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domenica 15 febbraio 2026 · Santo del giorno

Santi Faustino e Giovita

Martiri

Santi Faustino e Giovita

I santi Faustino e Giovita vissero nel corso del secondo secolo nella città di Brescia, dove appartenevano a una nobile famiglia pagana e intrapresero la carriera militare come cavalieri dell'ordine equestre. Attirati dal messaggio cristiano e guidati dai lunghi colloqui con il vescovo sant'Apollonio, ricevettero il battesimo e si dedicarono con fervore all'evangelizzazione delle terre bresciane, ricevendo i ministeri di presbitero per Faustino e di diacono per Giovita. La loro coraggiosa testimonianza e il grande successo della loro predicazione suscitarono l'ostilità dei maggiorenti locali, inserendosi nel contesto delle persecuzioni imperiali sotto il regno di Traiano e successivamente di Adriano. Tra vicende giudiziarie, carcerazioni, prodigiosi interventi divini e trasferimenti in diverse città dell'impero come Milano, Roma e Napoli, i due fratelli mantennero incrollabile la loro fede fino al supremo sacrificio della vita. Furono infine decapitati il quindici febbraio del centotrentaquattro fuori da porta Matolfa a Brescia, suggellando con il martirio il loro cammino terreno.

La figura di questi martiri gode di una venerazione antichissima, la cui diffusione risale all'ottavo secolo grazie anche all'impulso dei Longobardi che ne estesero il culto in tutta la penisola italiana. Santi protettori di Brescia e di Viterbo, la tradizione popolare e la devozione li ricordano non solo per la fermezza dimostrata durante i supplizi subiti, ma anche per la protezione prodigiosa accordata nei secoli alla comunità bresciana, come avvenne in occasione dell'assedio del quattordici trentotto. Nelle rappresentazioni artistiche vengono tradizionalmente raffigurati alternativamente in abiti militari romani, con la spada e la palma del martirio, oppure nelle vesti dei rispettivi ordini ecclesiastici. La memoria liturgica dei santi Faustino e Giovita si celebra ogni anno il quindici febbraio, radunando i fedeli nella preghiera e nel ricordo della loro luminosa testimonianza cristiana.

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Gli altri santi di oggi

San Claudio de la Colombiere

Religioso

San Claudio La Colombière nacque a Grenoble, in Francia, il 2 febbraio 1641, terzo figlio di un notaio. Uomo di cuore, dotato di una sensibilità delicata, di un gusto profondo dell'amicizia, di una posizione economicamente solida e di un avvenire sicuro, possedeva una mente brillante negli studi e una profonda inclinazione verso il calore della famiglia, unita a un'orribile avversione per la vita religiosa. I suoi familiari volevano mandarlo in convento, ma superata la crisi iniziale decise di entrare, a diciassette anni, nel Noviziato di Avignone della Compagnia di Gesù, facendosi rapidamente stimare per prudenza, giudizio solido e sana pietà. Dopo aver completato gli studi e l'insegnamento, divenne sacerdote a ventotto anni, distinguendosi come predicatore, confessore e guida spirituale in Francia, in Inghilterra e a Paray-le-Monial, dove sostenne con coraggio la missione di Santa Margherita Maria Alacoque.

Il santo è ricordato in modo particolare per essere stato il primo apostolo e un maestro di illuminata spiritualità della devozione al Sacro Cuore di Gesù, che consiste nell'adorazione della persona di Cristo nella sua umanità e nel suo amore infinito. La sua vita fu segnata da prove dolorose, dall'incarcerazione e dall'espulsione dall'Inghilterra a causa della sua fede cattolica, e da una salute gravemente compromessa dai disturbi polmonari. Morì a Paray-le-Monial il 15 febbraio 1682, ad appena quarantuno anni, offrendo la propria vita secondo il disegno del Signore. Papa Pio XI lo proclamò beato nel 1929 e Papa Giovanni Paolo II lo proclamò santo nel 1994, fissando la sua memoria liturgica al quindici febbraio.

