Molti napoletani nutrono una grande devozione per san Gennaro, celebre vescovo di Benevento, martire a Pozzuoli e patrono principale della città, noto per il periodico e spettacolare miracolo della liquefazione del sangue. Accanto a questa figura luminosissima, la comunità cristiana di Napoli custodisce la memoria venerabile di Sant' Aspreno, il primo vescovo della nascente Chiesa napoletana, vissuto tra la fine del primo secolo e gli inizi del secondo secolo. Nonostante la rigorosa ricerca storica e i più recenti studi archeologici confermino le origini della comunità cristiana locale in quel medesimo torno di tempo, la tradizione e le fonti antiche consegnano alla memoria dei fedeli le vicende e i prodigi che legano indissolubilmente l'origine della diocesi napoletana alla predicazione dell'apostolo Pietro lungo il suo cammino verso Roma.
Vari documenti antichi, tra cui il prezioso Calendario Marmoreo di Napoli, attestano l'esistenza di Sant' Aspreno al tempo degli imperatori Traiano ed Adriano, fissando in ventitré anni la durata del suo fecondo episcopato. Sebbene non si sappia nulla di certo sulla sua vita precedente, il suo ministero ha segnato profondamente i primi passi della fede cristiana all'ombra del Vesuvio. La sua memoria liturgica si celebra il tre agosto ed è ricordata nel Martirologio Romano e nel Calendario Marmoreo, dove il santo viene attestato con il nome di sant'Asprenato quale primo vescovo della città, secondo soltanto a san Gennaro nella venerabile schiera dei quarantasette santi protettori di Napoli.
Il Beato Riccardo Gil Barcelón nacque a Manzanera di Teruel, presso Valencia in Spagna, il 27 ottobre 1873, da una famiglia nobile e benestante dedita alla carità e alla vita cristiana esemplare. Sacerdote della Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza fondata da San Luigi Orione, spese la sua esistenza tra l'insegnamento, il servizio ai poveri, ai bambini e ai malati, e una complessa ricerca spirituale segnata da profondi travagli interiori e da una costante tensione alla radicalità evangelica.
Perseguitato durante la guerra civile spagnola, fu arrestato a Valencia e condotto a El Saler, dove il 3 agosto 1936 affrontò il martirio insieme al giovane postulante Antonio Arrué Peiró, immolando la vita in odio alla fede cristiana e gridando con coraggio il nome di Cristo Re. Fu proclamato beato il 13 ottobre 2013 a Tarragona durante una solenne celebrazione presieduta dal cardinale Angelo Amato come delegato del Santo Padre.
Il Beato Antonio Arrué Peiró vissuto nel ventesimo secolo e morto martire nel millenovecentotrentasei rappresenta una figura luminosa di fede salda e di dedizione silenziosa agli ultimi. Nato a Calatayud, in Spagna, visse un percorso segnato da grandi prove e da una profonda ricerca spirituale che lo condusse ad incontrare il carisma di don Luigi Orione attraverso la guida di padre Riccardo Gil Barcelón. La sua vita si compì nel supremo sacrificio del martirio sulla spiaggia di El Saler, suggellando una totale adesione al Vangelo accanto al suo padre spirituale.
La memoria di questo umile postulante orionino resta indissolubilmente legata alla testimonianza coraggiosa resa in un tempo di persecuzione. La Chiesa lo riconosce oggi tra i beati martiri della persecuzione religiosa in Spagna, ricordandone il sacrificio cruento e la purezza d'intenti. La sua vicenda umana e spirituale continua a parlare ai credenti del valore della fedeltà a Cristo fino al dono della vita, vissuto nella semplicità e nell'amore per i fratelli sofferenti.
