15 febbraio
Beato Angelo (Scarpetti) da Sansepolcro
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e i prodigi
La vita del beato Angelo si svolse interamente all'insegna della dedizione religiosa nella sua terra natale. Entrato nel convento cittadino degli Eremiti di Giovanni Bono intorno al mille duecento cinquanta quattro, egli visse la transizione istituzionale del mille duecento cinquanta sei, quando la comunità passò al nuovo Ordine dei frati Eremiti di sant'Agostino. La sua esistenza fu segnata da una profonda umiltà, ricordata dagli scrittori agostiniani e dagli studiosi locali fin dal sedicesimo secolo, e da una decisa carità accompagnata da un'illibata purezza di spirito e di corpo. Tra i concittadini si diffuse ben presto la fama di un uomo accetto a Dio e ricco di carismi soprannaturali, confermata dal verificarsi di alcuni episodi miracolosi durante la sua vita. Tra questi prodigi, la tradizione tramanda in modo particolare la resurrezione di un innocente condannato a morte. Gli storici segnalano inoltre come probabile, sebbene non certa, la sua partecipazione alle missioni destinate a sviluppare l'Ordine in Inghilterra. Il suo cammino terreno si concluse con il transito avvenuto a Sansepolcro nel mille trecento sei.
Il culto e la memoria
La memoria del beato Angelo trovò immediata espressione liturgica e associativa già pochi anni dopo la sua morte. Nel mille trecento dieci, presso la chiesa agostiniana cittadina, nacque una confraternita intitolata alla Vergine Maria e al beato Angelo, alla quale i priori provinciale e generale dell'Ordine inviarono speciali privilegi. Nel mille cinquanta cinque i frati lasciarono la prima chiesa per trasferirsi in quella attuale, portando con sé il corpo di frate Angelo; in quell'occasione fu fissata al ventinove settembre la celebrazione della festa della traslazione del corpo, ricorrenza che fu poi soppressa nel mille ottocentocinquantacinque. Nel mille settecento quaranta il corpo fu sottoposto a ricognizione canonica da parte del vescovo di Sansepolcro, monsignor Raimondo Pecchioli. Il percorso per il riconoscimento ufficiale del culto riprese nel millenovecento cinque con l'inizio del processo sul culto tributato al servo di Dio Angelo, che si concluse con la definitiva approvazione nel millenovecento ventidue. Attualmente il corpo del beato è conservato sotto l'altare maggiore della chiesa di Sant'Agostino in Sansepolcro, racchiuso in una cassa di legno intagliato, dorato e decorato con scene della sua vita. La sua immagine è tramandata anche da un affresco del quattordicesimo secolo, proveniente dall'antica chiesa agostiniana e oggi esposto al Museo Civico di Sansepolcro. L'ultima manifestazione solenne del culto si è svolta il due ottobre millenovecento ottantasette, quando la cassa con il corpo fu portata in processione per le strade intorno alla chiesa di Sant'Agostino.
Il cammino di santità
Il percorso spirituale del Beato Angelo da Sansepolcro ebbe inizio nel 1254, quando egli scelse di entrare nel convento degli Eremiti di Giovanni Bono, situato nella sua città natale. Quella scelta segnò l'inizio di una vita austera e dedicata interamente alla contemplazione e all'esercizio del ministero sacerdotale. Due anni dopo, nel 1256, egli fu partecipe di un momento di grande rinnovamento per la comunità religiosa, quando avvenne la transizione all'Ordine degli Eremiti di sant'Agostino. In questo nuovo contesto, il Beato Angelo seppe approfondire la propria vocazione, vivendo con rigore e carità il carisma agostiniano, in un'epoca segnata da profonde trasformazioni ecclesiali e civili.
La vita del Beato Angelo non fu priva di segni prodigiosi, che la tradizione ha tramandato come testimonianza della sua vicinanza a Dio. Si narra in particolare che egli fu protagonista di un evento straordinario, ovvero la resurrezione di un uomo, un innocente che era stato ingiustamente condannato a morte. Tale episodio non deve essere letto solo come un fatto prodigioso in sé, ma come la manifestazione di un sacerdote che si faceva carico del dolore degli oppressi e che invocava la verità divina in difesa dei deboli. Fino al termine dei suoi giorni, giunto nel 1306, il Beato Angelo rimase a Sansepolcro, luogo in cui aveva offerto il sacrificio della sua vita. La sua testimonianza sacerdotale, spesa nel silenzio del chiostro e nella sollecitudine verso il prossimo, ha lasciato un segno indelebile nel cuore di quanti hanno conosciuto la sua opera e la sua preghiera.
La memoria e il culto
La devozione verso il Beato Angelo da Sansepolcro si è consolidata nel tempo, trovando espressione nel profondo legame che la cittadinanza ha sempre nutrito verso il proprio concittadino. Un passaggio fondamentale per la riscoperta e la conferma della venerazione avvenne nel 1740, quando fu eseguita la ricognizione canonica del corpo, un atto che permise di custodire con maggiore cura le spoglie del beato e di ravvivare il culto tra i fedeli. Il riconoscimento ufficiale della Chiesa giunse infine nel 1922, anno in cui il culto fu approvato, elevando il Beato Angelo agli onori degli altari in modo universale.
È interessante notare come la vita liturgica legata al santo abbia conosciuto nel tempo diverse modulazioni. In passato, esisteva una festa dedicata alla traslazione del suo corpo, fissata al 29 settembre, una ricorrenza che fu però soppressa nel 1855. Nonostante il mutare delle consuetudini e delle celebrazioni, la memoria del Beato Angelo rimane viva nel cuore della comunità di Sansepolcro. Egli continua a essere ricordato come una guida spirituale che, attraverso il ministero sacerdotale e la fedeltà alla regola agostiniana, ha saputo mostrare la bellezza di una vita donata a Dio per il bene dei fratelli, offrendo un modello di santità ancora attuale per ogni credente.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Angelo da Sansepolcro?
Il beato Angelo si festeggia il quindici febbraio.
A Borgo Sansepolcro, oggi in Toscana, beato Angelo Scarpetti, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino. — Martirologio Romano