3 giugno
Beato Andrea Caccioli da Spello
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a Spello
Il Beato Andrea Caccioli nacque a Spello il trenta novembre millenovecentonovantaquattro, in un piccolo e ameno paese dell'Umbria inserito nel contesto del tredicesimo secolo. Venne al mondo da una nobile famiglia e gli fu imposto il nome del glorioso apostolo la cui festa ricorreva proprio nel giorno della sua nascita. Fin dalla fanciullezza fu educato secondo i sani principi della fede cristiana, distinguendosi presto, come attestano i primi biografi, per una straordinaria bontà verso il prossimo. Nutriva un profondo amore per il raccoglimento e amava ritirarsi solitario in preghiera, eleggendo a suo luogo preferito il Monte Subasio. Su quel monte sorgevano il monastero dei Benedettini e quello delle Clarisse, e Andrea vi si recava spesso per cercare la pace interiore. A ventidue anni, nel millenovecentosedici, fu ordinato sacerdote dal Vescovo di Spoleto, intraprendendo un ministero sacerdotale vissuto in modo incondizionato. A ventitré anni, essendo rimasta vacante la parrocchia del suo paese, fu scelto da tutti come successore ideale. Da giovane parroco si prodigava generosamente nella cura delle anime, pur rimanendo fortemente attratto dalla preghiera contemplativa. In quegli anni Francesco d'Assisi aveva dato vita al movimento dei Frati Minori poco distante da Spello, contagiando molte persone a vivere in modo distaccato dalle cose terrene e rivolte al cielo. Le comunità francescane si diffondevano ovunque e il Beato Andrea ne era profondamente affascinato.
L'incontro con San Francesco e la conversione francescana
La svolta nella sua vita giunse quando incontrò San Francesco nel monastero delle Clarisse di Vallegloria. In quell'occasione, San Francesco gli disse di continuare per qualche tempo a fare il parroco per finire i lavori e badare alla madre anziana. Andrea ubbidì e resse la parrocchia per altri quattro anni dopo l'incontro con il santo di Assisi, ritenendosi libero di recarsi dal vescovo solo dopo la morte della madre. Quando la notizia della sua partenza si diffuse, molti cercarono di fargli cambiare idea, ma egli, ottenuto il permesso, lasciò Spello all'età di ventinove anni per dirigersi verso il convento di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Prima di partire vendette tutti i suoi beni e ne distribuì il ricavato ai poveri, come previsto dalla regola francescana. Fu accolto da San Francesco in persona, che gli diede il saio povero, rendendolo il primo parroco sacerdote a diventare frate. Visse l'anno di noviziato nella comunità primitiva di Santa Maria degli Angeli, che la Prima Vita del beato Tommaso da Celano descrive nel suo modo eroico di vivere, essendo quella la comunità più amata da Francesco. In quel luogo privilegiato, Andrea assimilò parole, gesti e virtù del fondatore, giungendo a emettere la professione solenne prostrato davanti a San Francesco. Egli fu accanto a San Francesco al momento della morte, avvenuta il tre ottobre millenovecentoventisei, logorato dalle fatiche. San Francesco gli raccomandò allora l'importanza della proclamazione della Parola di Dio, e dopo tale incarico Andrea rinunciò definitivamente alla vita eremitica per annunciare la Lieta Novella. In quel cammino ebbe il beato Egidio come direttore spirituale e assistette alla canonizzazione di Francesco, avvenuta ad Assisi il sedici luglio millenovecentoventotto a opera di Gregorio IX. Il diciassette luglio millenovecentoventotto iniziarono i lavori per la costruzione della nuova basilica, ai quali presenziò il Beato Andrea, e il venticinque maggio millenovecentotrenta partecipò alla solenne traslazione del corpo di San Francesco. In occasione di tale traslazione, Andrea chiese al Papa la consacrazione della chiesa di San Lorenzo di Spello, e il corteo papale giunse così nel suo paese natale dove la chiesa fu celebrata con grande solennità.
