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5 novembre

Beati Martiri Albanesi (Vincenzo Prennushi e 37 compagni)

Aggiornato il 30 ottobre 2026

La persecuzione e il contesto storico

Nel corso del ventesimo secolo, e in particolare tra il 1944 e il 1991, la Chiesa cattolica in Albania ha vissuto una delle persecuzioni più sistematiche e violente della storia moderna sotto il regime comunista. Alcune stime indicano che in questo doloroso periodo sono stati uccisi cinque vescovi, sessanta sacerdoti, trenta religiosi francescani, tredici gesuiti, dieci seminaristi, otto suore e diversi laici, le cui esistenze sono state stroncate a causa del loro inossidabile legame con la fede cristiana. I fedeli e i consacrati arrestati venivano regolarmente sottoposti a crudeli torturate e talvolta costretti a subire processi farsa dall'esito già determinato dai tribunali del regime. La prima accusa principale mossa ai perseguitati era quella di essere spie al servizio della Santa Sede, mentre la seconda accusa principale, rivolta specialmente a quanti avevano avuto contatti culturali o spirituali con l'Europa, era di essere collaborazionisti del nazismo o del fascismo. L'eliminazione fisica di molti sacerdoti, che erano anche uomini di lettere e custodi della cultura, mirava a colpire duramente e irreparabilmente l'identità nazionale albanese. La tremenda persecuzione dei cattolici albanesi è finalmente terminata il quattro novembre del 1990 con la celebrazione di una Santa Messa nel cimitero cattolico di Scutari, un evento storico che ha segnato il ritorno alla pubblica professione di fede per l'intero paese.

I testimoni della fede

Il gruppo dei trentotto candidati al martirio era guidato da Vincenzo Prennushi, conosciuto al secolo come Kolë, frate minore e arcivescovo di Durazzo. I trentotto candidati comprendevano complessivamente due vescovi, ventuno sacerdoti diocesani, sette sacerdoti francescani, tre gesuiti di cui due sacerdoti e un fratello coadiutore, un seminarista e quattro laici. I decessi indicati sono avvenuti in Albania in un arco temporale compreso tra il 1945 e il 1974, tracciando una via crucis di testimonianza cristiana attraverso le città e le regioni del paese. Tra i primi a cadere vi fu Lazër Shantoja, sacerdote appartenente all'Arcidiocesi di Scutari-Pult, deceduto il cinque marzo 1945 a Tirana. Pochi giorni dopo, il venticinque marzo 1945, morì a Scutari Ndre Zadeja, sacerdote della medesima arcidiocesi. L'anno successivo, il quattro marzo 1946, perse la vita a Scutari il laico Gjelosh Lulashi. Il diciotto luglio 1946 fu assassinato a Scutari Alfons Tracki, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Nel settembre 1946 morì a Tirana Fran Mirakaj, laico coniugato della stessa arcidiocesi. Il sedici novembre 1946 si spense a Tirana Josef Marxen, sacerdote dell'Arcidiocesi di Tirana-Durazzo. Il due dicembre 1946 cadde a Scutari Bernardino, al secolo Zef, Palaj, sacerdote francescano. Il ventiquattro gennaio 1947 morì a Shelqet di Scutari Luigj Prendushi, sacerdote della Diocesi di Sapë. Il ventotto marzo 1947 fu ucciso a Përmet Dedë Maçaj, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Sempre nel 1947 morì a Shën Pal nella regione di Mirditë Mark Gjani, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. L'undici maggio 1947 trovò la morte a Lezhë Serafino, al secolo Gjon, Koda, sacerdote francescano. Il trentuno ottobre 1947 si concluse la vita terrena di Gjon Pantalia, fratello gesuita deceduto a Scutari.