San Martino nacque intorno all'anno 500, da nobile famiglia romana o comunque laziale. Chiamato in origine Marco, o Marzio, ricevette il nome di Martino direttamente da San Gregorio Magno, che ne elogiò nei suoi Sermoni la straordinaria santità e grandezza. Vissuto tra il sesto secolo e il decimo secolo, San Martino scelse la via radicale dell'eremitaggio e della contemplazione, contrapponendo alla fascinazione delle corti imperiali e dei ricchi la spelonca oscura di un monte solitario. Fu un santo taumaturgico ed eccezionale per spirito di preghiera e penitenza, capace di guidare i discepoli e di difendere il suo monastero anche dopo la morte.
La sua memoria liturgica si celebra il 3 agosto, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nell'anno 580, mentre la traslazione delle reliquie viene ricordata il 26 giugno. Egli è il venerato patrono della città e della diocesi di Carinola. La sua figura brilla nella storia della Chiesa come quella di un padre spirituale che seppe vivere in perfetta solitudine, raccogliendo attorno a sé anime assetate di Dio e proteggendo la sua comunità attraverso prodigi straordinari.
Sante Licinia, Leonzia, Ampelia e Flavia sono quattro vergini vissute a Vercelli nel quinto secolo, ricordate per la loro testimonianza di fede e di vita ascetica nel solco della tradizione eusebiana. Associate alla memoria del protovescovo sant'Eusebio, queste sorelle condussero un'esistenza interamente consacrata alla preghiera, al silenzio e al servizio della Chiesa cattedrale, custodendo i valori della purezza e della dedizione totale al Signore. La loro storia giunge sino a noi attraverso le testimonianze della liturgia antica e le iscrizioni sepolcrali che ne hanno tramandato i nomi e le virtù.
Il loro culto liturgico si inserisce profondamente nella tradizione della diocesi di Vercelli, dove le reliquie delle sante riposano nella cattedrale e nella chiesa della Casa Madre della Congregazione delle Suore Figlie di Saint Eusebius. Celebrate il 3 agosto nel Calendario Eusebiano, Licinia, Leonzia, Ampelia e Flavia rappresentano un luminoso esempio di ascesi monastica femminile delle origini cristiane in Italia Settentrionale, richiamando ogni fedele alla vigilanza spirituale e alla fedeltà alle promesse battesimali.
I beati Alfonso Lopez Lopez e Michele Remon Salvador sono figure luminose del ventesimo secolo, testimoni fedeli del Vangelo fino al dono supremo della vita. Entrambi membri dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, hanno intrecciato il loro cammino spirituale in una dedizione profonda, culminata nel servizio presso la basilica di Loreto. La loro esistenza, segnata dalla preghiera e dalla cura delle anime, si è compiuta nel sacrificio estremo durante la guerra civile spagnola, rendendo la loro memoria un segno indelebile di coraggio e di abbandono fiducioso alla volontà del Signore.
La Chiesa universale ricorda questi due martiri il tre agosto, data che segna il loro ingresso nella gloria eterna. Canonizzati da Papa Giovanni Paolo II l'undici marzo duemilauno, il loro esempio continua a interpellare il cuore dei fedeli, invitando a una coerenza di vita che non teme le prove del tempo. Essi rimangono un punto di riferimento per chiunque cerchi nella sequela di San Francesco d'Assisi una via di umiltà e di fortezza, capace di trasformare il dolore della persecuzione in una testimonianza di pace e di riconciliazione che supera ogni confine terreno.
San Pietro nacque a Salerno e discendeva dalla nobile famiglia dei principi longobardi. Rimasto orfano in tenera età, fu offerto al monastero di San Benedetto, dove visse in preghiera e studiò i sacri canoni, avviato fin da fanciullo a una vita di profondo raccoglimento. Chiamato alla vita pubblica dal cardinale Ildebrando, servì come cappellano di papa Alessandro II e fu successivamente inviato come apocrisario presso l'imperatore d'Oriente Michele VII per la concordia della fede, compiendo in seguito un ulteriore viaggio a Costantinopoli e partecipando alla crociata al fianco di Boemondo di Taranto. Animato dallo spirito della riforma gregoriana, fu posto sulla cattedra di Anagni dallo stesso pontefice Alessandro II. In questa sede episcopale governò per quarantatré anni, affrontando dure sofferenze a causa dei chierici contrari alla riforma, ma operando instancabilmente per il restauro della disciplina ecclesiastica, la vita comune, la restituzione dei beni usurpati dai laici, il ravvivamento del culto del martire Magno e la ricostruzione della cattedrale.