I miracoli dell'acqua e la missione di predicatore
Nel millenovecentotrentatré, Andrea fu inviato in Spagna al Capitolo dei Frati di Soria. In quelle terre si verificò il prodigio che gli valse l'appellativo di santo delle acque. Vi era allora una gravissima siccità e la popolazione, disperata, si rivolse ai frati. I religiosi intrapresero preghiere penitenziali guidate da Andrea, nonostante fosse straniero e poco conosciuto come oratore. Andrea trattò nei suoi discorsi temi profondi come il peccato, il castigo di Dio, il pentimento e la misericordia divina, e i fedeli rimasero molto colpiti dai suoi argomenti. Dopo breve tempo cadde molta pioggia e vi fu un'abbondanza di raccolto tale che il popolo riconobbe in Andrea il salvatore venuto dall'Italia. Tale appellativo fu confermato da un secondo miracolo legato all'acqua, questa volta a beneficio delle Clarisse di Vallegloria. Le monache erano rimaste senz'acqua ed erano costrette a uscire dalle mura della clausura, per cui si rivolsero ad Andrea piene di fiducia. Il beato disse loro di pregare e di meritare la grazia con una santa condotta di vita, e in poco tempo fu scoperta una fonte d'acqua dentro il convento. La fonte legata al beato è ancora oggi attiva e la sua acqua è considerata dalla popolazione terapeutica e ottima per la cura del mal di fegato. Per il suo zelo, il beato veniva invocato in ogni periodo di siccità ottenendo sempre successo. Nel millenovecentotrentacinque fu nominato predicatore dell'Ordine, con il permesso di predicare sempre e ovunque. Fu un predicatore instancabile per otto anni, recandosi a Verona, Como, Crema, Padova, Reggio Emilia, Roma e in Francia per predicare. Spesso teneva le sue omelie in piazza quando le chiese non erano abbastanza capienti, e la sua parola semplice commuoveva e convertiva gli ascoltatori, mentre spesso alla sua predicazione seguivano dei prodigi.
La contemplazione, il ritorno a Spello e il transito
Pur essendo un apostolo instancabile, il Beato Andrea mantenne sempre una natura contemplativa, imponendosi periodi di ritiro. L'Eremo delle Carceri presso Assisi era uno dei suoi luoghi di ritiro preferiti, dove, durante le lunghe preghiere, rimaneva assorto in profonda meditazione. Per due volte ottenne il dono mistico di stringere tra le braccia il Bambin Gesù. Continuò a occuparsi della cura spirituale delle Monache di Vallegloria fino alla fine dei suoi giorni, monache che gli erano state affidate direttamente da Santa Chiara. La protezione del beato si estese anche quando il Monastero di Vallegloria fu preservato dai soldati di Federico secondo grazie alle sue preghiere. Con il progredire dell'età e a causa delle fatiche, i suoi concittadini espressero il forte desiderio che egli potesse concludere la sua vita tra loro. A tale scopo, offrirono all'Ordine la Chiesa di San Andrea Apostolo con i locali annessi e chiesero al Ministro Generale Fra Giovanni da Parma di inviare una comunità di frati. L'offerta della chiesa fu accolta benevolmente dall'Ordine e Fra Andrea fu eletto Guardiano nel millenovecentocinquantatré. Il suo ingresso a Spello fu accolto come un trionfo, e durante la sua permanenza in paese riuscì persino a riconciliare le fazioni opposte dei Guelfi e dei Ghibellini. Negli ultimi tempi fu afflitto da numerosi malanni e da alcune aridità spirituali, ma fu debitamente confortato dai sacramenti prima di morire, ricevendo anche la visita del Beato Egidio e predicendo a Fra Tommaso la sua elezione a Ministro Provinciale. Spirò il tre giugno millenovecentocinquantaquattro all'età di sessant'anni. Una moltitudine di popolo partecipò alle sue esequie e il suo corpo fu deposto in due casse, una di legno e una di marmo. Già nei primi dipinti fu raffigurato con l'aureola, testimonianza di una santità subito riconosciuta. Una ricognizione del corpo del beato avvenne nel millenovecentosentitré, mentre un nuovo altare gli fu dedicato il tre giugno millenovecentonovantasette, e la sua stanza nella casa natale dei Caccioli fu trasformata in cappella. Papa Clemente XII confermò ufficialmente il suo culto il venticinque luglio millenovecentotrentotto, sebbene egli fosse già compatrono di Spello a partire dal millenovecentosessanta. I confratelli e i concittadini custodiscono ancora oggi con venerazione il suo corpo e i luoghi santificati dalla sua presenza.
