Il beato Federico Janssoone, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori, nacque a Ghyvelde in Francia il 19 novembre 1838. Rimasto orfano del padre, che era un piccolo contadino, all'età di dieci anni, si dedicò nella prima gioventù al commercio ambulante di paese in paese per aiutare la madre, coltivando fin dall'infanzia il desiderio di diventare sacerdote. Entrato nel seminario francescano di Amiens all'età di ventisei anni, ricevette l'ordinazione sacerdotale all'età di trentadue anni, nel 1870. Lavorò come cappellano militare durante la guerra scatenata dall'imperatore Napoleone III contro la Prussia, persa in quarantaquattro giorni. Terminata la guerra, svolse l'incarico di maestro dei novizi francescani ad Amiens e fondò un nuovo centro dell'Ordine francescano a Bordeaux. Nel 1875 si trovò in Palestina, dove prestò servizio nella Custodia di Terrasanta. Qui si distinse come organizzatore di aiuti durante una gravissima carestia causata dalla siccità, sotto il dominio turco, recandosi personalmente in Francia e in Canada per cercare soccorsi e venendo accolto come salvatore sia dai cristiani di ogni confessione che dai musulmani. Nel 1878 assunse la carica di vicario della Custodia, diventando il numero due mentre il Custode era tradizionalmente italiano. In seguito fu inviato a Trois-Rivières, in Quebec, in Canada, per coordinare da lì gli aiuti canadesi per i poveri di Palestina, dedicandosi anche all'evangelizzazione predicando, pubblicando libri e dirigendo periodici religiosi, e diffondendo notevolmente i pellegrinaggi in Terra Santa per il progresso della fede.
La sua vita si concluse in Canada, precisamente a Montréal, nel Québec, dove morì il 4 agosto 1916, come attesta il Martirologio. Dal Canada prese avvio il movimento per la sua beatificazione, che gli valse l'appellativo di apostolo dei due mondi. Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1988, fissando la sua memoria liturgica al 4 agosto. La sua testimonianza si inserisce nella lunga storia dei figli di san Francesco, tornati in Terrasanta ai primi del Trecento dopo la ritirata generale dei crociati nel 1261 e rimasti nei secoli operosi e inermi, affrontando crisi, persecuzioni e guerre, come quando nel 2001 alcuni francescani si trovarono tra due fuochi nella basilica della Natività a Betlemme. Nel corso del tempo i francescani hanno restaurato edifici sacri e testimonianze cristiane, fornendo pane e istruzione ai poveri senza distinzione di fede religiosa, affrontando contesti difficili come la crisi finanziaria della Turchia finita sotto amministrazione controllata franco-britannica, durante la quale il sultano Abdul Hamid non compì alcuna azione per aiutare gli affamati in Palestina, spingendo i francescani a inviare al mondo i loro appelli.