Beati Martiri della Gran Bretagna

Aggiornato il 22 luglio 2026

L'origine e lo svolgimento delle persecuzioni

Le persecuzioni contro i cattolici in Inghilterra, Scozia e Galles si sono svolte tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, precisamente tra il 1535 e il 1681. Re Enrico VIII fu l'iniziatore di tale oppressione e causò lo Scisma d'Inghilterra separando la Chiesa Anglicana da Roma. Oltre a Enrico VIII, le persecuzioni furono promosse dai suoi successori Edoardo VI, regnante dal 1547 al 1553, ed Elisabetta I, detta la regina vergine e morta nel 1603. La spietata repressione continuò sotto Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo II Stuart. Nell'arco di questi centocinquanta anni di persecuzioni morirono migliaia di cattolici inglesi appartenenti a tutte le classi sociali. I martiri testimoniarono la loro fede cattolica e la fedeltà al papa rifiutando di giurare fedeltà al re come capo della religione di Stato. I primi martiri di questa lunga serie furono diciannove monaci certosini impiccati a Tyburn, a Londra, il 4 maggio e il 15 giugno 1535. L'ultima vittima della persecuzione fu Oliviero Plunkett, arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, giustiziato a Londra l'11 luglio 1681.

Le sofferenze e le tappe del riconoscimento

I vari nemici del cattolicesimo, inclusi re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici e calvinisti, idearono crudeli torture per i cattolici catturati. I sacerdoti e i gesuiti inglesi che tornavano clandestinamente dalla Francia e da Roma come missionari venivano formati in appositi seminari ed erano considerati traditori dello Stato. A parte rare eccezioni relative a funzionari di alto rango come Tommaso Moro, Giovanni Fisher e Margherita Pole, che furono decapitati o uccisi rapidamente, gli altri prigionieri subirono dure sofferenze. I prigionieri venivano sottoposti a interrogatori estenuanti, dura prigionia e torture sofisticate come l'eculeo, la figlia dello Scavinger e i guanti di ferro. La modalità di esecuzione prevedeva che i condannati venissero impiccati, staccati dal cappio prima di soffocare e sventrati mentre erano ancora semicoscienti. I corpi dei giustiziati venivano poi squartati e i resti, cosparsi di pece, venivano appesi alle porte e nei luoghi principali delle città. La procedura per la beatificazione di questi martiri poté iniziare solo nel 1850, a seguito della restaurazione della gerarchia cattolica in Inghilterra e Galles. Nel 1874 l'arcivescovo di Westminster trasmise a Roma un dossier contenente un elenco di trecentosessanta martiri corredato dalle relative prove. A partire dal 1886 diversi pontefici hanno beatificato i martiri suddivisi in vari gruppi. Nel 1970 una quarantina di questi martiri è stata canonizzata. Nel 1987 sono stati ultimati i processi per un gruppo di altri ottantacinque martiri. Il 22 novembre 1987 papa Giovanni Paolo II ha beatificato a Roma questo gruppo di ottantacinque martiri, stabilendo per loro la celebrazione al 4 maggio e indicando Giorgio Haydock come capofila. Tra questi ottantacinque martiri figurano sessantatré sacerdoti, di cui cinquantacinque diocesani, cinque francescani, due gesuiti e un domenicano, e ventidue laici, tra i quali figura il tipografo William Carter.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Beati Martiri della Gran Bretagna?

La loro memoria liturgica si celebra il 4 maggio.