San Pietro di Anagni è ricordato per la sua fedeltà al Vangelo e per la santità della sua vita, coronata dalla morte avvenuta il 3 agosto 1105, giorno in cui la Chiesa ne celebra la memoria liturgica. Alla sua scomparsa, la cattedrale era ormai ricostruita e la comunità ecclesiale formata e rinnovata. Il suo amico e collaboratore Bruno, vescovo di Segni, ne celebrò le esequie e scrisse una narrazione delle sue virtù e dei suoi miracoli. La canonizzazione fu solennemente decretata il 4 giugno 1110 da papa Pasquale II mediante una bolla emessa da Segni. Il culto del santo fu autorizzato per le diocesi della Campania e la sua memoria liturgica si celebra il 3 agosto, mentre il 19 agosto viene esposto un busto reliquiario in rame argentato risalente al sedicesimo secolo. San Pietro è oggi custodito nella memoria e nella preghiera quale patrono minore della città e della diocesi di Anagni.
Il Beato José Guardiet y Pujol nacque a Manlleu, vicino a Barcellona, il 21 giugno 1879, in una famiglia legata alla professione farmaceutica. Sacerdote dal 1902, spese la sua vita nel ministero pastorale con dedizione instancabile, servendo come vicario, economo e infine come rettore della parrocchia di San Pedro a Rubí. Uomo di profonda bontà, noto come il parroco del sorriso, visse il suo apostolato tra i bambini, i poveri e la cura zelante della catechesi. Durante i duri anni della persecuzione religiosa legata alla guerra civile spagnola, rimase fermamente accanto al suo gregge, rifiutando ogni via di fuga e offrendo la propria vita in testimonianza della fede.
La sua testimonianza culminò nel martirio il 3 agosto 1936, quando fu ucciso per odio alla fede lungo la strada Arrabassada. Annoverato tra i martiri della persecuzione religiosa in Spagna, è stato beatificato il 13 ottobre 2013 sotto il pontificato di papa Francesco. Oggi la sua memoria liturgica si celebra il 3 agosto, ricordando il suo spirito di perdono verso i carnefici e il suo amore incrollabile per l'Eucaristia e per la Chiesa.
A Autun nella Gallia lugdunense, in Francia, sant’Eufronio, vescovo, che costruì la basilica di san Sinforiano martire e ornò con maggior decoro il sepolcro di san Martino di Tours.
Beato Agostino Kazotic
Domenicano
A Lucera in Puglia, beato Agostino Kazotic, vescovo, dell’Ordine dei Predicatori, che dapprima resse la Chiesa di Zagabria e poi, per l’ostilità del re di Dalmazia, raggiunse la sede di Lucera, dove ebbe somma cura dei poveri e dei bisognosi.
Beato Francesco (Francisco) Bandrés Sanchez
Sacerdote salesiano e martire
A Barcellona ancora in Spagna, beato Francesco Bandrés Sánchez, sacerdote della Società Salesiana e martire, che sempre nella stessa persecuzione confermò con il suo sangue la propria fedeltà al Signore.
Beato Salvatore Ferrandis Seguì
Sacerdote e martire
Ad Alicante in Spagna, beato Salvatore Ferrandis Seguì, sacerdote e martire, che versò il sangue per Cristo durante la persecuzione contro la fede e conseguì la palma della vittoria.
Beato Fulgenzio da Quesada
Mercedario
Beato Luigi de Ortofin
Mercedario
Beato Gregorio
Abate di Nonantola
Dal Martirologio Romano
A Napoli, sant’Asprenato, primo vescovo della città. — Martirologio Romano