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5 agosto

San Viatore

Eremita

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la formazione monastica

Viatore nacque nel territorio del Berry. Il padre di Viatore si chiamava Sirico. A soli dodici anni, Viatore abbandonò il gregge del padre per il desiderio profondo di condurre una vita consacrata al monastero. Viatore si fece ammettere in un monastero anonimo sotto la guida saggia dell'abate Trigezio. All'interno di questa comunità, Viatore emise la sua professione religiosa e fu successivamente ordinato diacono. Dopo circa quindici anni di cammino spirituale, attratto dalla grande fama di san Massimino, Viatore decise di recarsi presso l'abbazia di Micy. A Micy, Viatore ricevette l'incarico umile di portinaio. Durante la permanenza in quel cenobio, Viatore strinse una forte amicizia con il monaco Avito, che svolgeva la funzione di cellerario nella comunità.

La vita eremitica in Sologne

Spinti dal desiderio radicale di seguire alla lettera le parole di san Paolo contro il farsi implicare in affari secolari, Viatore e Avito presero la decisione di fuggire dall'abbazia per diventare eremiti nella regione della Sologne. Nel frattempo san Massimino morì, e Avito dovette fare ritorno a Micy per assumere la carica di abate e succedergli nella guida. Viatore non rinunciò tuttavia al suo fermo proposito di eremitaggio e si stabilì definitivamente in un luogo isolato chiamato Viatoria. Il nome della località di Viatoria derivò molto probabilmente proprio da quello del santo Viatore. Viatore visse nella solitudine più profonda e divenne celebre tra gli abitanti della zona per le numerose guarigioni operate per sua intercessione. Avvicinandosi ormai l'ora della morte, Viatore abbatté con le proprie mani un grande albero di tremolo e vi si scavò la bara per la sepoltura. L'abate Trigezio, avvertito tempestivamente dalla voce del popolo, accorse sul luogo per assistere Viatore negli ultimi momenti insieme a un gruppo di monaci. Viatore morì santamente di domenica sedici ottobre. L'abate Trigezio depose amorevolmente Viatore nella bara che il santo stesso si era scavato. In seguito a questi eventi e alla morte del santo, il luogo prese il nome di Tremblevic, un toponimo che fu alterato più tardi nel tempo in Tremblevif.

Le fonti storiche e le testimonianze

Nonostante la devozione popolare sia antichissima, non si possiedono particolari storici pienamente attendibili sull'esistenza terrena di Viatore. Nei secoli nono e decimo, i monaci dell'abbazia di Micy affermavano con convinzione che Viatore fosse stato un monaco cresciuto nel loro monastero. Letaldo di Micy, un autore vissuto nel secolo decimo, cita espressamente Viatore tra i discepoli di san Massimino, il santo fondatore dell'abbazia di Micy. Un anonimo biografo compose inoltre un'opera intitolata Vita sancti Viatoris confessoris nel corso del secolo nono o del secolo decimo. La medesima Vita sancti Viatoris descrive dettagliatamente Viatore come il fedele compagno di san Avito, il quale fu il secondo abate di Micy. Il racconto di queste fonti storiche testimonia chiaramente che già nei secoli nono e decimo san Viatore era profondamente venerato a Tremblevif, dove si conservava gelosamente il suo corpo.

Il borgo di Saint-Viâtre e la chiesa parrocchiale

Il borgo di Saint-Viâtre si trova immerso nella piena Sologne, circondato da boschi e stagni suggestivi, a quarantadue chilometri a Sud della città di Orléans. Il borgo di Saint-Viâtre conserva ancora oggi con cura il nome e le preziose reliquie di Viatore. L'attuale chiesa parrocchiale di Saint-Viâtre presenta parti strutturali più antiche risalenti al secolo undecimo. La chiesa parrocchiale è edificata solidamente sopra una cripta romana. Accanto al muro esterno della chiesa si trova un vecchio albero di tremolo, che costituisce un pollone diretto di quello che secondo la tradizione avrebbe fornito la bara al santo, ed esso appare oggi incorporato a un contrafforte dell'edificio. All'interno della chiesa si possono ammirare quattro pannelli in legno dipinto risalenti al secolo decimosettimo, i quali riproducono visivamente la leggenda del santo. Nel corso dell'anno 1854, il borgo cambiò ufficialmente il proprio nome da Tremblevif all'attuale denominazione di Saint-Viâtre.

La storia delle reliquie

Il corpo del santo ha riposato all'interno della cripta romana fino all'anno 1597. Nel 1597 il Capitolo di Orléans eseguì una accurata ricognizione delle reliquie del santo e le fece deporre con solennità in un nuovo reliquiario. Una nuova ricognizione delle reliquie ebbe luogo verso l'anno 1655 alla presenza autorevole di Lévy-Ventadour, arcivescovo di Bourges. Durante i drammatici eventi della Rivoluzione Francese le sacre reliquie furono coraggiosamente preservate dalla distruzione. Sempre durante la Rivoluzione Francese, tuttavia, il reliquiario antico dovette essere necessariamente ceduto ai rivoluzionari. Il reliquiario attuale che si ammira nella chiesa fu offerto alla comunità nel 1820.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Viatore?

La festa del santo è celebrata il sedici ottobre secondo un breviario di Saint-Mesmin del secolo quindicesimo conservato nella Biblioteca municipale di Orléans, mentre viene celebrata il cinque agosto nelle diocesi di Bourges e di Blois. Il martirologio colloca inoltre la memoria di san Viatore come eremita a La Trimouille nella Sologne.

A La Trimouille nella Sologne in Francia, san Viatore, eremita. — Martirologio Romano