4 agosto
Beato Guglielmo (William) Horne
Monaco certosino, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto delle persecuzioni
La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles si estende dal 1535 al 1681. Il primo a scatenare le persecuzioni fu il re Enrico VIII, vissuto dal 1491 al 1547. Enrico VIII provocò lo scisma d’Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. Furono artefici più o meno cruenti delle persecuzioni Enrico VIII e i suoi successori. Edoardo VI regnò dal 1547 al 1553. Elisabetta I fu la regina vergine e morì nel 1603. Gli altri sovrani e governanti persecutori furono Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo II Stuart. In centocinquant anni di persecuzioni morirono migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale. I cattolici testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa. I cattolici rifiutarono i giuramenti di fedeltà al re come nuovo capo della religione di Stato. I primi a morire come martiri il quattro maggio e il quindici giugno 1535 furono diciannove monaci Certosini. I diciannove monaci certosini furono impiccati nel Tyburn a Londra. L'ultima vittima delle persecuzioni fu l'arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda Oliviero Plunkett. Oliviero Plunkett fu giustiziato a Londra l’undici luglio 1681. L'odio dei nemici del cattolicesimo portò a inventare sistemi di tortura per i cattolici arrestati. I nemici del cattolicesimo includevano re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici, e calvinisti. Sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente da Francia e Roma come missionari in Inghilterra per riconvertire gli scismatici. I sacerdoti e gesuiti missionari erano considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all’estero e preparati in appositi seminari. Nel 1874 l’arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di trecentosessanta nomi con le prove per ognuno. A partire dal 1886 i martiri furono beatificati a gruppi dai Sommi Pontefici. Una quarantina di martiri furono canonizzati nel 1970. Ogni Ordine religioso e il clero diocesano lasciarono un tributo di sangue e martirio durante la grande persecuzione di Enrico VIII.
La prova della Certosa di Londra
I certosini erano monaci benvoluti e non dediti ad attività politica. I monaci della Certosa di Londra ricevettero la visita dei funzionari del re. I funzionari chiedevano ai maggiorenni di approvare il ripudio della regina Caterina d’Aragona da parte del re e l'accettazione di Anna Bolena. Il priore e il procuratore della Certosa finirono in carcere per aver obiettato sulla legittimità del ripudio. Dopo un mese il priore e il procuratore giurarono, convinti che il giuramento non toccasse la fede, e furono liberati. Il venticinque maggio 1534 i monaci della Certosa giurarono ai funzionari accompagnati dai soldati. A fine anno 1534 un nuovo decreto del re e del Parlamento stabilì che i sudditi dovevano disconoscere l'autorità del papa. Il nuovo decreto imponeva di riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana anche nelle cose spirituali. Chi non acconsentiva al decreto sul capo della Chiesa era reo di lesa maestà. Il priore Giovanni Houghton riunì i certosini comunicando la notizia del nuovo decreto. I certosini si dissero tutti pronti a morir per la Chiesa romana. Dal quattro maggio 1535 i monaci della Certosa di Londra furono arrestati, torturati e processati a più riprese. Diciannove monaci della Certosa di Londra furono condannati a morte. Le sentenze contro i certosini furono eseguite in periodi e date diverse fino al 1540. I certosini condannati morirono impiccati o di stenti e sofferenze in carcere.
Il martirio del Beato Guglielmo Horne
Il converso William Horne fu imprigionato il ventotto maggio 1537. William Horne sopravvisse alle torture e al carcere di Newgate. Altri nove monaci morirono nel carcere di Newgate insieme a William Horne. William Horne fu impiccato a Tyburn a Londra il quattro novembre 1540. William Horne fu l'ultimo dei martiri certosini e prime vittime della persecuzione di Enrico VIII e di Tommaso Cromwell. Il nove dicembre 1886 i diciannove Certosini di Londra furono beatificati da papa Leone XIII insieme ad altri trentacinque martiri inglesi. I primi martiri del 1535 furono canonizzati da papa Paolo VI il venticinque ottobre 1970. Guglielmo Horne è ricordato nel martirologio come monaco nella Certosa di Londra, fedele alla regola e incarcerato sotto Enrico VIII. La data di morte di Guglielmo Horne nel testo è indicata anche come quattro agosto 1540 a Londra.
La vita e il martirio
La vicenda terrena del Beato Guglielmo Horne si intreccia con i drammatici eventi che segnarono l'Inghilterra del sedicesimo secolo. Monaco nella Certosa di Londra, Guglielmo visse la propria vocazione nel silenzio e nella preghiera, finché la sua dedizione alla Chiesa non lo pose di fronte a una prova decisiva per la sua integrità morale. Il ventotto maggio dell'anno millecinquecento trentasette egli fu tratto in arresto, avendo opposto un fermo rifiuto al giuramento di supremazia reale, atto che pretendeva di sottomettere l'autorità spirituale della Chiesa al potere politico del sovrano.
Dopo l'arresto, Guglielmo fu rinchiuso nel carcere di Newgate, dove fu sottoposto a lunghe e atroci torture, restando tuttavia saldo nella sua scelta di fede. Nonostante la durezza di una detenzione prolungata e le sofferenze inflitte, la sua volontà non vacillò mai, testimoniando una forza d'animo che traeva nutrimento dal suo profondo radicamento nella vita monastica. Il suo cammino terreno si concluse il quattro novembre dell'anno millecinquecento quaranta, quando fu condotto a Tyburn per subire l'esecuzione capitale mediante impiccagione. Egli affrontò la morte con la dignità dei giusti, sigillando con il sangue la propria fedeltà a Cristo e alla Chiesa, divenendo per i posteri un punto di riferimento luminoso nel novero dei martiri inglesi che hanno testimoniato la verità della fede fino all'estremo sacrificio.
Il culto
Il culto del Beato Guglielmo Horne è parte integrante della memoria liturgica riservata ai martiri che hanno dato la vita per la fede durante la riforma inglese. La Chiesa, nel riconoscere il valore della sua testimonianza, ha voluto preservare il ricordo di questo monaco certosino che, pur nel silenzio del suo chiostro, ha saputo rispondere con coraggio alla chiamata del Signore.
La sua beatificazione, avvenuta per opera di papa Leone Tredicesimo nell'anno milleottocentottantasei, ha confermato ufficialmente la santità della sua vita e la gloria del suo martirio. Egli viene commemorato ogni anno il quattro agosto, insieme ai suoi confratelli e compagni di fede, in una celebrazione che invita i fedeli a riflettere sul valore inestimabile della coscienza cristiana. La sua figura continua a essere invocata come modello di perseveranza e di amore indissolubile verso la Chiesa, ricordandoci che la fedeltà ai principi divini rimane, in ogni tempo, la via maestra per giungere alla pace interiore e alla comunione eterna con Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Guglielmo Horne?
La memoria liturgica del Beato Guglielmo Horne si celebra il quattro agosto.
A Londra in Inghilterra, beato Guglielmo Horne, martire, che, monaco nella Certosa della città, sempre fedele all’osservanza della regola, rimase a lungo incarcerato sotto il re Enrico VIII e, consegnato infine al supplizio del patibolo a Tyburn, migrò alla destra di Cristo. — Martirologio Romano