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5 agosto

Maria Santissima Madre della Misericordia

Venerata a Valmala (CN)

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'apparizione al Chiotto

Il giorno sei agosto dell'anno mille ottocentoqurentaquattro, nel paese di Valmala, risuonò l'eco di una Signora che piangeva sul Chiotto. La notizia dell'apparizione giunse da un gruppo di pastorelli che pascolavano le vacche su un pianoro comunale chiamato Chiotto sopra Valmala. La figura apparsa era femminile, aveva circa vent'anni, altezza normale, veste color rosso cupo, velo azzurro e corona sul capo. La figura aveva un atteggiamento addolorato con le braccia aperte verso i pastori. I pastorelli veggenti erano quattro bambine di nome Maria e un ragazzino loro fratello. Maria Chiotti di Chiotmartin aveva dodici anni ed è la veggente di cui rimangono più documenti, spegnendosi poi nell'anno mille ottocento novantanove. Maria Boschero di Meira d'l Mes aveva undici anni. Maria Pittavino di Palanché aveva dodici anni. Maria Margherita Pittavino detta Guitin aveva dodici anni. Il fratellino di Maria Margherita era Chiaffredo detto Chafré, di circa nove anni, abitante alla Palanché. Il fatto, raccontato subito a parenti e conoscenti, non venne inizialmente creduto. Alcuni pensavano che si trattasse di masche, sarvanòt, Sant'Anna o anime in pena. Gli adulti liquidarono il racconto dei bambini definendole storie di cui non parlare più.

Il mattino del sei agosto il cielo era nuvoloso e minacciava un forte acquazzone. Un primo gruppetto di estranei salì al Chiotto con i pastori per indagare. Tra gli estranei salì Bartolomeo Chiotti detto Toumlin, gobbo e quasi piegato, aiutato dal figlio Ambrogio. Toumlin salì con la segreta speranza di essere guarito. Toumlin portase con sé una candela dubitando di poterla tenere accesa a causa del tempaccio e promise di far erigere un pilone in caso di guarigione. Giunti al pianoro, i presenti videro tornare la bella Signora piangente. La natura circostante apparve rabbuiata e risentì del dolore della figura. I pastori si misero a urlare per il riflesso della visione. Papà Pittavino, che abitava alla Palanché, sentì le grida dei pastori e decise di raggiungere il Chiotto. Papà Pittavino prese una bertuna, una vecchia spada ricurva, e corse verso le voci. Giunto al pianoro e constatato che non vi era nessuno, Papà Pittavino chiese perché avessero urlato. I ragazzini indicarono a Papà Pittavino il lastrone di pietra su cui appariva la figura. Papà Pittavino non vide nulla e notò che i ragazzi tremavano come per una grande febbre. Papà Pittavino colpì ripetutamente la pietra con la bertuna senza vedere nulla. Una veggente afferrò con la mano un lembo del manto della Signora per convincere Pittavino. Papà Pittavino esclamò di inginocchiarsi alla vista del gesto della veggente. Il primo drappello di estranei pregò sull'erba umida della notte non asciugata dal sole. Giuseppe Pittavino promosse la costruzione di un pilone. Toumlin il gobbo promise di andare ad aiutare nella costruzione se guariva. Mentre parlava, Toumlin notò che la candela accesa non si spegneva nonostante il forte vento. Dopo un po' la visione scompare. Tutti si alzarono rasserenati, la paura passò e Toumlin guarì. Da quel giorno i pastorelli tornarono al Chiotto con minor timor e con piacere. La bella Signora ritornava puntualmente lassù ogni giorno.

