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mercoledì 3 giugno 2026 · Santo del giorno

Santi Carlo Lwanga e 12 compagni

Martiri

Santi Carlo Lwanga e 12 compagni

Nel diciannovesimo secolo, la terra dell'Uganda fu teatro di una sanguinosa persecuzione religiosa che vide protagonisti i Santi Carlo Lwanga e i loro compagni. Tra il novembre del mille ottocento ottantacinque e la metà del mille ottocento ottantasei, sotto il regno di Mwanga secondo, un gruppo di giovani della corte reale scelse la fedeltà a Cristo piuttosto che cedere alle dissolutezze del sovrano. Carlo Lwanga, appartenente al clan di Ngabi, guidò spiritualmente questi neoconvertiti dopo aver ricevuto il battesimo e l'influenza delle parole del Vangelo testimoniate dai Missionari d'Africa, noti come Padri Bianchi e fondati dal Cardinale Lavigerie. Il re Mwanga, inizialmente accolto con benevolenza ma presto sobillato dagli stregoni locali che vedevano il loro potere compromesso dalla forza del Vangelo, scatenò una spietata persecuzione. Carlo Lwanga e i suoi compagni affrontarono una marcia di ventisette miglia trasformata in una vera e propria Via Crucis dal palazzo reale di Munyonyo fino alla collina di Namugongo.

Il tre giugno del mille ottocento ottantasei, sul colle di Namugongo, Carlo Lwanga e altri compagni cattolici e anglicani sigillarono la loro testimonianza con il martirio sul rogo, pregando fino all'ultimo respiro senza emettere un gemito. Tra di essi spiccava il giovanissimo Kizito, di soli quattordici anni, che morì mano nella mano con Carlo Lwanga. Questo immane sacrificio non spense la fede, ma divenne seme di tantissime conversioni, confermando la profezia di Bruno Sserunkuuma secondo cui una fonte con molte sorgenti non si sarebbe mai inaridita. Beatificati nel mille novecentoventi da Benedetto XV, i martiri ugandesi furono i primi sub-sahariani ad essere riconosciuti tali dalla Chiesa cattolica. Furono infine canonizzati il diciotto ottobre del mille novecento sessantaquattro da papa Paolo VI durante il Concilio Vaticano Secondo, mentre i successivi viaggi apostolici di papa Montini e di papa Francesco nel santuario di Namugongo hanno consacrato questo luogo come simbolo luminoso dell'ecumenismo del sangue.

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Gli altri santi di oggi

Santa Clotilde

Regina dei Franchi

Santa Clotilde, nata a Lione nel quattrocentosettantacinque, rappresenta una figura di profonda spiritualità e di incisiva testimonianza cristiana nel travagliato contesto del quinto e sesto secolo. Figlia di stirpe regale, la sua esistenza fu segnata sin dall'infanzia dal dolore, a seguito dell'assassinio del padre avvenuto nell'anno quattrocentottantuno, evento che la costrinse a cercare rifugio a Ginevra. La sua vicenda umana si intrecciò indissolubilmente con la storia del popolo dei Franchi attraverso il matrimonio con il re Clodoveo, unione che divenne strumento provvidenziale per la diffusione del Vangelo.

La memoria di Santa Clotilde è legata indissolubilmente al suo ruolo di sposa devota, capace di orientare il cuore del sovrano verso la fede cattolica. Dopo aver condiviso vent'anni di vita coniugale, la regina affrontò la prova della vedovanza con spirito di dedizione. Il suo cammino si concluse a Tours nell'anno cinquecentoquarantacinque, dopo una lunga esistenza votata alla preghiera e al servizio dei bisognosi. Ella è ricordata come regina dei Franchi e come modello di carità cristiana, capace di trasformare il potere terreno in un umile servizio al disegno di Dio.

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Sant' Isacco di Cordova

Monaco e martire

Sant'Isacco di Cordova visse nel nono secolo in Andalusia, in Spagna, durante la dominazione dei Mori. Nacque a Cordova nell'ottobre o comunque nel corso dell'anno ottocentoventiquattro da genitori ricchi e nobili, ricevendo un'accurata educazione e istruzione che lo rese un perfetto conoscitore della lingua araba. Esercitò dapprima l'ufficio di scrittore pubblico e notaio, distinguendosi nella vita civile prima di compiere una radicale scelta di fede che avrebbe segnato per sempre la sua esistenza terrena e la memoria della Chiesa universale.