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Sant' Onesimo

Martire

Sant'Onesimo, nato in Frigia nel primo secolo, rappresenta una luminosa testimonianza di come la grazia di Dio possa trasformare radicalmente il cammino di un uomo. Inizialmente servo di Filemone nella sua terra natale, egli fuggì dalla propria condizione di schiavitù, cercando rifugio lontano dai legami che lo tenevano prigioniero. Il Signore, nella sua imperscrutabile sapienza, guidò i suoi passi verso Roma, dove il destino lo portò a incrociare lo sguardo e la parola dell'apostolo Paolo, che in quel tempo viveva la sofferenza della prigionia. In quell'incontro provvidenziale, il cuore di Onesimo si aprì alla Verità, trovando nel battesimo una libertà profonda che trascendeva ogni vincolo terreno.

La memoria di questo santo è custodita dalla Chiesa come quella di un uomo che, da fuggiasco, divenne fratello nel Signore. Dopo la conversione, egli non cercò un rifugio egoistico, ma accolse la missione affidatagli dall'apostolo Paolo, che lo inviò a Colossi per sostenere l'opera di evangelizzazione. La sua figura è ricordata per la dedizione con cui seppe trasformare il proprio vissuto in una testimonianza di servizio e di comunione, divenendo un collaboratore prezioso per la diffusione del Vangelo tra le comunità cristiane delle origini. La sua testimonianza rimane un invito a riconoscere la dignità di ogni persona, chiamata a essere parte viva della famiglia di Dio.

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Beato Angelo (Scarpetti) da Sansepolcro

Il beato Angelo Scarpetti visse nel corso del tredicesimo secolo e lasciò una traccia profonda nella comunità di Sansepolcro, dove nacque nella prima metà del secolo e dove compì il suo intero cammino terreno come monaco. La tradizione locale tramanda che appartenesse alla famiglia Scarpetti e ricorda la sua figura legata all'Ordine degli Eremiti di sant'Agostino. Entrò nel convento cittadino degli Eremiti di Giovanni Bono intorno al mille duecento cinquanta quattro, che due anni dopo confluì nel nuovo Ordine dei frati Eremiti di sant'Agostino. Nel martirologio egli viene ricordato a Borgo Sansepolcro come beato Angelo Scarpetti, sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino, uomo che seppe distinguersi per la decisa carità e per l'illibata purezza di spirito e di corpo.

Nel corso della sua vita terrena si merita la fama di uomo accetto a Dio e ricco di carismi soprannaturali, guadagnandosi la stima dei concittadini per i prodigi a lui attribuiti, tra i quali la tradizione ricorda la resurrezione di un innocente condannato a morte. Gli scrittori agostiniani e gli studiosi locali ne ricordano la profonda umiltà a partire dal sedicesimo secolo, mentre resta probabile ma non certa la sua partecipazione alle missioni volte a sviluppare l'Ordine in Inghilterra. Dopo la sua morte, avvenuta a Sansepolcro nel mille trecento sei, la devozione popolare e istituzionale non tardò a manifestarsi, culminando nel processo sul culto iniziato nel millenovecento cinque e conclusosi con l'approvazione nel millenovecento ventidue.

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San Wilfrido (Walfredo) della Gherardesca

Abate fondatore di Palazzolo

San Walfredo della Gherardesca è una figura luminosa dell'ottavo secolo, uomo che seppe coniugare la pienezza della vita familiare con la radicalità della chiamata divina. Nato a Pisa, Walfredo percorse un cammino di conversione profondo che lo condusse a lasciare gli affetti coniugali e la cura dei cinque figli per abbracciare la solitudine del Monteverdi, cercando nel silenzio della vita eremitica l'intimità con il Signore. La sua esistenza, segnata da un distacco generoso dal mondo, si trasformò presto in un fecondo apostolato che portò alla nascita di luoghi di preghiera e di accoglienza spirituale.

