15 febbraio
Santi Faustino e Giovita
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La conversione e l'inizio della predicazione
La Leggenda maior racconta che entrambi i santi erano figli di una nobile famiglia pagana di Brescia e che entrambi entrarono presto nell'ordine equestre e divennero cavalieri. Attratti dal Cristianesimo e dopo lunghi colloqui con il vescovo sant'Apollonio, chiesero e ottennero il battesimo, dedicandosi subito all'evangelizzazione delle terre bresciane. Per il loro zelo il vescovo Apollonio nominò Faustino presbitero e Giovita diacono. Di storico vi è l'esistenza dei due giovani cavalieri convertitisi al cristianesimo tra i primi evangelizzatori delle terre bresciane. Il successo della loro predicazione li rese invisi ai maggiorenti di Brescia, i quali approfittarono della persecuzione voluta da Traiano, la terza, per invitare il governatore della Rezia Italico a eliminare i due col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico. La morte di Traiano ritardò i piani del governatore, ma in seguito Italico approfittò della visita del nuovo imperatore Adriano a Milano per denunciare i due predicatori come nemici della religione pagana. L'imperatore Adriano, preoccupato, diede l'autorizzazione a Italico per la loro persecuzione. In realtà gli studi storici precisano che molto probabilmente Adriano non li conobbe mai e risulta che non ordinò mai direttamente una persecuzione, limitandosi a non intervenire mai per impedire quelle che nascevano nei vari angoli dell'impero. Italico minacciò dapprima i giovani di decapitazione chiedendo loro di abiurare e di sacrificare agli dei, ma i due giovani si rifiutarono e per questo vennero carcerati.
I prodigi, le tappe del viaggio e il martirio
L'imperatore Adriano condusse una campagna militare nelle Gallie e, rientrando in Italia, si fermò a Brescia, dove Italico coinvolse direttamente l'imperatore nella questione. L'imperatore in persona chiese ai giovani il sacrificio al dio sole, ma i giovani non solo si rifiutarono ma danneggiarono la statua del dio. L'imperatore ordinò che fossero dati in pasto alle belve del circo, tuttavia le bestie si accovacciarono mansuete ai piedi dei giovani. Faustino approfittò dell'occasione per chiedere la conversione degli spettatori dello spettacolo circense e molti spettatori proclamarono la loro fede al Cristo, tra cui Afra, la moglie del governatore Italico, la quale conobbe ella stessa il martirio e la santità. La conversione di Calocero, ministro del palazzo imperiale e comandante della corte pretoria, irritò ancor più l'imperatore, che ordinò che i giovani fossero scorticati vivi e messi al rogo, sebbene le fiamme non lambirono nemmeno le vesti dei giovani. I giovani furono condotti in carcere a Milano perché le conversioni a Brescia continuavano ad aumentare. A Milano furono nuovamente torturati e subirono il supplizio dell'eculeo. Durante la prigionia a Milano si verificarono eventi miracolosi, come l'uscita dal carcere dei due per incontrare e battezzare san Secondo. I santi furono trasferiti a Roma e portati al Colosseo, dove nuovamente le belve si ammansirono ai loro piedi, e successivamente furono inviati a Napoli per nave, sedando una tempesta durante il viaggio. A Napoli furono nuovamente torturati e abbandonati in mare su una barchetta, ma gli angeli li riportarono a riva. L'imperatore ordinò il loro rientro a Brescia, dove il nuovo prefetto eseguì la sentenza di decapitazione il quindici febbraio poco fuori di porta Matolfa. Essi morirono martiri tra il centoventi e il centotrentaquattro al tempo di Adriano.
La sepoltura e la diffusione del culto
Furono sepolti nel vicino cimitero di San Latino. Il vescovo san Faustino costruì la chiesa di San Faustino ad sanguinem, poi chiamata Sant'Afra e oggi Sant'Angela Merici, mentre alcune reliquie sono oggi conservate nella basilica dedicata ai due martiri. I due martiri sono raffigurati spesso in veste militare romana con la spada in un pugno e la palma del martirio nell'altra, mentre in altre raffigurazioni sono in vesti religiose, con Faustino da presbitero e Giovita da diacono. Il loro culto si diffuse verso l'ottavo secolo, periodo in cui fu scritta la leggenda, prima a Brescia e poi, per mezzo dei Longobardi, in tutta la penisola e in particolare a Viterbo. Il loro patronato su Brescia fu confermato anche a causa di una visione dei due santi che combattevano a fianco dei bresciani contro i milanesi nello scontro decisivo che fece togliere l'assedio alla città il tredici dicembre quattordici trentotto.
La conversione e l'annuncio
Nel cuore del secondo secolo, la città di Brescia vide fiorire la testimonianza di Faustino e Giovita. Nati in seno a famiglie nobili, i due giovani intrapresero inizialmente la carriera militare come cavalieri, un ruolo che prometteva loro onori e prestigio mondano. Tuttavia, l'incontro con la grazia divina trasformò radicalmente le loro esistenze, conducendoli alla conversione al cristianesimo. Questa scelta segnò l'inizio di una nuova e più alta milizia, non più dedita alle armi umane, ma alla diffusione della Parola di Dio.
Abbracciata la nuova fede, Faustino e Giovita divennero i primi predicatori locali a percorrere le terre bresciane. Con zelo apostolico e umiltà, si dedicarono interamente all'evangelizzazione dei propri concittadini, seminando il messaggio evangelico in un territorio ancora profondamente pagano. La loro predicazione, fervida e coerente, divenne un punto di riferimento per la nascente comunità cristiana locale, ponendo le fondamenta della Chiesa in quella regione.
Il martirio e l'eredità
La loro coraggiosa attività di testimonianza non passò inosservata alle autorità del tempo. In un'epoca di dure prove per i cristiani, Faustino e Giovita furono arrestati e condotti al supplizio. Tra il 120 e il 134, i due giovani subirono il martirio per decapitazione nella loro amata Brescia. Con questo estremo sacrificio, essi unirono per sempre il loro nome alla gloria della croce, offrendo la vita terrena per ricevere la corona immarcescibile promessa ai servitori fedeli del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i santi Faustino e Giovita?
La ricorrenza liturgica si celebra il quindici febbraio.
Di cosa sono patroni i santi Faustino e Giovita?
I santi sono patroni delle città di Brescia e di Viterbo.
A Brescia, santi Faustino e Giovíta, martiri, che, dopo molte lotte sostenute per la fede di Cristo, ricevettero la vittoriosa corona del martirio. — Martirologio Romano