Nel corso del suo cammino spirituale, celebrato anche dal Martirologio Romano e commemorato il tre giugno, Sant'Isacco è ricordato in modo particolare come uno dei martiri volontari di Cordova. La sua testimonianza di fede e la sua gloriosa fine sono giunte sino a noi soprattutto grazie alle preziose testimonianze di sant'Eulogio, il quale illustrò dettagliatamente la sua vita e il suo martirio all'interno dell'opera intitolata Memoriale Sanctorum, consegnando ai posteri il ritratto di un uomo animato da una profonda e irremovibile dedizione al Vangelo.

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San Giovanni Grande

Religioso

San Giovanni Grande nacque a Carmona, in Spagna, il 6 marzo 1546, da Cristoforo Grande e Isabella Román, membri di una famiglia profondamente cristiana. Vissuto nel sedicesimo secolo, questo religioso dell'Ordine di San Giovanni di Dio impiegò la propria esistenza nel servizio instancabile ai poveri, ai detenuti, ai malati incurabili e agli emarginati, fondando ospedali e dedicandosi personalmente all'accoglienza dei reietti. La tradizione e i documenti storici lo ricordano come un autentico Buon Samaritano e un profeta dell'assistenza sanitaria, capace di scuotere le coscienze dei suoi contemporanei e di guidare con sapienza e carità le opere assistenziali in terra d'Andalusia.

La sua testimonianza terrena si concluse il 3 giugno 1600 a Jerez de la Frontera, dove morì dopo aver contratto la peste mentre assisteva i malati durante una violenta epidemia. Beatificato da papa Pio IX il tredici novembre 1853, fu proclamato santo da papa Giovanni Paolo II il due giugno 1986. Oggi la Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica il 3 giugno, ricordando il suo eroico sacrificio e la sua dedizione assoluta ai fratelli più deboli, mentre i suoi resti riposano nel santuario a lui dedicato all'interno dell'ospedale dei Fatebenefratelli di Jerez.

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Beato Andrea Caccioli da Spello

Il Beato Andrea Caccioli, nato a Spello nel tredicesimo secolo, è ricordato come una delle figure più luminose della prima ora francescana, primo sacerdote a vestire l'abito dei Frati Minori direttamente per mano di San Francesco. La sua esistenza si divise mirabilmente tra l'ardente zelo per la salvezza delle anime, l'infaticabile opera di predicazione in Italia e in Francia e una profonda vocazione alla contemplazione solitaria.

Testimone della morte del Poverello di Assisi e custode fedele dei suoi insegnamenti, il Beato Andrea impiegò i suoi giorni al servizio della Chiesa e dei poveri, operando prodigi legati all'acqua e portando la riconciliazione tra fazioni in lotta. Il suo culto, fiorito spontaneamente tra la sua gente, fu confermato da Papa Clemente XII nel diciottesimo secolo, consacrandone la memoria imperitura nella terra umbra.

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Beato Diego (Giuseppe) Oddi

Religioso dei Frati Minori

Il Beato Diego Oddi, al secolo Giuseppe, nacque a Vallinfreda il 6 giugno 1839 da una famiglia contadina povera ma ricca di sentimenti religiosi, onestà morale e virtù cristiane. Visse fino all'età di trentadue anni aiutando i genitori nel duro lavoro dei campi, distinguendosi fin da piccolo per una profonda dedizione alla preghiera e al lavoro, tanto da meritarsi il soprannome di frate. Entrato nel Ritiro di Bellegra, trascorse cinquant'anni della sua vita tra le mura conventuali e le strade della questua, facendosi prossimo ai semplici, ai sacerdoti e ai prelati con la sua straordinaria letizia e un'umiltà luminosa. Spirito contemplativo e mite, visse in costante colloquio con Dio e con la Madre Celeste, ed è ricordato per la sua insigne dedizione alla preghiera e per la semplicità di vita.

