La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles si estende dal 1535 al 1681, un periodo di centocinquant anni segnato dal martirio di migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale. Il primo a scatenare le persecuzioni fu il re Enrico VIII, vissuto dal 1491 al 1547, il quale provocò lo scisma d’Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. Furono artefici più o meno cruenti delle persecuzioni Enrico VIII e i suoi successori, tra cui Edoardo VI che regnò dal 1547 al 1553, la regina vergine Elisabetta I morta nel 1603, Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo II Stuart. In questo lungo cammino di prova, i cattolici testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa, rifiutando i giuramenti di fedeltà al re come nuovo capo della religione di Stato. L'odio dei nemici del cattolicesimo, che includevano re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici, e calvinisti, portò a inventare sistemi di tortura per i cattolici arrestati. Per fronteggiare la crisi spirituale, sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente da Francia e Roma come missionari in Inghilterra per riconvertire gli scismatici, sebbene fossero considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all’estero e preparati in appositi seminari. Ogni Ordine religioso e il clero diocesano lasciarono un tributo di sangue e martirio durante la grande persecuzione di Enrico VIII.
Tra le prime e più luminose testimonianze di fedeltà spicca il Beato Guglielmo Horne, ricordato nel martirologio come monaco nella Certosa di Londra, fedele alla regola e incarcerato sotto Enrico VIII nel sedicesimo secolo. I certosini erano monaci benvoluti e non dediti ad attività politica. I monaci della Certosa di Londra ricevettero la visita dei funzionari del re, i quali chiedevano ai maggiorenni di approvare il ripudio della regina Caterina d’Aragona da parte del re e l'accettazione di Anna Bolena. Il priore e il procuratore della Certosa finirono in carcere per aver obiettato sulla legittimità del ripudio, ma dopo un mese il priore e il procuratore giurarono, convinti che il giuramento non toccasse la fede, e furono liberati. Il venticinque maggio 1534 i monaci della Certosa giurarono ai funzionari accompagnati dai soldati. A fine anno 1534 un nuovo decreto del re e del Parlamento stabilì che i sudditi dovevano disconoscere l'autorità del papa, imponendo di riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana anche nelle cose spirituali, pena l'essere rei di lesa maestà. Il priore Giovanni Houghton riunì i certosini comunicando la notizia del nuovo decreto, e i certosini si dissero tutti pronti a morir per la Chiesa romana. Dal quattro maggio 1535 i monaci della Certosa di Londra furono arrestati, torturati e processati a più riprese. Diciannove monaci della Certosa di Londra furono condannati a morte e le sentenze furono eseguite in periodi e date diverse fino al 1540, morendo impiccati o di stenti e sofferenze in carcere. Il converso William Horne fu imprigionato il ventotto maggio 1537, sopravvisse alle torture e al carcere di Newgate insieme ad altri nove monaci morti nello stesso luogo, e fu infine impiccato a Tyburn a Londra il quattro novembre 1540, o secondo altra indicazione il quattro agosto 1540 a Londra. William Horne fu l'ultimo dei martiri certosini e prime vittime della persecuzione di Enrico VIII e di Tommaso Cromwell.