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5 agosto

Sant' Emidio

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'inizio del cammino di fede

La storia di sant'Emidio è narrata in una Passio composta probabilmente da un monaco di origine franca intorno all'undicesimo secolo. Tale opera fu scritta dopo il ritrovamento delle reliquie del santo Emindius, morto decapitato. Le reliquie di sant'Emidio furono portate nella cripta del Duomo e conservate in un sarcofago romano. Emidio nacque a Treviri nel 279 da una famiglia pagana. In gioventù Emidio si istruì nelle arti liberali. All'età di ventitré anni Emidio lasciò le dottrine filosofiche e divenne catecumeno, ricevendo quindi il battesimo. Emidio iniziò a studiare le Sacre Scritture diventandone un buon conoscitore. Emidio iniziò la sua vita da predicatore. La predicazione di Emidio suscitava molte conversioni. Il successo della predicazione irritò i pagani che catturarono Emidio e lo portarono a un tempio dedicato a Giove. Nel tempio di Giove Emidio fece una solenne professione di fede. Alla professione di fede seguì un improvviso terremoto che spaventò i carcerieri di Emidio. Emidio si ricongiunse con i compagni Euplo, Germano e Valentino. Emidio partì alla volta dell'Italia spinto anche da una voce udita nel sonno.

Il soggiorno a Milano e le guarigioni a Roma

Emidio giunse a Milano dove rimase per tre anni presso l'oratorio di San Nazario. A Milano Emidio continuò la sua predicazione spingendo spesso gli ascoltatori alla conversione. A causa della persecuzione di Diocleziano, Emidio dovette fuggire a Roma. A Roma Emidio trovò rifugio presso un certo Graziano, padre di una ragazza paralitica ed emoroissa. Sapendo che Emidio praticava l'arte medica, Graziano gli chiese aiuto per la figlia. Emidio promise la guarigione della ragazza a patto che si fosse battezzata. Tutta la famiglia di Graziano si convertì, chiese il battesimo e ottenne la guarigione della giovane. Sempre a Roma, Emidio guarì pubblicamente nello stesso modo un cieco. Dopo la guarigione del cieco, moltissimi dei convenuti chiesero di essere battezzati. I pagani pensarono che Emidio fosse un'incarnazione del dio Esculapio. Emidio fu condotto all'isola Tiberina dove sorgeva il tempio dedicato ad Esculapio. All'isola Tiberina Emidio guarì oltre mille infermi. All'isola Tiberina Emidio testimoniò la sua fede spezzando l'ara pagana e gettandola nel Tevere. I sacerdoti pagani denunciarono dapprima Emidio al prefetto. Non avendo ottenuto soddisfazione dal prefetto, i sacerdoti pagani si ricredettero su Emidio e si recarono da lui per farsi battezzare. Il prefetto, saputa la distruzione dell'altare all'Isola Tiberina, scatenò una persecuzione contro i cristiani.

L'episcopato ad Ascoli e il martirio

Un angelo invitò in sogno Emidio e i compagni a recarsi da papa Marcello. Papa Marcello accolse Emidio e i compagni, ordinò Emidio vescovo di Ascoli, ordinò Euplo diacono e li inviò ad Ascoli. Emidio entrò in Ascoli, che era ancora una città pagana, e iniziò la sua predicazione. Il governatore Polimio convocò Emidio invitandolo a sacrificare agli dei, ma non ottenne risposta. Data la giovane età di Emidio, il governatore decise di non arrestarlo subito e gli diede alcuni giorni per riflettere. Emidio sfruttò i giorni di riflessione per predicare e compiere una guarigione miracolosa che convertì moltissimi ascolani. Il governatore Polimio richiamò Emidio per ottenere il sacrificio agli dei. Credendolo l'incarnazione del dio Esculapio, il governatore promise a Emidio in matrimonio la propria figlia Polisia. In un incontro con Polisia, Emidio la portò alla conversione. Pochi giorni dopo la conversione, Emidio battezzò Polisia nelle acque del Tronto. Nella borgata Solestà, battendo la roccia come Mosè, Emidio fece scaturire una fonte di acqua limpida. Nella fonte di Solestà Emidio battezzò più di mille ascolani. Infuriato, il governatore Polimio ordinò l'arresto della figlia Polisia, che riuscì a fuggire sul Monte Nero. Polimio ordinò la decapitazione di Emidio. Durante l'esecuzione avvenne l'ultimo miracolo del santo: invece di stramazzare al suolo, Emidio raccolse il proprio capo e camminò fino al monte dove aveva costruito un oratorio. Emidio morì sul Monte Nero il 5 agosto 309. I fedeli seppellirono Emidio nella grotta sottostante l'oratorio. I fedeli assalirono il palazzo di Polimio e lo abbatterono.

Il culto, i prodigi e la memoria

Nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche ma non colpì la città di Ascoli. La città di Ascoli è considerata protetta dal suo patrono sant'Emidio, invocato contro i terremoti. Nel 1717 la città di Ascoli eresse una chiesa dedicata al santo il cui interno corrisponde alla grotta dove Emidio morì. Secondo la leggenda, nella grotta fu trovato il sepolcro del santo ricoperto di basilico. Ad Ascoli Piceno sant'Emigdio è celebrato come primo vescovo della città e martire.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Emidio?

Sant'Emidio si festeggia il 5 agosto, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 309.

Di cosa è patrono sant'Emidio?

Sant'Emidio è invocato come protettore ed è patrono contro i terremoti.

Ad Ascoli Piceno, sant’Emigdio, celebrato come primo vescovo della città e martire. — Martirologio Romano