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7 ottobre

Beato Angelo Cuartas Cristóbal

Seminarista e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione nelle Asturie

Ángel Cuartas Cristóbal nacque a Lastres, nei pressi di Colunga, il 1° giugno 1910. Colunga è una cittadina marittima situata nella comunità autonoma delle Asturie. Venne al mondo nel ventesimo secolo, penultimo di nove figli nati all'interno di una famiglia laboriosa. Suo padre si chiamava José ed era un pescatore, mentre sua madre si chiamava Josefa Cristóbal Granada e si occupava della casa. I fratelli maggiori contribuivano al bilancio domestico cercando piccoli lavori nella lavorazione del pescato. Anche Ángel cominciò presto a fare piccoli lavori, accompagnando la sorella Elvira. Parte dei soldi guadagnati veniva portata a casa, mentre un'altra parte era riservata a se stesso. Ángel amava molto leggere e spendeva in libri i suoi risparmi personali. La gente del suo paese apprezzava molto il suo carattere semplice e trasparente. I compagni delle scuole elementari notavano che in lui non c'era alcuna forma di malignità. Quando scoppiava qualche lite durante un gioco, Ángel era subito pronto a portare la pace tra i contendenti. Ad Ángel piaceva il mare solo quand'era calmo. I racconti dei pescatori che avevano perso la vita in mare durante le tempeste lo impaurivano profondamente. Ángel temeva infatti che la stessa sorte potesse toccare a suo padre. In parrocchia mostrava una notevole inclinazione verso gli insegnamenti del catechismo e una religiosità sincera. La sua religiosità era plasmata sulle devozioni in uso a Lastres alla Madonna del Carmelo, del Buon Successo e dell'Addolorata. Tra le sue devozioni vi erano anche quelle a san Rocco, san Giuseppe, alle Anime del Purgatorio e al Corpo e Sangue del Signore.

Nel 1923 scelse di entrare nel Seminario Minore della diocesi di Oviedo. Il Seminario Minore aveva la sua sede nel monastero di Santa Maria di Valdediós. Grazie all'estrema cura che metteva in ogni azione quotidiana, ottenne di diventare sacrestano del Seminario. Si preoccupava spesso per i problemi familiari di qualche compagno e per la situazione politica spagnola che si faceva sempre più difficile. Divenne un buon giocatore di calcio, data la scarsità di svaghi consentiti all'interno del Seminario. Giocava come centravanti nelle partite disputate nell'antico chiostro del monastero oppure nella piazza di fronte alla chiesa di San Domenico. Quando tornava a casa per le vacanze, stupiva i vecchi amici per la sua destrezza crescente, pur continuando a indossare la veste talare. Durante i periodi di riposo trascorreva molto tempo ad aiutare i sacerdoti della sua parrocchia. I sacerdoti della parrocchia erano il parroco don José Fernández Acebedo, l'economo don José e il vicario coadiutore don Hipólito. Nella quiete della casa amava raccontare gli eventi più significativi della vita del Seminario. Tra i compagni menzionati più spesso c'era Gonzalo Zurro, che si distingueva per la sua grande abilità nel teatro. Nel 1929 passò al Seminario Maggiore, situato nel convento di San Domenico a Oviedo. Nel maggio 1934 fu ordinato suddiacono. L'ultima domenica del settembre 1934, terminate le vacanze trascorse a casa, tornò a Oviedo per iniziare il quinto anno del corso teologico.

La rivoluzione e il martirio a Oviedo

Il 5 ottobre 1934 esplosero scontri a fuoco tra i minatori e la forza pubblica, segnando l'inizio della rivoluzione delle Asturie. All'interno del Seminario le lezioni proseguirono come al solito nonostante i gravi disordini in corso nella città. All'alba del 6 ottobre, dopo una notte di intensi scontri, le armi sembrarono tacere temporaneamente. Dopo qualche ora però furono assaltati il convento di San Domenico e il Palazzo Vescovile di Oviedo. I seminaristi furono costretti a scappare, disperdendosi in varie direzioni per trovare un riparo sicuro. Ángel, Gonzalo e altri sei compagni trovarono rifugio prima in una stalla e poi nella cantina di uno stabile sfitto. Con loro c'era anche un sacerdote domenicano, padre Esteban Sánchez. Trascorsero la notte seguente insonni, pregando incessantemente e domandandosi quale sarebbe stata la loro sorte. Padre Sánchez li confortò con parole di fede, li benedisse e diede loro l'assoluzione. In quel momento di pericolo fecero voto di recarsi tutti al santuario della Madonna di Covadonga se fossero usciti sani e salvi. Molti di essi, per ragioni di sicurezza e prudenza, avevano indossato abiti secolari. Quelli che avevano ricevuto gli Ordini Minori portavano comunque il segno visibile della tonsura.

