele compagno di viaggi e compagno di prigionia a Roma.

Beati Giovanni della Croce ed Egidio da Siviglia

Mercedari

Beato Luis Quintas Duran

Giovane laico e martire

Sant’ Agabio di Verona

Vescovo

Sant’ Agapito di Verona

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Memoria di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars vicino a Belley in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Ogni giorno nella catechesi che impartiva a bambini e adulti, nella riconciliazione che amministrava ai penitenti e nelle opere pervase di quell’ardente carità, che egli attingeva dalla santa Eucaristia come da una fonte, avanzò a tal punto da diffondere in ogni dove il suo consiglio e avvicinare saggiamente tanti a Dio. — Martirologio Romano