La sua esistenza terrena si concluse il 3 giugno 1919 nel Ritiro di Bellegra all'età di ottanta anni, dopo aver percorso instancabilmente le strade della carità francescana. Vissuto in fama di santità per tutta la vita, fu proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1999. Oggi la sua tomba è custodita nella Chiesa del Ritiro di San Francesco in via San Francesco a Bellegra, dove la memoria del suo sorriso e della sua dedizione continua a illuminare il cammino dei fedeli che si rivolgono alla sua intercessione.

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Sant' Adamo di Guglionesi

Monaco

San Adamo è una figura venerata nella tradizione cristiana, ricordata in particolare nella cittadina di Guglionesi, situata in provincia di Campobasso nella regione Molise, di cui è il patrono. Le fonti storiche e i testi specializzati in agiografia offrono pochissime informazioni sulla sua vita terrena, al punto che l'unica notizia certa e documentata riguarda la traslazione delle sue reliquie. Questo evento solenne avvenne a Guglionesi il 3 giugno 1102 ed è proprio a questa data che si lega la celebrazione liturgica del santo, fissata annualmente nel calendario ecclesiale. La collocazione temporale stimata per la sua esistenza terrena si colloca intorno al decimo secolo, periodo in cui visse e morì nella località molisana, venendo sepolto fuori dalle mura cittadine secondo l'uso dell'epoca.

La memoria di San Adamo è giunta sino a noi grazie al meticoloso lavoro di ricerca dei Bollandisti, una illustri società di Gesuiti belgi coordinati nel sedicesimo secolo da Jean Bolland e dediti alla compilazione della celebre opera agiografica degli Acta Sanctorum. Il volume intitolato Acta SS. Iunii riporta la notizia della traslazione alle pagine trecentotrentasei e trecentotrentotto, in un'edizione stampata nel 1741 nella città di Venezia. Nonostante la scarsità di dettagli biografici sul genere di vita o sulle attività svolte, la tradizione e gli studiosi hanno delineato i tratti probabili della sua vocazione, tramandandone il titolo di confessore e alimentando una devozione che attraversa i secoli.

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Santa Oliva di Anagni

Eremita

Santa Oliva è una figura venerata con profonda devozione ad Anagni, a Cori, a Castro dei Volsci, a Trivigliano e a Pontecorvo. Il martirologio la ricorda come vergine ad Anagni, nel Lazio. Non si possiedono notizie certe sulla sua vita terrena, ma l'Ufficio proprio della Diocesi di Anagni colloca la sua esistenza tra il sesto e il settimo secolo. La tradizione locale narra che la santa rinunciò a delle nozze terrene per custodire la sua dedizione. Per evitare il matrimonio, ella si rifugiò in un monastero di sacre vergini sorto nella zona anagnina. All'interno del monastero, Oliva fu gratificata con frequenza da celesti visioni che illuminarono il suo cammino di fede.

Il culto della santa si è protratto nei secoli ed è indissolubilmente legato alla presenza delle sue sacre reliquie. La più antica testimonianza di questo legame è costituita da un'epigrafe commemorativa della consacrazione dell'altare a lei dedicato. Tale altare fu solennemente consacrato il 7 settembre 1133 dall'antipapa Anacleto Secondo, identificato con Pietro de' Pierleoni, in carica dal 1130 al 1138. L'epigrafe attesta che l'antipapa e il vescovo Raone compirono il sacro rito, in un edificio che la storia ricorda come fatto costruire da un certo Giovanni da Patrica.

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Sant' Adalberto (Adelberto)

Vescovo di Como

Sant'Adalberto, venerato come vescovo di Como, visse nel corso del settimo secolo. La tradizione e i documenti storici delineano la figura di un pastore le cui origini si radicano in Croazia, terra da cui partì per raggiungere la città lombarda e rendere omaggio al concittadino e vescovo diocesano San Rubiano. Gli antichi storici locali hanno riferito sulla sua vita notizie di carattere favoloso, e non si conosce nulla di certo sulla sua effettiva attività, sebbene il suo episcopato sia collocabile probabilmente tra il terzo e il quarto decennio del settimo secolo. Il suo nome compare nei cataloghi episcopali dopo quello di San Rubiano, il quale era stato a sua volta successore di San Agrippino, morto dopo il seicentodiciassette e giunto a Como da Aquileia.