I segni e la ricerca dell'immagine

Il quindici agosto, festa dell'Assunta, la gente salì numerosa con i veggenti sul monte. Giuseppe Pittavino portò una candela benedetta invece della bertuna. I pastori giunti prima sulla montagna andarono incontro ai nuovi venuti esclamando che la Signora era tornata. Tutti si inginocchiarono sull'erba del pianoro. Papà Pittavino diede inizio al primo di una serie interminabile di rosari. Terminata la recita del rosario, Pittavino chiese ai veggenti se la vedevano ancora ed essi risposero di sì. Un canto melodioso ma triste, simile al salmodiare della messa da morto, risuonò per i veggenti. Pittavino insistette chiedendo chi suonava e chi cantava, ma essi risposero di non saperlo. I veggenti aggiunsero di scorgere ombre passare davanti al sole che splendeva nel cielo di Valmala. Tutto a poco a poco scomparve e i veggenti esclamarono che la bella Signora se n'era andata. I presenti scesero al paese convinti e commentando la giornata memorabile trascorsa al Chiotto. Dopo l'apparizione dell'Assunta crebbero la fede e l'entusiasmo nel popolo di Valmala e la notizia si diffuse nei paesi vicini. I veggenti riferirono ogni sera che la bella Signora continuava a tornare come al solito. La Signora compì un giorno un giro sul pianoro senza toccare il suolo secondo il detto locale Touchava pa 'l sol. L'erba si rifletté al passaggio della Signora senza essere calpestata. L'erba al passaggio della Signora divenne candida come una tela bianca stesa al sole ad asciugare. Alcuni abitanti di Valmala si interrogarono sul significato della scia luminosa sull'erba. La Signora disse a Maria Pittavino di voler desiderare un pilone e in seguito una chiesa sul posto. Maria riferì la sera stessa il desiderio della Signora al proprio padre. Il padre di Maria esclamò come fosse possibile costruire una chiesa lassù a causa della mancanza di sabbia e pietre adatte. Il giorno seguente la ragazza riportò le parole del padre alla Signora. La Signora indicò in alto sulla montagna alcuni spuntoni di roccia dove trovare lastroni di ardesia e pietre. La Signora indicò più vicino il luogo dove trovare la sabbia necessaria alla costruzione. Il sentiero luminoso sull'erba venne interpretato come il tracciato del futuro santuario e del porticato annesso. I pellegrini si recheranno in preghiera sotto il porticato a fare le novene sui passi della Donna che piange. Secondo le fonti attendibili le apparizioni continuarono fino alla fine della pastura al Chiotto verso il venti settembre.

La gente si chiese chi fosse in realtà quella Signora che piangeva sempre. Papà Giuseppe prese con sé i pastorelli per visitare piloni e chiesette dei dintorni alla ricerca di un'immagine somigliante senza successo. Un lunedì di ottobre Giuseppe scese al mercato di Venasca e scorse una bancarella di oggetti sacri. Giuseppe ritornò a Valmala e condusse alcuni veggenti a Venasca nella speranza di risolvere l'enigma. A Venasca i veggenti identificarono la figura misteriosa in un'immagine della Madre della Misericordia di Savona riprodotta su un quadretto. Papà Pittavino acquistò il quadretto della Madonna. Il due novembre a Valmala, durante la visita al cimitero, i veggenti confermarono unanimemente che quella era la Frema apparsa al Chiotto. L'anno successivo Giuseppe Pittavino, aiutato da Toumlin, costruì il primo pilone sul luogo dell'apparizione. Giuseppe Gauteri di Saluzzo dipinse l'immagine trovata a Venasca sul pilone eretto a Valmala. Sull'architrave del pilone fu fatta scrivere la frase sul grandissimo miracolo di vedere Maria Santissima della Misericordia.

Il culto e lo sviluppo del santuario

L'anno mille ottocento trentacinque fu l'anno del colera. Il comune fece voto di erigere una cappella se il paese sarà esente dal contagio che colpisce i paesi vicini. Il paese fu preservato dal contagio del colera. Nel mille ottocento quaranta sorse la prima cappella votiva. La cappella fu ingrandita nel tempo fino a diventare l'attuale santuario ultimato nel mille ottocento cinquantuno. L'autorità religiosa, inizialmente contraria, approvò tacitamente la devozione alla Madre della Misericordia di Valmala. L'autorità religiosa commemorò con solennità il cinquantenario nel mille ottocento ottantaquattro. L'autorità religiosa commemorò il centenario nel millenovecento trentaquattro. L'autorità religiosa commemorò il centocinquantenario delle apparizioni nel millenovecento ottantaquattro.

Tutti i protagonisti delle vicende del Chiotto lasciarono il paese nativo per un misterioso disegno della Provvidenza. I protagonisti andarono nei paesi della zona, si sposarono e ebbero numerose famiglie. La vita dei protagonisti trascorse nella fatica quotidiana lontano dalla folla crescente diretta al Chiotto. I figli di Maria Pittavino divennero massari del santuario per molti anni. L'apparizione principale documentata avvenne il sei agosto dell'anno mille ottocento trentaquattro.

Domande frequenti

Quando si festeggia Maria Santissima Madre della Misericordia?

La memoria liturgica e la ricorrenza legata al santuario della Misericordia di Valmala si celebrano il giorno cinque agosto.

Di cosa è patrona Maria Santissima Madre della Misericordia?

Maria Santissima Madre della Misericordia è patrona di Valmala e viene invocata con il titolo di Madre della Misericordia.