La persecuzione continuò implacabile negli anni successivi. Il nove marzo 1948 morì a Durazzo Anton Zogaj, sacerdote dell'Arcidiocesi di Tirana-Durazzo. L'undici marzo 1948 fu ucciso a Scutari Cipriano, al secolo Dedë, Nika, sacerdote francescano. Il trenta aprile 1948 morì a Scutari Dedë Plani, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il dodici maggio 1948 si spense a Scutari Ejëll Deda, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Nella primavera del 1948 morì a Scutari Anton Muzaj, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Con probabilità il trentuno luglio 1948 morì a Koplik di Scutari Pjetër Çuni, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il ventisei ottobre 1948 morì a Maliq di Coriza Josif Papamihali, sacerdote dell'Amministrazione apostolica dell'Albania del Sud e appartenente al Rito greco-cattolico albanese. Il ventisei dicembre 1948 morì a Koplik di Scutari Aleksander Sirdani, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il capo del gruppo, Vincenzo Prennushi, morì in seguito alle sevizie il venti marzo 1949 a Durazzo. Il quattro aprile 1949 morì a Lezhë Jak Bushati, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il sedici aprile 1950 si spense a Scutari Gaspare, al secolo Mikel, Suma, sacerdote francescano. Il ventiquattro ottobre 1950 morì a Scutari la giovane laica Maria Tuci, aspirante delle Suore Stimmatine. Il cinque novembre 1951 morì a Scutari Jul Bonati, sacerdote dell'Arcidiocesi di Tirana-Durazzo. Il quattro aprile 1954 morì nel carcere di Burrel Carlo, al secolo Ndue, Serreqi, sacerdote francescano. Il ventidue aprile 1958 morì a Scutari Ndoc Suma, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il dodici maggio 1959 morì a Scutari Dedë Malaj, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Nel mese di aprile 1969 morì a Scutari Marin Shkurti, sacerdote dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Il venti ottobre 1971 morì a Fushe di Krujë Shtjefën Kurti, sacerdote dell'Arcidiocesi di Tirana-Durazzo. Infine, il dieci febbraio 1974 morì a Scutari Mikel Beltoja, ultimo sacerdote martire di questo gruppo, appartenente all'Arcidiocesi di Scutari-Pult. Accanto a loro figuravano anche altre figure di rilievo come Giovanni Fausti e Daniel Dajani, sacerdoti gesuiti, Giovanni Kolë Shllaku, sacerdote francescano, Qerim Sadiku, laico dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult, Mark Çuni, seminarista della medesima arcidiocesi, Frano Gjini, vescovo e abate nullius di Sant'Alessandro a Orosh, e altri valorosi testimoni.

Il cammino della causa di beatificazione

Dopo il ripristino della libertà religiosa nel Paese, si è fortemente intensificata la memoria dei martiri, portando la Chiesa locale alla richiesta di avviarne la causa di beatificazione. Parallelamente ma in modo separato sono state avviate le cause storiche del francescano padre Luigi Paliq, morto nel 1913, e del sacerdote diocesano don Gjon Gazulli, ucciso nel 1927. La fase diocesana del processo di beatificazione per i trentotto candidati è stata solennemente aperta il dieci novembre 2002 nella cattedrale di Scutari. Alla sessione di apertura del dieci novembre 2002 era presente il cardinale Crescenzio Sepe, che rivestiva allora l'incarico di Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli. Le tre inchieste diocesane si sono concluse l'otto dicembre 2010 nella cattedrale di Scutari alla presenza del cardinale Claudio Hummes, Prefetto Emerito della Congregazione per il Clero. I processi diocesani così istruiti sono stati formalmente convalidati con apposito decreto il nove marzo 2012. Durante il suo storico viaggio apostolico in Albania, compiuto il ventuno settembre 2014, Papa Francesco ha celebrato i Vespri nella cattedrale di Scutari e ha espresso viva sorpresa per la grande sofferenza patita dal popolo albanese, definendolo con commozione un popolo di martiri. Nel mese di luglio 2015 sono stati consegnati alla Congregazione delle Cause dei Santi i due volumi della positio super martyrio di monsignor Prennushi e dei trentotto compagni. Il diciassette novembre 2015 i consultori teologi hanno espresso parere favorevole riguardo all'uccisione in odio alla fede dei candidati. Il ventisei aprile 2016 Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del decreto che riconosceva ufficialmente il loro martirio. Nell'elenco ufficiale dei Beati, ordinato per data di morte, il nome al secolo dei religiosi è indicato tra parentesi mentre il nome religioso è italianizzato, e nelle schede individuali è italianizzato anche il nome proprio dei laici e dei secolari, inserendo ove possibile il numero di scheda corrispondente.

La beatificazione e il culto

La solenne celebrazione della beatificazione si è tenuta il cinque novembre 2016 nella piazza della cattedrale di Santo Stefano a Scutari. Il cardinale Angelo Amato ha presieduto la cerimonia di beatificazione in qualità di delegato ufficiale di Papa Francesco. Questo grandioso evento ecclesiale ha coronato decenni di silenzio, lacrime e preghiera, restituendo alla venerazione dei fedeli di tutto il mondo una schiera imponente di testimoni che hanno preferito la morte al tradimento di Cristo. Oggi il loro ricordo rimane scolpito nella coscienza della Chiesa albanese e universale come un monito perenne sulla preziosità della fede e sulla forza invincibile dell'amore evangelico.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Beati Martiri Albanesi?

La memoria liturgica dei Beati Martiri Albanesi si celebra il cinque novembre.

Dove è avvenuta la beatificazione dei martiri albanesi?

La celebrazione della beatificazione si è tenuta il cinque novembre 2016 nella piazza della cattedrale di Santo Stefano a Scutari.