Il 7 ottobre Gonzalo uscì dal rifugio per accertarsi che la situazione fosse tornata normale e forse anche per cercare del cibo. Gonzalo scavalcò un muro, attraversò una stradina e una terrazza, ma fu sorpreso da alcuni uomini armati. Gli armati ordinarono perentoriamente ai fuggiaschi di uscire allo scoperto. Ne uscirono sette, ad eccezione del seminarista Juan Alonso Pérez e del religioso domenicano che rimasero nascosti. Gli armati fecero attraversare loro alcune strade tra gli insulti dei passanti. Arrivati nell'attuale calle Padre Suárez, tra il civico ventitré e il venticinque, furono schierati contro un portone. Intuendo che stava per essere ucciso, Gonzalo gridò a gran voce: «Viva Cristo Re! Viva la Spagna cattolica!». Gonzalo cadde per primo, colpito a morte. Ángel morì per secondo tra i membri del gruppo. Ángel aveva ventiquattro anni al momento della morte ed era il più anziano del gruppo. José González García fu l'unico dei sette a essere ferito gravemente ma fu miracolosamente risparmiato al momento del colpo di grazia grazie all'intervento di una donna che accorse coraggiosamente. La donna intervenne dicendo di non sparare a José González García perché non aveva la tonsura.

La memoria, la causa e la beatificazione

I familiari di Ángel recuperarono il suo cadavere due anni dopo la morte. Il corpo di Ángel fu inizialmente sepolto sotto il pavimento della cappella del cimitero di Lastres. Il corpo di Ángel fu successivamente traslato in uno degli ossari laterali del medesimo cimitero. Dal 19 marzo 2013 i resti di Ángel riposano nella Cappella Maggiore dell'attuale sede del Seminario di Oviedo, insieme a quelli dei suoi compagni. La fama di santità del gruppo è perdurata negli anni, nonostante un periodo di oblio storico. È stato così possibile avviare la causa di beatificazione e canonizzazione per l'accertamento del martirio avvenuto in odio alla fede. Ai sei giovani assassinati nel 1934 furono aggiunti altri tre allievi del Seminario di Oviedo uccisi durante la successiva guerra civile. Luis Prado Garcia, alunno del secondo anno di Filosofia, fu ucciso il 4 settembre 1936. Sixto Alonso Hevia, studente di terza Filosofia, fu ucciso il 27 maggio 1937. Manuel Olay Colunga, suddiacono, fu ucciso il 22 settembre 1937. I resti di Luis Prado Garcia e Sixto Alonso Hevia furono traslati nella Cappella Maggiore del Seminario nel 2013, mentre i resti di Manuel Olay Colunga non sono mai stati trovati.

Il nulla osta per l'avvio della causa denominata Ángel Cuartas Cristóbal e otto compagni risale al 12 maggio 1993. Il processo diocesano si è svolto a Oviedo e si è concluso il 29 novembre 1997. Il processo diocesano è stato successivamente convalidato il 24 febbraio 2012. Nel 2014 fratel Rodolfo Cosimo Meoli, Postulatore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, fu incaricato della fase romana della causa. La Positio super martyrio è stata completata e consegnata nel 2016. Il 21 giugno 2018 si è svolto il Congresso dei Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. I membri del Congresso dei Teologi si sono espressi all'unanimità a favore dell'effettivo martirio dei nove seminaristi. Il 7 novembre 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto di riconoscimento del martirio. Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La beatificazione si è svolta il 9 marzo 2019 nella cattedrale del Santo Salvatore a Oviedo. Il rito di beatificazione è stato presieduto dal cardinale Becciu come inviato speciale del Santo Padre. Ángel è nato a Lastres, in Spagna, il 1° giugno 1910 ed è morto a Oviedo, in Spagna, il 7 ottobre 1934.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ángel Cuartas Cristóbal?

La memoria liturgica è fissata al 6 novembre, giorno in cui tutte le diocesi spagnole ricordano i loro martiri del ventesimo secolo.