Egli è ricordato oggi come il fondatore del monastero di San Pietro di Palazzuolo, avvenuta nell'anno settecentocinquantaquattro, dove scelse di guidare la propria comunità sotto la sapiente guida di Magno e l'osservanza della Regola di San Benedetto. La sua opera non si fermò all'ambito maschile, poiché ebbe la premura di istituire un monastero femminile destinato ad accogliere le spose dei suoi compagni eremiti, permettendo anche a loro di consacrarsi al servizio di Dio. La sua testimonianza, culminata con la morte avvenuta il quindici febbraio settecentosessantacinque, rimane un richiamo costante alla dedizione totale e alla fondazione di comunità vive, capaci di irradiare la luce del Vangelo attraverso il lavoro e la preghiera costante.

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Beato Michele Sopocko

Sacerdote

Il Beato Michele Sopocko, nato nel 1888 a Juszewszczyzna, è stato un sacerdote del ventesimo secolo la cui esistenza è stata interamente consacrata al servizio di Dio e del prossimo. La sua figura è ricordata con profonda gratitudine per il ruolo essenziale che ha svolto come direttore spirituale di suor Faustina Kowalska, divenendo un instancabile apostolo e promotore del culto della Divina Misericordia. La sua missione non è stata soltanto un impegno accademico, ma una vera e propria testimonianza vissuta nel cuore della Chiesa.

Ordinato sacerdote nel 1914 dal vescovo Franciszek Karewicz, il Beato Michele ha attraversato le prove della storia, servendo come cappellano militare durante la guerra polacco-sovietica. La sua vita si è intrecciata con luoghi significativi come Vilnius, Varsavia, Taboryszki e Bialystok, dove ha profuso le sue doti intellettuali e spirituali. Egli rimane per i fedeli un modello di dedizione sacerdotale e di umiltà, un uomo che ha saputo accogliere e diffondere con chiarezza il messaggio della misericordia divina, guidando le anime verso la fiducia totale in Dio.

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Beati Federico Bachstein e 13 compagni

Martiri francescani

I beati Federico Bachstein e tredici compagni sono quattordici frati francescani massacrati nel diciassettesimo secolo a Praga, ricordati per aver offerto la vita suprema a causa dell'odio per la fede. La loro memoria liturgica si celebra il quindici febbraio, data in cui subirono il martirio nel convento di Santa Maria della Neve per mano di una folla inferocita di hussiti, calvinisti e luterani. La Chiesa ne ha solennemente riconosciuto il sacrificio tramite la promulgazione del decreto sul martirio avvenuta il dieci maggio duemiladodici, giungendo poi alla beatificazione celebrata il tredici ottobre nella cattedrale di Praga e presieduta dal cardinale Angelo Amato, un evento di particolare significato poiché essi sono stati i primi ad essere beatificati nell'Anno della Fede.

Le notizie sulla vita dei singoli martiri sono scarse, ma la storia tramanda i loro nomi, le origini e i compiti svolti all'interno della comunità religiosa boema. Questo gruppo di testimoni del Vangelo comprendeva religiosi provenienti dall'Italia, dalla Spagna, dalla Francia, dalla Germania, dall'Olanda e dalla stessa Boemia, uniti nella dedizione alla predicazione, alla confessione e all'insegnamento della teologia. Il loro sacrificio si inserisce in un contesto storico segnato da profondi contrasti religiosi e politici, acuiti dall'editto di tolleranza concesso dall'imperatore Rodolfo secondo e sfruttato dall'arciduca Mattia per i propri disegni di potere. Dopo l'efferato eccidio, due nobildonne e due cittadini di Praga ebbero pietà e seppellirono furtivamente i corpi, le cui spoglie riposano oggi nella chiesa di Santa Maria della Neve sotto l'altare di San Pietro d'Alcantara.

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Beato Giovanni Bodeo

Religioso e martire

Il Beato Giovanni Bodeo, spesso indicato anche come Giovanni Rode a causa di un conflitto di attribuzione sul cognome, visse nel XVII secolo ed è ricordato come religioso e martire. Nato a Mompiano, nella zona nord di Brescia, non si sa molto della sua vita oltre alle sue origini e al suo ruolo. Egli prestava servizio come fratello laico, ortolano e aiutante del sacrestano nel convento francescano di Praga, dove incontrò la sua gloriosa fine insieme a tredici confratelli. Il suo martirio si inserisce in un periodo di grandi tensioni storiche e religiose in Europa, culminato con la sua beatificazione avvenuta nel 2012.