La memoria di Sant'Adalberto è legata a vicende terrene e prodigiose che la devozione popolare ha tramandato nei secoli. Trattenuto a Como da San Rubiano, fu infine chiamato a succedergli sulla cattedra episcopale. Tra le prove affrontate dal vescovo, la leggenda narra che fu accusato di incontinenza presso il pontefice. Per difendersi, Adalberto volle recarsi personalmente a Roma, dove trionfò delle calunnie grazie alla sua vita santa, allo zelo apostolico e ai poteri taumaturgici compiuti alla presenza del papa. Dopo aver annunciato la propria morte al recupero della vista del pontefice che era monocolo, il papa guarì, si recò a Como e assistette il santo sul letto di morte partecipando ai suoi funerali. La festa liturgica del vescovo si celebrava originariamente il sette luglio ed è ricordata nel breviario patriarchino del periodo compreso tra il milleninquecentoquindici e il milleninquecentoventitré, per poi essere successivamente spostata al tre giugno.

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San Cecilio di Cartagine

A Cartagine, nell’odierna Tunisia, san Cecilio, sacerdote, che condusse san Cipriano alla fede di Cristo.

Sant' Ilario di Carcassonne

Vescovo

A Carcassonne nella Gallia narbonense, in Francia, sant’Ilario, che si ritiene sia stato il primo vescovo di questa città, al tempo in cui i Goti diffondevano in questa regione l’eresia ariana.

San Lifardo

Vescovo

A Mehun-sur-Loire nel territorio di Orléans sempre in Francia, san Lifardo, sacerdote, che condusse in questo luogo vita eremitica.

San Genesio di Clermont

Vescovo

A Clermont-Ferrand in Aquitania, in Francia, san Genesio, vescovo, il cui corpo fu deposto a Manglieu nella chiesa del monastero da lui stesso fondato con l’annesso ospizio.

Beato Francesco Ingleby

Martire

A York in Inghilterra, beato Francesco Ingleby, sacerdote e martire, che, allievo del Collegio Inglese di Reims, per il sacerdozio esercitato in patria fu condotto, sotto la regina Elisabetta I, al supplizio del patibolo.

San Kevin (Coemgen)

Abate di Glendalough

A Glandáloch in Irlanda, san Coemgen, abate, che fondò un monastero, nel quale si ritiene sia stato padre e guida di molti monaci.

San Davino Armeno

Venerato a Lucca

A Lucca, san Davíno, che, di origine armena, venduti tutti i beni, si tramanda si sia fatto pellegrino per Cristo e sia morto di malattia, di ritorno dalla visita ai luoghi santi e alle basiliche degli Apostoli.

Beato Carlo Renato Collas du Bignon

Martire

Nel braccio di mare antistante Rochefort in Francia, beato Carlo Renato Collas du Bignon, sacerdote della Compagnia di San Sulpizio e martire, che, rettore del Seminario Minore di Bourges, durante la rivoluzione francese, per il suo sacerdozio fu rinchiuso in una galera, dove morì consunto dalle piaghe infette.

San Pietro Dong

Martire

Nella città di Âu Thi nel Tonchino, ora Viet Nam, san Pietro Đông martire, che, padre di famiglia, preferì subire crudeli supplizi piuttosto che calpestare la croce e, dopo essersi fatto incidere sul volto le parole ‘vera religione’ anziché ‘falsa religione’, fu decapitato sotto l’imperatore Tự Đức.

San Cono

Venerato a Diano

Nel cenobio di Santa Maria di Cadossa in Lucania, san Cono, monaco, che nella pratica monastica e nell’innocenza di vita, con l’aiuto di Dio giunse in breve tempo al culmine di ogni virtù.

Sant' Audito (Ovidio) di Braga

Vescovo e martire

Beata Beatrice Bicchieri

Domenicana

Beato Giovanni da Salazar

Martire mercedario

San Glunsalach

Monaco di Glendalough

San Willow

Martire eremita

Dal Martirologio Romano

Memoria dei santi Carlo Lwanga e dodici compagni, martiri, che, di età compresa tra i quattordici e i trent’anni, appartenenti alla regia corte dei giovani nobili o alla guardia del corpo del re Mwanga, neofiti o fervidi seguaci della fede cattolica, essendosi rifiutati di accondiscendere alle turpi richieste del re, sul colle di Namugongo in Uganda furono alcuni trafitti con la spada, altri arsi vivi nel fuoco. — Martirologio Romano