Il cammino di fede
La vicenda umana e spirituale di Andrea Caccioli inizia a Spello nell'anno 1194. Il suo percorso verso il sacerdozio giunse a compimento nel 1216, quando ricevette l'ordinazione dalle mani del Vescovo di Spoleto. Pochi anni dopo, nel 1223, il desiderio di una maggiore aderenza allo spirito di povertà lo condusse a fare il suo ingresso nell'Ordine dei Frati Minori. Questo passo fondamentale lo portò a condividere la vita e il magistero di San Francesco d'Assisi, fino ad avere il dono e il privilegio di essere presente al momento del transito del Santo nel 1226. La sua missione lo portò a percorrere le strade d'Italia, toccando città come Assisi, Verona, Como, Crema, Padova, Reggio Emilia e Roma. Il suo zelo apostolico si spinse sino in Spagna, precisamente a Soria, dove il suo ministero fu accompagnato da segni prodigiosi in un periodo segnato da una drammatica carenza di piogge. Nel 1235, in riconoscimento della sua eloquenza e della profondità del suo spirito, fu nominato predicatore dell'Ordine. Negli ultimi anni della sua esistenza, tornato nella sua terra natale, fu eletto Guardiano del convento di Spello nel 1253, un ufficio che ricoprì con abnegazione fino alla morte, avvenuta nel 1254. Il suo esempio di umile servitore della Chiesa è stato solennemente ratificato nel 1738 da Papa Clemente XII, che ne ha elevato la memoria agli onori dell'altare, rendendo merito a una vita interamente spesa nell'ascolto della Parola e nel servizio ai fratelli.
Il culto e la memoria
La memoria del Beato Andrea Caccioli da Spello è viva e radicata nella tradizione umbra, che ne custodisce l'esempio con gratitudine. Il riconoscimento ufficiale del suo culto, avvenuto per opera di Papa Clemente XII nel 1738, ha consolidato la venerazione di un uomo che ha saputo incarnare, con sobrietà e fermezza, gli ideali del francescanesimo delle origini. La sua figura non è soltanto un ricordo del passato, ma una luce che continua a orientare il cammino di fede dei fedeli, specialmente nella sua città natale, dove egli è venerato come protettore. La celebrazione liturgica, fissata per il giorno 3 giugno, invita la comunità cristiana a riflettere sulla fedeltà del Beato Andrea al Vangelo e alla Regola, offrendo un modello di vita sacerdotale che trova nel silenzio e nell'azione i suoi pilastri fondamentali. La sua testimonianza, legata al contatto diretto con il Poverello d'Assisi, conferisce al suo culto un carattere di autenticità evangelica, che richiama alla semplicità, alla preghiera e alla carità operosa, virtù che hanno distinto il suo cammino terreno dal tredicesimo secolo fino ai nostri giorni.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Andrea Caccioli?
La memoria liturgica del Beato Andrea Caccioli si celebra il 3 giugno.
Di cosa è patrono il Beato Andrea Caccioli?
Il Beato Andrea Caccioli è patrono e compatrono della città di Spello.
A Spello in Umbria, beato Andrea Caccioli, che, primo sacerdote aggregato tra i Frati Minori, ricevette l’abito dell’Ordine dalle mani di san Francesco e gli fu accanto al momento della morte. — Martirologio Romano