La figura di Giovanni Bodeo si staglia nel contesto drammatico delle lotte tra protestanti e cattolici del XVII secolo in Europa, che furono estenuanti e insanguinarono l'intero continente. Insieme ai suoi compagni di comunità, egli affrontò la persecuzione con fede salda, suggellando la propria dedizione al Vangelo con il sacrificio della vita. Il ricordo di questo martirio è rimasto vivo nei secoli, portando la Chiesa a riconoscerne la santità e a fissare la memoria liturgica del beato, ricordato il 15 febbraio, con particolari celebrazioni il 13 ottobre nella diocesi di Brescia.

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Beato Riccardo (Albino) Guerra Villaizán

Religioso e martire

Il Beato Riccardo, al secolo Albino Guerra Villaizán, visse nel ventesimo secolo offrendo la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo come religioso e martire. Nato ad Arenilla de Riupisuerga nel 1913, compì il suo cammino di fede rispondendo a una profonda vocazione che lo condusse nella Congregazione di San Pietro in Vincoli, una famiglia religiosa fondata nel 1834 dal sacerdote Joseph-Marie Fissiaux a Marsiglia, la quale aprì la sua prima comunità in Spagna nel 1884. Nel corso della sua giovinezza e dei suoi anni di studio a Barcellona, si distinse come un educatore eccellente, gioviale, comprensivo e completo, capace di trasmettere i valori evangelici con mitezza e dedizione fraterna. La sua testimonianza terrena si compì drammaticamente durante la persecuzione religiosa legata alla guerra civile spagnola, culminando nel martirio a Barcellona il 15 febbraio 1937, all'età di ventitré anni.

La Chiesa riconosce la sua fedeltà eroica attraverso il decreto di beatificazione firmato dopo l'autorizzazione di Papa Francesco, culminato nella celebrazione solenne del 10 novembre 2018 nella basilica della Sagrada Família a Barcellona, presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu come delegato del Santo Padre. Il Beato Riccardo, insieme ai compagni di martirio Angelo de la Iglesia Ocina, Acacio Maria Calleja Santamaría, Gregorio Díez Blanco, Camila Díez Blanco ed Eliseo Moradillo García, rimane un punto di riferimento luminoso per la comunità cristiana. Viene ricordato con gratitudine per aver sigillato la propria fede con il sangue, offrendo una limpida prova di amore per Cristo in un tempo di grande prova e sofferenza per la Chiesa.

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Beato Acacio (Acacio María) Calleja Santamaría

Religioso e martire

Il Beato Acacio Maria Calleja Santamaría visse nel ventesimo secolo, offrendo la sua giovane vita nel contesto drammatico della guerra civile spagnola. Nato a Yudejo di Burgos nel 1915 e battezzato due giorni dopo la nascita, abbracciò con fervore la vocazione religiosa entrando nella Congregazione di San Pietro in Vincoli, una famiglia fondata nel 1834 dal sacerdote Joseph-Marie Fissiaux a Marsiglia e presente in Spagna dal 1884. Dopo il noviziato e la prima professione pronunciata a Marsiglia nel 1934, assunse il nome di fratel Acacio e si dedicò agli studi di lettere e filosofia nella casa di Barcellona denominata Asilo Duran. Coloro che lo conobbero lo ricordavano come un giovane profondamente convinto della propria chiamata, sinceramente legato alla sua famiglia religiosa, docile all'obbedienza, premuroso verso i bisogni degli studenti e dei compagni, e capace di testimoniare ogni giorno un autentico spirito fraterno.

La sua luminosa testimonianza terrena si concluse con il martirio il quindici febbraio del 1937, all'età di soli ventuno anni, quando fu catturato e giustiziato a Barcellona insieme ad altri compagni. Per la sua fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, il diciotto dicembre del 2017 papa Francesco, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva il suo martirio insieme a quello di altri sedici Servi di Dio. Successivamente, il dieci novembre del 2018, egli è stato solennemente beatificato nella basilica della Sagrada Família a Barcellona, durante una cerimonia presieduta dal cardinal Giovanni Angelo Becciu in qualità di delegato del Santo Padre, inserendosi nel novero dei beati ricordati dalla Chiesa per la loro coraggiosa testimonianza di fede.

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Beato Angelo de la Iglesia Ocina

Chierico e martire

Il Beato Angelo de la Iglesia Ociña nacque il primo ottobre 1913 a Nidáguila, nella Valle del Sedano, in provincia di Burgos, in Spagna. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita. Cresciuto con profonda fede nel corso del ventesimo secolo, a soli tredici anni, nel 1926, decise di entrare nella Congregazione di San Pietro in Vincoli. Tale famiglia religiosa era stata fondata nel 1834 dal sacerdote Joseph-Marie Fissiaux a Marsiglia, città dove la congregazione aprì la sua prima comunità in Spagna nel 1884. Fratel Angelo compì il suo noviziato proprio a Marsiglia, dove emise i suoi primi voti l'undici ottobre 1931. Chi lo conosceva lo descriveva come un religioso intelligente, gentile, nobile, umile e dal comportamento impeccabile, tanto da essere definito un vero angelo. La sua giovane vita terrena si concluse tragicamente a Barcellona nel 1937, all'età di ventitré anni, coronata dal martirio in un tempo di persecuzione.

La memoria di questo giovane martire della Chiesa vive nella preghiera e nel ricordo liturgico. Dopo che Papa Francesco, il diciotto dicembre 2017, ricevette in udienza il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del decreto sul martirio, si giunse alla solenne celebrazione. Il Beato Angelo de la Iglesia Ociña fu infatti beatificato il dieci novembre 2018 a Barcellona, nella basilica della Sagrada Família. Il rito fu celebrato dal cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della medesima Congregazione, in qualità di delegato del Santo Padre. Egli fu elevato agli altari insieme ai compagni di martirio Riccardo Guerra Villazan, Acacio Calleja Santamaría, Gregorio Díez Blanco, Camila Díez Blanco ed Eliseo Moradillo García, offrendo una luminosa testimonianza di fedeltà cristiana.

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Santi Isicio, Giuseppe di Roma, Zosimo, Baralo e Agape

Martiri

Ad Antiochia in Siria, santi martiri Isicio, sacerdote, Giosippo, diacono di Roma, Zósimo, Barálo e Agápe, vergine.

San Quinidio

Vescovo di Vaison-La-Romaine

A Vaison nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Quinidio, vescovo.

San Severo

Prete in Abruzzo

Nella valle di Antrodoco, oggi nel Lazio, san Severo, sacerdote, di cui fa memoria il papa san Gregorio Magno.

San Decoroso di Capua

Vescovo

A Capua in Campania, san Decoroso, vescovo.

San Sigfrido di Vaxjo

Vescovo

A Växjö in Svezia, san Siffredo, vescovo: di origine inglese, evangelizzò le genti di questa regione con grandissimo zelo e battezzò in Cristo lo stesso re Olaf.

Sant' Euseo di Serravalle-Sesia

Eremita

Santa Giorgia

Vergine

A Clermont-Ferrand in Aquitania, in Francia, santa Giorgia, vergine.

Beato Antonio Marini

Mercedario

Beato Bartolomeo Dalmasoni

Sacerdote francescano, martire

Beato Girolamo degli Arese

Diacono francescano, martire

Beato Gaspare Daverio

Suddiacono francescano, martire

Beata Camilla Díez Blanco

Laica e martire

Beato Gregorio Díez Blanco

Vedovo e martire

Beato Eliseo Moradillo García

Laico e martire

Dal Martirologio Romano

A Brescia, santi Faustino e Giovíta, martiri, che, dopo molte lotte sostenute per la fede di Cristo, ricevettero la vittoriosa corona del martirio. — Martirologio Romano